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Hans Hollein: Biografia, Opere e Stile dell’archistar

Hans Hollein, architetto, teorico ma anche urbanista e designer. Non a caso, nel 1985 il Premio Pritzker è assegnato proprio al celebre architetto austriaco Hans Hollein, scomparso nel 2014. Nato a Vienna e, dopo gli studi di architettura presso Clemens Holzmeister, il suo iter formativo prosegue negli Stati Uniti (Chicago, Berkeley), dove riceve impulsi fondamentali. Accanto ai classici come Ludwig Mies van der Rohe e Frank Lloyd Wright, furono soprattutto visionari del calibro di Friedrich Kiesler e Richard Buckminster Fuller a stimolare Hans Hollein e a coinvolgerlo in un vivace scambio di pensiero, che riuscì a influenzare notevolmente il prosieguo della sua attività.

Stiamo parlando di uno dei più interessanti esponenti dell’architettura contemporanea, grazie alla sua costante ricerca di un superamento della crisi dell’architettura razionalista. La missione di Hans fu soprattutto quella di trovare un linguaggio nel quale la citazione del passato, culturale e personale riuscissero a trovare un perfetto equilibrio. La sua poetica compositiva si basa sul concetto che l’architettura è fin dall’inizio segno, illusione, spazio, idea, cellula, rituale e opera d’arte.

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L’impressione e l’atmosfera generati da una costruzione hanno un peso decisivo secondo Hans. Nelle sue opere, tutto questo conduce a una dimensione psicologica che avrà un’importanza basilare nelle sue opere. L’architetto austriaco adopera sapientemente elementi associativi e metaforici per fortificare la sua idea della dimensione emotiva in architettura. Vediamo biografia, opere e curiosità.

Curiosità

Tutto è architettura.

Hans Hollein

Hans Hollein: Biografia

Hollein nasce a Vienna nel 1934, qui si diploma all’accademia di Belle Arti nel 1956. In seguito, prosegue i suoi studi prima all’Illinois Institute of Technology nel 1959 e poi all’Università della California nel 1960. Fin dai suoi primi tempi a scuola, manifesta un talento naturale per il disegno. Sebbene abbia poi scelto l’architettura come sua professione, le sue opere d’arte sono esibite in molte collezioni pubbliche e private in tutto il mondo.

Senza dubbio, la vincita della borsa di studio Harkness gli offre l’opportunità di viaggiare negli Stati Uniti. In questo modo, aumenta le sue conoscenze. Grazie a questa possibilità, si laurea presso l’Illinois Institute of Technology di Chicago e completa il suo Master in Architettura presso l’Università della California, Berkeley nel 1960. In questi stessi anni, ha la fortuna di incontrare e studiare con alcuni degli architetti che più ammirava, tra cui Mies van der Rohe, Frank Lloyd Wright e Richard Neutra.

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Dopo aver lavorato in diversi studi di architettura in Svezia e negli Stati Uniti, si stabilisce a Vienna, dove il suo primo lavoro su commissione nel 1965 è quello per la rivista Architectural Forum. Da qui, diviene uno dei massimi esponenti di quella parte di architettura contemporanea capace di trasformare gli edifici in vere e proprie icone urbane. Curatore della sesta Biennale di Venezia nel 1996, Hollein fonda tutto il suo lavoro sulla ricerca di un rapporto con lo spazio, oltre che sull’idea di utilizzare l’edificio come mezzo di comunicazione.

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Hans Hollein: Opere

Iniziamo ora a parlare di alcune delle opere più importanti di Hans Hollein. Partiamo da una delle più celebri, il Museo Municipale di Mönchengladbach realizzato nel 2014. Si tratta di un perfetto esempio di arte moderna, costruito come un vero e proprio crocevia in una cittadina tedesca. Da ogni punto, è possibile un accesso diverso alla struttura. Se si proviene dall’alto, attraverso un ponticello pedonale, si accede alla terrazza del Museo, che è sia copertura dei piani bassi che piazza di passaggio pedonale pubblico, verso i sottostanti giardini e verso una strada laterale.

Un perfetto connubio tra forme e materiali differenti, ogni edificio è a sè ma si percepisce anche nell’insieme. Il volume quadrato delle mostre temporanee è rivestito in pietra arenaria così come la la torre degli uffici, con una facciata ondulata in vetro, e poi troviamo i sette volumi quadrati, che costituiscono l’ultimo piano del Museo vero e proprio e che sono rivestiti totalmente in zinco.

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Il Centrum Bank a Vaduz (Liechtenstein), completato nel 2002, è concepito come un oggetto scultoreo. La sua forma deriva da un corpo rettangolare che, attraverso piccole trasformazioni, assume una conformazione più dinamica, generando così un immagine non più geometrica. La caratteristica di questo edificio è l’assenza della netta distinzione fra facciate e copertura, in quanto sia la struttura formale che il rivestimento sono i medesimi. Questo conferisce l’immagine d’insieme di una pietra, che ben si lega al contento in cui l’edificio si trova.

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Museo Vulcania

Il Museo Vulcania, altra celebre opera di Hans Hollein, costituisce un parco europeo della vulcanologia, terminato anch’esso nel 2002 e situato all’interno di vulcani spenti ad un’altitudine di 1.000 metri a Clermont-Ferrand, in Francia. Per questo progetto, Hollein ha collaborato con l’architetto paesaggista Gilles Clément e con lo scenografo Rainer Verbizh. Il complesso è composto da un cono alto 22 metri che accoglie un ampio spazio di circolazione, due grandi anfiteatri per le proiezioni e una sala per le esposizioni temporanee. L’esterno della struttura è rivestita in basalto scuro, mentre l’interno è ricoperto di metallo dorato. Questo cattura la luce solare durante il giorno ed un fascio di luce artificiale di notte.

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Un secondo cratere conico, invece, si restringe man mano che penetra nel suolo. Esso è stato scavato per dare la possibilità di scrutare il magma sottostante. In un paesaggio di vulcani spenti, il museo emerge senza asprezze dal terreno, per offrire ai visitatori diversi percorsi d’ingresso e di attraversamento.

Hans Hollein: stile

Hollein è stato uno dei più importanti esponenti del design postmoderno in Europa. Il suo lavoro è spesso presente nei programmi di insegnamento delle principali scuole di architettura. Inoltre gli è valso il Premio Pritzker, l’equivalente dell’architettura del Nobel, nel 1985. Hans Hollein è stato un architetto visionario, capace di gestire forme complesse e soprattutto di rendere gli edifici vere e proprie icone urbane. La sua caratteristica principale è senza quella dubbio quella di avvicinarsi alla progettazione di un’opera sia come architetto che come artista.

Questo gli permette di creare un legame empatico, con solo con la realizzazione dell’edifico ma anche con i materiali, le forme, la luminosità e ogni altra caratteristica del luogo. Dal suo punto di vista, l‘architetto deve essere capace di creare un’opera d’arte indipendente, per altre opere d’arte e soprattutto per altri esseri umani. Una forma di design e di architettura che non conosce limiti, continuamente proiettata verso il futuro, come ci dimostra una delle sue strutture più controverse, la Haas House.

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Si tratta di un edificio commerciale a Vienna, di fronte alla Cattedrale di Santo Stefano, la cui forma ricorda la forma il forte romano che un tempo sorgeva sul sito. Con grandi sezioni in vetro specchiato sulla facciata, un angolo dell’edificio è stato progettato per sovrastare la stazione della metropolitana, creando un’efficace divisione tra due spazi pubblici. Viene ancora oggi criticato per essere in contrasto con lo stile architettonico tradizionale di Vienna. 

Hans Hollein: curiosità

La prima curiosità su Hans Hollein riguarda la sua personalità, molto determinata e schietta anche al di fuori della sfera professionale. A un giornalista che, per la rivista specializzata Architektur & Bau Forum, nel febbraio 2009, decise di citare durante la sua intervista il monito di Bernhard Shaw, secondo il quale bisogna diffidare degli uomini vecchi perché sono indifferenti verso il futuro, rispose così. “Lei adesso vuol sapere se il vecchio che ha davanti è pericoloso? So bene che io, il domani, potrei vederlo oppure no. Al tempo stesso potrei immaginarmi un futuro di altri dieci o quindici anni. Non sta a me decidere. Sono pericoloso per questo?

Non si trattava certo di un principio adatto al grande architetto austriaco, consapevole di trovarsi in un’età avanzata, ma non tanto da sentirsi fuori dai giochi. A 75 anni, quanti ne aveva allora, era ancora pronto a regalare al mondo alcune delle sue opere più importanti.

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Hans Hollein – Aircraft Carrier in Landscape, project (1964)

Altra caratteristica curiosa e importante da tenere a mente su Hans Hollein riguarda la sua capacità di giocare con le qualità spaziali del luogo, considerando l’edificio come mezzo di comunicazione, come sismografo. Gli architetti, secondo lui, devono anticipare le modificazioni che si svilupperanno nella società e nella cultura. Allo stesso tempo, devono applicare alla tecnologia costruttiva la ricerca di nuovi materiali. Hollein pone quindi l’architetto come artista globale, responsabile della configurazione dell’intero ambiente.

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