A2M: social housing a Marina di Ragusa

social housing a Marina di Ragusa

In un’area di nuova edificazione sulla collina che domina Marina di Ragusa sorge A2M, un progetto di notevole ambizione: proporre un complesso di social housing pubblica che anteponesse la ricerca delle migliori condizioni di comfort ambientale e qualità dello spazio domestico, alle ragioni degli indici di fabbricabilità e del mercato immobiliare: ciò comporta massimo volume costruito per minimo costo di costruzione.

La sfida consisteva nella ricerca del miglior soleggiamento, della vista panoramica, della differenziazione delle unità, dell’estensione dei giardini e degli spazi aperti privati, in contrasto alla saturazione edilizia del lotto, alla ripetizione indifferenziata della stessa tipologia abitativa.

Questo progetto di social housing, sviluppato dal giovane architetto siciliano Nunzio Gabriele Sciveres e ultimato nel 2011, è l’esempio di come si possono rispettare principi di qualità e confort anche in un regime di costi controllati.

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Il vincolo della casa a schiera, 25 case su 16.000 mq è stato risolto dal progettista che ha superato i problemi di questa tipologia (privacy limitata in giardino, fronti costruiti troppo compatti, riduzione del numero di unità con vista sul mare,etc.) facendola diventare un’opportunità.

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La disposizione delle unità con il lato lungo verso il mare, tipologicamente invertita rispetto a quella tradizionale (in questo caso ogni unità ha il lato corto in aderenza con la successiva) ha permesso di risolvere le esigenze di maggior soleggiamento e ventilazione naturale, di ampliamento della vista verso il mare e di una maggiore privacy degli spazi privati esterni.

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Il risultato finale è un sistema a schiera slittata, in cui le 25 unità sono aggregate in 6 fasce, profonde ognuna 5 metri e orientate secondo la direzione est-ovest, nelle quali si alternano volumi edificati e spazi aperti; le unità abitative sono servite da un percorso carrabile ad anello.

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L’architetto ha elaborato inoltre 10 tipologie differenziate per forma e articolazione, eliminando in questo modo l’uniformità tipica delle abitazioni a schiera.

Le 25 unità sono inoltre diversamente incastrate tra loro, hanno varie altezze e sono alternate da pergole e aree pavimentate, che diventano ulteriori elementi di discontinuità.

Per mantenere l’intervento di social housing all’interno del budget limitato, l’architetto ha optato per una struttura intelaiata puntiforme in calcestruzzo armato con una tamponatura in muratura; per migliorare l’isolamento si è optato per piccole bucature isolate con un sistema a cappotto, e le coperture piane sono state realizzate con un doppio solaio in cls ed elementi prefabbricati in terracotta che creano un’intercapedine.

In conclusione possiamo dire che le tecniche classiche impiegate nelle abitazioni mediterranee sono state reinventate, mantenendo il basso costo.

 

Arch. Elena Valori

 

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