Hans Hollein, riconoscimento internazionale nel 1985

Hans Hollein, vince l’idea di “tutto è architettura”

Nel 1985 il Premio Pritzker venne assegnato all’architetto austriaco Hans Hollein, scomparso nel 2014.

Architetto, artista, designer, teorico, allestitore di mostre e docente, dopo gli studi di architettura presso Clemens Holzmeister a Vienna, il suo iter formativo proseguí negli Stati Uniti (Chicago, Berkeley), dove ricevette impulsi fondamentali. Accanto ai classici come Ludwig Mies van der Rohe e Frank Lloyd Wright, furono soprattutto visionari del calibro di Friedrich Kiesler e Richard Buckminster Fuller a stimolare Hans Hollein e a coinvolgerlo in un vivace scambio di pensiero, che influí notevolmente sul prosieguo della sua attività.

La sua poetica compositiva si basa sul concetto che l’architettura è fin dall’inizio segno, illusione, spazio, idea, cellula, rituale e opera d’arte.

L’impressione e l’atmosfera generati da una costruzione hanno un peso decisivo quindi, e conducono a una dimensione psicologica che avrà un’importanza basilare nelle sue opere. Questi adopera sapientemente elementi associativi e metaforici per corroborare la sua idea della dimensione emotiva dell’architettura; della sua estesa produzione architettonica, ricordiamo due passaggi estremamente interessanti.

Il Centrum Bank a Vaduz (Liechtenstein), completato nel 2002, è concepito come un “oggetto scultoreo“: la sua forma deriva da un corpo rettangolare, che attraverso piccole trasformazioni assume una conformazione più dinamica, generando così un immagine non più geometrica. La caratteristica di questo edificio è l’assenza della netta distinzione fra facciate e copertura, in quanto sia la struttura formale che il rivestimento sono i medesimi, conferendo così l’immagine d’insieme di una pietra, che ben si lega al contento in cui l’edificio si trova.

 

Il Museo Vulcania, parco europeo della vulcanologia terminato anch’esso nel 2002, è situato all’interno di vulcani spenti ad un’altitudine di 1.000 metri a Clermont-Ferrand (Francia).

Per questo progetto, Hollein ha collaborato con l’architetto paesaggista Gilles Clément e con lo scenografo Rainer Verbizh: il complesso è composto da un cono alto 22 metri che accoglie un ampio spazio di circolazione, due grandi anfiteatri per le proiezioni ed una sala per le esposizioni temporanee; l’esterno della struttura è rivestita in basalto scuro, mentre l’interno è ricoperto di metallo dorato, che cattura la luce solare durante il giorno ed un fascio di luce artificiale di notte.

Un secondo cratere conico, invece, si restringe man mano che penetra nel suolo; esso è stato scavato per dare la possibilità di scrutare il magma sottostante.
In un paesaggio di vulcani spenti, il museo emerge senza asprezze dal terreno, per offrire ai visitatori diversi percorsi d’ingresso e di attraversamento.

 

Arch. Elena Valori

Pin It

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.