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Veletta in cartongesso: cos’è e come realizzarla

Data la spiccata versatilità e la semplicità di applicazione, il cartongesso è un materiale sempre più utilizzato, soprattutto nell’ambito dell’edilizia abitativa, in quanto consente di implementare agilmente soluzioni diversificate. Tra queste vi sono anche le velette: in questo articolo, vediamo cosa sono e in che modo possono essere realizzate adoperando lastre in gesso rivestito.

Veletta in cartongesso: cos’è

In edilizia, il termine “veletta” viene usato per indicare un elemento architettonico mediante il quale si ottiene un abbassamento parziale del livello del soffitto, per motivi estetici o funzionali. La veletta, infatti, rappresenta un’ottima soluzione per nascondere gli impianti, oppure integrare dispositivi di illuminazione interna quali faretti o luci a LED. In aggiunta, come già accennato, si tratta di un elemento che può assolvere anche una funzione di tipo decorativo; da questo punto di vista, la veletta può essere lineare, curva, a spigolo vivo, oppure svilupparsi su più livelli, a seconda delle esigenze e del gusto personale. Infine, la veletta può fungere da elemento di raccordo tra due controsoffittature o tra un controsoffitto e le strutture murarie.

Utensili e materiali per allestire una veletta in cartongesso

Come spiega il portale specializzato Sg-lifeupgrade.it, per la realizzazione delle velette in cartongesso, è necessario disporre dei seguenti materiali: lastre di cartongesso, profilati metallici (a ‘U’ per le velette lineari, flessibili per le strutture a profilo curvo), viti per cartongesso e per i profili, nastri in carta microforata per il rinforzo dei giunti, paraspigoli e stucco per cartongesso.

Per eseguire correttamente tutti i passaggi applicativi, occorrono utensili appositi: un cutter per tagliare le lastre in gesso rivestito, una mola da taglio o una cesoia per sagomare i profili metallici, un trapano avvitatore per il fissaggio delle viti, una livella, un metro, una matita, una spatola e un frattone.

La progettazione

Prima di cominciare a costruire la struttura della veletta, è fondamentale progettare accuratamente l’intero ciclo di intervento. In primo luogo, dopo aver effettuato tutte le misurazioni necessarie, vanno segnati i riferimenti perimetrali sulle pareti e gli altri supporti. Per questa operazione, può essere utile servirsi di una livella laser, in maniera tale che le misurazioni siano precise al millimetro, specie se le strutture murarie presentano delle irregolarità.

La realizzazione della struttura

La prima fase della realizzazione di una veletta in cartongesso consiste nell’assemblaggio della struttura di sostegno; i passaggi da eseguire sono i seguenti:

  • tagliare su misura i profili metallici, servendosi di una cesoia o di una mola da taglio;
  • vincolare i profilati alle pareti, o al soffitto, in base ai riferimenti segnati dopo le misurazioni;
  • ritagliare dai profilati i montanti interni da fissare sugli elementi perimetrali;
  • per le velette dal profilo curvo, utilizzare guide flessibili, tagliandole della lunghezza necessaria e inserendo al loro interno i montanti.

Rivestimento e finitura

Lo step successivo è quello dell’applicazione del rivestimento in cartongesso. A tal proposito, bisogna anzitutto ritagliare dalla lastra di cartongesso dei pannelli le cui dimensioni coincidono con i vari lati dell’intelaiatura metallica. Se la veletta dovrà ospitare dei punti luce (come, ad esempio, dei faretti), è bene realizzare i fori in cui collocare i dispositivi di illuminazione, per poi completare i collegamenti elettrici.

Successivamente, le lastre devono essere fissate ai profili metallici, per mezzo di apposite viti per cartongesso. Completato il rivestimento, si può procedere alla finitura, stuccando le teste delle viti; i giunti tra le lastre dovranno essere rinforzati con nastri in carta microforata o rete in fibra di vetro annegata tra due mani di stucco. Per il trattamento degli spigoli, infine, occorre annegare un paraspigolo (precedentemente sagomato) in uno strato di stucco per cartongesso; dopo averlo lasciato asciugare, le superfici possono essere trattate con un primer di preparazione prima della tinteggiatura.

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