L’Aquatics Centre-Zaha Hadid Architects

L’Aquatics Centre è stato progettato da Zaha Hadid Architects.

Assomiglia ad un grande insetto con le ali spiegate simmetriche rispetto al corpo, ali che sembrano immobilizzate nell’istante stesso di spiccare il volo, quando raggiungono la massima apertura possibile (per molti invece la copertura ricorda una gigantesca onda). Estruse e leggere, le ali non sono altro che le coperture inclinate delle tribune.

Il dorso è l’enorme tetto, una sinuosa lamina omogenea appoggiata su tre soli sostegni in calcestruzzo, due collocati a nord e uno a sud, che sorreggono una sfida costruttiva del peso di settanta tonnellate.

La struttura è stata progettata con la collaborazione di Arup & Partners.

La copertura in acciaio, rivestita da un manto di lastre in alluminio, è sostenuta da ventisei capriate in acciaio che scaricano il peso sugli enormi setti in cemento armato. Nuoto, diving, nuoto sincronizzato, pentathlon, tuffi, saranno suddivisi nelle tre piscine olimpioniche scavate.

L’edificio da 83 milioni di euro occupa la porzione sud-est del Parco Olimpico e comunica con il limitrofo sobborgo di Stratford attraverso un nuovo ponte pedonale, lo Stratford City Bridge, posto in posizione perpendicolare rispetto all’asse ortogonale su cui insiste l’edificio, con le sue tre piscine.

Le tre vasche (due da cinquanta metri e una da 25) sono inserite in un grande podio, altresì ospitante servizi, impianti idraulici e programmi di gestione della struttura, progettata per accogliere fino a 17.500 spettatori.

Il tetto a doppia curvatura è composto da archi parabolici sviluppandosi in modo da dividere visivamente l’area ospitante la piscina olimpionica e quella per i tuffi. Più di 500 punti luce creeranno un ambiente di grande impatto scenico, peraltro perfetto per le riprese televisive dei giochi olimpici.

Lunga 160 metri, la flessuosa copertura in acciaio rivestito d’alluminio si estende su di lunghezza e 90 metri nel punto più largo. Con la sua presenza essa evidenzia l’accesso al parco, e contraddistingue al contempo l’Aquatics Centre, circondato da un grande giardino.

L’intero impianto è stato progettato tenendo conto della legacy che la struttura lascerà al sobborgo di Stratford, le cui opere di valorizzazione e sistemazione in occasione dell’evento sportivo sono curate dai londinesi Allies and Morrison Architects.

Terminate le Olimpiadi due facciate vetrate sostituiranno una parte delle gradinate per il pubblico, lasciando posto a un itinerario perimetrale attorno alla piscina. La capienza definitiva dell’edificio dopo i Giochi corrisponderà a 3.500 spettatori.

 

Maria Giulia Petrai

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