triennale di milano

Triennale Milano: Storia e Struttura di una Istituzione 

Triennale Milano, istituzione internazionale della cultura e dell’arte contemporanea. La sede, a Milano, è il Palazzo dell’Arte, costruito nel 1933 dall’architetto Giovanni Muzio e donato dalla famiglia Bernocchi. La Triennale si trova a due passi dal Castello Sforzesco, in un luogo nato per ospitare le Esposizioni internazionali delle Arti decorative e industriali moderne e dell’Architettura moderna, che si svolgevano ogni tre anni. La storia di questo luogo ha inizio nel 1923, quando viene fondata a Monza la prima Triennale Milano, in occasione della I Biennale delle arti decorative dell’ISIA di Monza ad opera di Guido Marangoni.

Il trasferimento a Milano avviene nel 1933, a conclusione del Palazzo dell’Arte. Parliamo di istituzione della cultura proprio perchè nata con l’obiettivo di raccontare la complessità del contemporaneo, utilizzando linguaggi differenti. Dentro a questa esposizione, troviamo infatti declinazioni diverse di design, architettura, arti visive, sceniche e performative. Dopo la fine della Prima Guerra Mondiale, il desiderio era proprio quello di riscoprire la progettazione ed espressione creativa.

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Il contesto storico, come ci insegna anche l’arte moderna, ha un ruolo di centrale importanza. Fin dall’inizio, infatti, arte e cultura hanno accompagnato l’uomo in un costante processo di evoluzione. Basti pensare che, proprio all’interno della Triennale, si è assistito alla nascita del design italiano, associato al Made in Italy e al rapido sviluppo industriale del paese. Seguendo le differenti trasformazioni sociali, come all’interno di un laboratorio sperimentale, abbiamo ancora oggi l’opportunità di osservare il mondo in cui viviamo, cambiando prospettiva. Ad esempio, Broken Nature nel 2019 raccontava il fragile equilibrio tra uomo e natura.

Curiosità

Ci troviamo in un momento in cui una comunicazione aperta e onesta non solo è necessaria, ma è rivoluzionaria. Quando i governi e la politica sembrano non riuscire più a rispondere ad alcuni bisogni fondamentali della società, siamo spinti a guardare ad altri luoghi, come le istituzioni culturali e creative, per facilitare il confronto e il dialogo. La mia visione è quella di riportare la Triennale alle sue origini, a essere un luogo in cui vengono considerati punti di vista diversi e vengono discussi argomenti controversi

Stefano Boeri, Presidente

Storia della Triennale Milano

La storia della Triennale di Milano ha inizio dopo la Prima Guerra Mondiale, nel 1923: durante questo anno, il nostro paese conosce un grande impulso dal punto di vista architettonico e di design. Questo grazie anche alle riviste di architettura che, tra gli anni Venti e Trenta, propongono un’ampia informazione sul tema. A Monza, nel 23, ha inizio la prima Esposizione Internazionale delle Arti Decorative. A differenze delle belle arti, quelle decorative non nascono con uno scopo puramente contemplativo: l’obiettivo è anche creare qualcosa di utile, come insegna la storia del Design.

Questa manifestazione si svolgeva con cadenza biennale nel parco della Villa Reale di Monza, con lo scopo di creare un dialogo tra industria, arte e società. Fino a quel momento, l’arte è stata sempre considerata come fine a sè stessa; in altre parole, qualcosa di bello solo da vedere. Nel dopoguerra, nasce una nuova forma di benessere che consente anche di dedicare tempo e spazio alla progettazione creativa.

Non a caso, la Triennale nasce come esposizione ed espressione di una evoluzione sociale, sotto ogni aspetto. Dopo la donazione da parte della famiglia Bernocchi, finalmente il Palazzo dell’Arte esaudisce il desiderio di Giovanni Muzio. Questo edificio modulare ed estremamente versatile, fin da subito si era pensato come sede del progetto. Con l’inizio della direzione di Piero Bottoni, inizia uno dei periodi più floridi. Basti pensare che, in occasione dell’edizione della Triennale del 1947, si inizia la costruzione a Milano del QT8, Quartiere Triennale Ottava. Dell’edizione del 1951, inoltre, si vede la partecipazione di artisti del calibro di Picasso, Mirò e Fontana. Da lì, da Vico Magistretti a Castiglioni e Gio Ponti, questo luogo ospiterà le più grandi menti del suo tempo.

triennale milano

Esposizioni Internazionali

Dopo la XXII Esposizione Internazionale, iniziata nel 2019 e dedicata allo studio dei legami che uniscono gli uomini all’ambiente naturale, ormai profondamente compromessi, nel 2022 avrà inizio la XXIII Esposizione Internazionale. Il titolo di questa nuova esposizione è Unknown Unknowns. An Introduction to Mysteries. L’inizio è fissato al 15 Luglio e, fino all’11 Dicembre 2022, saranno diversi i progetti esposti.

Come Stefano Boeri spiega alla presentazione tematica dell’esposizione:

La pluralità di punti di vista della XXIII Esposizione Internazionale ci permetterà di allargare lo sguardo su quello che ancora non sappiamo di non sapere. In un momento drammatico e complesso come quello che stiamo vivendo, crediamo che sia più importante che mai preservare e valorizzare lo scambio di idee, esperienze e riflessioni tra paesi e culture diversi.

Come il titolo lascia ben intendere, al centro di questa nuova esposizione cioè l’interesse per l’ignoto, tutto ciò che ancora non conosciamo. L’ottica però non è quella di un uomo che deve per forza conoscere ogni aspetto della realtà, oltrepassando ogni tipo di limite. L’obiettivo è quello di indagine disinteressata dell’universo e della materia oscura, dal fondo degli oceani all’origine della nostra coscienza. L’ignoto non è qualcosa di spaventoso ma una vera e propria dimensione in cui vivere. Tutto ciò che non conosciamo non è per forza nostro nemico, ma espressione della vastità di cose che sfugge alla nostra consapevolezza. 
La mostra tematica, curata da Ersilia Vaudo (astrofisica e chief diversity officer dell’Agenzia spaziale europea), è il fulcro e cuore pulsante della 23ª Esposizione Internazionale. L’interno progetto è pensate come uno spazio di dibattito e confronto aperto, dove possano comunicare tra loro esperienze, culture e prospettive differenti. 
 
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Come Organizzare la Visita

Organizzare la propria visita in Triennale è davvero molto semplice, oltre che del tutto pianificabile online. Prima dell’inizio di una Esposizione Internazionale, per esempio durante il mese di giugno 2022, tutto è concentrato e focalizzato sulla sua preparazione. Questo è il link, direttamente sul sito, dal quale acquistare i biglietti per mostre ed esibizioni. Oltre all’acquisto online, è bene tenere a mente che alcune tipologie di biglietti sono acquistabili soltanto in cassa. Per esempio, il biglietto unico per tutte le mostre si può acquistare solo in cassa ed è valido nella giornata di emissione. In ogni caso, la biglietteria è aperta da martedì a domenica dalle 11.00 alle 19.00. 

Il numero da chiamare per mettersi in contatto direttamente con la Triennale è +39 02 72434 208, mentre i biglietti possono essere acquistati anche tramite il Call Center di Vivaticket al numero 892 234. Qui sotto è possibile avere un prospetto dei prezzi.

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Oltre all’ingresso semplice, la Triennale di Milano offre anche la possibilità di visite guidate. Qui il link a cui prenotarle, con un aggiunta sul prezzo del biglietto di 5 euro. Chi si occupa di queste visite sono mediatori culturali e il numero massimo per gruppo è di 25 persone. 

In Viale Alemagna 6 a Milano, la Triennale è molto facile da raggiungere. Con la metropolitana rossa e verde, possiamo raggiungere il museo a piedi scendendo alla fermata Cadorna – Triennale. La linea 61 dei bus effettua la fermata Triennale, mentre i treni da Saronno, Malpensa e non solo, fermano alla Stazione di Milano Cadorna. Anche in bicicletta, il punto di riferimento è la stazione 33 con BikeMi.

Curiosità

Da tenere a mente anche il Triennale Design Museum (TDM), un museo sempre all’interno del Palazzo dell’Arte e fondato nel 2007. L’obiettivo è valorizzare, conservare, illustrare e spiegare il design italiano con oggetti, persone, aziende, informazioni storiche, concetti e idee che hanno reso l’Italia punto di riferimento mondiale nel design industriale.

Ristorante e Giardini della Triennale Milano 

Partendo dal ristorante della Triennale di Milano, la location è mozzafiato perchè offre una vista della città da una delle terrazze milanesi più belle. Da Dicembre 2021, la terrazza è chiusa per lavori di ristrutturazione ma si prevede una riapertura a breve. Lo chef che gestisce la cucina di Terrazza Triennale – Osteria con Vista è Stefano Cerveni, particolarmente attento alla scelta di ingredienti di alto livello. La terrazza è stata allestita con una vera e propria serra trasparente sopra al parco Sempione, con la possibilità di ammirare tutto lo skyline milanese. Numero e mail, dopo la riapertura, sono +39 02 36644340 e [email protected].

  • Per proseguire la propria visita a Milano, consigliamo di leggere anche il nostro articolo dedicato alla Fondazione Prada

fontana triennale milanoConcludiamo questo articolo dedicato a una delle istituzioni dell’arte e del design nazionale internazionale parlando dei giardini della Triennale Milano. Dedicato a Giancarlo De Carlo, architetto e urbanista morto a Milano nel 2005, al suo interno sono contenute opere di grandi artisti del ‘900 come Giorgio De Chirico, Gaetano Pesce, Ettore Sottsass e Alessandro Mendini. 

Una delle opere più amate dentro i giardini della triennale è la fontana Bagni Misteriosi di De Chirico, qui a lato in foto. Una vera e propria esplosione di colori: non a caso, le tonalità vivaci e intense prendono ispirazione dai ricordi d’infanzia dell’artista a Volos, in Grecia. Parliamo di una vera e propria vasca dalla forma sinuosa, all’interno della quale spuntano due nuotatori, un trampolino, una palla, una cabina, un cigno, un pesce e una fonte. 

Vedendo un ospite che attraversava una stanza riflettersi nello specchiante impiantito di parquet lucidato a cera, ebbi l’impressione che egli potesse affondarvi, come in una piscina, che vi si potesse muovere e addirittura nuotare. Così immaginai delle strane piscine con uomini immersi in quella specie di acqua-parquet, che si muovevano, giocavano e a volte si fermavano per conversare con altri uomini che stavano fuori dalla piscina-pavimento.

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