Le origini della fotografia: scoperta, primi passi e diffusione.

La nascita ufficiale della fotografia risale al 1839: la Gazzette de France annunciava al mondo la scoperta del pittore Louis-Jacque-Mandé Daguerre:

 

“Il pittore sconvolge tutte le teorie scientifiche sulla luce e l’ottica, ma soprattutto rivoluzionerà l’arte del disegno, è prodigiosamente riuscito a fissare le immagini che da sole si dispongono entro una camera oscura, la realtà non sarà più fugace rappresentazione, sarà come un dipinto o un’incisione, un impronta fissa che non necessita della presenza dell’oggetto.”

 

All’Academie des Sciences di Parigi viene presentata la dagherrotipia, primo termine ufficiale di quella che sarebbe poi diventata la fotografia. Ovviamente, come tutte le invenzioni, la fotografia ha un lungo percorso precedente fatto di tentativi ed esperimenti, non sempre riusciti, di personaggi giunti, più o meno contemporaneamente, magari per strade opposte, a medesime conclusioni.

Tutte le sperimentazioni che portavano l’uomo a riprodurre la realtà su una superficie, senza l’intervento manuale, hanno contribuito e spinto verso la scoperta della fotografia: il ruolo della camera oscura è preponderante. Nata nell’XI secolo, come strumento per l’osservazione di fenomeni astronomici, assume nel Rinascimento ruolo di guida e metodo per una rappresentazione pittorica più verosimile: il meccanismo vuole che la luce passante attraverso un foro di una stanza oscurata proietti, riproducendo sulla parete opposta al foro, l’immagine capovolta dell’oggetto.

Leonardo da Vinci, Dürer e Canaletto studiavano la camera oscura come esperiente tecnico che facilita il ruolo del pittore sia nel dominio delle regole prospettiche che nella comprensione della realtà.

Il salto da aspetti e processi che interessano più direttamente l’ambito dell’arte tradizionale si ha con il “realismo” (XIX secolo): la nuova generazione di artisti non si affida più alla ricerca e rappresentazione del bello, si interessa alla realtà in tutti i suoi aspetti, anche i più brutali e sgradevoli.

Parallelamente a questo interesse per la realtà nel suo complesso si sviluppa, anche intrecciandosi a correnti più espressamente letterarie o artistiche, uno spirito volto alla ricerca scientifica. Ed è proprio dall’intersecarsi di aspetti artistici (quali ad esempio la rappresentazione pittorica della corrente realista) e scoperte scientifiche che nasce la fotografia: sarà infatti la scienza a trovare la risposta al fissaggio di un’immagine creata dalla luce su una superficie; sono gli “inventori“ appassionati alla chimica e ai fenomeni, una nuova figura del XIX secolo, che daranno la nascita alla fotografia (diversi i personaggi che hanno contribuito alla scoperta).

Se la nascita ufficiale della fotografia viene fatta risalire al 1839, la prima immagine che si può definire fotografia, risultato di una serie di esperimenti per fissare quanto prodotto dalla camera oscura, è del 1826, Nicéphore Niépce, un ricco e colto proprietario terriero, ne è l’autore.

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La veduta della finestra di Gras” è un’immagine molto semplice che testimonierà come l’interesse di Niépce non sia di carattere estetico ma tecnico: gli elementi della composizione rispondono appieno alle descrizioni che Niépce fa al fratello Claude del luogo dove egli cerca di fissare l’immagine attraverso l’azione della luce. Sulla sinistra la piccionaia poi, muovendo l’occhio verso destra, un albero sullo sfondo, il tetto del granaio, il forno e infine una parte della casa di Niépce.

Ciò che sorprende in questa immagine è il fatto che il sole colpisce in maniera uguale i due lati degli edifici: l’esposizione di questa lastra durò ben otto ore, tempo durante il quale il sole compie un ampio movimento da est verso ovest.

Una lastra, dunque, che testimonia la bontà dei tentativi, un incunabolo autentico della storia della fotografia.

Nel corso della prima metà dell’Ottocento sono numerosi i personaggi che si dedicano al perfezionamento delle tecniche di fissaggio e di stampa delle immagini ottenute attraverso l’azione della luce, alcuni come nel caso di Niépce e Daguerre hanno rapporti diretti, altri giungono a risultati analoghi perseguendo strade differenti. Tra gli anni ’30 e ’40 in tutto il mondo, si assiste ad una vera e propria corsa al brevetto dei diversi metodi scoperti: da subito si avvertono le grandi potenzialità dell’invenzione e la possibilità di sfruttarla commercialmente.

I principali contributi:

  • Luis Jacque Mandé Daguerre, pittore che ebbe la fortuna di legarsi per alcuni anni a Niécephore Niépce appoggiandolo nelle ricerche: l’importanza di Daguerre sta proprio nell’aver diffuso e conferito scientificità al procedimento;
  • 1835 – L’immagine di una piccola finestra di Lacock Abbey è il più antico negativo conosciuto, il primo esempio di una delle caratteristiche principali della fotografia: la riproducibilità;

 

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  • Hyppolite Bayard pur giungendo negli stessi anni a risultati analoghi, non ricevette adeguati riconoscimenti, motivo per il quale si rappresentò nella fotografia “autoritratto in figura di annegato”, il governo lo rese infelice perché non riconobbe alcun contributo nelle sue sperimentazioni, per questo si è annegato.

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La diffusione della fotografia, come invenzione e come strumento, avviene a macchia d’olio in tutto il mondo. Accolta con entusiasmo, spingeva da un lato la ricerca per miglioramenti sulle tecniche originarie, dall’altro la continua pratica con gli strumenti messi in commercio. Le ricerche erano volte a restringere tempi di pose ancora lunghissimi, rendere più pratiche le attrezzature troppo pesanti, raggiungere la possibilità di riprodurre in un numero infinito di copie l’immagine originale (riproducibilità).

In tutto il mondo nascono e si diffondono studi fotografici spesso aperti da ex miniaturisti, artisti del ritratto che vedono la loro ex professione destinata ad essere sostituita da questa nuova invenzione. Dal dagherrotipo si passa al procedimento del collodio umido: al 1854 risale il brevetto della “carte de visite” di Disdéri che consente la riproduzione di più immagini su un’unica lastra. La fotografia, con una mostra, prende anche parte della Esposizione Universale al Crystal Palace di Londra (1851), dimostrazione del ruolo che il mezzo fotografico sta andando a rivestire all’interno della società industriale.

 

Ramona Vidili

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