TotalDesign https://www.totaldesign.it Portale italiano sul design e la grafica Sun, 21 Jul 2019 15:50:51 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=5.2.2 Zona living https://www.totaldesign.it/zona-living/ https://www.totaldesign.it/zona-living/#respond Sun, 21 Jul 2019 15:45:24 +0000 https://www.totaldesign.it/?p=10646 La zona living non è altro che il living room inglese. Ma cosa s’intende realmente con questo termine? Potremmo semplicemente identificarlo con il soggiorno, ma in realtà non lo è. Differentemente dal soggiorno che identifica una situazione temporanea (è il luogo in cui si soggiorna), il living room è quell’ambiente della casa in cui le […]

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La zona living non è altro che il living room inglese. Ma cosa s’intende realmente con questo termine? Potremmo semplicemente identificarlo con il soggiorno, ma in realtà non lo è. Differentemente dal soggiorno che identifica una situazione temporanea (è il luogo in cui si soggiorna), il living room è quell’ambiente della casa in cui le persone vivono, trascorrono la maggior parte del loro tempo fra le mura domestiche, si relazionano con gli altri membri della famiglia e soprattutto è il luogo della casa in cui incontrano gli ospiti e gli amici. In un mondo in cui le relazioni interpersonali sono la linfa vitale, è chiaro che la zona living acquisisce un’importanza fondamentale nella progettazione della casa. Essa rappresenta la vostra personalità e deve riflettere il vostro carattere, ma deve anche favorire le relazioni interpersonali. Non si tratta semplicemente di una mera organizzazione dello spazio a disposizione, ma un’estensione della personalità. Non è il progettista a creare il vostro living room, ma sarete voi a comunicare il vostro modo di vivere all’architetto, il quale poi lo rifletterà nella zona living, dalle mura alle superfici, fino alle rifiniture e alle luci.

zona living

Arredamenti zona living

La zona living è il fulcro della casa, il luogo dove si intrattengono le relazioni sociali. Ecco perché dev’essere vivo, accogliente e ben arredato. Spesso però si ha la sensazione di “incompiuto”, perché?

È importante evitare accuratamente alcuni errori nell’arredamento:

  • Ingresso disordinato (nel caso in cui il living coincida con l’ingresso di casa, bisogna togliere tutto ciò che ingombra la vista)
  • Ignorare il flusso (dovete porvi una semplice domanda: è agevole entrare nella zona living? Si può fare una camminata diretta e veloce senza intralci?)
  • Troppi mobili o troppi pochi (ogni zona giorno ha le sue dimensioni e un certo numero di mobili necessari ed il resto sono superflui)
  • Pareti vuote (i muri bianchi e vuoti non sono un bel vedere; levano personalità alla stanza)
  • Spazio insufficiente (non piace a nessuno sbattere contro gli spigoli di tavoli: bisogna valutare attentamente spazi e distanze)
  • Mobili-tappezzeria (evitate di mettere i divani vicini alle pareti per non avere un effetto piatto)
  • Tappeti posizionati male
  • Scarsa illuminazione

Illuminazione zona living

Illuminare non basta più, serve l’atmosfera. La tendenza attuale è di mixare elementi sobri e lineari con pezzi iconici e classici. Troppa luce è persino peggio di troppo buio. Nella zona living la luce naturale dev’essere la vera protagonista.

Ecco gli errori da evitare nell’illuminazione della vostra zona living:

  • Usare faretti led ovunque
  • Non illuminare il tavolo
  • Usare una sola fonte luminosa per tutta la stanza
  • Dimenticare luci d’atmosfera per stimolare la conversazione e il relax

Quali sono allora le  regole d’oro per illuminare la zona living?

  1. Usare un sistema basato su più fonti d’illuminazione, ossia:
  • Mettere uno o più lampade a sospensione per illuminare il tavolo a circa 70 cm dal piano
  • Faretti led nel controsoffitto
  • Luci di intensità minore (come una bella piantana) vicino alle tende per creare atmosfera
  1. Inserire un elemento prezioso che funga da protagonista

Nella scelta dei lampadari bisogna stare attenti a non strafare. Non si può optare per lampade, applique, piantane e sospensioni di un design particolare. L’effetto sarebbe caotico. Bisogna scegliere bene gli elementi di illuminazione e integrarli con il resto dell’arredamento. I brand migliori sono Penta, Luceplan, Vibia, Foscarini, Flos e Vistosi.

  1. Occhio agli arredi

Pareti attrezzate, nicchie, librerie devono essere risaltati da fasci di luce.

Ricordate che l’importante è non strafare e che i complementi d’arredo e le luci sono temporanei nel senso che non sono per sempre e si possono sempre cambiare per dare un look nuovo al living.

In definitiva la luce è un elemento essenziale nella zona giorno: è la luce che anima lo spazio, valorizza gli oggetti e abbellisce le stanze e i dettagli. L’illuminazione giusta è indispensabile per la salute psicologica e fisica dell’individuo che abita la dimora: niente è più deprimente di un’illuminazione scadente, niente infastidisce e innervosisce di più di un’illuminazione abbagliante.

Ricordate infine di tener sempre ben a mente il binomio luce colore. La zona giorno non è un palcoscenico né uno spettacolo di luci e suoni. Fondamentali sono la fantasia e una certa ricercatezza, ma senza cadere nell’effetto drammatico e nell’ostentazione.

Zona living con cucina

Per necessità o per gusto personale la cucina è a spesso a vista sulla zona living. Si può avere un’integrazione totale o parziale. La cucina a vista sul soggiorno è la soluzione ideale nelle case nuove, ma anche in caso di ristrutturazioni dove i due locali prima divisi vengono ora uniti. La percezione è senza dubbio quello di un ambiente più ampio e il vantaggio immediato è di avere più luce naturale. La cucina a vista piace a molti perché favorisce l’interazione tra i componenti del nucleo familiare, ma uno svantaggio è meno spazio per contenitori e cassettiere varie per disporre utensili, riporre piccoli elettrodomestici e stoviglie. Se passate molto tempo ai fornelli, inoltre, dovete considerare anche la presenza di odori fastidiosi che invadono il soggiorno e disturbano gli altri membri del nucleo familiare intenti a vedere la tv o leggere sul divano.  È importante che la zona living e la cucina abbiano gli stessi arredi con la stessa finitura.

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Zona notte: come arredarla https://www.totaldesign.it/zona-notte-arredare/ https://www.totaldesign.it/zona-notte-arredare/#respond Sun, 21 Jul 2019 15:28:40 +0000 https://www.totaldesign.it/?p=10682 Dormire bene, riposare in modo corretto è indubbiamente il modo più naturale e più prezioso per mantenersi in buona salute. Per questo motivo, quando si arreda casa un’attenzione particolare deve essere rivolta alla zona notte. La zona notte è la parte della casa dove si trovano le camere da letto, l’eventuale cabina armadio e, spesso, […]

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Dormire bene, riposare in modo corretto è indubbiamente il modo più naturale e più prezioso per mantenersi in buona salute.

Per questo motivo, quando si arreda casa un’attenzione particolare deve essere rivolta alla zona notte.

La zona notte è la parte della casa dove si trovano le camere da letto, l’eventuale cabina armadio e, spesso, anche un bagno. Si tratta di una zona che generalmente è off-limits nel senso che non è accessibile a nessuno tranne che agli abitanti della casa e famigliari. A volte è nettamente divisa dalla zona giorno, o al piano superiore o nella parte opposta della zona giorno, altre volte la divisione non è netta. In ogni caso è importante che la zona notte sia arredata con un arredamento intelligente che tenga conto che l’ambiente deve essere il più confortevole possibile:  è qui che ci rifugiamo quando abbiamo bisogno di riposo e relax, spesso anche durante il giorno.

zona notte

zona notte

Come arredare la zona notte

Nell’arredamento della zona notte occorre tenere presente che si tratta di una parte della casa che deve trasmettere quiete e relax. Il minimalismo è quasi un dovere per questa parte della casa. Se ci sono più camere da letto, e se ci sono le camerette dei bambini, potete decidere di dedicare uno spazio al gioco oppure di allestire una stanza per il gioco nella zona giorno della casa, lasciando alla cameretta il ruolo di stanza relax.

Il letto

Nella zona notte la stanza principale è ovviamente la camera da letto, dove, l’elemento imprescindibile è il letto.

Il letto è l’alleato numero uno per un riposo corretto deve pertanto essere comodo oltre che bello. Nella scelta di doghe e materasso non si deve guardare al risparmio ma alla qualità del prodotto, ciò non toglie che ci sono articoli che vantano un ottimo rapporto qualità prezzo. Scegliete con cura il tipo di materasso che fa al caso vostro tra memory foam, lattice, molle. La scelta è molto soggettiva e dipende da diversi fattori come le vostre abitudini, la posizione in cui dormite, eventuali problemi alla schiena o di circolazione.

La struttura del letto è legata allo stile di arredo della stanza e deve rispecchiare i vostri gusti personali.

L’armadio

L’armadio è l’altro elemento fondamentale per la camera da letto, spesso sostituito dalla cabina armadio che consente una migliore organizzazione di tutte le nostre cose (abbigliamento, scarpe ed accessori). Laddove lo spazio lo consente è quindi più consigliabile orientarsi verso la cabina armadio che, se sufficientemente grande, può fungere da cabina per tutta la famiglia.

L’illuminazione

Molto importante l’illuminazione della camera da letto. Per la lettura pre-sonno, è perfetta una lampada da comodino. La luce della camera da letto dovrebbe essere calda e regolabile (dimmerabile) così da poterla adattare alle diverse esigenze.  Nella cabina armadio si possono utilizzare dei faretti led che illuminano senza “invadere” l’ambiente circostante.

I colori  per la camera da letto

Nella camera da letto occorre porre una particolare attenzione ai colori che , anche a seconda dello stile di arredo, non dovrebbero essere troppo forti o accesi.

Meglio orientarsi per bianco, il beige, tortora,  tonalità di grigio,  tutte cromie che trasmettono una sensazione di pace e tranquillità. Per i tessili invece ci si può sbizzarrire anche a seconda della stagione:  toni verdi che spiccano su un arredo dalle tonalità neutre, o tocchi di viola sul tortora rappresentano un modo per rinnovare senza stravolgere l’ambiente.

zona notte

zona notte

I complementi di arredo

Per agevolare il relax è bene non abbondare con i complementi di arredo in camera da letto, meno oggetti ci sono meglio è. Piuttosto scegliete pochi oggetti di design con cura. Idem per le pareti che non dovrebbero essere sovracaricate di quadri. Uno sopra la testata del letto è più che sufficiente.

Evitate per quanto possibile di tenere in camera computer ed apparecchi elettronici  e anche la tv sarebbe da evitare.

Il bagno

Il bagno che è in uso alla zona notte è il cosidetto “bagno padronale”. E’ qui che potete tenere tutte le vostre cose personali  che non avete piacere siano alla mercè di eventuali ospiti (che utilizzeranno quindi l’altro eventuale bagno). Anche in questo ambiente optate per colori e rivestimenti che siano il linea con lo stile della camera da letto quasi come fosse un ambiente unico.

Come dividere la zona notte dalla zona giorno

Abbiamo detto che la zona notte non sempre ha una divisione netta dalla zona giorno: si può trovare al piano superiore o si può allestire una zona notte in mansarda ma in molti casi  fare una suddivisione così evidente non è possibile. Vediamo allora come si può dividere la zona notte dalla zona giorno

Dividere la zona giorno dalla zona notte alzando una parete

In un appartamento grande, o in un open space, zona notte e zona giorno possono essere divisi da una parete in  cartongesso o muratura, o da un mezzo muretto.

Dividere la zona giorno dalla zona notte con una libreria-bifacciale

La libreria bifacciale è un’ottima soluzione per dividere zona notte da zona giorno. Si tratta inoltre di un mobile che ha la funzione di essere accessibile da entrambe le zone quindi è si rivela una soluzione ancora più sensata

Dividere la zona giorno dalla zona notte con le porte scorrevoli

La porta scorrevoli, a filo muro, permette di chiudere gli ambienti in maniera semplice ed elegante,  garantendo la giusta privacy e l’ isolamento dai rumori, inoltre si può scegliere tra una vasta gamma di  colori e trame.

Dividere la zona giorno dalla zona notte con pavimenti diversi

La divisione tra zona notte e zona giorno può essere anche ideale, ad esempio attraverso la posa di pavimenti diversi che possono facilmente dare la sensazione di non continuità. Per la zona notte si può ad esempio optare per un un parquet in legno che rende l’idea di uno spazio dedicato al riposo ed alla tranquillità.

Dividere la zona giorno dalla zona notte con le tende

La tenda, in particolare  le tende scorrevoli,  può fungere anche da separè  tra zonanotte e zona giorno. Occorre orientarsi su tende che garantiscano la continuità dello stile di arredo

Dividere la zona giorno dalla zona notte alzando il pavimento

Inserendo un gradino ed alzando il pavimento di qualche centimetro consente di evidenziare la differenza fra zona notte e zona giorno.

Se la vostra zona notte vi trasmetterà quiete e senso di relax allora l’avete arredata nel modo corretto.

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Tende a vetri https://www.totaldesign.it/tende-a-vetri/ https://www.totaldesign.it/tende-a-vetri/#respond Sun, 21 Jul 2019 10:27:40 +0000 https://www.totaldesign.it/?p=7677 Moderne, divertenti, versatili: le tende a vetri sono diventate negli ultimi anni un caposaldo fra i complementi d’arredo. Rispetto al tradizionale tendaggio su guide, le tende a vetri, grazie alla loro facilità di installazione, danno la possibilità di variare il tono e i colori della stanza in men che non si dica. Le tende a vetri possono […]

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Moderne, divertenti, versatili: le tende a vetri sono diventate negli ultimi anni un caposaldo fra i complementi d’arredo. Rispetto al tradizionale tendaggio su guide, le tende a vetri, grazie alla loro facilità di installazione, danno la possibilità di variare il tono e i colori della stanza in men che non si dica.

Le tende a vetri possono essere utilizzate per ogni stanza della casa, dal bagno al salotto, fino alla camera da letto. Sarà però necessario scegliere sia le giuste nuances sia la giusta lunghezza delle tende.

tende a vetri

tende a vetri

Perché si dovrebbero preferire delle tende a vetri anziché delle tende comuni? Le tende a vetri risaltano l’arredamento delle stanze, sono un trend moderno e danno un tocco di eleganza all’intera casa, rendendola più luminosa rispetto alle tende classiche. Per di più, le tende a vetri possono essere un’ottima soluzione da applicare a quelle finestre che hanno uno spazio limitato alle estremità. Il mercato dell’arredamento offre tante tipologie diverse di tende a vetri.

Tipologie di tende a vetri: filtranti e oscuranti

In base alla quantità di luce che lasciano filtrare, le tende a vetri si dividono in tende oscuranti e tende filtranti; le prime impediscono alla luce di illuminare la stanza, mentre le seconde lasciano passare i raggi del sole creando un ambiente più luminoso, arioso e accogliente.

Tende per porte-finestre

Le tende a vetri possono essere installate anche sulle porte-finestre e in questo caso la lunghezza del tendaggio dovrà essere adeguata alle misure della porta stessa, al fine di non creare aree prive di tendaggio. Il vantaggio di applicare tende a vetri alle porte-finestre della nostra casa sta nel fatto che le tende non intralciano il normale passaggio delle persone da una stanza all’altra e prevengono il pericolo che il tendaggio rimanga incastrato nella porta-finestra, finendo col rovinarsi. Come nel caso delle normali finestre, la scelta del tipo di tende a vetri dovrà tener conto della tipologia di arredamento della stanza e della quantità di luce che si vuole far filtrare.

Vediamo in dettaglio alcuni esempi.

Tende a vetri in cucina

Per la cucina, luogo in cui c’è bisogno di una certa quantità di luce naturale, sarà opportuno optare per delle tende a vetri filtranti, realizzate in tessuto leggero, così da permettere il facile passaggio della luce all’interno dell’ambiente. Per quanto riguarda i colori e le fantasie, c’è l’imbarazzo della scelta: dalle semplici tende a vetri di colore neutro a quelle colorate o con fantasie e ricami. L’importante è non andare in contrasto con lo stile della stanza.

Le tende a vetri, in quanto complemento d’arredo, giocano un ruolo importante nel creare la giusta atmosfera all’interno di ogni ambiente. Vedi anche tende da cucina

tende a vetro

Tende a vetro per cucina moderna

Le tende a vetro sono adatte anche per le cucine moderne. Soprattutto per le cucine piccole dove occorre porre una particolare attenzione agli spazi. Per rendere le tende a vetro omogenee con l’arredo di una cucina moderna, occorre optare per materiali e colori che siano in linea con il resto dell’arredamento, sempre tenendo presente la funzione principale della tenda che, oltre che arredare, deve garantire il giusto filtraggio e la corretta regolazione della luce nella stanza.

Tende a vetro per porta finestra cucina

Le tende a vetro si possono utilizzare anche se in cucina si ha una porta finestra. Anche in questo caso è opportuno, per quel che concerne la scelta del materiale e del colore, attenersi alle tonalità già presenti nell’arredo, alle pareti e nei pavimenti. Nel caso in cui in cucina ci siano finestra e portafinestra è indispensabile che vi siano le stesse tende a vetro, nel materiale e nel colore, che differiranno, ovviamente, solo per le misure.

Tende a vetri in camera da letto

Anche per la camera da letto la soluzione delle tende a vetri può essere molto vantaggiosa, oltre che di tendenza. Soprattutto nelle camere da letto di piccole dimensioni, installare delle tende a vetri al posto delle classiche tende su guide al soffitto, permette di risparmiare spazio, oltre che dare la sensazione di ampliare la stanza.

Per i colori, anche in questo caso si opterà per toni neutri o comunque in linea con lo stile della stanza. Si potranno prendere in considerazione anche tessuti meno leggeri rispetto a quelli utilizzati per gli altri ambienti della casa; specialmente in estate, se le tende impediscono il passaggio della luce (e del caldo) all’interno della stanza da letto, di certo non guasta. La tenda a vetri più opaca (o addirittura oscurante) in camera da letto, inoltre, regala maggiore privacy rispetto a una tenda a vetri più leggera e semitrasparente. Per le tende a vetri nella camera da letto è ovviamente possibile utilizzare sia un colore chiaro che uno scuro, ma per approfondire meglio consigliamo di leggere anche l’articolo tende per la camera da letto.

Tende a vetri per il bagno

Anche nel bagno le tende a vetri rivelano tutta la loro praticità e versatilità: non solo permettono di non avere ingombri di spazio, ma anche di cambiare facilmente “look” agli interni della casa in pochi semplici passaggi.

Per il bagno è consigliabile optare per tende a vetri colorate e con fantasie, sempre in accordo con lo stile del bagno. Inoltre, è preferibile scegliere tessuti leggeri e semitrasparenti se si dispone di un bagno con finestra alta o comunque non troppo esposta, mentre si può ripiegare su tessuti più opachi e scuri qualora si sia alla ricerca di una maggiore privacy. Se per le altre stanze della casa la scelta di montare tende a vetri chiare oppure scure è abbastanza arbitraria, nel caso del bagno è necessario comunque cercare un compromesso tra il desiderio di luminosità della stanza e l’esigenza di intimità e riservatezza. Per questo motivo non importa se le tende saranno colorate o con fantasia, l’importante è che non siano trasparenti! Vedi anche come arredare il bagno.

Tende a vetri per bagno moderno

Anche per il bagno moderno le tende a vetri rappresentano un’ottima soluzione. Oltre le tende a pacchetto o a rullo, in particolar modo se la dimensione della stanza è piccola, le tende a vetri sono la soluzione l’ideale. Meglio optare per tonalità in linea con i rivestimenti del bagno, che, generalmente, sono tortora, grigio, panna, nello stile moderno è bene ricordarsi sempre che il minimalismo la fa da padrone.

Tende a vetro per lo studio

Nel luogo della casa dedicato al lavoro e allo studio è consigliabile applicare tende a vetri di colori neutri e in tessuti leggeri, al fine di favorire la concentrazione e l’illuminazione naturale dell’ambiente. C’è anche chi sceglie delle tende a vetri colorate per il proprio studio, ma tale scelta è sconsigliata dal momento che un colore eccessivamente acceso e intenso potrebbe disturbare chi studia o chi lavora. Vedi anche studio.

Colori e fantasie: come scegliere la giusta tenda a vetri

Come accennato in precedenza, l’attuale mercato delle tende a vetri offre un’ampia scelta, sia in termini di fantasie e ricami sia in termini di tinte e colori. Le ultime tendenze dell’interior design vedono protagonista lo stile scandinavo, caratterizzato da forme geometriche pulite e semplici e dalla prevalenza di colori chiari. Se si apprezza tale stile, si potrà optare per delle tende a vetri dai colori neutri, con tonalità che possono spaziare dal bianco al color tortora, che, negli ultimi anni, si sta confermando un vero e proporre must have.

Al contrario, se desideriamo una fantasia che “ravvivi” gli interni e si discosti dalla rigidità delle forme scandinave, si possono scegliere delle tende a vetri che presentano righe dai colori chiari, o in alternativa optare per delle tende con piccoli ricami, i quali danno un tocco romantico all’ambiente.

Tipologie di tende a vetri

Una volta scelti colore, tessuto e lunghezza della vostra tenda, rimarrà solo da decidere la tipologia. Vediamo alcuni esempi:

  • TENDA A VETRI FISSA: tipologia di tenda che viene fissata all’asta aderente al vetro.
  • TENDA A VETRI CON RULLO AVVOLGIBILE: questa tipologia permette di tirare la tenda fino all’imposta della finestra, lasciando quindi scoperta tutta la superficie vetrata.
  • TENDA A VETRI CON NASTRI: un compromesso fra le due opzioni precedenti è rappresentato dalla tenda a vetri fissa che, tramite dei nastri posti sull’estremità finale del tendaggio, permette di tirare su la tenda nella parte bassa. Così facendo, non solo si lascia passare maggiore luce, ma si ottiene anche un gradevole effetto estetico.

Va sottolineato che il montaggio delle tende a vetri non è niente di complicato e non richiede l’intervento di un esperto.

Dove acquistare le tende a vetri

Oggigiorno il consumatore dispone di tanti canali diversi attraverso cui acquistare le tende a vetri: Internet dove si possono acquistare le tende on line, supermercati, negozi specializzati. Poiché la reperibilità del prodotto è l’ultimo dei problemi a cui pensare, il consumatore deve accertarsi prima di tutto delle dimensioni dell’infisso su cui verrà montata la tenda a vetri, in modo tale da non avere spiacevoli sorprese durante il montaggio. L’acquisto su Internet richiede altresì un maggiore grado di attenzione perché non sarà possibile vedere dal vivo le tende; è quindi altamente consigliabile verificare che l’annuncio specifichi le dimensioni delle tende a vetri. Qualora esse non ci fossero, sarebbe opportuno cambiare sito oppure tentare di contattare direttamente il venditore. Questo problema non si pone qualora l’acquisto sia effettuato in negozi specializzati poiché all’interno di questi sarà possibile essere guidati e consigliati nell’acquisto da un esperto del settore, il quale sarà in grado di comprendere le esigenze del consumatore e consigliargli il prodotto più adeguato.

Come installare le tende a vetri

L’installazione di questo complemento d’arredo è davvero semplice e veloce; una volta acquistato il tessuto e le aste di fissaggio al vetro, basterà solo inserire l’asta nell’apposito passante della tenda e installare l’asta nella parte alta dell’infisso.

L’operazione sarà altrettanto semplice anche in caso di tende a vetro scorrevoli; in pochi minuti si riuscirà a dare alla casa una nuova immagine.

Il plus di questa tipologia di tende è rappresentato non solo dalla facilità di installazione, ma anche dalla rapidità e semplicità con cui è possibile sostituirle sia in caso di usura sia quando si desidera cambiare stile all’ambiente: basterà rimuovere l’asta dall’infisso e sostituire il tendaggio per avere nuovi colori e fantasie all’interno dell’abitazione.

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HomeStyler https://www.totaldesign.it/homestyler/ https://www.totaldesign.it/homestyler/#respond Sun, 21 Jul 2019 09:31:44 +0000 http://www.totaldesign.it/?p=2802 Ammettetelo: anche voi, al momento dell’acquisto della vostra casa o al momento del cambio di arredamento,  vi siete messi con carta e penna ad abbozzare un progetto a mo’ di arredatore. Progetto che, per nella maggior parte dei casi, si rivela  improponibile perché il divano era sproporzionato rispetto al tavolo, o perché quel mobiletto per […]

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Ammettetelo: anche voi, al momento dell’acquisto della vostra casa o al momento del cambio di arredamento,  vi siete messi con carta e penna ad abbozzare un progetto a mo’ di arredatore.

Progetto che, per nella maggior parte dei casi, si rivela  improponibile perché il divano era sproporzionato rispetto al tavolo, o perché quel mobiletto per il bagno li dove l’avevate disegnato voi proprio non ci poteva stare. Non tutti siamo arredatori, non tutti siamo architetti e quindi creare un progetto di arredo che possa essere fattibile anche nella realtà è difficile. Inoltre spesso scarseggiano le idee e quindi è facile che ci sfuggano soluzioni ottimali che ad un progettista non sfuggirebbero. Sfruttare gli spazi, sfruttare i punti luce, ottimizzare le posizioni dei mobili, sono tutte operazioni difficili da fare se non si è un professionista. E cosi le nostre case sono lontane anni luce da quelle che vediamo nelle riviste di arredamento.  Questo nonostante l’impegno che abbiamo dedicato nella scelta dei mobili, della colorazione delle pareti, nella scelta dei complementi di arredo.

Ma oggi le bellissime case che ci propinano le riviste di arredamento possono essere alla portata di tutti, anche senza l’intervento ti un arredatore o di un architetto.

In aiuto ci viene infatti, Homestyler, un software dedicato alla progettazione di interni.

Homestyler è un prodotto che si può utilizzare gratuitamente online, è facile da gestire in quanto non necessita di nessuna installazione. La vasta libreria di progetti già pronti da adattare alle proprie esigenze lo rende molto interessante anche per l’utente dilettante. Homestyler è  un servizio web che vi darà la possibilità di creare da zero la vostra casa, ed arredarla con tantissime opzioni il tutto in modo semplice. Il servizio è completamente gratuito e non necessita di nessun download.

Homestyler è disponibile in lingua italiana e in due versioni differenti:  una gira in un browser Web senza richiedere alcuna installazione, l’altra è un’App per dispositivi mobili iOs e Android. Le differenze oltre che per  l’ambiente operativo, riguardano anche le funzioni. Nel primo caso si parte dalla costruzione della planimetria della casa, si aggiungono i mobili e gli accessori fino ad ottenere dei rendering fotorealistici.

Con la versione per dispositivi mobili si parte dalla foto di una stanza e si modificano le finiture delle pareti e del pavimento, si possono inserire  i mobili ed infine si osserva la resa complessiva del progetto.

Vediamo come funziona.

Come funziona Homestyler

Per utilizzare Homestyler è sufficiente  scattare una foto del proprio spazio ed ecco che per magia, il  dispositivo mobile si trasforma  in una stanza di prova virtuale, nella quale ci si può davvero sbizzarrire: dal cambio di colore alle pareti, dalla scelta dei complementi d’arredo, dai mobili (è interessantissimo perché si possono inserire nel progetto  i mobili di marche reali), Come Homestyler è possibile visualizzare le ipotesi di rimodellamento della casa, prendendo così ispirazioni, rendendovi realmente conto di come diventerà la vostra casa, avendo possibilità della scelta degli arredi con cognizione di causa.

La versione per browser di Homestyler utilizza un’interfaccia semplice e pulita, composta da un  menu a schede scorrevoli sulla sinistra e un’area di lavoro ampia, che visiona il progetto in 2D oo in 3D con proiezione isometrica. L’utente può decidere se disegnare la planimetria partendo da zero o se assemblare le stanze di forma standard. Il software gestisce in automatico l’inserimento di pareti interne, porte e finestre, creando i fori necessari e fino all’applicazione dei  battiscopa. Anche la disposizione dei mobili e degli accessori si esegue con il solo  trascinamenti dalla libreria al progetto. Tutte le operazioni sono semplici, immediate ed intuitive.

Con Homestyler in versione App si parte invece dalla foto di una stanza vuota nella quale è possibile modificare i colori delle superfici .Poi si trascinano  mobili e accessori

Consigli per usare Homestyler

Ecco alcuni suggerimenti per usare al meglio Homestyler

Dopo avere scattato la foto di una stanza e dopo che avete creato l’area 3D dove progettare l’arredo

Sicuramente avrete già delle idee su come vorrete la vostra casa e sui mobili da inserire ma vi consiglio di aprire la possibilità anche a nuove soluzioni perché spesso la conformazione della propria casa non è perfetta con l’arredo che piace a voi, (immaginate come stonerebbe l’idea di un appartamento in un palazzo stile liberty con soffitti altissimi, con pavimento d’epoca, con finestroni, arredato con mobili ultra moderni ad esempio) quindi liberate la mente da “pregiudizi” e via alla creatività

Oltre la mente liberate gli elementi già esistenti per ipotizzare nuove soluzioni

Provate  diverse combinazioni di elementi e arredi

Installate gli impianti d’illuminazione al soffitto

Provate gli arredi anche con le diverse combinazioni di colori alle pareti

Posizionate i modelli realizzati con mobili reali

Posizionate complementi di arredo come tappeti di marca, quadri, specchi attaccapanni.

Aiutatevi anche con riviste di arredo

Se siete indecisi condividete i progetti che ritenete più interessanti con i vostri amici per metterli ai voti e aiutarvi nella decisione finale.

Concludo con un commento di Thomas Heermann, direttore della linea di prodotti consumer di Autodesk azienda leader mondiale nello sviluppo software di progettazione, ingegneria e intrattenimento 3D che ha realizzato Homestyler “Homestyler ha permesso a milioni di proprietari di casa, studenti e professionisti di progettare la casa dei sogni, pianificare ristrutturazioni e apportare modifiche ai propri spazi abitativi Grazie alla disponibilità della versione italiana di Homestyler, Autodesk ha semplificato la tecnologia di progettazione, rendendola accessibile a chiunque” E allora realizziamo anche noi la nostra casa dei sogni

 

homestyler

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Design for rent: noleggio arredamento https://www.totaldesign.it/noleggio-arredamento/ https://www.totaldesign.it/noleggio-arredamento/#respond Sun, 21 Jul 2019 08:11:29 +0000 http://www.totaldesign.it/?p=5998 Quando partecipate ad una cerimonia o ad un evento fieristico e vi accomodate su quei pouf  o su quelle poltroncine accanto a tavolini ben allestiti molto probabilmente vi state sedendo sopra un mobile noleggiato. Si, esatto avete capito bene: noleggiare l’arredamento è un trend sempre più in crescita e ci sono aziende specializzate che se […]

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Quando partecipate ad una cerimonia o ad un evento fieristico e vi accomodate su quei pouf  o su quelle poltroncine accanto a tavolini ben allestiti molto probabilmente vi state sedendo sopra un mobile noleggiato. Si, esatto avete capito bene: noleggiare l’arredamento è un trend sempre più in crescita e ci sono aziende specializzate che se ne occupano.

noleggio arredamento

noleggio arredamento

Design for Rent è una di queste.

Si tratta di una è una rinomata azienda che si occupa di noleggio arredamento, un servizio moderno e sempre più gettonato il quale può rivelarsi ideale per molte diverse necessità.
I servizi di noleggio arredamento vengono richiesti da committenti che presentano esigenze molto diverse, vediamo dunque quali sono quelle più consuete.

Noleggio arredamento per stand fieristici

Anzitutto, il noleggio di arredamento si rivolge alle aziende che allestiscono degli stand nell’ambito di fiere: eventi di questo tipo si stanno diffondendo sempre più in tutto il mondo, essendo effettivamente delle opportunità di promozione e di Marketing davvero molto interessanti.
Per catturare l’attenzione del pubblico, e anche per offrire un’immagine positiva ed affidabile del brand, la cura dell’arredamento è importante, di conseguenza non stupisce il fatto che aziende specializzate come Design for Rent siano contattate molto spesso per necessità di questo tipo.

Altre esigenze di noleggio arredamento

Il servizio di noleggio arredamenti è assai consueto anche per quel che riguarda l’organizzazione di congressi ed eventi di altro tipo: è proprio in contesti di questo tipo, infatti, che in genere si necessita di arredamenti specifici e dalla particolare estetica, arredamenti che ovviamente non converrebbe acquistare, dal momento che tali eventi hanno una durata limitata ad alcuni giorni, o al massimo ad alcuni mesi.
Se ci si chiede chi può necessitare di un servizio di noleggio mobili, ad ogni modo, le risposte possono essere tantissime: particolari mobili sono noleggiati, ad esempio, per realizzare delle riprese cinematografiche o per realizzare dei filmati, allo stesso tempo vengono richiesti dei mobili in noleggio anche da aziende desiderose di allestire, nei loro punti vendita, delle vetrine di grande impatto.

Design for rent noleggio arredo

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Il Dinner Design: che cos’è?

Tra le varie esigenze che possono esservi alla base di un servizio di noleggio arredamento vi è anche il cosiddetto Dinner Design, scopriamo subito di cosa si tratta.
Il Dinner Design è sostanzialmente quel tipo di noleggio relativo a eventi in cui sono previste delle cene, dei pranzi, dei rinfreschi, degli aperitivi: in simili contesti, dunque, al tradizionale noleggio di arredamento deve essere associato il noleggio di tovaglie, posate, bicchieri e di quant’altro di utile in contesti simili.
Per chi ha esigenze di questo tipo è sicuramente molto più vantaggioso affidarsi ad un’unica azienda, piuttosto che richiedere il noleggio dei mobili e degli accessori per catering a due imprese differenti, e ovviamente per soddisfare esigenze di questo tipo un’azienda deve essere specializzata in proposte simili.

Cosa noleggiano le aziende che offrono questo servizio?

Le aziende che offrono dei servizi di noleggio arredamento possono proporre davvero di tutto, a cominciare dagli elementi d’arredo più tipici, dunque divani, poltrone, tavoli, tavolini, pouf e altro ancora.
Ai mobili propriamente intesi vanno aggiunti tutti gli articoli che consentono di delimitare degli ambienti, dunque ad esempio pareti modulari, pareti attrezzate o dei semplici divisori.
Per quel che riguarda tali articoli, Design for Rent propone anche i cosiddetti Viewbox, delle strutture per uso interno o esterno che si rivelano delle vere e proprie stanze, dei container modulari che per estetica ed accuratezza non hanno nulla da invidiare agli immobili.
Tra i prodotti che possono fornire le aziende specializzate vi sono inoltre pavimenti, decorazioni, sistemi di illuminazione, banconi, leggii, vasi con relative piante e tanto altro ancora.  Un esempio pratico: dovete allestire una zona con tanti vasi? Ci sono aziende che si occupano di noleggio vasi, ma anche di noleggio tovagliato, di  noleggio panche, di noleggio candelabri.

Cosa deve comprendere un buon servizio di noleggio arredamento

Un valido noleggio di arredamento deve certamente essere in grado di offrire, a chi lo richiede, una ricca gamma di servizi supplementari che vanno al di là del noleggio propriamente inteso. Per questo è oppurtuno affidarsi a società specializzate, la cui esperienza rappresenta una forma di garanzia, aziende che sono in grado di fornire, ma anche di suggerire, consigliare, progettare, organizzare.

Design for Rent, perfettamente consapevole di tale aspetto, ha perfezionato nel corso degli anni un servizio inappuntabile e completo, il quale include le attività di progettazione, affidate agli esperti dell’azienda, il trasporto dei materiali noleggiati, l’installazione, sempre minuziosamente supervisionata dai Production Manager dell’azienda, e ovviamente anche lo smontaggio e il trasporto finale.

Per quel che riguarda i clienti che richiedono servizi di noleggio arredamento per fiere ed eventi, inoltre, Design for Rent può occuparsi anche di aspetti organizzativi, dunque ad esempio dell’individuazione della location più adatta.

Il noleggio di arredamento è dunque un servizio sempre più attuale: chi lo richiede, soprattutto per quel che riguarda l’allestimento di fiere ed eventi, pretende degli elementi d’arredo e delle decorazioni di qualità eccelsa, oltre ovviamente a vaste opportunità di scelta e a un servizio completo, anche da punto di vista logistico, e Design for Rent sa offrire le più solide garanzie grazie alla sua profonda esperienza nel settore.

Se avete necessità di creare uno spazio in modo minuzioso e completo Design for Rent è in grado di farlo in toto.

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Divano letto: come scegliere quello giusto https://www.totaldesign.it/divano-letto-come-scegliere-quello-giusto/ https://www.totaldesign.it/divano-letto-come-scegliere-quello-giusto/#respond Thu, 18 Jul 2019 15:39:42 +0000 https://www.totaldesign.it/?p=10652 Non tutti abbiamo la casa con la stanza degli ospiti, non tutti abbiamo la villetta o l’attico da 150 mq. Ma non per questo dobbiamo rinunciare alla possibilità di avere un posto letto in più per parenti o amici. In nostro aiuto ci sono infatti i mobili a doppia funzione, un’invenzione geniale, che tutti amiamo […]

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divano letto

divano letto

Non tutti abbiamo la casa con la stanza degli ospiti, non tutti abbiamo la villetta o l’attico da 150 mq. Ma non per questo dobbiamo rinunciare alla possibilità di avere un posto letto in più per parenti o amici.

In nostro aiuto ci sono infatti i mobili a doppia funzione, un’invenzione geniale, che tutti amiamo in modo particolare soprattutto  quando sono destinati ai piccoli spazi.

Tra i mobili a doppia funzione, tra gli arredi salvaspazio, spiccano senz’altro i divani letto: divani che si trasformano in letto. Possono essere fissi o componibili, hanno  materassi che in alcuni casi non hanno nulla da paragonare a quelli dei normali letti, risolvono problemi di spazio offrendo il massimo della funzionalità e sono disponibili in una vastissima gamma di modelli e di prezzi.

I divani letto permettono di trasformare il soggiorno in una comodissima camera da letto.

Vantaggi del divano letto

Avere  un divano letto rappresenta un grande vantaggio, si tratta di un divano a tutti gli effetti che, all’occorrenza si trasforma in un comodissimo letto. Optare quindi per un divano letto invece che per un divano tradizionale è consigliabile non sono per chi ha problemi di spazio. La trasformabilità in letto rappresenta un valore aggiunto. Vediamo allora i vantaggi del divano letto:

  • all’occorrenza può trasformarsi in un letto per i vostri ospiti.
  • se avete una casa vacanza potete sfruttare il divano letto per avere posti letto in più da affittare
  • il divano letto rappresenta un validissimo alleato salvaspazio per una casa piccola.

Come scegliere il divano letto

Sono talmente tante le offerte sul mercato che scegliere il divano letto che fa al caso nostro non è affatto facile. Ecco allora una piccola guida che vi aiuterà a capire quello che è il divano letto giusto per voi.

La frequenza di utilizzo

Per che utilizzo è destinato il divano letto? Fungerà da letto per un uso quotidiano o sarà impiegato solo saltuariamente come letto per gli ospiti? Nel primo caso molto probabilmente sarà posizionato in una casa dove manca una camera e quindi avrà la funzione di letto “ufficiale” che andrà quindi aperto ogni sera. In tal caso occorrerà orientarsi su un modello pratico nel meccanismo di apertura e di chiusura e comodo per il sonno. Accertatevi  quindi anche sulla la qualità del materasso che dovrebbe avere uno spessore di almeno 12-15 cm

Generalmente quando l’uso è quotidiano si tende a chiudere il divano con il letto fatto così da evitare di rifarlo ogni sera. Meglio evitare di  sforzare il dispositivo interno sovraccaricandolo di coperte. In molti modelli di divano letto c’è un vano contenitore dedicato a coperte e cuscini, che risulta particolarmente comodo per un divano letto che si usa frequentemente

Meccanismi e sistemi di apertura

Il sistema di apertura rappresenta certamente un criterio di scelta, ci sono diversi meccanismi con i quali si può aprire un divano letto

  • a estrazione: si levano i cuscini delle sedute e si estrae la rete piegata in tre parti .
  • a fisarmonica :si tira in avanti la seduta si distende il materasso e si dispiega completamente il letto. Questo modello di solito non ha i braccioli
  • a ribalta: si ribalta la seduta del divano e si inserisce insieme allo schienale, nel vano sottostante
  • a libro si ricava un posto letto dallo schienale e dalla seduta che si aprono con un sistema di bascule.
  • a cassetto: il letto è in un cassettone sottostante la seduta e si estrae all’occorrenza

Tra i divani letti di ultima generazione troviamo modelli che vantano meccanismi di trasformazione della struttura che prevedono anche posizioni intermedie, come, ad esempio, ricavare una sorta di chaise longue a una o a due piazze. Oppure si può pensare a meccanismo che prevedono una base estraibile che si affianca al piano di seduta, o a meccanismi che prevedono l’abbassamento di  schienali al livello della seduta, raddoppiandone la superficie d’appoggio.

divano letto

divano letto

L’imbottitura

L’imbottitura del divano è un elemento importantissimo, tanto più per il divano letto. E’ da essa che dipende la comodità della seduta. Nelle sedute in poliuretano espanso è importante la densità che dovrebbe aggirarsi sui 30 kg/mc.

Il rivestimento

Il rivestimento del divano letto può essere il pelle, in ecopelle, in tessuto, in microfibra, in alcantara

Ogni materiale vanta diverse caratteristiche. Il divano in pelle garantisce una piacevole sensazione al tatto, rende il divano elegante, ma anche quello più costoso e necessita di qualche attenzione in più. Inoltre il divano in pelle non è sfoderabile.

Il rivestimento in ecopelle ha una resa estetica simile, è resistente al calore, inassorbente ed decisamente più economico. Inoltre i divani in ecopelle sono più pratici di quelli in pelle da pulire. Il rivestimento in tessuto può essere, nei modelli sfoderabili, rimosso e lavato  in lavatrice.

Per quel che concerne il colore, orientatevi su tonalità che rispecchino lo stile di arredo della vostra casa.

Il rivestimento è invece soggettivo, considerate la possibilità di optare per modelli sfoderabili soprattutto se il divano è destinato ad una casa vacanza che ospiterà quindi anche degli estranei e considerate anche lo stile di arredo della stanza dove è collocato il divano letto che, ricordiamolo, durante il giorno deve integrarsi perfettamente con il resto dell’ambiente.

Il materasso

Il materasso  nel divano letto è diverso dal materasso tradizionale, il suo  spessore è generalmente  intorno ai 10 cm, per evitare di rendere complicata l’operazione di chiusura

Ci sono divani letto con materasso a molle, in poliuretano o materasso in schiuma o in lattice. Molto importante, soprattutto per l’utilizzo quotidiano del divano letto, è lo spessore che dovrebbe essere almeno di 12 – 15 cm. Meglio optare per materassi anallergici e antibatterici.

divano letto

 

Lo spazio

Molto rilevante è la grandezza dell’ambiente dove sarà collocato il divano letto.

In spazi molto piccoli si dovrà optare per un divano due posti (un divano due posti standard misura da 150 a 185 cm in larghezza ed profondo circa di 90 cm) . Chi ha più spazio può valutare  un divano tre posti (largo almeno 200 cm), altrimenti si può pensare anche ad un divano letto con penisola (generalmente misura cm 250 x 160) o per un Divano angolare (le misure standard sono generalmente cm 250 x 200)

Il divano letto con contenitore,  è in grado di  ottimizzare lo spazio a disposizione, ricavando un ulteriore vano dove poter riporre gli oggetti.

Le misure del divano letto possono variare anche di parecchio ed anche a parità di dimensioni della rete. A fare la differenza sono anche  l’ampiezza dei braccioli e dello schienale.  Generalmente la lunghezza di reti e materassi è 190 cm, ma può arrivare anche a 195-200 cm. La larghezza è nei letti singoli 80-90 cm; a una piazza e mezza 120 cm; alla francese 140 cm; matrimoniali tradizionali 160 cm.

Quando lo  spazio  in profondità è davvero poco, conviene puntare su sistemi che prevedono la rete disposta nel senso dello schienale. In tal modo è possibile ridurre l’ingombro.

Ovviamente il letto più grande è più comodo è. Partendo da questo criterio potete, se avete sufficiente spazio, optare per divani letto matrimoniali che non solo vi danno la possibilità di ospitare due persone ma anche di farne stare comoda una sola.

divano letto

divano letto

La sua posizione nella stanza

Il divano andrà in un angolo? Sarà contro una parete? Sarà al centro della stanza? Nella scelta del divano letto considerate anche lo spazio del divano da aperto che dovrebbe comunque  consentire il passaggio (lo spazio libero attorno al divano aperto dovrebbe essere almeno 40-50 cm). Altro elemento relativo alla collocazione del divano letto è quella relativa al punto luce che dovrebbe essere accessibile da chi dorme sul divano letto.

Il tavolino accanto al divano è una base di appoggio utile, e lo sarà ancora di più per il divano letto per il quale il tavolo sarà una sorta di comodino.

La comodità

Il divano è il simbolo della comodità, rappresenta il relax e il riposo e deve essere comodo. Nella scelta del  vostro divano letto quindi considerate il comfort che il divano deve garantire.

Il design

Il divano è il cuore della zona living. Sul divano si legge, ci si rilassa, si chiacchera, ci si accomodano gli ospiti. Deve essere bello ed in perfetta linea con lo stile della vostra zona living. Indipendentemente dallo stile che può essere moderno, classico, industrial, shabby chic optate per un divano letto che sia esteticamente bello.

Dove acquistare il divano letto

Potete acquistare il vostro  divano letto sia on line che off line. Ci sono diversi marchi prestigiosi che vendono divani letto: Potronesofà ad esempio ha spesso offerte vantaggiose anche sui divani letto 2 o 3 posti , il marchio IKEA propone modelli di divani letto con varie misure e tessuti a prezzi competitivi ed è possibile anche ordinare on line, Mondo convenienza propone modelli di divano letto economici.

 

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Barriere architettoniche https://www.totaldesign.it/barriere-architettoniche/ https://www.totaldesign.it/barriere-architettoniche/#respond Sun, 14 Jul 2019 16:20:31 +0000 https://www.totaldesign.it/?p=10456 E’ stata la legge n.118/1971 il primo provvedimento normativo in materia di barriere architettoniche, nonostante la legge fosse stata realizzata ad hoc per i mutilati e gli invalidi civili prevedeva comunque al suo interno alcune indicazioni da seguire, per la costruzione di edifici e la realizzazione di spazi, che fossero fruibili e tenessero presente le […]

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E’ stata la legge n.118/1971 il primo provvedimento normativo in materia di barriere architettoniche, nonostante la legge fosse stata realizzata ad hoc per i mutilati e gli invalidi civili prevedeva comunque al suo interno alcune indicazioni da seguire, per la costruzione di edifici e la realizzazione di spazi, che fossero fruibili e tenessero presente le necessità di tutti i disabili.

Negli anni successivi si sono susseguite leggi e decreti sul tema della disabilità, ma si deve aspettare la Legge Finanziaria del 1986 per sentir parlare per la prima volta dei P.E.B.A. (Piani di Eliminazione delle Barriere Architettoniche) e tre anni dopo con la legge n.13/1989 il Ministero dei Lavori pubblici emana un decreto contenete le prescrizione tecniche per l’architettura residenziale e privata. Il Decreto Ministeriale n.236/1989 è quello che rappresenta ancora oggi il riferimento normativo per il superamento e abbattimento delle barriere architettoniche in architettura.

Cosa s’intende e cosa sono le barriere architettoniche

Le barriere architettoniche sono tutti quegli ostacoli fisici che possono creare disagio a tutti coloro i quali abbiano capacità motorie ridotte o impedite, che siano esse temporanee o permanenti. Le barriere sono anche tutti quegli ostacoli che limitano o impediscono l’uso di parti di attrezzatura e componenti in condizione di comodità e sicurezza. Ma il decreto parla chiaro in merito alle barriere, non devono intendersi barriere solo quelle fisiche, ma deve intendersi barriera architettonica anche la mancanza di accorgimenti e segnalazioni che non permettono una corretta fruibilità dei luoghi e l’individuazione delle fonti di pericolo con una particolare attenzione rivolta agli ipovedenti, non vedenti e persone affette da sordità.

Prescrizioni tecniche e campo di applicazione della Legge n.236/1989

Prescrizioni tecniche

Il ministero individua le qualità che uno spazio costruito deve avere affinché sia fruibile in sicurezza da tutti i cittadini, sia essa edilizia privata, pubblica, sovvenzionata o agevolata.

Accessibilità, adattabilità e visitabilità, queste le tre prescrizioni tecniche da seguire.

  • Accessibilità: si intende la possibilità, anche per persone con ridotta o impedita capacità motoria o sensoriale, di raggiungere l’edificio e le sue singole unità immobiliari e ambientali, di entrarvi agevolmente e di fruire spazi e attrezzature in condizioni di adeguata sicurezza e autonomia.
  • Adattabilità: si intende la possibilità di modificare nel tempo lo spazio costruito a costi limitati, allo scopo di renderlo completamente ed agevolmente fruibile anche da parte di persone con ridotta o impedita capacità motoria o sensoriale.
  • Visitabilità: si intende la possibilità, anche da parte di persone con ridotta o impedita capacità motoria o sensoriale, di accedere agli spazi di relazione e ad almeno un servizio igienico di ogni unità. Sono spazi di relazione gli spazi di soggiorno o pranzo dell’alloggio e quelli dei luoghi di lavoro, servizio ed incontro, nei quali il cittadino entra in rapporto con la funzione ivi svolta.
barriere architettoniche

barriere architettoniche

Campo di applicazione

Gli ambiti di applicazione delle norme contenute nel decreto sono:

  • gli edifici privati di nuova costruzione residenziale e non;
  • gli edifici di edilizia residenziale pubblica sovvenzionata e agevolata, di nuova costruzione;
  • la ristrutturazione degli edifici privati;
  • gli spazi esterni di pertinenza degli edifici residenziali e non, privati e pubblici.

Abbattimento barriere architettoniche edifici pubblici e privati

  • Edifici pubblici: la legge che si occupa di regolamentare gli spazi e gli edifici pubblici è il D.P.R. 503 del 24 luglio 1996 che abroga il Decreto Roncini del ’78. La legge norma le disposizioni per l’abbattimento delle barriere architettoniche d’applicare alla realizzazione di nuova costruzione o alla ristrutturazione di edifici esistenti compreso gli spazi esterni di pertinenza, includendo inoltre il cambio di destinazione d’uso se questo è finalizzato a servizi di pubblica utilità. Le disposizioni e gli accorgimenti da seguire per gli edifici pubblici sono di gran lunga maggiore rispetto a quelle d’applicare all’edilizia privata. Fondamentale è rendere l’edificio sia accessibile che visitabile, come ad esempio giusto per citarne alcune, l’installazione di rampe per il superamento dei dislivelli, la realizzazione di una pavimentazione antisdrucciolevole, l’adeguamento della segnaletica interna ad esempio per l’individuazione dei servizi.

 

  • Edifici privati: la legge che si occupa dell’ambito privato è la n.13/1989 e stabilisce le norme per la rimozione delle barriere architettoniche dalla propria abitazione o da quegli spazi di proprietà condominiale; la legge ovviamente si riferisce sia alla nuova costruzione o all’adeguamento in fase di ristrutturazione di edifici esistenti.

Contributi e agevolazioni fiscali per la rimozione delle barriere architettoniche

La legge concede la possibilità da parte delle Regioni di erogare un contributo a fondo perduto come copertura di una parte della spese sostenute per la rimozione delle barriere; il contributo arriverà a chi ne avrà fatto richiesta tramite il comune di competenza. La domanda andrà indirizzata al Sindaco del comune entro il 1 marzo di ogni anno, la domanda potrà essere presentata dal disabile o da chi ne detiene la tutela. L’amministrazione dopo aver fatto tutte le verifiche previste per legge erogherà il contributo in base alle spese debitamente fatturate e dimostrate.

In alcuni casi, le Regioni oltre al contributo dovuto per legge concedono ulteriori contributi regionali, questi contributi andranno a sommarsi alle agevolazioni fiscali relative all’IVA, si potrà godere dell’IVA al 4% per l’acquisto di mezzi che favoriscono la deambulazione e il sollevamento dei disabili.

Sui lavori di ristrutturazione e abbattimento, ai fini dell’agevolazione fiscale per la detrazione IRPEF, si potrà detrarre fino al 50% per una spesa massima di 96.000 euro per lavori compresi tra giugno 2012 e dicembre 2019; il 36% di detrazione invece si potrà ottenere per quei lavori di un importo massimo di 48.000 euro effettuati entro il 1 gennaio 2018.

Interventi previsti per l’adeguamento in ambiente domestico

L’articolo n.39 della Legge n. 13/1989 stabilisce quali siano i dispositivi e gli interventi atti all’abbattimento e al superamento delle barriere nelle abitazioni private:

 

  • adeguamenti degli ambienti per facilitare la deambulazione, quali pareti, infissi interni ed esterni, pavimenti, rampe, scivoli, bagni, cucine, ecc.;
  • adeguamenti funzionali e modifiche impiantistiche volti a rendere idonei alla tipologia di disabilità i sanitari, la rubinetteria, i comandi per impianti elettrici e speciali, maniglioni, ecc.;
  • adeguamenti di arredi quali piani cottura, lavelli, elettrodomestici, mobili e pensili non standard, ecc., volti a facilitare l’accessibilità e la fruibilità nell’ambito domestico. Con le stesse finalità possono essere autorizzabili adattamenti degli arredi esistenti.

 

Inoltre l’articolo 39 identifica come prescrivibili al superamento delle barriere architettoniche i seguenti dispositivi: montascale a ruote o a cingoli, carrozzella montascale, scivolo mobile, servoscale, ascensore o elevatore.

 

L’installazione di uno di questi dispositivi non escluse la possibilità di installarne altri, previo accertamento dell’équipe multidisciplinare.

Il tecnico della C.T.E. (Cooperazione Territoriale Europea) della Regione insieme all’équipe multidisciplinare di primo livello valuteranno la motricità e l’autonomia del disabile, guarderanno inoltre la sua situazione socio-familiare e ambientale, e infine potranno autorizzare l’installazione dei dispositivi e degli arredi per l’adeguamento e abbattimento delle barriere.

Abbattimento e rimozione delle barriere nei condomini

Se il privato dovesse essere un edificio condominiale la normativa cui fare riferimento non è soltanto la  legge n.13/1989 ma si devono tenere presenti anche le disposizioni espresse nella legge n.220 del 2012. Questa legge adegua e aggiorna una vecchia legge degli Anni 40, e stabilisce che gli interventi straordinari per i condomini devono essere deliberati e approvati a maggioranza in assemblea condominiale, salvo quei casi in cui l’intervento possa recare instabilità o pericolosità alla struttura o ai condomini, alteri il decoro architettonico o privi anche un solo condomino del godimento di parti comuni dell’edificio.

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Classe energetica case ed edifici https://www.totaldesign.it/classe-energetica-case-ed-edifici/ https://www.totaldesign.it/classe-energetica-case-ed-edifici/#respond Sun, 14 Jul 2019 15:54:07 +0000 https://www.totaldesign.it/?p=10466 Qual è la classe energetica che consuma di meno? Cosa simboleggiano le lettere nella classificazione energetica? Come si calcola la classe energetica? Se vi state ponendo queste domande, questo è l’articolo che fa per voi. Classe energetica: cosa significa? La normativa italiana parla della certificazione energetica degli edifici nel D.Lgs. 192/05 del 2005 e nei […]

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Qual è la classe energetica che consuma di meno? Cosa simboleggiano le lettere nella classificazione energetica? Come si calcola la classe energetica? Se vi state ponendo queste domande, questo è l’articolo che fa per voi.

Classe energetica: cosa significa?

classe energetica

classe energetica

La normativa italiana parla della certificazione energetica degli edifici nel D.Lgs. 192/05 del 2005 e nei successivi interventi legislativi confluiti nel DM 162/15. In base a parametri funzionali e strutturali che determinano l’uso, massiccio o limitato, di energia elettrica sono state create le classi energetiche di case e appartamenti. Grazie all’uso di lettere dell’alfabeto e numeri vengono definite le vari classi su una scala di 10 in ordine crescente dalla classe A4 fino alla G. La classificazione energetica si usa per capire quanto consuma un edificio e per valutare in base alle sue caratteristiche strutturali, agli infissi, al fabbisogno stimato, etc., che impatto ha sull’ambiente in termini di consumi. La normativa vigente in materia mira a ridurre lo spreco di energia, ridurre i consumi e incentivare sia il cittadino sia il mercato delle nuove tecnologie ad adottare e proporre nuove alternative a basso impatto ambientale.

Classe energetica: come si calcola?

Il calcolo della classe energetica non è affatto semplice. Non a caso è nata una nuova figura professionale riconosciuta, il certificatore energetico, il quale si occupa di fare la diagnosi energetica di un immobile per determinare i consumi energetici di un edificio dal punto di vista energetico in condizioni di utilizzo e climatiche standard a seconda della zona climatica. Il certificatore energetico rilascia l’APE. Di cosa si tratta?

L’APE è l’Attestato di Prestazione Energetica che presenta tutte le caratteristiche di un edificio dal punto di vista energetico, che si tratti di un’abitazione o di un appartamento, inclusa la Classe Energetica a cui l’immobile appartiene. Il documento dev’essere redatto nel rispetto delle direttive regionali esistenti. Un peso rilevante hanno i materiali usati nella struttura, le dimensioni e gli infissi, l’uso o meno di fonti di energia rinnovabile, la zona climatica, gli interventi di ottimizzazione. Diffidate da certificatori improvvisati. Il certificatore energetico deve operare nel rispetto della legge e deve avere ricevuto un’adeguata formazione testimoniata da un valido attestato. Si tratta di un tecnico professionista iscritto ad un ordine professionale “l’Albo Certificatori Energetici della Regione”.

Per diventare certificatore energetico e per poter rilasciare l’APE occorre seguire un apposito corso di formazione della durata minima di 80 ore con esame finale abilitante e iscrizione all’Albo. Per accedere al corso occorre un diploma in meccanica, elettronica, elettrotecnica, agraria, perito industriale, metalmeccanica, aeronautica o metallurgia.

Classe energetica: tabella

Le classi energetiche sono dieci e ad ognuna è abbinato un punteggio che va da 1 per la meno efficiente a 10 per la più efficiente in base al consumo. Ecco una tabella esplicativa con i valori minimi e massimi di ogni classe e il punteggio assegnato (la sigla EP sta per prestazione energetica):

  • Classe A4 (Punteggio 10): Consumo minimo / Consumo massimo inferiore o uguale a 0,40 EP
  • Classe A3 (Punteggio 9): Consumo minimo superiore a 0,40 EP- Consumo massimo inferiore o uguale a 0,60 EP
  • Classe A2 (Punteggio 8): Consumo minimo superiore a 0,60 EP – Consumo massimo inferiore o uguale a 0,80 EP
  • Classe A1 (Punteggio 7): Consumo minimo superiore a 0,80 EP- Consumo massimo inferiore o uguale a 1,00 EP
  • Classe B (Punteggio 6): Consumo minimo superiore a 1,00 EP- Consumo massimo inferiore o uguale a 1,20 EP
  • Classe C (Punteggio 5): Consumo minimo superiore a 1,20 EP- Consumo massimo inferiore o uguale a 1,50 EP
  • Classe D (Punteggio 4): Consumo minimo superiore a 1,50 EP- Consumo massimo inferiore o uguale a 2,00 EP
  • Classe E (Punteggio 3): Consumo minimo superiore a 2,00 EP- Consumo massimo inferiore o uguale a 2,60 EP
  • Classe F (Punteggio 2): Consumo minimo superiore a 2,60 EP- Consumo massimo inferiore o uguale a 3,50 EP
  • Classe G (Punteggio 1): Consumo minimo superiore a 3,50 EP- Consumo massimo inferiore / 

Classe energetica: certificazione

Quando è obbligatorio fare la certificazione energetica? Se state pensando alle pratiche edilizie o di ristrutturare ed arredare casa budget vari e consigli per risparmiare e vi state ponendo questa domanda, ecco tutte le risposte giuste.

La certificazione energetica APE è obbligatoria in questi casi:

  • Compravendita (trasferimenti a titolo oneroso come permuta, rogito): il proprietario, al momento della trattativa e del trasferimento dell’immobile, deve far redigere a sue spese l’APE e consegnarlo al nuovo proprietario allegandolo all’atto di vendita. In caso contrario il proprietario rischia sanzioni gravi da 3000 fino a 18.000 €.
  • Donazione (trasferimenti gratuiti come usufrutto): in questo caso secondo la normativa non è obbligatorio e non ci sono sanzioni precise, ma in caso di donazione è importante inserire tra le carte anche l’APE. In caso di successione non serve invece.
  • Affitto di unità immobiliari: in questo caso le sanzioni sono da 1000 a 4000 €. Se la durata della locazione non va oltre i 3 anni, la sanzione è la metà.
  • Annuncio di vendita di proprietà immobiliari: le sanzioni per il responsabile dell’annuncio arrivano fino a 3000€
  • Nuove costruzioni: un immobile di nuova costruzione deve avere l’APE. In caso di interventi edili che prevedono la consegna di SCIA, CILA è obbligatorio che il direttore dei lavori consegni l’AQE (Attestato di Qualificazione Energetica).
  • Ristrutturazioni importanti: cosa si intende con questo termine? La maggior parte dei lavori di rifacimento dei tetti, della verniciatura delle superfici esterne, etc.
  • Edifici pubblici ed aperti al pubblico: in tutti gli edifici superiori a 500 mq l’attestato deve essere esposto all’ingresso secondo l’art.6 del D. Lgs 192/05

Qualora l’immobile sia già dotato di ACE (Attestato di Certificazione Energetica) valido rilasciato prima del 06/06/2013 non serve anche l’APE.

Ma quando allora non è obbligatorio l’APE?

  • Edifici rurali ed agricoli non residenziali senza impianti di climatizzazione
  • Fabbricati isolati di meno di 50 metri quadrati di superficie totale
  • Edifici che sono luoghi di culto
  • Ruderi
  • Edifici senza impianti di climatizzazione quali box, cantine, depositi, autorimesse, parcheggi multipiano.

Classe energetica: differenza per aree geografiche

Quanta differenza c’è nella spesa annua per riscaldare una casa tipica italiana in diverse aree climatiche? Vediamo insieme alcuni esempi pratici.

Nelle aree alpine e padane un’abitazione di classe A rispetto alla stessa (120 metri quadri ma di classe G) risparmia 1600 euro l’anno, nelle aree insulari il risparmio si aggira invece introno ai 976 euro annui.

Nelle aree insulari e peninsulari le temperature sono più miti d’inverno e quindi meno fabbisogno energetico e dispersione di calore. Nelle aree alpine gli inverni rigidi obbligano a impianti di riscaldamento efficienti.

 

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Total white: come arredare la casa in bianco https://www.totaldesign.it/total-white-arredare-in-bianco/ https://www.totaldesign.it/total-white-arredare-in-bianco/#respond Sat, 13 Jul 2019 14:57:20 +0000 https://www.totaldesign.it/?p=10602 Immaginate una casa total white, nella quale il bianco la fa da padrone in ogni stanza, in ogni angolo. Candida come la neve, luminosa, fresca, lucente e pura. L’arredamento total white rappresenta uno stile moderno, minimalista, contemporaneo,  si tratta di una scelta ben precisa non certo adatta a tutti gli stili ma sicuramente di una […]

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Immaginate una casa total white, nella quale il bianco la fa da padrone in ogni stanza, in ogni angolo. Candida come la neve, luminosa, fresca, lucente e pura.

L’arredamento total white rappresenta uno stile moderno, minimalista, contemporaneo,  si tratta di una scelta ben precisa non certo adatta a tutti gli stili ma sicuramente di una scelta che, se ben ponderata e realizzata con cura, darrà ottimi frutti.

Vediamo cos’è e dove si può usare

casa total white

casa total white

Total white: cos’è

Tutto bianco, ecco l’esatta traduzione di questo termine. Ma in realtà significa molto di più: usare il bianco come unico colore in casa, è una tendenza dell’interior design  ricca di fascino, in grado di conferire all’ambiente una grandissima luminosità ed un’inaspettata spazialità. Il bianco rappresenta la quiete interiore, la purezza, la  classe e  la raffinatezza.

Vantaggi dell’ arredamento total white

Una casa total white presenta tutta una serie di vantaggi,  visibili e non visibili, vediamoli assieme.

– il colore bianco riflette la luce naturale, il risultato è una casa più luminosa

– l’arredamento bianco, ma anche le pareti ed i pavimenti bianchi, aumentano la percezione di ampiezza degli ambienti, la casa bianca quindi apparirà più grande di quanto è in realtà;

– il total white consente la creazione di interessanti contrasti cromatici, pensiamo a dei complementi di arredo neri (l’effetto bianco e nero è notissimo e molto apprezzato), oppure verdi, o, ancora rossi, oppure grigi o tortora. A seconda dell’abbinamento di colore (che, attenzione, deve essere uno al massimo due) si otterrà un risultato differente.

-il colore bianco ha una cromia che rasserena, è quindi perfetto per stanze come il soggiorno e la camera da letto.

– in una casa total white è facile rendersi conto se ci sono macchie o tracce di sporco. Questo potrebbe rappresentare anche un difetto ma pensiamo alla casa perfettamente pulita: una casa tutta bianca pulita da certamente molta soddisfazione perché la pulizia si sente e si vede.

Ora vediamo quelli che potrebbero essere i difetti di una casa total white

Innanzitutto è bene precisare che gli eventuali  “svantaggi” sono legati ad una cattiva progettazione, con un buon progetto di interior design la casa total white non li presenterà.

Una cattiva progettazione potrebbe fare risultare la casa tutta bianca, impersonale e fredda ma, ripeto, si tratta di difetti del tutto scongiurabili con i giusti abbinamenti

Quando usare il total white

Il total white è adattabile a  qualsiasi tipo di stile di arredo, dal country allo shabby chic, dal classico al moderno, ovviamente anche a seconda dello stile di arredo cambieranno i materiali e le tonalità del bianco, oltre che gli abbinamenti. E il total white è perfetto per arredare qualsiasi ambiente della casa, dal soggiorno, alla cucina alla camera da letto al bagno. Vediamo ora alcune idee, ambiente per ambiente

Arredamento soggiorno total white

soggiorno total white

soggiorno total white

Un soggiorno tutto bianco, dove potersi rilassare alla fine di una lunga giornata. Potrebbe sembrare una scelta  estrema , per questo va attentamente ponderata.

Per chi ama lo stile nordico ma moderno, in questa stanza si potrebbe pensare ad un abbinamento con il  legno chiaro perfetto anche nel pavimento, che può essere un parquet bianco o, meglio ancora, un color legno chiarissimo.

Anche i complementi di arredo in legno potrebbero scaldare l’ambiente, magari abbinati con tessili verde chiaro.

Chi invece preferisce un arredamento più rustico allora può optare per un mobilio in legno bianco da abbinare a rivestimenti in sasso alla parete e ad un parquet bianco o comunque molto chiaro.

Nello stile shabby il bianco è uno dei colori predominanti quindi, si al total white per questo stile di arredo, dove a pizzi, merletti e porcellane bianche si potranno abbinare rosa antico o azzurro consumato o grigio o tortora.

Si quindi a mobili shabby abbinati a divano bianco, sempre in stile shabby con tessili in abbinamento in rosa o azzurro o tortora, o altri colori pastello  presenti nello stile shabby.

Nei soggiorni moderni, il total white è perfetto per uno stile mimimal dove non c’è spazio per i fronzoli o per il superfluo. Mobili laccati bianchi come il latte abbinati ad un divano minimal. Qui il contrasto di colore può essere il grigio, asettico, freddo e perfetto per lo stile minimal.

Arredamento cucina total white

cucina total white

La cucina completamente bianca è molto comune, in diversi stili. Sia in legno che in altri materiali, il total white è perfetto tra i fornelli. Nella cucina total white  gli elettrodomestici dovrebbero essere incassati e scomparire nei vani rigorosamente bianchi. Ma tra tutto quel bianco ci si può sbizzarrire con i contrasti.  Il contrasto, da scegliere anche in base allo stile di arredo, può essere il rosso (colore perfetto in cucina), oppure immaginate una cucina shabby chic con i suoi mobili in legno usurati con un bel frigo anni ‘50 rosa pallido in bella vista. O, ancora il top della cucina in grigio per le cucine moderne.

Bagno total white

bagno total white

La stanza da bagno moderna ormai è una sorta di SPA personale, dove ci si rilassa e ci si coccola. Un total white in quest’ambiente è l’ideale visto che rilassa e rasserena.  Sanitari bianchi e spugne bianche morbidissime, abbinate a legno, pietra o a colori come tortora e beige.

Camera da letto total white

In camera da letto il total white è perfetto per i mobili in legno di armadio, comodini e tessili, può essere spezzato da complementi come tessili, lampade e cuscini. E così tra tutto quel candore spicca la tenda grigio chiara così come la poltrona e la lampada da terra.

Nella stanza da letto shabby chic, il total white può essere abbinato al rosa antico dei tendaggi e della coperta.

Cameretta bambini total white

Il colore bianco può essere usato anche nella stanza dei più piccoli, mobili in legno bianco o betulla chiarissimo che si possono abbinare con un azzurro chiaro o con un rosa chiaro o con un verde o un giallo.

bagno total white

bagno total white

Abbinamenti arredo con il bianco

Il colore bianco, colore neutro, viene accostato spesso a complementi d’arredo dalle tonalità ad esse più vicine, come crema, il grigio, il beige, con il legno nelle sue tonalità naturali. Poi ci sono i netti contrasti come il bianco e nero.

La vostra casa total white vi renderà sereni, felici, tranquilli: godetevi il bianco

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Isolamento termico https://www.totaldesign.it/isolamento-termico/ https://www.totaldesign.it/isolamento-termico/#respond Wed, 10 Jul 2019 09:14:15 +0000 https://www.totaldesign.it/?p=10544 Il benessere psico-fisico all’interno delle nostre abitazioni, in un ambiente di studio o di lavoro è di fondamentale importanza, il comfort dei nostri spazi dovrebbe essere sempre garantito, affinché avvenga ciò la progettazione ex-novo o la ristrutturazione ne deve tenere conto applicando tutti quegli accorgimenti necessari al fine di realizzare un ambiente confortevole in cui […]

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Il benessere psico-fisico all’interno delle nostre abitazioni, in un ambiente di studio o di lavoro è di fondamentale importanza, il comfort dei nostri spazi dovrebbe essere sempre garantito, affinché avvenga ciò la progettazione ex-novo o la ristrutturazione ne deve tenere conto applicando tutti quegli accorgimenti necessari al fine di realizzare un ambiente confortevole in cui svolgere le nostre attività. L’isolamento termico oltre a garantire comfort ambientale durante tutto l’anno garantisce un risparmio energetico con il conseguente risparmio economico riducendo di fatti le spese relative al riscaldamento.

cappotto termico

cappotto termico

Isolamento termico interno ed esterno

Per evitare la dispersione di calore all’interno di un ambiente e lo scambio di calore con l’esterno quello che occorre è la realizzazione di una giusta coibentazione dell’intero involucro opaco non solo delle facciate esterne ma anche degli elementi orizzontali e verticali. Un buon isolamento esterno è quello con la realizzazione a cappotto, i pannelli isolanti si applicano alle pareti esterne riducendo i ponti termici e in alcuni casi non vi è necessità d’intervento all’interno degli ambienti; l’uso di intonaci termoisolanti può essere una valida alternativa qualora la coibentazione tramite cappotto non fosse fattibile. L’isolamento interno quando quello esterno non si può realizzare è generalmente ottenuto con uno strato di materiale isolante posato sulla facciata interna, lo svantaggio di questo tipo di coibentazione è che migliora le prestazioni energetiche ma non elimina del tutto i ponti termici. Nel caso in cui oltre ad abbattere l’inerzia termica si voglia adottare una soluzione che isoli anche acusticamente si può ricorrere al posizionamento di uno strato intermedio in una intercapedine tra due strati strutturali.

Isolamento termico a cappotto

Nel 2018 vengono pubblicate le norme UNI/TR 11751 e UNI/TR11716 in merito alla progettazione e posa in opera del sistema a cappotto. Chi si appresta ad effettuare un intervento di questo tipo deve adesso tenere in considerazione tre aspetti:

  • l’utilizzo di Sistemi di Isolamento Termico a Cappotto i cosiddetti Sistemi ETICS. che devono essere certificati secondo le guide normative e marcati con il marchio CE di sistema a garanzia del buon funzionamento del sistema;
  • l’applicazione della norma UNI/TR 11751;
  • deve certificare le competenze del posatore come regolamentato dalla norma UNI/TR 11716, aspetto fondamentale per garantire un eccellente e duratura prestazione energetica.

Le norme individuano anche i materiali isolanti da utilizzare, presenta infatti le schede tecniche di otto materiali ritenuti idonei allo scopo. Ciò che si otterrà dalla corretta installazione dell’isolamento a cappotto sarà l’aumento dell’efficacia termica, la riduzione di gas serra e una maggiore tutela ambientale insieme ad una diminuzione dei costi di gestione.

Classificazione degli isolanti

I materiali utilizzati per isolare gli edifici sono suddivisi per tipologie seguendo una distinzione tra struttura, composizione, e processo di lavorazione tramite il quale vengono ottenuti. In base alla struttura individuiamo materiali porosi, cellulari e fibrosi; in base alla natura materiali organici e inorganici, oppure una divisione per composizione che individua isolanti sintetici, minerali e vegetali. Differente natura, differenti vantaggi e applicazioni.

I materiali isolanti, per una migliore visione d’insieme, possono essere raggruppati in macro categorie: isolanti sintetici, minerali e vegetali.

Isolanti sintetici: l’uso degli isolanti sintetici è un pò controverso in quanto sono dei materiali dal grande impatto ambientale, derivano infatti dalla lavorazione del petrolio, ma al tempo stesso sono molto performanti, leggeri e resistenti, tra i più utilizzati ci sono quelli sotto forma di pannelli o schiume di poliuretano espanso e polietilene espanso. La posa in opera è semplice e la durata del materiale è tra i 30 e i 50 anni, ma più passa il tempo più si abbassa la prestazione tecnica d’isolamento. E’ economico ed è resistente all’acqua, ma la sua composizione sintetica lo rende pericoloso in caso d’incendio se non trattato in modo corretto. Particolarmente indicato il suo impiego per facciate ventilate, cappotti termici e come isolante da posizionare all’interno delle intercapedini.

Isolanti vegetali: appartengono a questa categoria tutti gli isolanti di origine naturale proveniente da fonti rinnovabili. Sono riciclabili e biodegradabili, da sempre l’architettura è attenta al fattore sostenibilità, e nei progetti di bioedilizia, si cerca di utilizzare esclusivamente questo tipo di isolanti. Il sughero, la fibra di cellulosa e la fibra di legno hanno un impatto ambientale sicuramente inferiore rispetto agli altri sono maggiormente prestanti, durevoli, traspiranti e con un buono sfasamento termico. L’ottimo potere fonoassorbente li rende perfetti anche per l’isolamento acustico. Uno degli svantaggi insieme all’alto costo è la difficile posa in opera, però le applicazioni sono numerose come sottopavimenti, cappotti interni o esterni, controsoffitti e pareti interne.

Isolanti di origine minerale: tra i materiali isolanti più conosciuti, la lana di vetro, la lana di roccia e l’argilla espansa, a questa categoria appartengono tutti i materiali di origine naturale. Ha delle ottimi prestazioni anche in presenza di luoghi umidi, difficilmente attaccabile dalle muffe, inoltre è resistente al fuoco. I pro dell’isolante minerale sono la durata, il suo essere traspirante, e come gli altri materiali naturali è riciclabile e biodegradabile. Si trova sotto forma di pannelli, lastre, feltri o granuli come l’argilla e la pietra pomice. Adatti per cappotti, coperture e facciate ventilate, i feltri sono sconsigliati nelle intercapedini dei cappotti, è meglio preferire la composizione in granuli ad esempio della vermiculite.

Prestazioni che incidono sulla scelta dell’isolante

Uno dei fattori da considerare è il cosiddetto sfasamento termico, ossia il tempo che il calore impiega per raggiungere l’interno dell’abitazione dopo aver attraversato le pareti o gli elementi strutturali; maggiore è elevato questo valore più lungo sarà il tempo che impiegherà il calore a raggiungere gli ambienti interni. La resistenza di diffusione al vapore è la capacità di traspirare del materiale, il suo potere è inversamente proporzionale come lo sfasamento, tanto più piccolo sarà questo valore, maggiore il materiale sarà traspirante. La conseguenza di una buona traspirazione del materiale è l’assenza della condensa, quindi scegliere un buon materiale traspirante vorrà dire limitare l’insorgere di muffe e parassiti.

Miglior isolante termico

E’ intuitivo pensare che ad uno spessore maggiore del pannello isolante corrisponda un maggiore potere di coibentazione, qualora non vi fossero problemi è sempre preferibile scegliere il pannello più spesso. La scelta dell’isolante termico d’applicare deve tener conto di diversi aspetti, quali la dimensione della superficie da isolare, le prestazioni termiche che si vogliono ottenere, se si può realizzare o meno un isolamento esterno. Non è possibile quindi stilare una classifica sul migliore isolante, il migliore isolante è quello che risponde al meglio all’esigenze valutando caso per caso, per questo è bene scegliere dopo una fase di valutazione degli aspetti più rilevanti. Da tenere sempre presente infatti il grado di coibentazione iniziale della casa, e valutare la presenza di ponti termici, o punti di dispersione del calore dovuto a spifferi e crepe determinate dal cattivo stato di conservazione del fabbricato.

Conclusioni

Laddove il budget lo permette è sempre meglio fare una scelta più ecologica possibile, prediligendo l’uso di materiali provenienti da fonti rinnovabili, che possono essere riciclati e smaltiti nel modo più naturale possibile. Anche se il costo iniziale per un isolamento di questo tipo può essere elevato, un buon isolamento permetterà nel tempo di ammortizzare le spese sui costi del riscaldamento, questo va visto ovviamente come un investimento a lungo termine. Inoltre è possibile usufruire dell’Ecobonus approvato dal governo inserito nella manovra finanziaria, che permette di detrarre le spese per l’isolamento termico fino al 65%.

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