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Arte Moderna: Periodizzazione, Artisti e Musei in Italia

Arte moderna, una definizione riferita a una corrente artistica che ha completamente cambiato il nostro modo di vedere le cose. Pur non riuscendo a collocare con puntualità l’inizio e la fine dell’arte moderna, possiamo affermare che in questo movimento culturale rientrano le opere prodotte tra il 1860 e il 1970. Come si può immaginare, le produzioni comprese in questi anni sono molto diverse tra loro. La prima rottura con il passato ha inizio a partire dal Romanticismo, fino ad arrivare al Cubismo e al Surrealismo dell’ultimo periodo. Nonostante queste differenze, è possibile trovare una base che ha caratterizzato l’arte moderna fin dal principio. La tendenza dei secoli precedenti era quella di idealizzare i soggetti e le scene ritratte, nella pittura ma anche nella scultura, dando una rappresentazione della realtà abbellita e modificata.

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Salon des Refusés: Le Déjeuner sur l’herbe, Edouard Manet

I canoni presi di riferimento prima dell’avvento dell’arte moderna erano riferiti a schemi e modelli classici particolarmente rigidi, in cui la proporzione e la forte impronta religiosa erano alla base di ogni produzione. Non a caso, l’idealizzazione era spesso di natura religiosa o mitica. Il concetto alla base dell’arte moderna, a poco a poco, si allontana sempre di più dai canoni classici e dalla ricerca della perfezione, volendo rappresentare la realtà per ciò che è. Un avvenimento di grande importanza, che permetterà agli artisti di sperimentare nuove tecniche, sarà la nascita della fotografia nel 1839. La sfida diventa proprio quella di dipingere o scolpire riproducendo i dettagli e le caratteristiche dell’immagine catturata con la macchina fotografica. Nuovi soggetti e nuovi principi di riferimento danno poi inizio all’arte moderna, che vuole avvicinarsi al pubblico abbandonando i palazzi nobiliari.

L’urgenza degli artisti, che darà vita a un cambiamento così imponente nel panorama artistico, è proprio quella di mostrare ogni lato della vita quotidiana e dell’esistenza umana. Vediamo la periodizzazione dell’arte moderna, il suo significato, gli artisti chiave, i musei in Italia e la differenza con l’arte contemporanea.

Curiosità

L’artista moderno lavora con lo spazio e il tempo, ed esprime i propri sentimenti piuttosto che illustrarli.

Jackson Pollock, pittore statunitense

Arte Moderna: periodizzazione e significato

Arte moderna, un corrente artistica di importanza fondamentale per gli anni successivi, proprio perchè ha modificato una mentalità particolarmente radicata. Con il desiderio di lasciarsi alle spalle l’idealizzazione e la ricerca della perfezione, tipica dell’arte classica, qui l’obiettivo diventa una rappresentazione realistica di ciò che l’artista vede. Il soggetto e il panorama vengono ritratti per come esistono nel mondo, seguendo la prospettiva del tutto unica del pittore o dello scultore. La sperimentazione di nuove forme di composizioni, di temi e di colori diventa di centrale importanza. Detto questo, come abbiamo già accennato, la periodizzazione dell’arte moderna copre più di 100 anni quindi lo sviluppo non è totalmente omogeneo. Ritroviamo infatti una alternanza, tra periodi più realisti e correnti più simboliche e astratte, meno attente alla realtà per come appare. Il fattore comune tra le diverse fasi dell’arte moderna è il desiderio di distaccarsi dall’arte classica, troppo rigida e divinizzata.

Il cambio di prospettiva avviene in un contesto storico ben preciso, ispirato a un movimento politico, sociale ma anche culturale e filosofico che prende il nome di Illuminismo. Con questo termine ci riferiamo a una forma di pensiero, sviluppata a parte dal XVIII secolo in Europa, volta a illuminare la mente degli uomini. Ignoranza e superstizione sono considerate colpevoli di aver oscurato a lungo la mente umana, che deve invece affidarsi alla scienze, alla critica e all’uso della ragione. Questa rottura nei confronti del passato ha una influenza su ogni aspetto della vita dell’epoca, compreso quello artistico. Non a caso, anche nei capisaldi dell’architettura moderna, ritroviamo la volontà di adattare edifici e costruzioni all’ambiente circostante, abbandonando la scarsa funzionalità delle produzioni precedenti. Uno sguardo al razionalismo, come sostenuto da Le Corbusier, anche nell’arte.

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L’atelier dell’artista, Gustave Courbet

Romanticismo

Il Romanticismo rappresenta il primo movimento che decide di prendere le distanze dall’arte classica, aprendosi a nuove sperimentazioni. Inizia a svilupparsi tra 1800 e 1900 in Germania, per poi diffondersi nel resto d’Europa. Lasciato alle spalle in neoclassicismo, l’obiettivo diventa trasmettere, attraverso i propri quadri, la drammaticità e i sentimenti profondi percepiti dall’artista. Non a caso, ritroviamo anche una ripresa delle atmosfere cupe e misteriose tipiche del Medioevo. La natura viene intesa come opera ed espressione divina in terra, oggetto da celebrare perchè capace di suscitare nell’animo umano un senso di inquietudine misto a orrore. Il concetto di sublime di Burke ha origine qui, nel momento in cui l’uomo rimane incantato e, allo stesso tempo, terrorizzato dalla grandezza del creato.

Il focus si rivolge sempre più alle sensazioni coinvolgenti e drammatiche provate dall’uomo, senza idealizzazione. Un altro obiettivo centrale per il romanticismo è quello di avvicinarsi al pubblico, dando vita a opere ricche di significato per classi sociali disparate, come le opere di Delacroix. Anche nella produzione di Gèricauld troviamo un’attenzione verso la rappresentazione cruda della realtà. Soggetti e temi macabri, come i ritratti di persone rinchiuse in manicomio e teste decapitate.

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La Libertà che guida il popolo, Eugène Delacroix

Realismo

Il passaggio al Realismo avviene nel 1840 in Francia, dando vita a una corrente artistica che, come ci suggerisce il nome, si caratterizza per un tipo di pittura estremamente fedele alla realtà. L’esigenza dell’artista di rappresentare ciò che vede con i suoi occhi, dalla sua prospettiva, non riguarda soltanto l’arte ma anche la letteratura. La visione cerca di essere più obiettiva possibile, senza commenti e giudizi, proprio per dare la possibilità anche a chi osserva a chi legge di fare le proprie riflessioni. Il focus sono le reali condizioni del mondo che circonda l’artista, anche con uno scopo di denuncia.

Chi ammira l’opera d’arte realistica deve cogliere uno spunto critico di valutazione. Il pensiero filosofico alla base del realismo, corrente dell’arte moderna, è il positivismo, che desidera studiare la realtà in modo scientifico. Pittori come Courbet e Millet sono alcuni dei massimi esponenti.

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Le spigolatrici, Jean-François Millet

Impressionismo

La terza corrente che entra a far parte dell’arte moderna è l’Impressionismo, un movimento artistico nato a Parigi nella seconda metà dell’Ottocento, che ha contribuito a cambiare la nostra immagine della capitale francese. Pittori come Manet, Monet, ma anche Renoir, Degas e Cezanne decidono di abbandonare le stanze dei loro atelier e scendere in strada, per poter raccontare, attraverso i loro dipinti, una personale rappresentazione della città in cui vivono. Nuove sperimentazioni su tela, con meno disegni e più sfumature di colore, per riscoprire immagini di paesaggi affascinanti e inconfondibili. L’obiettivo è quello di distaccarsi dalle rigide norme imposte cultura accademica dell’epoca. Il desiderio dell’artista è quello di imprimere su tela anche le proprie emozioni, senza dover per forza realizzare un’immagine in parziale della realtà. La soggettività di chi dipinge è centrale per questa corrente. 

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Monet e alcuni dei suoi quadri ispirati alle ninfee dell’Orangerie

Simbolismo

La pubblicazione Manifesto del Simbolismo di Jean Moréas dà origine al movimento del Simbolismo, pubblicato sul quotidiano Le Figaro il 18 settembre 1886. Questa corrente nasce come opposizione al Realismo, proprio perchè l’artista decide di focalizzarsi sulle simbologie e sulle potenzialità allusive della realtà. Non a caso, i soggetti della produzione artistica di questa corrente di arte moderna sono la dimensione del sogno, dell’immaginazione e della introspezione, a partire dal significato ambiguo del simbolo.

L’artista promette di esplorare con la sua opera il confine tra sogno e realtà, sperimentando questo legame misterioso. Dalla vita all’amore e alla figura materna, le tematiche del simbolismo sono disparate. Giovanni Segantini, Gustave Moreau e Paul Gauguin sono alcuni degli esponenti più importanti.

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Le cattive madri, Giovanni Segantini

Espressionismo

L’Espressionismo corrisponde a una corrente dell’arte moderna caratterizzata da una attenzione non rivolta semplicemente a ciò che l’occhio vede ma anche ad un aspetto più profondo. L’artista espressionista, a differenza dei canoni dell’Impressionismo, non desidera comunicare emozioni positive al proprio pubblico. La tendenza è proprio quella di esaltare ed esasperare il lato più emotivo della realtà, modificando anche l’aspetto più oggettivo della rappresentazione. I colori e i soggetti comunicano sensazioni profondamente drammatiche, soprattutto attraverso la violenza cromatica e la deformazione caricaturale.

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Notte stellata, Vincent Van Gogh

Vincent Van Gogh è uno dei maggiori esponenti di questa corrente e in lui ritroviamo le linee guida del movimento artistico a cui appartiene. Pennellate violente, colori decisi e poche sfumature, proprio per comunicare all’osservatore la propria esperienza emotiva. Le tinte in forte contrasto vogliono colpire chi osserva l’opera, destabilizzandone l’equilibrio e dando vita a una originale ricerca espressiva. Il colore blu e il colore arancione sono due dei più utilizzati. Il lato emotivo è senza dubbio esasperato, come accade anche nella maggior dei quadri di Henry Matisse e Eduard Munch. Una visione anche angosciante della realtà, come comunicazione di uno stato interiore sofferente.

Futurismo, Cubismo e Surrealismo

Agli inizi del 900 cambia molto la percezione della realtà, anche nell’ambito artistico. L’industrializzazione ha permesso al mondo di attraversare numerosi cambiamenti, dal punto di vista sia sociale che economico. Modifiche rapide e dinamiche, che hanno cambiamento anche i movimenti di produzione artistica. In questo panorama nasce il Futurismo, con artisti come Balla e Boccioni che vogliono trasmettere l’idea dinamica attraverso le loro opere. Il mondo cambia in fretta e bisogna stare al passo, per questo l’azione viene rappresentata durante il suo svolgimento. Largo spazio anche alla scultura.

Il Cubismo nasce nel 1907 sempre in Francia a anche qui ritroviamo l’idea di un’arte che deve rappresentare il movimento. Una delle peculiarità è quella di voler riprendere gli oggetti da differenti angoli visuali simultaneamente. Soggetto e sfondo non vengono più differenziati, la rappresentazione non vuole essere fedele alla realtà ma una sua scomposizione geometrica. Le figure vengono sovrapposte tra loro, senza un ordine preciso, proprio come fa Picasso. Quest’ultimo prenderà il nome di quarta dimensione, la dimensione temporale.

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Il Veliero, Salvador Dalì

Infine il Surrealismo, rappresentato da artisti come Dalì, Magritte e Mirò. La dimensione irrazionale dell’uomo prende il sopravvento, il confine tra realtà e immaginazione viene varcato una volta per tutte. Il sogno e l’inconscio sono i soggetti prediletti dagli artisti di questa corrente dell’arte moderna, una sperimentazione costante.

Arte Moderna: Artisti

Gli artisti che hanno costellato questo periodo storico sono numerosi, proprio perché all’interno dell’arte moderna ritroviamo disparate correnti e movimenti. Cercheremo di analizzare e approfondire la storia di alcuni dei maggiori esponenti di questo movimento, a partire dal 1860. Il primo personaggio chiave per tutta l’arte moderna è senza dubbio Édouard Manet, vissuto a Parigi nella metà del 1800. Si tratta di un artista particolarmente controverso. Questo perché è stato uno dei primi a tentare di rompere con il passato e a creare opere rappresentative della realtà che lo circondavano.

Nel 1863, dopo aver realizzato il celebre quadro Le Déjeuner sur l’herbe, la prima immagine contenuta in questo articolo, dà vita a una rivoluzione. Espone il quadro al Salon des Refusés e fin da subito è chiaro il suo obiettivo. Desidera finalmente allontanarsi dal neoclassicismo e dalle regole dell’Académie. Un picnic nel parco, due donne nude e due uomini completamente vestiti, soggetti quotidiani scolpiti tra luce e colore. Nessun personaggio mitologico o religioso, semplici parigini ritratti durante la loro vita quotidiana. Questo è solo l’inizio.

Esponenti del Romanticismo, Realismo e Impressionismo

Partendo dal Romanticismo, oltre a Delacroix, Hayez e Gèricauld, Caspar David Friedrich è uno dei massimi esponenti tedeschi del movimento. Nato nel 1774, fa del concetto del sublime il suo punto di riferimento principale. Il paesaggio naturale per lui era una vera e propria opera d’arte divina, resa alla perfezione nei suoi quadri. Con il sapiente gioco di luci e colori, la contemplazione del panorama diventa mezzo per riunirsi con il sé spirituale. La meraviglia della natura non diventa più semplicemente sfondo di un soggetto in primo piano ma protagonista. Grande utilizzo del colore grigio e del colore bianco. Ogni osservatore deve immedesimarsi nella sua opera, costruita con simmetrie e contrasti tra elementi orizzontali e verticali.

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Il Viandante sul mare di nebbia, Caspar David Friedrich. Questo quadro costituisce il manifesto del Romanticismo.

Tra gli esponenti del realismo, non possiamo non citare Honoré Daumier, pittore francese nato nel 1808 a Marsiglia. Anche in lui ritroviamo il bisogno di rappresentare e, allo stesso tempo, denunciare le condizioni di alcune classi sociali. La sua forma di espressione prende il nome di realismo sociale, in cui riesce ad immedesimarsi data la situazione precaria della sua famiglia. I più poveri, protagonisti delle sue opere, sono vittime di una società votata al denaro e al potere. Inoltre, in alcuni quadri di Daumier, è presente una riproduzione grottesca e deformata della realtà in funzione espressiva.

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Il vagone di terza classe, Honorè Daumier

L’artista impressionista statunitense Mary Stevenson Cassatt è un’esponente eccezionale di questo movimento. Questa pittrice, nata nel 1844 e vissuta a lungo in Francia nell’ambiente bon ton, proprio qui trova l’ispirazione per la propria arte. Non solo abbandonare le rigide regole di ricerca della perfezione e proporzione, ma anche espressione attraverso l’arte delle proprie emozioni. L’intimo legame tra le madri e i loro bambini è uno dei suoi soggetti prediletti, sfruttando la sperimentazione con luci e colori tenui, come il colore rosa antico e il colore avorio.

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La prima colazione a letto, Mary Stevenson Cassatt

Esponenti del Simbolismo e dell’Espressionismo

Giuseppe Pellizza da Volpedo, pittore italiano nato in Piemonte nel 1868, è un esponente del Simbolismo. Si tratta di un artista che ha attraversato, durante la sua carriera, periodi e fasi diverse. Non a caso, uno dei suoi quadri più celebri è Il quarto stato, esempio di realismo europeo. Particolarmente prolifica per lui è anche la fase simbolista, in cui il significato più profondo supera la dimensione reale. L’obiettivo è proprio quello di superare il confine tra realtà e sogno, sfruttando simboli e allusioni. Nel suo quadro Lo specchio della vita il gregge di pecore non ha né un inizio, né una fine. Questo rappresenta l’idea di un cammino che non ha mai fine.

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Lo specchio della vita, Giuseppe Pellizza da Volpedo

Parlando di Espressionismo, Eduard Munch è uno degli artisti più celebri al mondo oltre che rappresentante di questa corrente. Il suo obiettivo era esprimere, con le sue opere, il dramma interiore e profonda dell’uomo moderno. L’artista vive una vera e propria crisi, in cui non riesce a cogliere il senso dell’esistenza. Povertà, dolore e miseria diventano protagonisti dell’espressionismo proprio perché denuncia di una società oppressiva e colpevole. Una vita ricca di eventi tragici, a partire dalla morte della madre e della sorella, che contribuiscono alla sua angoscia. Lingue di colore rosso fuoco e un urlo disperato per esprimere lo stupore davanti a un tramonto, come nel celebre quadro qui sotto.

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L’urlo, Eduard Munch

Artisti del Futurismo, Cubismo e Surrealismo

Gerardo Dottori è esponente italiano del Futurismo, firmatario del manifesto dell’Aeropittura. Il suo scopo era proprio quello di mostrare una realtà in divenire, attraverso composizioni dinamiche di elementi. Proprio nell’aeropittura troviamo i capisaldi della sua produzione artistica, legata a una nuova elaborazione della prospettiva aerea. L’aereo rappresenta il simbolo della libertà per eccellenza, si abbandona ogni prospettiva e gli elementi iniziano a muoversi. Ogni elemento riprende il volo, il dinamismo e la velocità dell’aeroplano.

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Forme ascenzionali (o Forze ascenzionali), Gerardo Dottori

Nel periodo moderno del Cubismo, Picasso e Braque si distinguono come padri di questo movimento. Un cambio rivoluzionario nell’arte pittorica e non solo, per dare vita a una nuova stagione. Seguendo l’idea del Futurismo, l’obiettivo dei cubisti era di dar vita a una rappresentazione di viste stratificate. La prospettiva è ripresa da angoli differenti, proprio per catturare il soggetto da tutti i lati. Il risultato può sembrare difficile da interpretare ma è importante partire dallo scopo: dare volume al soggetto raffigurato, superando il limite della bidimensionalità.

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L’altra metà del cielo, Pablo Picasso

Oltre a Dalì, nel periodo del Surrealismo ritroviamo Renè Magritte, desideroso di creare opere capaci di far riflettere. Immortalare immagini tra sogno e realtà serviva proprio per scavare più a fondo nell’animo umano, senza fermarsi alla superficie. Tonalità fredde, con l’uso del colore nero, colore viola e blu scuro, per evocare dubbi nell’osservatore. L’attrazione verso l’ignoto spinge l’artista a decontestualizzare il soggetto principale, provando a raggiungere la psiche umana. Ciò che appare non è mai ciò che davvero è.

Arte Moderna: Musei in Italia

Una delle caratteristiche principali dell’arte moderna, capace di differenziarla anche da tanti altri movimenti artistici, è proprio la varietà di correnti comprese al suo interno. Tra i diversi movimenti, è possibile trovare un fattore comune proprio nel desiderio di rompere con il passato. Cerchiamo di comprendere il contesto storico, le idee e il punto di vista del pittore per poi immergerci nelle innumerevoli produzioni artistiche. Detto questo, quali sono i principali musei d’arte moderna in Italia?

  • Il MART è uno dei principali centri d’Italia. Si tratta di un Museo di Arte Moderna e Contemporanea di Trento e Rovereto, con esposizioni di opere di artisti sia italiani che internazionali. Più precisamente, è un complesso museale che comprende centri differenti, tra cui il principale a Rovereto. Anche l’edificio è un perfetto esempio di architettura moderna ed avanguardia, creato da Mario Botta e Giulio Andreolli, ispirato alle forme del Pantheon di Roma e alle soluzioni ingegneristiche più recenti.
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MART, Rovereto
  • GAM, la Galleria d’Arte Moderna Milano costituisce la più importante collezione lombarda di opere dell’Ottocento. Si trova in Via Palestro, all’interno della Villa Reale, e ospita opere di artisti nazionali e internazionali. Una galleria imperdibile per immergersi nel gusto dell’epoca, peraltro accolta in uno dei maggiori capolavori di neoclassicismo milanese.
  • Museo del Novecento, sempre a Milano ma di fianco al Duomo e a Palazzo Reale. All’interno ospita oltre 400 capolavori dell’arte del XX secolo, pittorica e scultorea. Qui si viene accompagnati in un percorso museale, dal primo piano dedicato ai futuristi fino al terzo piano destinato all’arte concettuale.
  • Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea, con sede a Roma. Si tratta della più completa collezione dedicata all’arte italiana e straniera dal XIX secolo a oggi.

Differenza tra arte moderna e arte contemporanea

Secondo i canoni dell’arte moderna, l’attimo rappresentato su un quadro o attraverso una scultura deve trasmettere concretezza. Questo anche nella profonda drammaticità di alcune condizioni. D’altra parte, nell’arte contemporanea troviamo una sperimentazione che si spinge ancora più in là. Arte moderna e arte contemporanea sono due termini che spesso vengono considerati sinonimo di uno dell’altro. In realtà, l’arte moderna corrisponde a un periodo che va dal 1860 al 1970 mentre il secondo si riferisce a una corrente artistica più vicina a noi. Come abbiamo già detto, sotto il termine arte moderna racchiudiamo una serie di movimenti artistici disparate. L’obiettivo era proprio quello di rompere con il passato neoclassico e dare vita a nuove forme di arte, attraverso pittura e scultura. Il focus diventa sempre di più l’autore con il suo mondo emotivo, senza una ricerca della perfezione. Questo punto di riferimento rimane anche in epoca contemporanea.

D’altra parte, con il nome arte contemporanea ci riferiamo a un movimento artistico nato a partire dal 1960. In questo caso, trattandosi di un periodo di grande cambiamento sia culturale che comunicativo, le caratteristiche si differenziano rispetto a quelle del periodo precedente. Nell’arte contemporanea ritroviamo l’utilizzo di strumenti di espressione artistica di recente invenzione. Dall’arte digitale, che non sfrutta più semplicemente tele e pennelli, fino a installazioni e performance in cui lo spettatore può immergersi letteralmente. Nonostante il nome possa farci cadere in errore, l’arte moderna può apparire come molto meno innovativa rispetto all’arte contemporanea.

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Upside Down Mushroom Room, Carsten Höller

L’ultimo periodo di produzione artistica si è adattato, sempre più, a un pubblico che necessita stimoli continui. Non solo ammirare il quadro di un artista, ma per esempio ascoltare la voce dell’autore che racconta l’interpretazione dell’opera o la possibilità di viverla in prima persona. Lo sviluppo continua anche oggi, verso orizzonti ancora sconosciuti.

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