Interventi post sisma: la valutazione dei danni

Post sisma: valutazione dei danni

A distanza di quasi un anno dal sisma che interessó una vasta area del Centro Italia, vediamo come evolvono gli interventi di ricostruzione che, con l’ulteriore sisma del 26 ottobre,  si sono resi ancora più difficoltosi data la complessità dell’attività di ricognizione dei danni causati al patrimonio edilizio esistente.

A seguito degli eventi sismici dunque, lo Stato ha adottato le “Misure per la Ricostruzione e il rilancio del sistema economico e produttivo” (Titolo II del D.L. n. 189/2016), allo scopo di disciplinare le attività di ricostruzione e riparazione del patrimonio immobiliare pubblico e privato ed assicurare il sostegno economico alle attività produttive.

Per quanto riguarda la ricostruzione e la riparazione degli immobili, lo Stato ha predisposto sia misure di finanziamento agevolato, sia misure di contribuzione economica.

La misura contributiva interessa gli interventi di riparazione, ripristino e ricostruzione degli immobili di edilizia pubblica e privata, ad uso abitativo e non abitativo.

L’ammissione degli interventi di riparazione e ricostruzione al contributo, in un primo tempo, era stata subordinata all’accertamento dei danni, previa valutazione dello stato di agibilità delle costruzioni danneggiate mediante la compilazione di una scheda AeDES (che attesta Agibilità e Danno dell’edificio nell’Emergenza Sismica).

A causa degli eventi sismici del 26 ottobre 2016, che hanno determinato un notevole incremento dei danni al patrimonio edilizio nei territori colpiti e, in particolare, allo scopo di velocizzare l’iter per la valutazione del fabbisogno di soluzioni abitative temporanee, è stata inserita una ricognizione  FAST (ovvero una scheda di rilevamento sui Fabbricati per l’Agibilità Sintetica post-Terremoto) che si affianca al rilevamento AeDES.

Il protocollo attuale di rilevamento dei danni al patrimonio edilizio è perciò strutturato con una prima ricognizione FAST (che attesta se un edificio è agibile o non utilizzabile), seguita da un rilievo AeDES.

In questa serie di articoli ci occuperemo nel dettaglio della compilazione della scheda AeDES, soffermandoci sui vari punti salienti della procedura.

 

Arch. Elena Valori

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