Scheda AeDes: le tipologie di solai

La classificazione dei solai nella scheda AeDes

Proseguiamo con la trattazione dei vari punti salienti della compilazione della scheda AeDes per la valutazione dell’agibilità di une edificio post sisma.

Le strutture orizzontali, non essendo nella maggior parte die casi facilmente identificabili, richiedono da parte del rilevatore un’analisi di ulteriori elementi, oltre all’intervista ai tecnici locali e al proprietario, quali l’ispezione in locali non intonacati, come cantine, piani interrati, sottotetti, eccetera e l’analisi delle caratteristiche strutturali degli sbalzi (balconi, aggetti, pensiline).

Per quanto riguarda le strutture piane, i solai propriamente detti, la scheda AeDES distingue tre tipologie, in relazione alla loro deformabilità nel proprio piano:

  • Travi con soletta deformabile (travi in legno con semplice tavolato, travi e voltine, etc..): la deformabilità e/o la scarsa resistenza di questa tipologia fanno sì che, pur se ben collegate alla struttura verticale (condizione peraltro che non si riscontra quasi mai), non siano in grado di costituire vincolo alle pareti sollecitate fuori del piano né di ridistribuire le forze sismiche tra le pareti sollecitate nel piano; può quindi accadere che questi orizzontamenti sollecitino le pareti fuori del piano, agevolando il crollo;
  • Travi con soletta semirigida (travi in legno con doppio tavolato, travi e tabelloni, etc..): la rigidezza e la resistenza di questa tipologia fanno sì che, se ben collegate alla struttura verticale (condizione per lo più verificata in presenza di cordoli efficaci e/o apposite cuciture diffuse e ben realizzate), siano in grado di costituire vincolo sufficientemente rigido alle pareti sollecitate fuori del piano e ridistribuire le forze sismiche tra le pareti parallele alla direzione dell’azione, che racchiudono il campo di solaio. Questi solai non sono invece sufficientemente rigidi da determinare una ridistribuzione delle forze sismiche tra tutte le pareti dell’edificio;
  • Travi con soletta rigida (solai in cemento armato e travi ben collegate a solette in c.a): la rigidezza e la resistenza di questa tipologia fanno sí che, se dotate di un collegamento alla struttura verticale (condizione di solito verificata, specialmente in presenza di cordoli efficaci e/o apposite cuciture diffuse e ben realizzate), siano in grado di costituire vincolo alle pareti sollecitate fuori del piano e ridistribuire le forze sismiche tra le pareti parallele alla direzione dell’azione. Si determina un corretto comportamento del pacchetto muraria, nel quale le pareti sollecitate fuori del piano sono ben vincolate ai solai, funzionando secondo uno schema favorevole a trave o piastra vincolata sui bordi, e le forze sismiche vengono riportate a terra attraverso le pareti ad esse parallele.

Per quanto concerne invece gli orizzontamenti voltati, la distinzione fondamentale è tra:

  • Volte senza catene: ovvero strutture spingenti già sotto l’azione dei soli carichi verticali, che possono ulteriormente aggravare questa spinta per effetto dell’azione sismica, e portare dunque al collasso fuori del piano delle pareti;
  • Volte con catene: ossia quelle strutture la cui spinta viene eliminata o notevolmente ridotta grazie alla presenza di catene ben ancorate, o viene contrastata da idonei speroni.

Per concludere vogliamo precisare che, qualora ci trovassimo di fronte ad un edificio ad unico piano fuori terra, l’unico solaio esistente, in questo caso, verrebbe classificato nella scheda AeDes anche sotto la voce Copertura, di cui parleremo nel prossimo articolo, oltre a specificare la tipologia di struttura.

Arch. Elena Valori

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