La compilazione della scheda AeDES: coperture

Tipologie di coperture per la compilazione della scheda AeDES

Altra voce della scheda AeDES che richiede particolare attenzione ai fini della valutazione di agibilità di un’immobile interessato da evento sismico è la tipologia di copertura.

Le coperture, infatti,  influenzano in modo positivo o negativo il comportamento sismico dell’edificio, fondamentalmente attraverso due fattori: il peso e l’eventuale effetto spingente sulle murature perimetrali.

Facciamo un esempio: per un edificio in muratura la tipologia di copertura ideale al fine della resistenza alle forze sismiche è composta da una struttura leggera, rigida e resistente e ben collegata alla struttura muraria; si tratta quindi di una copertura che trasmette basse forze d’inerzia e ridistribuisce le forze sismiche sulle tamponature verticali, costituendo un ottimo vincolo per le pareti sollecitate fuori del piano. Solitamente peró queste tre condizioni sono difficilmente realizzabili contemporaneamente.

Nelle vecchie costruzioni, spesso si trovano coperture spingenti, ovvero che applicano forze orizzontali ortogonali alle pareti su cui appoggiano, per effetto dei soli carichi verticali; una condizione questa, che viene aggravata ulteriormente in concomitanza con il manifestarsi dell’evento sismico (forze sismiche orizzontali e verticali).

Vi sono casi in cui, in un medesimo edificio sono presenti varie tipologie di copertura ma, poiché la compilazione della scheda AeDES richiede nella sezione “coperture” di selezionare una sola tipologia, dovrà essere identificata nella compilazione quella che condiziona maggiormente la vulnerabilità della struttura, delegando alle note finali la più puntuale definizione della composizione dell’edificio.

Come già detto nell’introduzione, la scheda AeDES identifica come parametri fondamentali il peso e il carattere spingente o meno della copertura; ad ogni categoria di copertura viene associato il comportamento che ne subisce la struttura.

  • Spingente pesante: è questa indubbiamente la condizione più gravosa, in quanto la massa elevata causa l’insorgenza di forze sismiche notevoli, mentre l’effetto spingente porta al collasso fuori del piano delle pareti sottostanti;
  • Non spingente pesante: solitamente la pesantezza è associata alla tipologia di solaio latero-cementizio, che solitamente garantisce una buona resistenza e rigidezza nel piano, e quindi una capacità di ridistribuzione delle forze sismiche sulle pareti più idonee a sostenerle. Per contro peró l’eccessiva pesantezza può generare forze, sia statiche che dinamiche, che possono superare la resistenza delle murature, soprattutto se queste ultime sono di scarsa qualità;
  • Spingente leggera: le pericolosità di questa tipologia sono legate principalmente all’aggravamento delle spinte orizzontali sulle pareti di appoggio, dovute alle azioni sismiche;
  • Non spingente leggera: trattasi della condizione sicuramente più favorivo, per i bassi valori delle forze sismiche e l’assenza di aggravi per effetto delle spinte; questa condizione risulterebbe ancora più favorevole se la struttura di copertura avesse una sufficiente rigidezza e resistenza nel suo piano, così da svolgere anche un ruolo positivo in termini di miglioramento del comportamento scatolare d’insieme della muratura.

Concludiamo ricordando che vengono considerate coperture leggere quelle realizzate in acciaio o legno (salvo il caso di solette in c.a, lastre o tegole pesanti) mentre le coperture pesanti sono quelle realizzate in cemento armato.

Per quanto riguarda invece l’effetto spingente, vanno considerati la presenza e/o l’efficacia dei seguenti elementi: cordolo, muro di spina, catene, trave rigida di colmo, capriate a spinta eliminata su cui gravano travetti longitudinali.

Arch. Elena Valori

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