Salsomaggiore terme

Salsomaggiore Terme: posti da vedere nei dintorni

Addentrarsi in luoghi, respirare i profumi assaporare i sapori e perdersi nei meandri di un castello magari rilassarsi e godersi un po di relax. Queste attività possono essere tutte svolte in Emilia Romagna in vari luoghi e paesi.

Vogliamo narrarvi una storia che fa da premessa a questo viaggio che ora è solo virtuale ma che potete far divenire reale. 

La storia, premessa per un viaggio

Una volta una persona disse questa frase: “A me piace viaggiare, fare il turista regolare e informarmi sui luoghi, sulle tradizioni, sulle culture e sui conflitti che nel corso della storia si sono avallati e consumati, mi piace vedere il lavoro operaio e contadino e amo fermarmi in mezzo ad un prato ad ascoltare i grilli e le cicale… perché visitare un luogo e comportarsi con un ruolo standard da turista che pur volendo godere del momento e dello spazio che lo circonda, tende a replicare abitudini e consuetudini della vita regolarmente espresse quotidianamente, questo approccio non fa per me, anche come turista voglio assaporare gli attimi, quelli che nella vita fanno la differenza tra immagazzinare informazioni e sorridere al vento”.

Salsomaggiore Terme

Per questo oggi vi parleremo si di mete turistiche ma con un linguaggio ed un modo che tenti di trasportarvi per quanto possibile nell’ambiente facendovi accarezzare e sorridendo anche al vento perché no, i luoghi di cui parleremo sono tutti nella bellissima regione Emilia Romagna e ne osserveremo la storia, i miti, le leggende, l’eno gastronomia, le iniziative per la salute e il benessere ma anche quelle rievocative e culturali.

Partiamo da luoghi molto conosciuti per poi addentrarci nei cuori sparsi della bellezza territoriale, luoghi altrettanto ricchi di storia e cultura dove magiare, bere, assaporare gli attimi e chiaccherare anche di fantasmi e di vita a corte godendone anche gli attimi da spettatori e turisti.

Salsomaggiore Terme luoghi di attrazione turistica e luoghi della tradizione contadina

Oggi facciamo i turisti assieme a voi e per farlo al meglio scopriamo dei luoghi nei loro punti caratteristici ma non solo perché quando si visita un luogo è si bene osservarne gli aspetti di maggior influsso per il turismo ma anche non fermarsi solamente a quelli.

Il luogo in questione è Salsomaggiore Terme e da queste ultime prende il nome quindi prima di tutto vi diciamo che le Terme Berzieri (vedi foto sopra) nascono sotto l’ala dell’Art Decò stupenda e raffinatissima che sa davvero incantare e anche le sue architetture nelle loro decorazioni ne hanno subito l’influsso, parliamo dei primi del 900 e visitarle è visitare uno dei simboli della città.

Se optate invece accanto o solamente per il verde non potete non visitare il Giardino Botanico Gavinelli che ha al suo interno quattrocentocinquanta specie di piante e si trova poco distante dal centro città.

Ma Salsomaggiore non è solo terme e infatti nel giardino botanico le particolarità da visitare sono tante e il relax garantito al pari della visita termale.

Giardino botanico Gavinell

Ad esempio possiamo trovare un esposizione di strumenti e attrezzature agricole a cielo aperto, iniziare proficuamente lo studio delle piante officinali, oppure portare i più piccoli ma anche noi stessi alla fattoria degli animali, tante attrattive fanno di questo luogo un immersione nella tradizione agricola e rurale.

Se invece come detto poco sopra, desiderate mete alternative molte architetture mantengono al di fuori dei percorsi guidati e quindi ancora a proprietà privata, il fascino e le caratteristiche del mondo agricolo e ovviamente sono circondati dal verde, osservare anche queste cose che spesso diamo perGiochi d'acqua scontate significa immergersi in tempi e luoghi in maniera più completa e apprezzare anche qualcosa che non necessariamente debba essere una meta ma che se lo diventa regala poesia ad una giornata.

Inoltre Salsomaggiore ha un ricchissimo piano di iniziative socio culturali in Estate ma non solo, tra queste spiccano:

1: MANGIACINEMA rassegna teatrale e cinematografica che quest’anno si è tenuta dal 30 Settembre fino al 7 Ottobre e che si trova alla sua seconda edizione, l’anno in corso è stato dedicato al grande Totò nel cast vi basti pensare che è presente tra gli altri Franca Valeri quindi iniziativa consigliabile e bella, organizzata dall’Associazione Mangia come Scrivi.

2: Le mostre di artisti locali e non solo (personali e collettive).

3: Da Maggio ad Ottobre alla Biblioteca Comunale in occasione dell’EXPO una rassegna su cibo, tradizione e cultura locale, il cibo viene inteso come un principio di aggregazione con uno sguardo sempre attento all’arte e alla cultura del luogo. Insomma non mancano le occasioni per comprendere cosa questa terra offre e come si snodano i percorsi turistici, turistico culturali e gastronomici.

Castello di Torrechiara

Dopo avervi parlato del centro o meglio di una località molto nota come meta turistica ci spostiamo sempre in Emilia e andiamo virtualmente a Torrechiara frazione di Langhirano poco distante da Parma, la sua maggiore attrattiva è il Castello che venne eretto tra il 1448 e il 1460 ad opera di Pier Maria Rossi. Questa architettura è uno degli esempi tra i più significativi meglio curati e conservati della struttura architettonica castellare in Italia. Il castello è aperto a tutti e al suo interno diversi attori sociali svolgono tante iniziative, associazioni sopratutto, tra queste attività una molto interessante è quella rivolta alle-ai bambini, percorsi guidati per gli adulti e per i più piccoli Fattorie didattiche, persone in costume d’epoca che narrano la storia del castello scoprendo e addentrandosi nella vita di corte attraverso rievocazioni e appunto costumi d’epoca. Un altra particolarità del castello è quella delle pellicole girate al suo interno, la più famosa probabilmente è LadyHawke girato proprio al Castello di Torrechiara, una valore aggiunto per un luogo già di per se da visitare e stupendo.

LadyHawke Castello di Torrechiara

 

Castell’Arquato

Un altro scorcio di meraviglia paesaggistica, storica naturale e archeologica è rappresentato da

questo paese di poco meno di 5000 anime, luogo suggestivo nel piacentino, il suo centro è la cittadina medievale ma Castell’Arquato non è solo la cittadina medievale, andiamo infatti per gradi.

Palazzo del Podestà - Castell Arquato

La prima cosa che dovete sapere è che se amate il vino Barbera amerete questo luogo perché è qui che si produce un ottima annata, la cittadina ha mantenuto ferme le sue origini contadine e di coltura in questo caso quella enologica, non si produce solo Barbera ma anche il Monterosso che nasce in loco, la Bonarda, il Gutturnio e infine l’Ortrugo, quindi avrete da che scegliere se deciderete di soggiornare nel piacentino e visitare questo luogo bellissimo circondato da campagna coltivate a vite.

Vino Barbera

Passiamo ora alla cittadina medievale come precedentemente anticipato in sintesi in questo luogo troviamo:

  • La Rocca Viscontea
  • La Colleggiata di Castell’Arquato
  • Il Palazzo del Podestà
  • Il Torrione Farnese
  • Il Palazzo del Duca

vino caliceOltre a quattro porte storiche per l’entrata e l’uscita dal borgo, tra queste porta Sotana è quella per l’uscita verso Lugagnano.

Ma le attrazioni del luogo non si fermano come abbiamo detto al Borgo Medievale, vi è un bosco stupendo, quello di Santa Franca così chiamato per via di una piccola cappella dedicata proprio a Santa Franca che si trova all’interno. Santa Franca è la protettrice della Val D’Arda e quindi il suo santuario è simbolico oltre che ben tenuto, la tradizione narra della santa pascolando le sue pecorelle nel bosco si mise a cercare un luogo dove farle abbeverare e non trovandolo scavò in una roccia e così fece emergere l’acqua. Ma a Castell’Arquato c’è un ultima attrattiva, ovvero i resti – e sono molti – archeologici del Pleistocene. Un luogo che solo a descriverlo risulta suggestivo e pieno di luoghi, ambienti e strutture da poter ammirare.

vino grappoli

 

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Altri paesi, storie e tradizioni…

 

Grazzano Visconti per perdersi tra tradizione e cultura locale

Proseguiamo sulla strada dei borghi e quello di Grazzano non è meno interessante del precedente.

Il castello fu realizzato per accogliere aristocratici piacentini coniugati, specificatamente Beatrice Galeazzo Visconti e il suo consorte Giovanni Anguissola, il permesso per collocarlo a Grazzano fu concesso dal signore di Milano e di altre città del nord Italia duca Gian Galeazzo Visconti fratello della sposa. L’edificio medievale è a pianta quadrata e ai quattro angoli ha quattro torri, irregolari perché due di queste sono a base quadrata mentre le due dall’altro lato a base tonda, anche questo castello è un esempio di stile Visconteo molto valido e ben tenuto, si narra anche una storia rispetto al luogo. La leggenda del fantasma di Aloisa morta di dolore e gelosia, un fantasma non ostile che dai racconti delle persone del luogo è diventato il simbolo delle coppie innamorate. Aloisa si aggirerebbe nel castello a detta di testimoni oculari e di voci del paese. Grazzano però al pari di altri borghi e luoghi legati a tradizioni e culture non è solo il castello, anche questa frazione ospita ulteriori bellezze come ad esempio le case coloniche, o meglio in stile colonico antecedenti al castello, parliamo del 1700 e di una società a vocazione agricola come ben sappiamo.

Castello Grazzano

Le architetture del luogo sono di varie epoche come abbiamo detto e ognuna di esse si integra benissimo con le altre perché Grazzano ha avuto la capacità di non sconvolgere il proprio territorio da questo punto di vista e quindi ha saputo mantenere un atmosfera e un architettura coerente con la sua storia. L’artigianato di questa località è un altro punto che fa desiderare la visita in questo luogo, tra i materiali impiegati dai Mastri artigiani troviamo il Legno, il Ferro Battuto e la Ceramica.

Il Ferro Battuto è una tecnica come sappiamo antica e attiva nel territorio di Grazzano dal 1800.

Mentre per il legno un artigiano locale realizza intarsi a sgorbia, chi conosce la tecnica sa di cosa parliamo, raffinati e davvero particolari. Per quanto riguarda la Ceramica anche in questo caso attualmente ci sono pittori, pittrici e artigiane-i che lavorano questa materia plasmandola con le loro mani e dipingendola con ornamenti moderni e storici.

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 Bardi

Proseguendo la via della bellissima regione Emilia Romagna alla ricerca di luoghi da incubo, e location stupende anche se inquietanti troviamo nel comune di Bardi, circa 3000 abitanti, un castello nel quale si organizza ogni anno una spettrale festa di Halloween, l’evento è chiamato Halloween Night e la scelta di collocarlo in un castello dove si narra compaia a qualche malcapitato anche di poter incrociare il fantasma di Moroello che era il comandante delle guardie nel 15° secolo.

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HALLOWEEN bardiCome sappiamo Halloween è una festa nata sulle ceneri delle culture pre cristiane (paganesimo e la festa è Sahmain) ed è definita la notte delle streghe, ma questa festa ha origini appunto pagane ed europee Sahmain è la notte dove i piani sottili delle due dimensioni si abbassano e l’energia cresce, nel calendario pagano celtico la notte tra il 31 Ottobre e il primo Novembre segna il passaggio dall’anno vecchio al nuovo e dove le streghe o meglio chi impara a sviluppare i propri poteri personali può intensificare la sua energia. Immaginate quindi di viverla all’interno di stanze buie, di una fortezza secolare ove ogni piccolo rumore può instillare paura e terrore.

Va bene per i forti di spirito e per coloro che intendono godersi una nottata fuori dal comune.

Il percorso guidato dura 50 minuti ed è possibile prenotarlo in rete, si sconsiglia comunque a tutte le persone che soffrono di ansia e di cuore di non prenotare questo tipo di visita perché la suggestione può davvero essere forte.

Ma il castello? Non vi abbiamo detto tutto, ci siamo concentrati sulla notte delle Streghe ma poco sul castello a parte menzionarvi il fantasma del comandante delle guardie non abbiamo visto chi lo abitava e cosa divenne nei secoli. La fortezza Bardi nasce alla fine del 9° secolo e nel corso del tempo venne ampliata varie volte in quanto luogo di difesa, nasceva infatti proprio per proteggere la popolazioni dalle invasioni ungare. Nel 1862 diviene un carcere militare pochi anni dopo viene ceduto al Comune esattamente due anni dopo nel 1868, questi furono due cambiamenti di destinazione e di competenza per il castello ma altri ne sono venuti successivamente.. Nel secolo successivo il castello divenne sede del Municipio e trenta anni fa fu allestito il Museo della Civiltà Valligiana, questo luogo quindi ha subito diverse trasformazioni ed è divenuto a ragione una bellissima meta turistica e in quanto tale non possiamo mancare di citare un altro aspetto di cui finora abbiamo accennato solo per quanto riguarda altri paesi, quello eno gastronomico.

Vi piacciono i funghi? Gli affettati? E i formaggi che ancora oggi vengono prodotti artigianalmente? Bene e già questo dovrebbe invitare chiunque ami la buona tavola a correre in loco vi pare? Ma non è tutto, si organizzano anche iniziative prettamente eno gastronomiche nelle quali partecipano diversi comuni portando specialità tipiche che vengono offerte ai visitatori.

Rocca San Vitale a Fontanellato

Proseguiamo il viaggio visitando un altro paese conosciuto in questo caso per la sua Rocca Sanvitale costruita come fortezza nel 14° secolo, il paese che ospita questa splendida ex fortezza è Fontanellato e si trova in provincia di Parma e conta poco più di 7000 abitanti, ha una storia millenaria come molti altri luoghi d’Italia e dell’Emilia in questo caso. La fortezza nasceva su un edificio preesistente del 12° secolo, la fortezza nel corso degli anni è stata sottoposta a molti restauri che ne hanno modificato letteralmente il volto. Da fortezza appunto è diventata abitazione nobiliare per la famiglia di Conti Sanvitale che hanno ivi soggiornato all’interno delle mura per sei secoli.

ROCCA SAN VITALE Fontanellato

La costruzione è tipica del periodo in cui nasce ed elementi aggiunti relativi alle varie epoche, ha una pianta quadrata e quattro torri angolari, l’intero perimetro è circondato da un ampio fossato e ovviamente quando questo tipo di struttura è esistente viene accompagnata dal classico ponte levatoio per l’entrata, come anche in questo caso.

La Rocca fu ceduta al comune solo di recente dall’ultimo Conte, esattamente nel 1948, il Municipio ha reso il luogo museo, visitabile e fruibile attraverso diverse iniziative culturali, ludiche e che richiamano alla tradizione sia per adulti che per bambini.

 

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Castello di Scipione – Salsomaggiore

Concludiamo questo nostro viaggio virtuale stupendo e pieno di bellezza con il Castello di Scipione situato in una frazione di Salsomaggiore Terme da cui dista 3Km. Questa località è un Borgo medievale ove appunto risiede il Castello, il nome della località è a parti invertite, infatti si chiama Scipione Castello, per narrarvi le vicende del castello partiamo dalla storia recente, esattamente dal 1940 in poi (3 anni successivi) quando il luogo fu utilizzato come campo di concentramento nazista prima e per lo smistamento verso i lager Europei del Nord e quelli tedeschi poi (1943)  siamo voluti partire da questa vicenda perché la memoria è sempre bene conservarla e conoscere la storia dei luoghi significa anche osservarli con altri occhi.

Il castello nacque nell’11° secolo ad opera e per volontà dei marchesi Pallavicino, e la funzione era quella difensiva e di controllo territoriale come per molti altri della zona, attualmente rientra nel circuito dei castelli del ducato di Parma e Piacenza. Gli attacchi nei secoli si successero, prima nel 1267 nel periodo delle lotte tra Guelfi e Ghibellini in seguito ad opera delle famiglie Guelfe Rossi, da Correggio e Terzi negli anni a partire dal 1403 al 1407, a seguito di questi attacchi il castello venne ricostruito seguendo schemi difensive molto avanzati. Questo avvenne ad opera di Lodovico e Giovanni Pallavicino nel 1447, modifiche architettoniche importanti tra cui il torrione dalla forma cilindrica e le carceri rimaste come allora.

 castello di Scipione

Il nostro viaggio si è concluso, con questo nostro articolo abbiamo voluto farvi addentrare sia nel medioevo che in tradizioni e pratiche di altri periodi storici con uno sguardo al cibo e alla bellezza che certamente non manca a questa regione, la cui conservazione proprio dell’aspetto storico e culturale meritava un ampia considerazione.

 

Erika

 

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