La prospettiva: tre variabili per governarla, il punto di vista

Sebbene la tecnologia abbia fatto passi da gigante e i dispositivi consentano scatti di strepitosa definizione e nitidezza, il momento dello scatto (con macchine digitali di ultima generazione o con sistemi convenzionali a pellicola) spesso compiuto distrattamente, è fondamentale: non è infatti sufficiente confidare in una clamorosa post elaborazione dell’immagine, occorre conoscere le condizioni di ripresa e i parametri per il controllo della prospettiva.

 

Le scelte che si fanno al momento della ripresa, per quanto riguarda il controllo della prospettiva, comportano degli effetti di un certo tipo. Sovente queste regolazioni si applicano inconsapevolmente in fase di scatto e, combinate tra di loro, dal momento che  al variare di una spesso ne consegue il variare delle altre, possono dare luogo a delle variazioni prospettiche di un tipo o di un altro.

Le variazioni fondamentali che si possono introdurre al momento della ripresa sono:

1- la scelta del punto di vista;

2- la direzione dell’asse di ripresa;

3- la dimensione dell’angolo di ripresa (scelta della lunghezza focale).

 

Per scelta del punto di vista si intende la posizione della macchina, del centro ottico del sistema di ripresa. Posizione sia in pianta con scorrimenti orizzontali o degli spostamenti in senso laterale rispetto al soggetto, sia con spostamenti in senso verticale rispetto al soggetto, cioè alzando o abbassando il punto di vista, o anche con allontanamenti o avvicinamenti, cioè con spostamenti che tendono ad allontanare o ad avvicinare il punto di ripresa rispetto al soggetto. Quest’ultimo che potrebbe sembrare il meno rilevante, in realtà diventa il vero protagonista nel controllo della prospettiva: infatti con un semplice avvicinarsi o allontanarsi dal soggetto cambia la prospettiva in maniera determinante. Quali sono le variazioni che si ottengono?

 

prospettiva

 

 

dati prospettiva

 

 

Il punto di vista influisce sulla percezione degli oggetti tridimensionali, variandone la “prospettiva”. Nella serie di foto il dado resta nella medesima posizione, ma abbiamo risultati distinti: se il punto di vista è ravvicinato come nelle foto 01 e 02 (8 e 12 cm), gli spigoli verticali e orizzontali vanno a tre punti di fuga ben individuabili; se, invece, la fotocamera è più distante dal soggetto (foto 03 e 04, 1.4 e 2.4 m), la ripresa fotografica tende a riprodurre un’assonometria dell’oggetto.

Infatti, quando il rapporto tra la dimensione dell’oggetto e la distanza di ripresa è molto piccolo, si può parlare di SIMULAZIONE DELL’INFINTO FOTOGRAFICO.

 

 

Ramona Vidili

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