Appendiabiti

Appendiabiti: da parete, da terra, per l’ingresso e moderni

In ogni casa non può mancare la presenza di un appendiabiti. Intorno ad esso le più belle fantasie di come deve essere nel suo design. Ed ecco che può essere da terra, da parete, classico o moderno, divertente e curioso. Nella storia di un un’attaccapanni, cosi anche denominati, ce ne sono di diversi diventati famosi da essere poi menzionati e ricordati fino ad oggi. Si parte dalle sue origini, nel 19imo secolo nato per soddisfare l’esigenza di tenere sistemati i pomposi vestiti vittoriani con le gonne in crinolina, cosi venivano appesi per non sgualcirli. Ecco che le case , le ville, i palazzi, sono abbelliti ed impreziositi da attaccapanni che tutt’ora sono ammirati.

Appendiabiti classici

Attaccapanni di antiquariato età 1800-1899, in ferro battuto e porcellana lavorati a mano. Altri in legno massiccio con stemma nobiliare del 19esimo secolo, altri in legno 800 toscano arte povera. Tutti per abbellire le case, di qualunque città o paese per un comodo uso. Nell’infinità della scelta, di attaccapanni se ne trovano di quelli che vanno pure oltre le leggi fisiche: anelli posti l’uno accanto all’altro da cui nasce l’idea di Senza Tempo, per usarli da attaccapanni per borsette, cappelli. Possono essere in ferro, legno con cromature, persino in oro, verniciati bianco, nero e rosso.

La gamma di scelta è vasta a seconda cosa si vuole esprimere e cosa si vuole appendere: abiti, camicie, cappotti, borsette o cappellini. Appendiabiti classici, con la lavorazione dei bordi e l’incisione sui pannelli, con la splendida lucidatura, fanno di questo semplice arredo un dettaglio particolare di una casa. Molti sono dotati di specchi grandi, piccoli ma spettacolari nel loro aspetto. Per una casa originale un appendiabito a muro realizzato su una parete dipinta creando sfondi marini per chi ama il mare, stellato per una botte brillante, fiori per un campo di campagna. Certo per tutte le fantasie e gusti.

Appendiabiti moderni

Per un po’ di tempo l’appendiabito è stato solo un oggetto utile ma bruttino, erano semplici attaccapanni di legno o quelli orrendi da terra con le tre braccia da fare pure spavento in certi notti. Solo dal 1971 si incomincia ad elaborarli in maniera ingegnosa, ispirandosi alcuni anche a delle favole come al racconto di Jack e il fagiolo magico. Molti altri hanno mantenuto lo stile appendiabito da terra solo rimodernizzandoli con colore e forme più allungate da sembrare rami di albero dove appendere le loro gioie preziose. Tanti appendiabiti sono stati aggraziati realizzando manopole in ceramica o con simpatici animaletti con codina attaccapanni. Si può dire che ormai dell’appendiabito non si può più fare almeno, soprattutto noi donne con i tanti nostri vestiti, camice, giacche, ombrelli, borsette e cappellini.

Pure simpatiche ironie sono dette e scritte sull’appendiabito come quella di un utente su un forum online che affermò che le donne hanno gli armadi pieni di ometti e non lo sanno Ometto sarebbe la tipica forma a spalla dell’appendino in maniera che sia facile sistemare le camicie e le giacche. Se piantato a terra ecco la denominazione “dell’uomo morto“. Grande diffusione dell’appendiabito fu dal 1900 dove negli USA ne vengono brevettati 190 modelli su evoluzione di quelli dell’800 e dove un disegnatore famoso Albert Parkhouse soddisfò le esigenze più stravaganti dei suoi clienti, fino ad inventare la gruccia piegando un filo di ferro, fino alla forma che conosciamo. Aggiungendo un gancio centrale, quando stufo delle lagne dei suoi colleghi che non sapevano dove appendere i loro soprabiti. Gli appendiabiti hanno fatto la storia del design, e restano tuttora un articolo amato e richiesto in tutte le sue sfumature e dai marchi più famosi del settore italiano.

Appendiabiti di design

Gli appendiabiti possono essere anche importanti complementi d’arredo e oltre a un intento funzionale svolgere anche una funzione decorativa. Il designer belga Jean-François D’Or, a tal proposito, per la collezione “Welcome Home di Maison Vervloet“, ha realizzato un modello di attaccapanni molto particolare con ganci in ottone fissati al soffitto con fili robusti metallici invisibili, a cui appendere abiti, cappelli, ombrelli soprattutto durante una giornata di pioggia. Nella parte inferiore di questo particolare appendiabiti, sul pavimento, si nota una grande piastra in acciaio smaltato bianco che raccoglie proprio le gocce di pioggia. Interessante vero?

Appendiabiti da parete

Per chi ha poco spazio a disposizione, l’attaccapanni da parete è la soluzione ideale. Semplice e funzionale, ne esistono in innumerevoli modelli e varianti. L’ideale per risparmiare spazio è collocarlo dietro alla porta. Ecco i nostri consigli:

  • collocarlo sempre a 1,60 m o 1,70 m di altezza da terra
  • fare attenzione a fissarlo bene al muro per consentirli di reggere anche pesi importanti
  • sono molto utili in ambienti di lavoro come uffici

Appendiabiti da terra

Gli appendiabiti da terra hanno determinate caratteristiche:

  • un aspetto verticale
  • tipica forma a colonna
  • una base di appoggio diversa per garantire stabilità
  • può essere messo in qualsiasi punto della casa a seconda dei gusti

Ecco i nostri consigli per gli appendiabiti da terra:

  • non caricarli di troppe cose e troppi indumenti perché perdono l’equilibrio
  • collocarli in modo tale da non ingombrare il passaggio, ma preferire sempre gli angoli
  • non collocarli vicino al muro
  • preferire modelli multifunzionali, con specchio, mensole, portaombrelli

Appendiabiti per l’ingresso

L’attaccapanni è uno di quegli accessori a cui non si può proprio rinunciare, non importa quanto spazio si ha a disposizione. Legno, plastica, ferro battuto, ci sono innumerevoli materiali e modelli adatti a qualsiasi tipo di ambiente e stile da quello country a quello moderno. I modelli ideali per l’ingresso sono quelli a parete o da terra, ideali come portaombrelli e porta cappotti e chiavi.

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