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Da “Twilight”…e se in quella casa abitassero davvero dei Vampiri?

Secondo alcuni Twilight è stato un grande successo letterario e cinematografico, secondo altri è stato il trampolino di lancio di due giovanissimi attori come Robert Pattinson e Kristen Stewart (rispettivamente Edward e Bella), per altri invece è stata l’ennesima “furbata commerciale” proposta da dei produttori cinematografici  per creare l’ennesimo fenomeno mediatico……Personalmente, con questo articolo, non intendo commentare o esprimere giudizi su nulla di tutto questo.

La cosa che però mi ha colpito di più durante la visione di questa serie cinematografica non è stata nè la bravura degli attori e nemmeno la trama del film, ma una cosa che credo sia sfuggita alla maggior parte del pubblico.

Oltre  agli splendidi paesaggi forniti dalla natura, credo infatti che il film sia ambientato in un vero e proprio capolavoro di architettura contemporanea, Casa Hoke.

Nel film, questa casa è l’abitazione della famiglia Cullen, nella realtà è la residenza della famiglia Hoke (dal nome del proprietario, John Hoke il direttore creativo della Nike) ed è stata progettata dall’architetto Jeff Kovel dello “SkyLab Architecture”, e realizzata dalla Metcalf Construction.

Situata nei pressi della cittadina di Forks nello stato di Washington, costituita da tre piani, completamente priva di simmetria, Casa Hoke è un chiaro esempio di come l’architettura con il suo design possa completamente immergersi nella natura, creando un armonia di forme e visuali che si  fondono e completano il paesaggio circostante.

Per questa sua capacità di fusione con la natura circostante, Casa Hoke è stata da molti paragonata alla famosissima “Casa sulla Cascata” di Frank Lloyd Wright.

Nonostante una struttura quasi interamente composta da legno e pietra e uno sbalzo di quasi 3m al primo piano, la cosa che più impressiona è la quantita di vetrate, che,attraverso dei sapienti giochi di luce, rendono gli ambienti  permeabili allo spazio esterno creando una continuità tra gli elementi naturali del sito e la casa stessa, trasformando questa architettura in qualcosa di eccezionale.

 

 

Il Gran “Sole” di Abu Dhabi…

Alcuni lo descrivono come una grande “Moneta” poggiata sulla sabbia di Abu Dhabi, altri come un sole che spunta all’orizzonte, altri ancora vedono in lui un enorme disco volante e molti lo chiamano “La Grande Conchiglia“… Tutti però  sono d’accordo nel considerare il quartier generale della Alder come uno degli edifici tecnologicamente più avanzati del mondo.

Ideato e progettato dagli architetti MZ & Partners del Qatar, l’Alder HQ è stato definito dalla Building Exchange Conference di Valencia come miglior “Design per il futuro” e vanta  l’appartenenza  al U.S. Green Building Council, il prestigioso gruppo che certifica gli edifici del mondo caratterizzati da un utilizzo razionale dell’energia e del basso impatto ambientale.

La “Moneta” è il quartier generale della Alder, la più grande società di sviluppo immobiliare di Abu Dhabi e di altre società quali la Globalfoundries, l’Advanced Technology Investment Company (ATIC), la Mubadala Development e altre ancora.

 Edificato su una penisola nelle vicinanze dell’aereoporto di  Abu Dhabi, grazie alla sua ottima posizione vanta una spettacolare vista sulla vicina costa e sulla città stessa.

 L’Alder HQ è costituito da 23 piani in vetro ed acciaio per una superficie totale di circa 51 mila m2.

Dal punto di vista della sostenibilità e della tecnologia la “Moneta”, grazie all’involucro composto da tre diversi sistemi di facciata a moduli preassemblati con telaio in alluminio e vetrocamera di forma triangolare, è un edificio all’avanguardia e si pone come riferimento architettonico per tutti gli altri edifici di questo genere.

L’impianto di climatizzazione dell’ Alder HQ si presenta come un vero e proprio gioiello ingegneristico; nonostante l’esposizione e la temperatura desertica della zona geografica in cui è collocato l’edificio, la “Moneta” garantisce degli ambienti interni con delle prestazioni abitative e degli ambienti di lavoro senza paragoni al mondo, sempre nel rispetto  dell’ ambiente circostante.

Il sistema di condizionamento adottato è di tipo idronico. Il sistema di teleraffreddamento, di tipo District Cooling, basato sull’utilizzo su otto centrali di produzione e due reti indipendenti per la ridistribuzione dell’acqua refrigerata, garantisce la potenza rinfrescante necessaria per l’intero edificio.

 

 

Progetti per una nuova Atlantide….

..Futuribile…Futuristico….o semplicemente Pazzesco?

Una volta un professore universitario disse:

“….L’architetto non fa mai cose Normali….fa sempre cose Speciali…”

…non so se davvero se l’architettura tenderà verso soluzioni come quelle descritte nel video….però nell’attesa, non costa nulla sognare… :)