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PSC (Piano Sicurezza e Coordinamento): Cos’è? Esempio e urbanistica

PSC, cioè il Piano Sicurezza e Coordinamento, di cosa si tratta? Stiamo parlando di una relazione che descrive fase dopo fase il lavoro del cantiere, con l’obiettivo di delineare le situazioni più a rischio oltre che prevedere azioni concrete per mettere in sicurezza il cantiere stesso. Questo documento è parte integrante del contratto di appalto, da attuare con estrema attenzione da parte dei datori di lavoro delle imprese esecutrici. Il PSC viene redatto dal coordinatore per la progettazione o esecuzione dell’opera, con particolare attenzione ai rischi connessi a interferenze lavorative. La sicurezza dei lavoratori, per rischi derivanti dal lavoro svolto e non solo, è posta al primo posto.

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Si tratta di un documento che implica una grande responsabilità, proprio perchè nasce con lo scopo di individuare ogni fase critica oltre che prevenire o ridurre i rischi per la sicurezza e la salute dei lavoratori. Data l’importanza del PSC, le figure coinvolte nella redazione del Piano di Sicurezza e Coordinamento sono due. Da una parte, il Coordinatore dei lavori in fase di progettazione (CSP), che deve redigere il piano di sicurezza e dell’altra il Coordinatore dei lavori in fase di esecuzione (CSE), che valuta il piano di sicurezza. Quest’ultimo può anche chiedere eventuali integrazioni, oltre alla verifica della corretta applicazione delle procedure di lavoro. In questo articolo approfondire cos’è il PSC, un esempio di documento e le norme in urbanistica e per le aziende.

Vedi anche: SCIA, la segnalazione di inizio attività

PSC (Piano Sicurezza e Coordinamento): Cos’è?

PSC, sigla indicante il Piano Sicurezza e Coordinamento per l’inizio dei lavori e la valutazione dei rischi in cantiere. Si tratta di un documento necessario e previsto dal Decreto legislativo 81/08, il Testo Unico per la sicurezza nei luoghi di lavoro, che ne delinea i contenuti all’articolo n.100.

La redazione di questo importante documento è affidata ad un tecnico abilitato (architetto, ingegnere o geometra). Il tecnico deve però aver conseguito un’ulteriore abilitazione nel campo della sicurezza, frequentando un corso obbligatorio e i relativi aggiornamenti previsti ogni 5 anni. In questo modo, assume il ruolo di Coordinatore della Sicurezza in fase di Progettazione. D’altra parte, chi valuta il PSC è successivamente il Coordinatore della fase di Esecuzione.

Contenuto del Piano

Nella maggior parte dei casi, all’interno del PSC si trovano i seguenti elementi:

  • una relazione descrittiva dell’opera da realizzare e la sua ubicazione;
  • le prescrizioni di sicurezza da seguire nel corso della realizzazione, per la prevenzione degli infortuni e la tutela della salute dei lavoratori;
  • la stima dei costi della sicurezza, che non sono soggetti a ribasso nelle offerte delle imprese esecutrici;
  • allegati grafici come planimetria del cantiere, cronoprogramma, ecc.

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Il Piano di Sicurezza e Coordinamento si distingue, come già detto poco fa, per la fase di progettazione e per quella dell’esecuzione. Il PSC  in fase di Progettazione è uno dei documenti che fanno parte integrante del contratto di appalto e deve quindi essere redatto dal Coordinatore in fase di Progettazione. Inoltre, deve essere presentato, insieme al progetto, alle imprese alle quali si chiede un preventivo. I contenuti di tale documento riguardano essenzialmente le prescrizioni di sicurezza per l’impiego di materiali e tecniche che saranno utilizzati per la realizzazione dell’opera e quelle per la gestione spazio – temporale del cantiere.

Nel PSC non si parla solo dei rischi derivanti direttamente dai lavori del cantiere, ma anche di eventuali rischi di interferenza. Trattandosi comunque di prescrizioni suscettibili di cambiamenti al variare del progetto in corso d’opera, si rende dunque necessario il PSC in fase di Esecuzione. In questo modo, si garantisce che le prescrizioni dettate in fase di progettazione siano controllate ed eventualmente modificate in base ai cambiamenti in corso d’opera.

Vedi anche: Ecobonus 2020

PSC (Piano Sicurezza e Coordinamento): Esempio

Vediamo ora un esempio di Piano Sicurezza e Coordinamento. Per quanto riguarda gli ambiti in cui tale documento si rende obbligatorio, la legge ne prescrive l’obbligatorietà, nonché la nomina del Coordinatore, in alcuni casi. Nello specifico, per l’esecuzione dell’opera in esame, sia previsto l’intervento, anche non contemporaneo, di più di una impresa. Per cui, anche qualora il lavoro venisse affidato ad una sola impresa, ed in seguito, ad essa ne subentrasse una seconda, si ha obbligo di PSC. Questo perchè la presenza delle ditte può essere anche non simultanea, lo stesso discorso vale per eventuali subappalti.

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La legge stabilisce tuttavia, che se l’importo previsto per i lavori è inferiore a 100.000 euro ed essi non necessitano di permesso di Costruire, per il committente non è obbligatoria la nomina di un Coordinatore in fase di Progettazione, ma solo di quello in fase di Esecuzione. Come deve essere redatto un PSC? Si tratta di un documento piuttosto dettagliato, che deve contenere ogni eventualità di rischio diretto e non. Vediamo qui un esempio di modello semplificato.

  • Nella parte di identificazione e descrizione dell’opera, troviamo informazioni come indirizzo del cantiere, descrizione del contesto in cui è collocato il cantiere e individuazione dei soggetti con compiti di sicurezza.
  • Si passa poi alla parte di identificazione delle imprese esecutrici e dei lavoratori autonomi coinvolti, con mansioni e compiti.
  • Una parte dedicata all’organigramma del cantiere
  • Individuazione, analisi e valutazione dei rischi relativi all’area di cantiere

Vedi anche: inferriate di sicurezza

PSC (Piano Sicurezza e Coordinamento): urbanistica

Il PSC è obbligatorio quando all’interno del cantiere sono presenti più imprese di lavoro, sia in caso di opere pubbliche che private. Non conta la durata del cantiere né tantomeno l’importo delle opere che devono essere realizzate. Il Piano Sicurezza e Coordinamento non è obbligatorio quando opera una sola impresa, in caso di lavori necessari per prevenire incidenti imminenti oppure per intervenire in una situazione di emergenza.

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Spesso e volentieri, il termine Piano Sicurezza e Coordinamento viene confuso con un’altra sigla, sempre indicata come PSC. Stiamo parlando del Piano Strutturale Comunale, che ha rinnovato il vecchio PRG. In questo caso, il PSC indica lo strumento di pianificazione urbanistica generale che viene predisposto dal Comune sul proprio territorio. Questo documento serve per delineare l’identità culturale, le scelte strategiche di sviluppo e anche per tutelarne l’integrità fisica ed ambientale. Il Piano Strutturale Comunale non si occupa di valutazione del rischio, ma di linee guida per poi operare sul territorio da un punto di vista urbanistico. Inoltre, deve indirizzare la futura gestione del territorio.

In questa fase, è importante prende in considerazione la valorizzazione delle risorse esistenti ed il loro sviluppo economico e sociale. Sempre grande attenzione va riservata agli aspetti della qualità urbana ed ambientale, compreso l’inquinamento acustico, oltre che alla sostenibilità delle scelte di piano. Esistono quindi due diverse tipologie di documenti caratterizzati dalla stessa sigla.

PSC (Piano Sicurezza e Coordinamento) per azienda

Anche per quanto riguarda le aziende, le linee guida del PSC rimangono valide. Il Piano di Sicurezza e Coordinamento o PSC, come abbiamo già sottolineato, deve essere associato a tavole esplicative di progetto, relative agli aspetti della sicurezza. Inoltre, deve comprendere almeno una planimetria sull’organizzazione del cantiere e, dove necessario, una tavola tecnica sugli scavi. Della redazione non si occupa l’azienda stessa ma un tecnico professionista della sicurezza. I datori di lavoro delle imprese esecutrici devono mettere a disposizione dei rappresentanti per la sicurezza copia del piano di sicurezza e di coordinamento e del piano operativo di sicurezza almeno dieci giorni prima dell’inizio dei lavori.

I datori di lavoro delle imprese esecutrici e i lavoratori autonomi devono poi attuare quanto previsto nel PSC. Il committente o il responsabile dei lavori, successivamente, trasmette il Piano di Sicurezza e di Coordinamento a tutte le imprese coinvolte nella esecuzione dei lavori.

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Una funzione differente è quella del documento di sicurezza aziendale o piano di sicurezza aziendale. In questo caso, parliamo di un documento che viene stilato dal datore di lavoro sulla valutazioni dei rischi, tranne che per  le imprese familiari ed i datori di lavoro con meno di undici dipendenti. Il documento di sicurezza aziendale deve, prima di tutto, comprendere una una relazione per la valutazione dei rischi per la sicurezza e la salute durante il lavoro. Inoltre, è necessario individuare le misure di prevenzione e protezione e dei dispositivi di protezione individuale (DPI). Dentro questa categoria bisogna inserire qualsiasi attrezzatura che deve essere indossata dal lavoratore per proteggersi contro uno o più rischi che minacciano la salute e la sicurezza durante il lavoro. Infine, nel piano della sicurezza si trova il programma delle misure opportune per garantire l’aumento nel tempo dei livelli di sicurezza.

Vedi anche: Pratiche edilizie, la cil cila e ristrutturazione casa

Arch. Elena Valori

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