diaframma in fotografia

Diaframma in fotografia: Definizione, Apertura, Scala e Tempi

Diaframma in fotografia, un concetto molto importante da conoscere se vogliamo scattare fotografie di livello e qualità. Non importa il modello di macchina fotografica o la modalità d’esposizione utilizzata. In qualsiasi caso, infatti, esistono solamente due modi per regolare la quantità di luce che raggiunge il sensore: il tempo d’esposizione e l’apertura di diaframma. In altre parole, il diaframma funziona come la pupilla di un occhio umano. Questo foro ha una dimensione regolabile, dentro l’obiettivo, ed è costituito da una serie di sottili lamelle. Di conseguenza, possiamo regolare l’apertura del diaframma per modificare la quantità la luce. Il diaframma, quindi, si comporta in maniera simile alla pupilla dell’occhio.

diaframma in fotografia

Il diaframma ha un effetto molto importante sulla PDC (cioè profondità di campo), ma può anche influenzare notevolmente la nitidezza delle immagini. In questo articolo dunque, vedremo insieme nel dettaglio cos’è il diaframma in fotografia, la definizione, l’apertura, la scala e i tempi.

Diaframma in fotografia: definizione

Il diaframma è un foro costituito da una serie di lamelle, posizionato dentro gli obiettivi delle macchine fotografiche. Muovendo le lamelle, diventa possibile la regolazione della dimensione del foro attraverso cui passerà la luce. Da questo movimento, prende corpo la definizione di apertura del diaframma. Il diaframma, come abbiamo già detto, si comporta in maniera analoga alla pupilla dell’occhio. Come possiamo facilmente intuire, un’apertura minore farà passare meno luce rispetto a una più grande.

Nella fotocamera, il numero f/stop, o “numero f”, è l’impostazione che controlla la dimensione del diaframma, ovvero quanta luce può passare nell’obiettivo della fotocamera. I numeri f sono calcolati dal rapporto tra il diametro del diaframma e la lunghezza focale di un obiettivo.

Apertura del diaframma

Che cosa si intende con l’apertura del diaframma? L’apertura del diaframma è un valore che indica l’ampiezza della sezione dell’obiettivo attraverso cui la luce potrà passare ed imprimere il sensore. La dimensione di tale sezione è, appunto, modulata dal diaframma, situato nell’obiettivo. Un valore di f più grande (f/22) è equivalente un diaframma più chiuso. Al contrario, un valore basso (f/1.8), indica un diaframma più aperto. Qualsiasi variazione nell’apertura del diaframma è in grado di influenzare la profondità di campo delle foto.

Il diaframma è un meccanismo che permette di regolare la quantità di luce che attraversa l’obiettivo e incide sul sensore. Generalmente, è posizionato all’interno dell’obiettivo, ortogonalmente all’asse ottico. Nello specifico, è composto da un insieme di lamelle che si chiudono e aprono nel sistema ottico, creando un foro di apertura di forma poligonale. Un maggior numero di lamelle rende la forma dello sfocato approssimabile ad un cerchio, mentre il numero delle lamelle, la loro forma e il colore incidono sulla qualità dei punti luce nelle aree fuori fuoco.

diaframma foto

Diaframma in fotografia: scala e tempi

I diversi valori di apertura fotografica sono inclusi all’interno di una scala, nota come la scala diaframmi. Tale scala è espressa nel barilotto dell’ottica utilizzata, oppure nel display della fotocamera. Attraverso questa scala, è possibile decidere a priori l’ampiezza del diametro del foro e, di conseguenza, la quantità di luce necessaria per lo scatto. In questo modo, è determinata l’esposizione. È proprio la struttura logica della scala dei diaframmi che spesso crea delle perplessità sull’argomento diaframma.

Per spiegare meglio questo concetto, vediamo la scala diaframmi che solitamente si trova sulla lente: f/1,4 – f/2 – f/2,8 – f/4 – f/5,6 – f/8 – f/11 – f/16 – f/22 – f/32. Questa scala, come possiamo fare, è organizzata sulla base di un ordine ben preciso. Il valore ogni due gradini raddoppia: maggiore sarà il valore del diaframma, ad esempio es f/22, minore sarà il foro, e di conseguenza passerà meno luce.

diaframma in fotografia
Ecco una visione nel dettaglio dell’obiettivo, offerta da Nikon School.

Al contrario, minore sarà il valore dell’apertura del diaframma, ad esempio  f/2,8, tanto più grande sarà il foro e maggiore la quantità di luce che potrà passare. Come abbiamo potuto notare la scala dei diaframmi è costruita al contrario di come molte persone credono, ovvero che ad un valore maggiore corrisponda un’apertura più grande.

  • Vedi anche l’articolo dedicato ai reportage

Profondità di campo e diaframma

La profondità di campo di una fotografia è quello spazio che il nostro occhio percepisce in maniera nitida. Tale spazio infatti, non corrisponde al punto focale, ma lo ingloba. Questo è un argomento dove molte persone tendono a fare confusione. Il punto focale è costituito da un solo punto, mentre il nostro occhio è in grado di percepire nitida anche una zona più o meno grande di fronte e dietro di lui. L’ampiezza di questa zona è rappresentata dunque dalla profondità di campo della nostra fotografia.

profondità campo fotografia

Ma da che cosa dipende la profondità di campo? Innanzitutto da tre fattori principali, ovvero:

  • L’apertura. Il controllo dell’apertura del diaframma, seppur semplice, è molto importante da gestire per un fotografo. Per quanto riguarda questo punto, è importante tenere a mente due cose: più piccola è l’apertura del diaframma, maggiore è la profondità di campo. Più grande è l’apertura del diaframma, minore è la profondità di campo. In altre parole, se distanza e focale sono invariate, scattando a F/4 si avrà una profondità minore che a F/8. Fondamentale è non fare confusione in merito  al numero “F”: quando aumenta significa che l’apertura del diaframma diminuisce.
  • La lunghezza focale. Il rapporto fra profondità e lunghezza è da tenere sempre presente. Maggiore è la lunghezza focale dell’obiettivo, tanto minore sarà la profondità di campo. Al contrario, minore é la lunghezza focale dell’obiettivo, tanto più grande sarà la profondità di campo. Con il termine obiettivo si fa riferimento alla sua lunghezza focale intrinseca, e non alla lunghezza focale equivalente. Le fotocamere compatte, per esempio, possono zoommare magari a 200 mm, o a 1000 mm, o addirittura di più. La loro profondità di campo però, rimane comunque molto grande, e questo è dovuto al fatto che la lunghezza focale intrinseca dell’obiettivo montato è tipicamente molto bassa, anche solo 20 mm.
  • La distanza del soggetto. Maggiore è la distanza del soggetto messo a fuoco, più alta sarà la profondità di campo. Al contrario, un soggetto messo a fuoco da vicino, avrà una minore profondità di campo. Se ci allontaniamo o avviciniamo al soggetto, cambia anche quello che si vede all’interno della foto. Possiamo sfruttare questo punto quando la dimensione dell’immagine non è importante, o comunque rimane secondaria rispetto agli altri elementi che la compongono.

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