Dall’esperto agli utenti, ecco come si supera il digital divide

Si torna a parlare di digital divide in Italia, un problema che sembrava essere confinato ai vecchi limiti infrastrutturali di zone del territorio nazionale non coperte dalle vecchie antenne televisive o dai ripetitori per la diffusione del segnale cellulare per la telefonia mobile. In epoca di Internet, però, questo termine assume un significato differente: non solo ci sono aree in cui non ci si può collegare alla Rete, ma in molte (troppe) zone si viaggia a bassa velocità.

Italia lenta su Internet

Anche se la velocità media di connessione in Italia sta salendo, il dato è ancora molto basso rispetto a quelli di altri Paesi del Mondo: per la precisione, il risultato italiano è di 9,2 Mbps, che colloca il nostro Paese addirittura al 61esimo posto nella consueta classifica di Akamai sulla velocità di Internet nel mondo, lontanissimi dalle performance dei primi della classe, che viaggiano a ritmi superiori ai 20 Mega.

Troppe zone senza Rete

E questo non è neppure il problema più grande che si riscontra lungo lo Stivale, dove in molti Comuni si rischia addirittura di non aver alcun tipo di accesso alla Rete a causa della mancanza di un’adeguata dotazione infrastrutturale. Si tratta di zone montuose, o di piccoli Comuni che ricadono in aree ritenute poco “remunerative” per i principali operatori di telecomunicazione, che quindi non investono in tecnologie.

Che fare per collegarsi a Internet?

In realtà, è in fase di attuazione uno specifico piano nazionale destinato a migliorare l’accesso in queste “aree bianche” (o a fallimento di mercato), ma nell’attesa che gli investimenti si trasformino in fatti concreti cosa si può fare per collegarsi a Internet?

Il consiglio dell’esperto

Le risposte arrivano da storie concrete, riportate anche nella rubrica dedicata alle problematiche di telefonia curata dal giornalista Alessandro Longo su Repubblica.it: in più di una occasione, l’esperto consiglia a chi sperimenta difficoltà di connessione in zone non coperte da infrastrutture fisiche di verificare la possibilità di cambiare tecnologia. Ovvero, passare alla cosiddetta fixed wireless access, su cui si basa ad esempio la offerta internet casa wifi di Eolo, che offre prestazioni di tutto rilievo e una velocità superiore rispetto a quella “base” dell’Adsl.

Cambiare la banda

In termini concreti, se il pacchetto standard dell’Adsl in Italia promette connessioni a 20 Mega (che però restano nella maggior parte dei casi puramente nominali, fermandosi di molto al di sotto di questa soglia) o più frequentemente a 7 Mega (con gli stessi limiti di velocità), le ultime offerte delle nuove società telco che sfruttano il wifi radio arrivano fino a 30 Mega in download, con livelli alti di affidabilità e stabilità della rete.

Un racconto diretto

A dare ulteriore riprova dell’efficacia di questa infrastruttura leggera sono le esperienze dirette raccontate dai clienti che si sono convertiti alla fixed wireless access: un caso recente è stato segnalato dal sito Messaggero Veneto, che ha riportato il racconto di un utente di Alnicco di Moruzzo, piccola frazione in provincia di Udine, che grazie alla sottoscrizione di un abbonamento a Eolo è riuscito ad attivare una connessione a Internet, mettendo fine a una situazione che “fino a qualche anno fa era drammatica. Era difficile effettuare anche le ricerche per l’università”, come descritto nell’articolo.

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