la scheda AeDes

La scheda AeDES: di cosa si tratta

Come accennato già nell’articolo introduttivo al nuovo tema, la scheda AeDES (acronimo di Agibilità e Danno nell’Emergenza Sismica ) è un modulo per il rilevamento speditivo dei danni, per la definizione di provvedimenti di pronto intervento e  per la valutazione dell’agibilità post-sismica di edifici di tipologia strutturale ordinaria (in muratura, in cemento armato o acciaio intelaiato o a setti) siano essi adibiti a civile abitazioni o edifici destinati a servizi.

Questa scheda non può essere invece applicata a edifici che non ricadono nelle categorie sopra riportate, come gli edifici industriali (quali ad esempio i capannoni prefabbricati), gli edifici monumentali (in particolare le chiese), o gli altri manufatti (come serbatoi, etc…), né tantomeno alle opere infrastrutturali.

La scheda AeDEs è  finalizzata ad emettere un giudizio di agibilità in fase di emergenza post-sismica: nello specifico, in base a quanto emerso dal sopralluogo, stabilisce se sono o non sono stati rilevati danni evidenti e si può ritenere o meno, se la funzionalità del fabbricato abbia o non abbia subito modifiche rispetto a come si presentava prima del sisma.
Il sopralluogo viene condotto da tecnici appositamente formati ed abilitati a tale funzione.

La scheda consente inoltre di raccogliere informazioni relative alla tipologia costruttiva e al danno apparente e di graduare l’esito di agibilità secondo le seguenti categorie:

A  Edificio agibile: la funzionalità dell’edificio non risulta alterata a causa di eventuali danni causati dal terremoto;


B Edificio temporaneamente inagibile (in tutto o in parte) ma agibile con provvedimenti di pronto intervento.  L’edificio è in tutto o in parte temporaneamente inagibile, ma è sufficiente eseguire interventi di pronto intervento e di rapida realizzazione per ripristinare l’agibilità e poterlo utilizzare in tutte le sue parti, senza pericolo per i residenti;


C Edificio parzialmente inagibile. L’edificio presenta porzioni che sono agibili ed altre zone che sono inagibili. È il Comune che specifica con Ordinanza sindacale le parti inagibili;


D Edificio temporaneamente inagibile da rivedere con approfondimento. Si tratta di situazioni che presentano particolari peculiarità e che richiedono professionalità specialistiche. Si prevede quindi la ripetizione del sopralluogo da parte di una squadra adeguatamente formata. Fino a quel momento l’edificio è dichiarato temporaneamente inagibile;


E Edificio inagibile. L’edificio non può essere utilizzato in alcuna delle sue parti. Un edificio può essere inagibile di tipo E per motivazioni legate alla struttura portante, agli elementi non strutturali e alle fondazioni;


F Edificio inagibile per rischio esterno L’edificio è inagibile per rischio esterno, dovuto al contesto circostante, anche senza danni consistenti all’edificio. L’esito F è assegnato in aggiunta all’esito proprio dell’edificio che può variare da A ad E. Ad esempio, la sigla A+F corrisponde ad edifici agibili per condizioni intrinseche ma inagibili per rischio esterno.

 

Concludiamo ribadendo che, come definito nel manuale di compilazione della scheda AeDes, “la valutazione di agibilità in emergenza post-sismica è una valutazione temporanea e speditiva – vale a dire formulata sulla base di un giudizio esperto e condotta in tempi limitati, in base alla semplice analisi visiva ed alla raccolta di informazioni facilmente accessibili – volta a stabilire se, in presenza di una crisi sismica in atto, gli edifici colpiti dal terremoto possano essere utilizzati restando ragionevolmente protetta la vita umana.”

 

Arch. Elena Valori

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