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Le Corbusier: Opere e Storia da Marsiglia a Parigi

Le Corbusier, pseudonimo di Charles-Édouard Jeanneret-Gris, è uno dei maggiori esponenti dell’architettura moderna, dell’architettura contemporanea e non solo del XX secolo. Una vita dedicata alla passione per l’architettura e per il design, basti pensare che a soli 15 anni riuscì a vincere il primo premio all’Esposizione delle Arti Decorative di Torino grazie al suo disegno di un orologio da taschino.

Fin da piccolo, il talento principale di questo architetto svizzero fu proprio quello del disegno tecnico, punto di partenza per comprendere al meglio ogni passaggio della creazione di un edificio e non solo.

Le Corbusier è ricordato come maestro del Movimento Moderno, proprio perché capace di influenzare i posteri con le sue opere, aggiunte non a caso nel 2016 e nel 2017 alla lista dei siti Patrimonio dell’Umanità dell’UNESCO. Le Corbusier fu anche fondatore della rivista di arte e architettura francese L’Esprit Nouveau, pubblicata dal 1920 al 1925.

Un grande simbolo dell’amore e del legame con Parigi, dopo il trasferimento dalla Svizzera in città. Il nome scelto per questa rivista di arte era stato coniato da Guillaume Apollinaire nel 1917.

Il nuovo spirito, un termine perfetto per definire il clima artistico di quegli anni a Parigi ma anche per descrivere la tendenza di questo architetto, designer e pittore naturalizzato francese. Un animo creativo capace di dar vita a continue innovazioni, oltre che progettare soluzioni utilizzate ancora oggi.

Dalla famiglia svizzera di orologiai, la vera carriera di Charles-Édouard Jeanneret-Gris ha inizio proprio in Francia. Qui, oltre ai primi lavori di architettura, fonda la famosa rivista di arte e architettura insieme all’amico pittore Amédée Ozenfant. Sarà proprio lui a consigliargli di cambiare nome, uno pseudonimo più semplice da memorizzare.

Così decide di prendere ispirazione dal cognome del nonno materno Lecorbésier, modificato in onore anche di quello del suo maestro, l’architetto svizzero Charles L’Eplattenier. Vediamo da vicino la storia di questo grande artista poliedrico.

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Curiosità

L’architettura è un fatto d’arte, un fenomeno che suscita emozione, al di fuori dei problemi di costruzione, al di là di essi. La Costruzione è per tener su: l’Architettura è per commuovere.

Le Corbusier

Biografia e Pensiero di Le Corbusier

Proviamo a conoscere meglio Le Corbusier. Abbiamo già detto che si tratta di uno pseudonimo per semplificare la pronuncia e la memorizzazione del suo nome anche in Francia. Charles-Édouard Jeanneret-Gris nasce il 6 Ottobre 1887 in Svizzera, a La Chaux-de-Fonds, da una modesta famiglia che abitava in questo piccolo villaggio tra le montagne.

La passione per l’arte che caratterizza questo famoso architetto ha sicuramente delle origini riconducibili anche alla sua famiglia e ai suoi genitori. Nello specifico, sua mamma era una insegnante di pianoforte molto apprezzata mentre suo padre era uno smaltatore di quadranti d’orologio.

L’esperienza che però sicuramente contribuì di più a rendere Charles un amante del paesaggio fu quella di condividere insieme al padre, presidente del Club Alpin, le lunghe passeggiate in montagna tra le gole del Doubs e la catena delle Alpi.

Queste lunghe camminate permisero a Le Corbusier di sviluppare un profondo legame con la natura, che infatti cercherà sempre di rispettare insieme il paesaggio nelle sue opere architettoniche. La natura intorno a noi offre degli ottimi spunti per dar vita a vere e proprie innovazioni.

Il giovane Charles-Édouard, terminati gli studi primari, si iscrisse alla Scuola d’Arte di La Chaux-de-Fonds, creata nell’Ottocento per riuscire a formare orologiai validi e minuziosi. Sembrava quindi predestinato a seguire le orme paterne, in ogni caso questi anni di studio gli permisero di sviluppare una grande attenzione per i dettagli.

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Un insegnante di quella scuola, Charles L’Eplattenier, consapevole della estinzione graduale a cui il settore degli orologiai stava andando incontro, riuscì subito a notare la bravura di Le Corbusier nel disegno tecnico e nella decorazione. Grazie a questo professore, Charles-Édouard inizio ad avvicinarsi alle esperienze artistiche dell’Art Nouveau. Ha inizio così il viaggio di questo artista nel mondo dell’architettura.

Formazione e arrivo a Parigi

Il primo progetto di una casa per Le Corbusier arriva nel 1907, che capisce di dover ancora viaggiare a lungo per affinare le proprie capacità artistiche e non solo. Numerosi furono i viaggi a Vienna, in Italia, in Francia e in Germania, oltre a un ritorno del suo paese natale, considerati parte della sua formazione.

Una delle esperienze più significative di Le Corbusier fu quella presso i fratelli Auguste, Gustave e Claude Perret, pionieri dell’uso del cemento armato in architettura.

Solo nel 1917, il celebre architetto-pittore, viene chiamato a Parigi per alcune commissioni, città in cui trascorrerà numerosi anni della sua vita. Qui deciderà di proseguire la sua professione, lavorando per il governo francese nella costruzione di diversi edifici in calcestruzzo. Parigi si rivelerà patria delle maggiori creazioni, luogo in cui Charles ha la possibilità di fare la maggior parte delle sue esperienze.

Grazie all’amico con cui fondo L’Esprit Nouveau, il pittore Amédée Ozenfant, darà vita allo pseudonimo con cui passerà alla storia. Un nome per ricordare con onore il trisavolo materno e il maestro maestro L’Eplattenier. Firmando le sue lettere informali, inizierà anche a sfruttare l’abbreviazione Le Corbu, simile al suono di “corvo” in francese, motivo per cui iniziò a firmarsi con la sagoma di un piccolo corvo stilizzato.

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La produzione di Le Corbusier continua per parecchi anni, fino al 27 agosto del 1965 all’età di 78 anni. Nonostante le sue condizioni di salute, Charles-Édouard decide di andare per l’ultima volta a nuotare nel mediterraneo, probabilmente desideroso di provare ancora una libertà che solo la sua arte gli aveva regalato.

Le Corbusier: Design e opere

Le opere di Le Corbusier sono numerose, proprio perché decise di dedicarsi anche alla pittura e non sono alla architettura. Charles-Édouard fu infatti anche un grande esponente del razionalismo europeo, capace di dar vita a opere capaci di integrare e unificazione tutte le forme d’arte, dalla pittura, alla scultura, al disegno fino alla progettazione architettonica.

I quadri di Le Corbusier desiderano creare uno spazio equilibrato e ben ordinato, stesse caratteristiche che ritroviamo nell’architettura. Non a caso, come abbiamo già accennato, la formazione di Charles-Édouard Jeanneret-Gris ha un’origine legata al disegno tecnico e alle arti decorative.

Un quadro come la Nature morte à l’Accordéon ci permettono di comprendere il processo creativo dell’artista, stiamo parlando di un’opera che potrebbe apparire anche come non conclusa. La sua preoccupazione non era infatti quella di dar vita a un quadro realista, ogni elemento inserito nel quadro poteva avere anche un significato astratto.

Rientra pienamente nell’ultima fase di sviluppo dell’arte moderna. Una ottima rappresentazione del razionalismo, aperta a diverse interpretazioni a seconda dello spettatore.

  • Forme ben definite
  • dinamicità
  • profonda espressione di movimento
  • colori ben brillanti

corbusier opere

Dietro alla sua carriera da architetto, Le Corbusier continua a sviluppare e coltivare la propria passione pittorica proprio perché la ritiene una crescita artistica completa. La fase di progettazione deve essere fatta su carta, per questo non abbandona mai il disegno tecnico e le arti pittoriche. Ormai l’architettura è divenuta più che altro un impegno lavorativo, in una vita sempre più frenetica per l’artista.

Riuscire a trovare del tempo da dedicare anche alla pittura è un modo per dare libero spazio al proprio animo creativo, senza dover rispettare indicazioni o richieste precise. Senza ombra di dubbio, la voglia di sperimentare nuove correnti arriva anche grazie al contatto con la matrice cubista e con il surrealismo.

corbusier opere
Madame, la table est dressèe (1961)

Strutture famose di Le Corbusier

Quali sono le strutture più famose create da Charles-Édouard Jeanneret-Gris? Stiamo parlando di uno degli architetti più importanti e famosi del Novecento, a cavallo tra architettura moderna e contemporanea. Il potere comunicativo delle sue opere è dettato anche dal suo desiderio di riportare all’interno delle sue creazioni quelle che sono le sue convinzioni estetiche.

Curiosità

Teniamo presente che, in sessanta anni di vita, Le Corbusier riuscì a realizzare settantacinque edifici in dodici nazioni del mondo, quasi cinquanta progetti urbanistici, tra cui il piano di fondazione di Chandigarh, una nuova città e centinaia di progetti non portati a realizzazione.

Quelle che sono le caratteristiche dell’architettura di questo artista sono ben sintetizzate, per la prima volta, nel saggio Verso una architettura del 1923 e poi in vari scritti successivi.

Tra le convinzioni estetiche di Le Corbusier, ritroviamo anche l’attenzione a canoni matematici come nel caso della sezione aurea. Dopo la pubblicazione del testo L’Esthètique di Matila Ghyka nel 1927, l’architetto iniziò a sostenere che la linfa della matematica aveva iniziato a fluire nel suo lavoro artistico.

Unendo interesse per la musica e per la matematica, iniziò una ricerca di una proporzione standardizzata, per poi introdurre un nuovo sistema proporzionale, chiamato Modulor. Una scala umana di armonia, universalmente applicabile, basata anche sulle proporzioni del nostro corpo.

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Villa Savoye a Poissy

Stiamo parlando di una delle strutture di questo più conosciute, situata in un paese non troppo distante da Parigi. Villa Savoye è stata realizzata tra il 1929 e il 1931, si tratta di una perfetta dimostrazione dei principi e delle linee guida dell’architettura moderna, in un periodo in Le Corbusier iniziava a farsi notare.

Di base, l’edificio fu costruito su richiesta di Pierre Savoye ed è considerato il massimo esempio del cubismo architettonico.

ville savoye

Curiosità

Questa villa è stata abbandonata per un periodo molto lungo, prima di essere riaperta al pubblico dopo una serie di lavori di ristrutturazione. Non a caso, dopo il suo completamento, la famiglia committente iniziò a lamentarsi per le infiltrazioni al soffitto, gli spifferi alle finestre e il tremolio dei vetri del lucernario.

La lavorazione del cemento armato permise all’architetto di costruire una serie di pilastri che sollevavano l’intera struttura rispetto al livello del terreno. Il tetto costituisce un vero e proprio giardino, compreso di solarium.

Villa Savoye è stata progettata da Le Courbousier tenendo strettamente conto dei 5 punti dell’architettura moderna che l’autore aveva tracciato e definito alcuni anni prima. L’opera è quindi da intendersi come una perfetta sintesi di quei punti. La residenza consiste in un’abitazione estremamente moderna nei tratti, oltre ad essere un’abitazione di lusso.

La stessa si erge su un ampio prato, con andamento leggermente convesso e a sua volta circondato dal bosco, in una zona distante solo una trentin di chilometri da Parigi. 

Cappella di Notre-Dame du Haut a Ronchamp

La Cappella di Notre-Dame du Haut si trova al confine con la Svizzera ed entra a pieno titolo nella produzione di architettura religiosa di Le Corbusier. La struttura ha linee particolarmente originali, rese possibili anche dall’utilizzo di materiali come il cemento armato.

Nello specifico, la forma del tetto riproduce quella di una vela rovesciata che punta direttamente verso il cielo. Colori neutri e grande leggerezza della struttura, resa possibile dal fatto che il peso della copertura non poggia sui muri, ma sui pilastri.

notre dame le corbusier

La cappella si trova sulla cima di una collina, fra i monti Vosgi. La sua realizzazione strutturale e stilistica è molto complessa, con un tetto scuro e ad angolo acuto, con una sofisticata curvatura; e inoltre tetto che si erge su dei muri che mostrano le proprie concavità e convessità.

I muri sono in pietrisco battuto, con la presenza d’aperture irregolari (come si nota anche dalla foto) e rivestimento in cemento bianco di gunite. Le tre torri a composizione della struttura sono orientate verso direzioni diverse tra loro.  

Curiosità

La piccola cappella, che sorge nei dintorni di Belfort, fu progettata nel 1950 ma realizzata tra il 1954 e il 1955, quando fu benedetta. Ufficialmente, è stata consacrata soltanto nel 2005, molti anni dopo la morte dell’architetto. Oggi è un sito UNESCO Patrimonio dell’Umanità, sede di numerosi pellegrinaggi.

Le Corbusier a Marsiglia: Unité d’Habitation de Marseille

Tra il 1947 e il 1952, a Marsiglia prese vita un progetto di Le Corbusier, noto come la Unité d’Habitation Cité radieuse, perché esposta al sole sia a ovest sia a est. Si tratta di un edificio pensato dall’architetto svizzero come un piccolo quartiere a tutti gli effetti, con abitazioni, negozi e luoghi di aggregazione.

Sarà il primo di altri quattro, identici, successivamente realizzati a Nantes, a Briey, a Firminy e a Berlino. Considerato a lungo come un brutto esempio di architettura moderna, in realtà è un nucleo di vita culturale e sociale, proprio come desiderava il suo costruttore.

le corbusier marsiglia

Anche la caratteristica facciata in cemento è diventata celebre. La Cité radieuse, non a caso, è vista oggi come uno dei migliori esempi di architettura “brutalista”. In che cosa consiste? In un largo utilizzo del beton brut, il cemento a vista, grigio e colorato, volto a evidenziare la struttura e accentuare i volumi.

L’idea, nel dopoguerra, è quella di proporre una massiccia unità abitativa per far fronte alla rapida crescita demografica, con una struttura di ben 18 piani. Così nasce una vera e propria città ideale nel progetto di Le Corbusier, sviluppata verso l’alto. 

Ogni dettaglio, esterno e interno, è pensato seguendo l’unica unità di misura possibile: l’uomo. Il costo degli appartamenti (qui sopra, in foto), ad oggi, si è notevolmente alzato e, nel 2013, inoltre, la terrazza è diventata un museo di arte contemporanea, chiamato MaMo e aperto tutti i giorni.

Pavillon Le Corbusier

Opera precedentemente conosciuta come Centro Le Corbusier – Heidi Weber Museum, situato a Zurigo, in Svizzera. Il Pavillon Le Corbusier è l’unico museo presente in Europa progettato dall’architetto, commissionato nel 1960 dalla collezionista d’arte svizzera Heidi Weber.

Qui la progettazione creativa dell’architetto supera ogni limite, proprio perché finalmente ha la possibilità di dare vita a un edificio espositivo in cui design d’interni, arte, architettura e paesaggio riuscissero a universi per formare un’opera d’arte globale. Questo progetto desidera eliminare tutte le tradizionali differenze tra discipline creative, una vera e propria missione per Charles.

pavillon le corbusier

L’edificio è posto in una cornice molto pittoresca, in riva al lago di Zurigo. Si tratta dell’ultima creazione del maestro Le Corbusier, ed è la sua unica realizzazione interamente in vetro e acciaio. Rappresenta dunque una nota d’estrema particolarità, non solamente nell’architettura, ma altresì nelle realizzazioni dell’architetto svizzero-francese che ha rivoluzionato l’architettura moderna.

Per Le Corbusier infatti, il cemento era un vero e proprio strumento per la realizzazione delle opere, molto più di un mero materiale da costruzione, e il fatto che se ne sia discostato con Le Pavillon Le Corbusier lascia spazio al lancio di una nuova tendenza. 

L’opera medesima ha rappresentato, per l’autore, la trasposizione nella realtà della propria visione di sintesi tra vita, architettura e arte. Il padiglione espositivo segue l’andamento del sistema Modulor, ossia la scala di proporzioni sviluppata da Le Corbusier in relazione alle misure dell’uomo. 

Curiosità

In questo museo ha anche la possibilità di utilizzare e sperimentare nuovi materiali, come nel caso dell’acciaio. La scelta usare questo materiale è legata alla forma dell’edificio, che è caratterizzato da un grande tetto indipendente con una serie di volumi disposti su tre livelli.

Uno stile minimal caratterizza anche gli interni della struttura, oggi ancora utilizzata per ospitare esibizioni temporanee.

Chandigarh

Una città utopica, ideata a partire dal 1951, anno in cui il primo ministro indiano Jawaharlal Nehru invita l’architetto Le Corbusier a progettare da zero la capitale del Punjab. Stiamo parlando di una città modernista, pensata per rompere i legami con il passato coloniale del Paese. L’obiettivo era quindi quello di creare una città moderna, una rinascita totale rispetto al passato.

Si tratta di un progetto unico nel suo genere, situato tra le colline dell’Himalaya, nell’India nord-occidentale. Chandigarh nasce dopo che la guerra indo-pakistana del 1947–1948, dopo la divisione dello stato indiano del Punjab, lasciando l’ex capitale Lahore in territorio pakistano.

chandiharg

Curiosità

Un progetto di enormi dimensioni, capace di dare spazio alla capacità di progettazione creativa dell’architetto. I 56 settori della città sono connessi tra loro e sono stati progettati come piccoli quartieri autonomi con negozi, scuole e spazi per il tempo libero. Non solo, per rendere meno pesante l’effetto degli edifici in cemento, anche i dintorni sono verdi, con parchi e viali alberati.

Del resto, l’intera realizzazione era stata intesa come una “città giardino” vera e propria, idea proposta dall’architetto alle istituzioni locali, che accettarono. L’ispirazione era sulla base delle ville coloniali realizzate dagli inglesi, idea trasposta in una concezione addirittura di città.

Sono presenti, a costituzione della sua splendida cornice, estesi viali alberati e ombreggiati, così come ampi parchi aperti. Il progetto ha incluso anche City Beautiful, il roseto ideato da Manmohan Nath Sharma. E poi Leisure Valley, la cintura verde progettata sempre da Le Corbusier, ad attraversamento della città.

Altre realizzazioni di Le Corbusier sono il lago Sukhna, grande specchio d’acqua artificiale, e Rock Garden, situato affianco. Quest’ultimo un vasto e suggestivo giardino roccioso.

Le Corbusier e la città d’argento

La divisione degli spazi qui giunge a chiudere definitivamente il divario tra uomo e costruzione: la città segue la pianta di un corpo umano.

  • Gli edifici governativi e amministrativi nella testa
  • le strutture produttive e industriali nelle viscere
  • alla periferia del tronco gli edifici residenziali, vere e proprie isole autonome immerse nel verde

Si concretizza anche la sua grande innovazione del sistema viario, con la separazione delle strade dedicate ai pedoni e quelle dedicate al solo traffico automobilistico. Ogni isolato è circondato da una strada a scorrimento veloce che sbocca nei grandi parcheggi; un’altra strada risale tutto il ‘corpo’ della città fino al Campidoglio ospitando ai lati gli edifici degli affari.

Una grande arteria pedonale ha alle sue ali negozi della tradizione indiana, con in più due strade laterali automobilistiche a scorrimento lento; una grande strada, infine, giunge fino a Delhi.

La città di Chandigarh fonde tutti gli studi architettonici compiuti da Le Corbusier nei suoi viaggi giovanili per l’Europa e le sue innovazioni del cemento e della città a misura d’uomo. Simbolico il monumento centrale della città, una grande mano tesa verso il cielo, la mano dell’uomo del Modulor,

«una mano aperta per ricevere e donare»

Oggi conta 650mila abitanti, al tempo ne aveva 150mila. All’interno di questa griglia urbanistica concepita per potersi espandere, come poi è successo, secondo le necessità:

  • i polmoni sono i parchi verdi che forniscono ossigeno
  • le vene e le arterie sono l’ordinatissimo sistema di grandi viali che garantiscono il fluire della circolazione secondo un razionale schema viario reticolare gerarchico nel quale i percorsi automobilistici e quelli pedonali sono separati.
Curiosità

Si dice che per disegnare la struttura organica e funzionale di Chandigarh Le Corbusier avesse preso a modello gli Champs-Elysées del barone Eugène Haussmann, prefetto della Senna, l’Acropoli di Atene e il Campidoglio di Roma, che visitò tra il 1906 e il 1914 in un Grand Tour di studi dell’architettura classica.

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Le Corbusier: Stile

Lo stile di Le Corbusier è unico al mondo, proprio per questo viene ricordato come uno dei massimi esponenti del Movimento Moderno. Il suo obiettivo era proprio quello di sperimentare, con forme e materiali innovativi. Forme ben definite, spazi più leggeri possibile così come interni aperti. Lo scopo è quello di dare vita a strutture rispettose dello spazio circostante, ben adattate anche alla natura che le circonda.

5 punti dell’architettura di Le Corbusier

Più nello specifico, i capisaldi del pensiero di Le Corbusier si riassumono nei cinque principi della nuova architettura, pubblicati in uno dei suoi scritti nel 1927. Lo stile di questo architetto è determinato da:

  • I Pilotis, cioè un reticolato di colonne che sostituisce i muri portanti, che permette agli architetti di sfruttare al massimo lo spazio orizzontale del pavimento e che rende più leggera la struttura.
  • Finestre a nastro, cioè create a partire da muri non portanti. In ogni caso, riescono a garantire il giusto apporto di luce alla casa e a mantenere una bellissima vista panoramica.
  • Plan libre, cioè una pianta dell’edificio libera e flessibile, capace di adattarsi agli stili più diversi. Anche in questo caso, l’assenza di muri portanti riesce a rendere più dinamico il progetto.
  • Tetto-giardino, come ritroviamo anche nella Villa Savoye. Il tetto piano deve essere ricoperto di vegetazione, capace di mantenere un livello costante di umidità e di regolare la temperatura all’interno della struttura.
  • Facciata libera, con sezioni aperte e chiuse. Questa soluzione permetta alla facciata di collegare o separare gli elementi di design interni ed esterni.

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La sedia di Le Corbusier: Chaise-Longue

La chaise-longue è la sedia di Le Corbusier, emblema del relax e diventata un vero e proprio simbolo del design, dagli anni venti del Novecento ad oggi. La chaise-longue è una delle tante opere di Le Corbusier che hanno scritto la storia del design di interni e sono tutt’oggi utilizzate e apprezzate. 

La sedia nasce col nome specifico di Chaise Longue LC4, da parte di progettisti del calibro di Le Corbusier, Pierre Jeanneret e Charlotte Perriand. Ancora oggi è uno degli arredi più amati di tutti i tempi che unisce la purezza delle forme alla funzionalità: l’obiettivo principale era, infatti, di garantire il relax dell’uomo. Difatti è anche conosciuta come una vera e propria “macchina per riposare“.

Le Corbusier: Citazioni Famose

Una delle citazioni più famose di Le Corbusier riesce a farci comprendere il significato dell’architettura per l’artista:

L’architettura è il gioco sapiente, corretto e magnifico dei volumi raggruppati sotto la luce. I nostri occhi sono fatti per vedere le forme nella luce: l’ombra e la luce rivelano queste forme; i cubi, i coni, le sfere, i cilindri e le piramidi sono le grandi forme primarie… La loro immagine ci appare netta… E senza ambiguità.

Charles non dimenticò mai di unire funzionalità alla sperimentazione delle forme, l’obiettivo era proprio quello di donare un nuovo significato a volumi conosciuti, giocando con luci e colori. Le Corbusier si sentiva artista a tutto tondo, proprio per questo decise di dedicarsi all’architettura ma allo stesso tempo anche alla pittura, al design e alle arti decorative.

Questi frammenti di elementi naturali, pezzetti di pietra, fossili, schegge di legno, cose martirizzate dagli elementi, raccattate lungo il bordo del mare, che esprimono leggi fisiche, l’usura, l’erosione, lo scoppio, ecc., non solo hanno qualità scultoree, ma anche uno straordinario potenziale poetico. 

Un sapiente letterato capace di unire frammenti per dar vita a un’opera unica nel suo genere.

Una citazione che abbiamo già riportato all’inizio di questo articolo riesce a farci capire il desiderio di questo massimo esponente del Modernismo.

L’architettura è un fatto d’arte, un fenomeno che suscita emozione, al di fuori dei problemi di costruzione e al di là di essi. La costruzione è per tener su, l’architettura è per commuovere. Alloggiare? Vuol dire abitare, saper abitare. L’alloggio è lo specchio della coscienza di un popolo. Saper abitare è il grande problema, e alla gente nessuno lo insegna. 

Non semplicemente costruire qualcosa di nuovo, ma saper dare ascolto alla natura e al desiderio umano. Ogni casa è specchio della nostra anima e della nostra coscienza, questo rivoluziona ogni cosa.

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