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Richard Meyer…Una “Nave” a Roma

Le Vele Bianche ci Condurranno verso un Mondo Nuovo

Con questa frase il Famoso architetto Richard Meyer presentò a Papa Giovanni Paolo II il suo progetto per la nuova chiesa Dives in Misericordia a Roma.

Nel 1995, in vista del Giubileo del 2000, il vicariato di Roma aveva bandito un concorso internazionale di architettura per la realizzazione a Roma, nel quartiere di Tor Tre Teste (un quartiere ancora in via di sviluppo), di una nuova chiesa.

Secondo l’idea del pontefice questa nuova chiesa sarebbe dovuta diventare la trasposizione visiva dei contenuti dell’Enciclica “Dives in Misericordia” emanata dal Santo Padre nel Novembre del 1980.

Al concorso parteciparono numerosi nomi illustri dell’architettura, ma alla fine a spuntarla fu Richard Meyer che, fondendo simbologia e spiritualità, ha creato una struttura caratterizzata da tre ampie vele autoportanti ( la vela più alta raggiunge i 26 metri) che riconducono la forma dell’intera chiesa a quella di una nave  e dalle ampie vetrate racchiuse tra di esse.

Per realizzare queste vele è stato necessario creare una sorta di gru specializzata, alta all’incirca 38 metri, con il compito di assemblare i grandi pannelli a doppia curvatura prefabbricati, ciascuno del peso di 12 tonnellate che ne costituiscono la forma. 

La firma dell’architetto è chiaramente leggibile nella scelta del colore, il bianco( Bianco TX Millenium), che caratterizza l’intera struttura.

Una caratteristica importante di questa chiesa, è il particolare cemento utilizzato, cemento mangiasmog, che attraverso un  processo di fotocatalisi è in grado di autopulirsi.

 

Maxxi Museum…Uno Star Gate a Roma….

Con la sua trama spaziale e funzionale molto articolata, i suoi volumi sporgenti e l’idea di flussi che si inseguono ,si intrecciano e non permettono al visitatore l’immediata comprensione e lettura dei percorsi, offrendogli scenari talvolta differenti, il MAXXI rappresenta una nuova idea di museo…un luogo che con i suoi spazi e le sue forme, non si ripropone soltanto di contenere delle opere d’arte, ma  diventa lui stesso un’opera d’arte.

Progettato e realizzato da Zaha Hadid, vincitrice del concorso internazionale bandito nel 1998, sostenuto da una fondazione costituita dal Ministero dei Beni Culturali, il Maxxi-Museo Nazionale delle Arti del XXI secolo è un museo di Arte Contemporanea, situato nel quartiere Flaminio di Roma.

Con i suoi 27 mila m2, il Maxxi, oltre ai due musei ospita anche un auditorium, una biblioteca, una mediateca specializzate, una libreria, una caffetteria, un bar/ristorante e gallerie per esposizioni temporanee, performance ed iniziative.

Caratterizzato da una grande hall a tutta altezza, alla quale si accede attraverso il grande piazzale ed  un percorso pedonale esterno che segue la sagoma dell’edificio, e da gallerie con diversi gradi di permeabilità che si propongono il controllo della luce e delle condizioni ambientali, il Maxxi, con le sue stanze che si susseguono in una sequenza quasi scenografica, fa si che lo spazio non si identifichi in un univoco percorso lineare ma offra al fruitore una vasta gamma di scelte che consentono suggestivi scorci sull’architettura e sulla città.

Il progetto vista la sua collocazione cittadina si confronta con il sistema circostante delle caserme, assumendone il profilo orizzontale. Grazie all’idea dei flussi costantemente visibile ed ai decisi segni architettonici lo supera offrendo al visitatore la sensazione di un salto temporale tra quella che è la ”vecchia” caserma, mantenuta e ristrutturata in facciata, e la nuova e innovativa, restante parte dell’edificio.

 

L’idea di un salto temporale continuo che il visitatore ha la sensazione di compiere passando da una stanza all’altra, quasi come se attraversasse continuamente uno Star Gate che gli permette di trovarsi in uno spazio mutevole e indefinito che lo avvolge, lo sorprende ed in qualche modo lo assorbe.