Architettura contemporanea

La definizione di architettura contemporanea e quella di architettura moderna spesso vengono usate indistintamente dai non addetti ai lavori, dando ad entrambe le definizioni un’accezione di “architettura odierna” ma invece una differenza c’è ed anche sostanziale: le due “architetture” si manifestano in tempi differenti.

L’architettura moderna si identifica con il “Movimento moderno” movimento intercorso tra le due guerre mondiali, anche se oggi si estende fino agli anni Ottanta, anni in cui ha appunto inizio l’architettura contemporanea. Con il passare del tempo, un’architettura attraversa più fasi storiche ed è forse questo che genera un po’ di confusione quando dobbiamo classificarla con uno stile o collocarla in un periodo preciso. Pensate ad esempio alla “Casa sulla cascata di Wright” progettata nel 1935 è considerata un capolavoro “dell’architettura organica”, entrata a pieno titolo tra i capisaldi “dell’architettura moderna”, ma alla fine della sua realizzazione veniva annoverata come una tra le migliori “architetture contemporanee” di quegli anni.

Fatta chiarezza tra le due definizioni possiamo affermare che l’architettura contemporanea ha inizio nella seconda metà degli anni Ottanta, quando la progettazione viene rivoluzionata dall’utilizzo di software specifici per l’architettura che ne hanno modificato per sempre il linguaggio. Il CAD e il BIM, favoriscono la ricerca e la sperimentazione sempre più spinta sulle strutture e sulle forme; insieme all’uso dei materiali classici, come il vetro e l’acciaio lavorati con tecniche innovative, si utilizzano i materiali all’avanguardia come le plastiche e le lavorazioni stampate in 3D che consentono la massima espressione del nuovo linguaggio architettonico contemporaneo.

Acciaio e flessibilità contemporanea

Le potenzialità dell’acciaio e i suoi possibili campi d’impiego si scoprirono alla fine del ‘700 quando ancora si utilizzavano le leghe per la realizzazione delle strutture reticolari delle grandi opere come i ponti, ma a metà del secolo successivo quando si definirono nuovi metodi di calcolo delle strutture con la nascita della scienza delle costruzioni, si capì che l’acciaio poteva essere usato anche per le grandi opere architettoniche e non solo come parte strutturale, ma la materia stessa diventava espressione estetica. Il centro Pompidou di Renzo Piano e Richard Rogers e l’Istituto del Mondo Arabo di J.Nouvel a Parigi, giusto per citare alcune delle grandi opere moderne rendono a pieno il ruolo strutturale ed estetico dell’acciaio. Con l’innovazione tecnologica e la modernizzazione dei vecchi materiali, si riescono a rendere le strutture portanti leggere, flessibili ed eleganti, rimanendo soprattutto sicure; dal punto di vista strutturale l’elasticità di questo materiale lo rende perfetto per la realizzazione di costruzioni in zone sismiche, per edifici la cui progettazione richiede grandi luci libere e per gli edifici multipiano, il campo di applicazione è quindi larghissimo. Ma nell’architettura contemporanea l’acciaio trova grande applicazione anche nei sistemi di facciata, solitamente insieme all’utilizzo del vetro e del legno, basti pensare ad alcune costruzioni di Norman Foster, come l’Hearst Magazine Tower a New York (2006) o il Gherkin di Londra (2004) per la quale sono stati utilizzati 35 km di acciaio e 7429 pannelli di vetro. Parte integrante della filosofia di Foster è l’ecosostenibilità, e forse in molti non sanno che una delle caratteristiche dell’acciaio è quella di essere un materiale sostenibile, di fatti circa il 99% dell’acciaio usato nel settore delle costruzioni proviene da materiale di riciclo.

Londra e Parigi: metropoli contemporanee

Architettura contemporanea Battersea Power Station

Architettura contemporanea Battersea Power Station

Londra

E’ proprio con Norman Foster voluto da Richard Rogers al suo fianco, che riparte Londra agli inizi degli anni duemila per diventare capitale culturale mondiale. Lo studio Foster & Partners progetta nuove zone di città, pedonalizza e crea nuovi sistemi urbani, la pianificazione urbanistica sposta il centro della city verso est e il centro si verticalizza. Una fitta rete viene costituita da architetture puntuali che insieme creano il nuovo sistema urbano. Città trasformata e in trasformazione, Londra richiama a se i nomi più importanti dell’architettura contemporanea: Chipperfield si cimenterà con la ristrutturazione dell’edificio di Saarinen il Grosvenor Square, Herzog & de Meuron realizzeranno a Canary Wharf il loro primo progetto residenziale, Studio BIG di Bjarke Ingels progetta “Malesia Square”, Frank Gehry e Foster & Partners sono chiamati alla realizzazione di “Battersea Power Station” un’ intera area ristrutturata, la vecchia centrale sulle rive del Tamigi torna a vivere tra residenze e distretti commerciali, Stanton Williams e Asif Khan realizzeranno il Museum of London nell’area di West Smithfield. Si prevede entro il 2020 un ennesimo stravolgimento del volto architettonico della city, Londra contemporanea e futuristica.

Parigi

Il volto di Parigi nei secoli è sempre cambiato più per i diversi piani urbanistici che si sono susseguiti che per la creazione di architetture o interventi mirati, e ancora una volta infatti Parigi si appresta a modificare il suo assetto urbanistico almeno nell’area che accoglie la Tour Eiffel. La città si preparerà ad accogliere le Olimpiadi che si svolgeranno nel 2024 con un intervento che si estenderà per un’area di 54 ettari in cui è prevista la realizzazione di un nuovo polmone verde che circonderà la Tour Eiffel la zona più prossima al monumento verrà pedonalizzata e una passeggiata lunga circa 1,6 chilometri sarà il nuovo Rives des Seine.

La paesaggista che ha vinto il bando, Kathryn Gustafson, prevede inoltre un collegamento di manti erbosi che collegherà il Trocadero a Champ-de-Mars e passando sopra la Senna collegherà la parte est e ovest della città. Ma entro il 2020 da parte dell’amministrazione c’è la volontà di recuperare le aree degradate e le stazioni in disuso, ripensando ad una città green che raggiungerà i 100 ettari di vegetazione. L’attenzione di Parigi è anche rivolta alla grande architettura, degli ultimi anni sono infatti alcuni degli interventi più significativi, soprattutto nell’ambito office. Del 2014 sono gli interventi di Frank Gehry e dei MVRDV. L’archistar canadese progetta la sede parigina della Fondazione Louis Vuitton, un intervento integrato nel Jardin d’Acclimatation del Bois de Boulogne, le sue dodici vele in legno lamellare e vetro sono in perfetta armonia con il verde circostante e il bacino artificiale costruito specificatamente per l’occasione. Gehry afferma che il suo è stato prima di tutto un progetto paesaggistico. Un progetto di riqualificazione urbana quello realizzato dal gruppo olandese MVRDV, il complesso di uffici Pushed Slab, sorge su un ex terrapieno ferroviario, un lotto rettangolare stretto e lungo, la lastra infatti riprende la sua forma, le terrazze ricavate dallo sfalsamento dei piani sono collegate da scale interne, l’edificio nella parte centrale si apre dialogando con il prospiciente edificio storico. Questa è la prima architettura nel nuovo quartiere eco-sostenibile di Parigi. Un’ ulteriore dimostrazione questo intervento degli MVRDV di come Parigi stia nuovamente trasformando il suo territorio per diventare una smart city. Una delle architetture contemporanee più recenti è firmata Renzo Piano, nel 2017 si inaugura il nuovo Palazzo di Giustizia, ma il tribunale parigino a causa degli attentati terroristici che hanno colpito Parigi tarderà ad aprire, prima verranno integrati e adeguati i requisiti richiesti dalla sicurezza. L’edificio sorge tra le costruzioni di Clichy-Bartignolles, l’ecoquartiere in fase di realizzazione nella Villa Lumière. Terrazze alberate e verde pensile, serre e giardini di inverno, oltre ai corpi destinati alle mansioni giudiziarie un ristorante di mille metri quadri. La progettazione come ormai tutti gli edifici realizzati da Renzo Piano è all’avanguardia nell’uso delle tecnologie per le comunicazioni ed è super-sostenibile. Parigi si ritroverà alla fine del 2024 una delle città più smart ed ecosostenibili d’Europa.

Architettura contemporanea in Italia: Milano

Architettura contemporanea Citylife Milano

Architettura contemporanea Citylife Milano

La spinta del cambiamento per la città arriva da parte di EXPO che nel 2015 vede Milano protagonista mondiale nel settore agroalimentare e architettonico, chiamando a se più di 20 milioni di visitatori durante tutto il periodo della manifestazione. Dal 2010 la città mette in atto una trasformazione vera e propria, nascono nuovi distretti e sorgono nuove architetture, sembra essere l’unica città italiana che non abbia risentito della crisi di questi anni. Herzog & de Meuron, Zaha Hadid, Libeskind, Isozaki, De Lucchi, PIUARCH, Boeri, OMA, Foster, Cucinella i grandi dell’architettura contemporanea si sono dati appuntamento a Milano. Grandi architetti per grandi trasformazioni, alcune già avvenute, altre in fase di esecuzione altre ancora d’assegnare. Cambia il volto della città meneghina, la città tutta viene interessata da grandi opere e interventi. Citylife con piazza Tre torri e i complessi residenziali, hanno modificato la zona ovest della città, mentre gli interventi in Piazza Gae Aulenti insieme al Bosco Verticale rianimano il quartiere Isola insieme al centro direzionale della Regione Lombardia. Interventi puntuali come il nuovo centro Apple in pieno centro o più defilati in zona Garibaldi come La Fondazione Feltrinelli, restituiscono una Milano in continuo mutamento; la riqualificazione dello Scalo Farini, il Centro direzionale Gruppo Unipol e il completamento della quarta torre a Citylife trasporteranno Milano in un’altra dimensione architettonica, facendo diventare il capoluogo lombardo la capitale dell’architettura contemporanea.

Ma in tutto il mondo abbiamo ottimi esempi di architettura contemporaneafatti di  grattacieli e ville uni o bifamiliari molto particolari e tutti progetti diversi ma tutti accomunati da un’architettura contemporanea: in Spagna, ad esempio dove abbondano gli esempi, in particolare a Barcellona la città del “modernismo catalano” e, ancora, a Rotterdam, la cui icona è il complesso denominato Cube House, a  Copenhagen con l’ampliamento del “The Black Diamond“, a Berlino, citando la Cupola del Reichstag,  a  Monaco con il BMW Welt  a  Tokyo, con l’edificio realizzato da Renzo Piano per la Maison Hermès, a   Los Angeles con il discusso progetto Walt Disney Concert Hall  e  Basilea dove spicca tra tutte Vitra House.

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