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Asteroidi che “vanno”…..Asteroidi che “restano”…

In questi giorni il mondo scientifico è “sconvolto” dalla notizia del passaggio a circa 324mila km dalla terra (meno della distanza che divide il nostro pianeta dalla Luna) dell’asteroide “2005 Yu 55“.

Con un diametro di circa 400 metri, questo asteroide volerà rapido nel cielo del nostro pianeta, e sarà visibile fino a Venerdì notte.

Scoperto nel 2005 dallo scienziato Robert McMillan dallo Steward Observatory dell’università dell’Arizona (Usa), l’asteroide “2005 Yu 55″ è stato, ingiustamente, associato a molte teorie catastrofistiche legate al 2012, che vogliono tale asteroide, come il principio della fine.

…Per un asteroide che ”passa” ce n’è uno che “resta”….

…Sempre nel  2005, a Guangzhou, la più grande città costiera del Sud della Cina e capoluogo della provincia del Guangdong, uno degli architetti più famosi al mondo, Zaha Hadid, ha iniziato i lavori per la realizzazione del Guangzhou Opera House, la sua prima opera in terra cinese.

Con le sue forme irregolari che ricordano un Asteroide composto da 2 masse, l’Opera House si affaccia su Pearl River e, con i 2 edifici che la compongono, occupa una superficie di circa 70mila m2

Il progetto che rientrava nell’ambito del piano di sviluppo urbano previsto per i Giochi Asiatici del 2010, con la creazione lungo il corso del fiume di una nuova città la “Zhujiang New Town“.

I due edifici caratterizzanti l’Opera House contengono il primo un Teatro che può arrivare ad ospitare fino a 1800 persone, mentre il secondo, più piccolo, ospita una sala multifunzionale per 400 persone, un ristorante, un bar e diversi spazi ricettivi.

 

Il Futuristico Master Plan di Zaha Hadid per Istanbul…

L’innovativa proposta di Zaha Hadid per il recupero di una zona della città di Istanbul.

L’intervento si ripropone di recuperare una dismessa e abbandonata area, che in passato fu una ricca zona industriale, attraverso un futuristico Master Plan.

Zaha Hadid propone un intervento attraverso il quale ridisegnare fortemente il paesaggio, mescolando insieme concetti di orografia e architettura e sostituendo alle colline ed alle vallate, tipiche del territorio turco, degli edifici dalle forme sinuose e moderne.

 

Maxxi Museum…Uno Star Gate a Roma….

Con la sua trama spaziale e funzionale molto articolata, i suoi volumi sporgenti e l’idea di flussi che si inseguono ,si intrecciano e non permettono al visitatore l’immediata comprensione e lettura dei percorsi, offrendogli scenari talvolta differenti, il MAXXI rappresenta una nuova idea di museo…un luogo che con i suoi spazi e le sue forme, non si ripropone soltanto di contenere delle opere d’arte, ma  diventa lui stesso un’opera d’arte.

Progettato e realizzato da Zaha Hadid, vincitrice del concorso internazionale bandito nel 1998, sostenuto da una fondazione costituita dal Ministero dei Beni Culturali, il Maxxi-Museo Nazionale delle Arti del XXI secolo è un museo di Arte Contemporanea, situato nel quartiere Flaminio di Roma.

Con i suoi 27 mila m2, il Maxxi, oltre ai due musei ospita anche un auditorium, una biblioteca, una mediateca specializzate, una libreria, una caffetteria, un bar/ristorante e gallerie per esposizioni temporanee, performance ed iniziative.

Caratterizzato da una grande hall a tutta altezza, alla quale si accede attraverso il grande piazzale ed  un percorso pedonale esterno che segue la sagoma dell’edificio, e da gallerie con diversi gradi di permeabilità che si propongono il controllo della luce e delle condizioni ambientali, il Maxxi, con le sue stanze che si susseguono in una sequenza quasi scenografica, fa si che lo spazio non si identifichi in un univoco percorso lineare ma offra al fruitore una vasta gamma di scelte che consentono suggestivi scorci sull’architettura e sulla città.

Il progetto vista la sua collocazione cittadina si confronta con il sistema circostante delle caserme, assumendone il profilo orizzontale. Grazie all’idea dei flussi costantemente visibile ed ai decisi segni architettonici lo supera offrendo al visitatore la sensazione di un salto temporale tra quella che è la ”vecchia” caserma, mantenuta e ristrutturata in facciata, e la nuova e innovativa, restante parte dell’edificio.

 

L’idea di un salto temporale continuo che il visitatore ha la sensazione di compiere passando da una stanza all’altra, quasi come se attraversasse continuamente uno Star Gate che gli permette di trovarsi in uno spazio mutevole e indefinito che lo avvolge, lo sorprende ed in qualche modo lo assorbe.