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Mario Botta: opere biografia curiosità delle Archistar

 

Mario Botta è uno degli svizzeri  architetti contemporanei più famoso a livello internazionale. Continua a leggere per scoprire insieme le sue opere più famose, le curiosità e tutto quello che c’è da sapere su Mario Botta.

Mario Botta biografia

Mario Botta nasce a Mendrisio – Svizzera nel 1943. Frequenta il liceo artistico di Milano e si laurea in architettura allo IUAV di Venezia nel 1969. Durante il periodo  trascorso nella città lagunare, Mario Botta incontra Luis Kahn e lavora all’atelier di Le Corbusier.
Fortemente influenzato dai due grandi maestri, il suo linguaggio si evolve progettando forme pure, geometriche e imponenti. Il mattone è uno dei materiali a cui lega maggiormente la sua poetica. Ed è proprio l’elemento mattone che contraddistingue ogni sua opera, dove viene impiegato come rivestimento per valorizzare il rigore dei volumi progettati.

Nel 1969 apre il suo studio a Mendrisio e comincia una fervida carriera che lo porta a realizzare opere significative ed esemplari, in cui si annoverano numerosi progetti di architettura religiosa. Dagli anni Settanta inizia a svolgere attività didattica e di ricerca, tenendo conferenze, seminari e corsi in Italia e all’estero. Dagli anni Ottanta Mario Botta progetta anche pezzi di design. Sono suoi i progetti di  sedie e tavoli per Alias e alcune lampade per Artemide. Realizza anche delle scenografie per l’Operahaus e la Kunsthaus di Zurigo e per lo Stadttheaterd di Basilea.

Mario Botta opere

Nel corso della sua carriera Mario Botta si è dedicato ad opere che spaziano dagli edifici di culto, ad edifici residenziali. Tutte le sue opere sono legate dalla sua poetica inconfondibile che esalta il materiale usato per la finitura: la pietra e  il mattone. Vediamo le principali opere.

Teatro dell’Architettura – Mendrisio (2017)

La nuova opera realizzata da Mario Botta per la sua città natale è un edificio a pianta centrale circolare con tre piani fuori terra e due piani interrati, che rimanda alla tipologia del teatro anatomico. Il Teatro dell’architettura è unico nel suo genere. Questo edificio ospita varie attività del Campus universitario di Mendrisio: un laboratorio di idee e di eventi e un luogo di sperimentazione.

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Teatro dell’Architettura a Mendrisio

Il Teatro dell’architettura si trova sull’angolo sud-ovest di Palazzo Turconi e fa da contrappunto all’edificio della Chiesa dei Cappuccini, posto sull’angolo nord-est. L’edificio ha un diametro di 27 metri e una superficie di circa 3.000 metri quadrati. Gli spazi al suo interno sono adatti per una varietà di usi, per eventi che possono essere collegati o indipendenti. Le attività del Teatro dell’architettura sono iniziate nell’autunno 2018.

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Teatro dell’architettura -Interno

Tutti gli eventi culturali saranno aperti al pubblico, rafforzando così le basi di una solida vocazione culturale nei confronti del proprio territorio. Il Teatro dell’architettura fungerà anche da piattaforma per gli scambi con altre istituzioni per le quali le attività culturali rappresentano un particolare campo di interesse.

Cappella Granato- Austria (2013) – Mario Botta

Fra le Alpi austriache a 2087 m di altitudine, Mario Botta progetta questa piccola cappella sul fianco del monte Penkenjoch, che si distingue per la sua geometria. La cappella è dedicata a Engelbert Kolland, francescano tirolese e martire in Siria nel 1860. In questo progetto, che come ogni opera di Mario Botta si contraddistingue per la geometria, le  forme architettoniche hanno un’ispirazione ‘mineraria’.

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Cappella Granato

La cappella si compone di due volumi: un parallepipedo di base e un rombododecaedro, ovvero un solido formato da dodici facce uguali a forma di rombo. Questa struttura dall’ aspetto originale non è casuale: l’architetto svizzero ha riprodotto la stessa forma sotto cui si presentano i cristalli di granato, un minerale presente in Austria, soprattutto nella tipologia granato almandino.  Non è un caso che alla Cappella venga attribuito il nome della gemma di cui riproduce le sembianze.

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Cappella Granato- interno

Da un punto di vista strutturale, il parallelepipedo è un basamento in calcestruzzo in cui sono alloggiate le scale che permettono di accedere all’interno del dodecaedro, dove si trova lo spazio votivo. La struttura è in legno, in modo tale da da rendere più semplice la costruzione in sito. L’esterno è rivestito di lastre in acciaio corten.  L’interno è rivestito in listelli in legno di larice, che creano uno spazio caldo e accogliente, scandito dalle pareti romboidali.

Fiore di Pietra – Monte Generoso (2013)

La nuova struttura turistica è un edificio a pianta ottagonale con singoli “petali” che racchiudono uno spazio centrale. La configurazione a “petali” è disegnata da un insieme di torri di cinque piani che s’innalzano inizialmente con una leggera inclinazione verso l’esterno per poi richiudersi ai piani superiori. All’interno questo edificio ospita una sala conferenze e due ristoranti. Da questa zona si accede alla terra panoramica che segue l’andamento del crinale della montagna.

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Fiore di Pietra- Monte Generoso

La struttura portante è realizzata in calcestruzzo armato rivestito da una muratura di pietra grigia. Anche in questo progetto di Botta ritroviamo la presenza della pietra come materiale di rivestimento. Le torri sono articolate fra loro con degli snodi vetrati.

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Fiore di Pietra – interno

Queste grandi vetrate permettono di avere all’interno non solo molta luce naturale ma di godere anche del panorama circostante.

Clubhouse “Agorà” – Corea del Sud (2008) – Mario Botta

Questo nuovo centro progettato da Mario Botta su una delle più belle isole della Corea del Sud ospita i servizi di incontro e svago per i turisti del vicino complesso residenziale. Il volume è disegnato su una griglia quadrata, sia in pianta che in prospetto. Si presenta infatti come una serie di cubi da abitare. Il rigore della geometra è in netto contrasto con la trasparenza degli spazi interni che si aprono verso l’orizzonte.

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Clubhouse Agorà

Il grande prisma piramidale vetrato, collega tutti i servizi interni ed esterni. Al centro di questa grande piramide si trova la sfera in filigrana di acciaio dell’artista Ahn Jong Yuen. Questa enorme sfera all’interno del volume vetrato è l’elemento simbolico di questo edificio.

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Clubhouse Agorà- vista dalla piscina

Centro Benessere Tschuggen Berg Oase- Arosa (2006)

Il centro Benessere sorge sul sito che già ospitava l’hotel. In questo luogo Mario Botta ha immaginato e realizzato un’architettura dal forte impatto visivo, collocandola nel parco che si sviluppa tra la struttura alberghiera e la montagna. L’intero centro benessere si sviluppa a livello ipogeo; ciò che è visibile all’esterno è soltanto la spettacolare copertura dalle geometriche forme vegetali.  Questi grandi lucernai simili a grandi foglie lasciano passare la luce che, bianchissima nelle giornate di neve, regala un’atmosfera magica agli ambienti sotterranei.

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Centro Benessere ad Arosa

La superficie complessiva dell’opera è di 5300 metri quadri e comprende anche spazi esterni, come il solarium e la piscina che, raggiungibili direttamente dall’area delle piscine interne, si trovano su un terrazzamento completamente circondato dalla natura.

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Centro benessere ad Arosa- interno

Il collegamento fra il centro benessere e l’hotel è risolto da una passerella in vetro e acciaio, concepita anch’essa per enfatizzare la leggerezza e la trasparenza del complesso.
Un grande muro in pietra naturale risolve invece il rapporto con il terreno, creando anche lo spazio necessario per i posti auto.

Museo e biblioteca della Fondation Bodmer – Cologny (2003)

La sede principale della Fondation Bodmer a Cologny è ospitata in due ville d’inizio. La necessità di ampliarne gli spazi ha portato la Fondazione a commissionare, nel 1998, un nuovo progetto  a Mario Botta.

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Fondation Martin Bodmer

L’opera dell’architetto ticinese consiste in un grande ambiente ipogeo, che si estende tra le due ville esistenti, sviluppandosi su 2 piani. L’ingresso avviene attraverso una corte ribassata sul fronte che guarda il lago, in contiguità con il muro che separa dalla strada d’accesso al villaggio.

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Fondation Bodmer – sezione del progetto

All’esterno il nuovo spazio espositivo non è percepibile. A segnalare la presenza di questo spazio ci sono  5 parallelepipedi a pianta quadrata alti circa 3 metri e mezzo. La loro posizione, in corrispondenza dell’asse d’ingresso, crea un gioco di riflessi, ombre e schermi prospettici che indirizzano l’attenzione del visitatore verso il lago. Ma la loro presenza è legata soprattutto alla necessità di illuminare gli spazi ipogei, per cui si configurano come lucernari e, al tempo stesso, preannunciano al visitatore la presenza dei nuovi spazi espositivi.

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Fondation Bodmer – interno

All’interno del museo vero e proprio, i volumi sono esposti aperti, poggiati su sottili supporti metallici e illuminati dall’alto.

Cantina Petra – Suvereto (2003) – Mario Botta

Siamo in Toscana, nel cuore della val di Cornia. Qui Mario Botta progetta e realizza nel 2003 la Cantina Petra. La cantina è scavata nel fronte della collina ed entra a farne parte come fosse un elemento definitivo del paesaggio.

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Cantina Petra

La luce naturale che penetra in tutti gli ambienti del grande volume cilindrico rivestito in pietra rossa di Prun si diffonde in tutti gli spazi lavorativi attraverso la maestosa scalinata che conduce sino a un poggiolo.  Da cui è possibile ammirare il Mar Tirreno e le sue isole.

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Cantina Petra- interno

Una lunga galleria scavata nel cuore della collina è il punto di arrivo di un percorso  che si snoda attraverso la moderna zona di pigiatura, la sala acciai e due scenografiche barricaie – il luogo di riposo del vino – sino a penetrare nel cuore della collina dove è possibile toccare con mano una grande parete di roccia che reca impresse le venature dei metalli di cui sono ricche le viscere di questa terra.

MART Museo d’Arte Moderna e Contemporanea – Rovereto (2002)

Il Mart si sviluppa alle spalle di due palazzi di pregio del Settecento, Palazzo Alberti e Palazzo dell’Annona. Questi edifici si affacciano lungo Corso Bettini, “nascondendo” l’ampiezza della piazza d’accesso del museo.

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il MART visto dall’alto

Baricentro dell’edificio è la grande cupola di vetro e acciaio che sovrasta la piazza centrale di accesso al Museo. La copertura, in dialogo costante con la luce, sviluppa una superficie di 1.300 metri quadri, ha un’altezza massima di 25 metri e un diametro di 40 metri, esattamente come il Pantheon a Roma.

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MART a Rovereto

Per le facciate, in richiamo alla quinta Settecentesca di corso Bettini, Mario Botta ha scelto come materiale di rivestimento la pietra gialla di Vicenza. Nel Foyer del Mart si trovano la biglietteria e il bookshop, l’accesso ai piani e i vari servizi, oltre ad una sala conferenza. Il secondo piano ha una superficie espositiva di 3800 metri quadri. Il Mart è uno dei maggiori musei europei per vastità degli spazi espositivi, che in totale arrivano a 5600 mq.

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MART- dettaglio della copertura

Lo spazio è scandito dalla maglia quadrata dei pilastri circolari e dalla fitta serie di lucernari, che hanno una superficie vetrata a falde inclinate da cui penetra la luce zenitale che viene ampliata attraverso la superficie curva che funge da riflettore e diffusore. Un sofisticato sistema di controllo a distanza regola l’intensità luminosa che penetra nelle sale per mantenerla costante durante le ore di esposizione alla solare.

Sinagoga Cymbalista e centro dell’eredità ebraica – Tel Aviv (1998)

Fortemente voluta da Paulette e Norbert Cymbalista, membri della direzione dell’Università di Tel Aviv, questo edificio  progettato da Mario Botta riunisce al suo interno l’aula sacra e un centro conferenze, che hanno uguale forma e dimensione. Infatti, fra i desideri della committenza vi è quello di creare un luogo di incontro, capace di sanare la profonda lacerazione che divide ebrei laici ed ebrei credenti in Israele. Inoltre, la sinagoga vuole essere luogo di culto per tutte le correnti dell’ebraismo (ortodossi, conservatori e riformati), affinché possano pregare assieme.

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Sinagoga Cymbalista Tel Aviv

La struttura è formata da una base rettangolare alta un piano, dove si trova l’atrio di accoglienza. All’interno di questo rettangolo, si inseriscono in modo simmetrico due sale quadrate larghe circa 17 metri. Una ospita la sinagoga e l’altra la sala conferenze, entrambe dotate di un’ingresso che permette l’una di guardare l’altra, rendendo più fluidi e comunicanti i due spazi, laico e religioso.  Il volume di queste due sale non rimane costante. Infatti innalzandosi verso l’alto le pareti delle due sale da dritte diventano curve, fino a diventare totalmente circolari sulla sommità, a 13, 5 metri di altezza.

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Sinagoga Cymbalista- Dettaglio

Per i materiali Botta utilizza una struttura portante in calcestruzzo armato rivestito esternamente in pietra di Verona.

Gli interni sono rivestiti in pietra dorata toscana. Il soffitto è in legno chiaro, proveniente dalla Svizzera, mentre il pavimento è realizzato in granito nero dello Zimbabwe.

Banca UBS – Basilea (1995)

La costruzione tonda della Banca UBS sulla Aeschenplatz spicca per il rivestimento in pietra naturale a strisce bicolori e per l’apertura a forma di scala negativa che si assottiglia verso l’alto. Questo edificio di sette piani si trova alla confluenza di due importanti assi stradali della città di Basilea.

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Banca UBS di Basilea

Il fronte principale si compone di una superficie convessa in pietra ed è collegata ad una piccola villa che ospita il ristorante e gli uffici della presidenza. Per connettere le due parti della città, sul punto di svolta all’angolo il cilindro viene tagliato per creare un fronte posteriore piano gradonato. Sul grande fronte ricurvo risaltano il massiccio pilone centrale e l’ampia cavità fatta di aggetti e spigoli. All’interno lo spazio si rastrema verso l’alto fino al lucernaio che illumina le aperture quadrangolari.

Mario Botta curiosità

Botta  è membro onorario di numerose istituzioni e accademie di architettura. Fra le varie ricordiamo fra cui: il BDA-Bund Deutscher Architekten, l’AIA-American Institute of Architects, l’Accademia di Belle Arti di Brera, Milano, il RIBA (Royal Institute of British Architects) di Londra, l’International Academy of Architecture, Sofia. Svariate università gli hanno attribuito la laurea honoris causa

Vedi anche il sito ufficiale

 

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