design cos'è

Cos’è il Design? Storia, design di interni con esempi

Design, un termine tanto conosciuto ma di cui pochi conoscono la storia e il reale significato. Partiamo dalla etimologia della parola, usata in inglese per indicare la fase di progettazione ma anche proposito, scopo piuttosto che ideazione. A differenza di quello che si crede comunemente, il design entra a far parte della storia dell’uomo fin dai tempi più primordiali. Basti pensare all’invenzione della ruota da parte del popolo sumero piuttosto che delle prime trappole per catturare più facilmente le prede: l’obiettivo era trovare una soluzione efficace a un problema

Come ogni evoluzione che si rispetti, anche il processo di cambiamento del design attraversa fasi differenti. Durante il 1500, in epoca rinascimentale, le Accademia arrivano a dividere il momento creativo da quello esecutivo. Il primo spettava ad artisti e scultori, capaci di creare magnifiche opere decorative con tecniche diverse. La seconda parte, quella più esecutiva, toccava agli artigiani, una categoria a lungo ignorata e disprezzata. Solo con la Rivoluzione Industriale l’approccio all’unione tra arte e tecnica cambierà per sempre.

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Progettazione della lampada ad arco di Achille Castiglioni.

La storia del design insegna l’importanza di fare la differenza, a partire dalla difficoltà di trovare una definizione unica del termine. Il design riesce a disegnare e, allo stesso tempo, a raccontare il mondo materiale attraverso approcci differenti. Noi ci definiamo anche attraverso gli oggetti che fanno parte della nostra quotidianità. Modificare un materiale, adattandosi alle nuove tecnologie e alle diverse tecniche di lavorazione, parla di noi. In questo articolo approfondiremo cos’è il design, come è cambiato nel corso del tempo e quali sono le creazioni più famose.

Basti pensare, ad esempio, alla mascherina, oggi parte indissolubile del nostro modo di relazionarci con gli altri, certamente una difesa fondamentale nei riguardi del contagio ma, nello stesso tempo, un’interfaccia per comunicare al mondo «chi siamo».

Emanuele Quinz, Contro l’oggetto. Conversazioni sul design.

Cos’è il Design?

Dare una definizione unica e precisa al termine design non è un’impresa facile. Questo perchè ha assunto significati diversi nel corso del tempo, diventando spesso un concetto soggettivo. Oltre al significato letterale, connesso al concetto di disegno e di analisi, il design indica la progettazione di un oggetto, che desidera sintetizzare e unire sia la funzionalità che l’estetica. Il termine design viene, per la prima volta, usato da Henry Cole, teorico del design industriale, verso la metà del 1800. Coll era prima di tutto un imprenditore, promotore di diversi progetti a favore dell’affermazione del design. Pubblicò per 3 anni il Journal of Design, convinto che il compito del designer fosse quello di unire l’arte con la progettazione e l’ingegneria. 

storia del design

Il design, da questo punto di vista, iniziò ad essere definito come sintesi, a partire dalla prima esposizione universale in Inghilterra nel 1851. Non solo funzionalità, ergonomia ma anche sicurezza e studio della bellezza. Per comprendere l’importanza di questa prospettiva, che può sembrare scontata al giorno d’oggi, è necessario tornare all’origine del fenomeno.

Di design si inizia a parlare, anche se con una accezione lievemente diversa da quella attuale, durante la Rivoluzione Industriale. Le macchine, che da manuali diventano industriali, iniziano ad essere progettate avendo come scopo funzionalità ed efficienza. Anche la produzione in ceramica di Wedgwood ebbe un ruolo centrale. Questo imprenditore figlio di ceramisti iniziò ad essere sempre più attento alla qualità estetica dei suoi manufatti. Capì subito che l’arte potesse giocare un ruolo importante nell’attività industriale. Per questo motivo, si appoggiò a celebri disegnatori chiedendo loro di recarsi in Italia per studiare i disegni dei classici antichi, per poi riprodurli sulla ceramica. Il design, da qui, inizia a sintetizzare una forma dell’oggetto capace di rispondere a specifiche caratteristiche.

Storia del Design

La storia del design testimonia la complessità di questa disciplina di studio, che ha subito numerose evoluzioni nel corso del tempo. Come abbiamo già accennato nell’introduzione di questo articolo, il senso del design e della progettazione è insito nella storia dell’uomo. Basti pensare a quando l’uomo primitivo ha creato la ruota oppure le trappole, usate per catturare le prede. Fin da allora, abbiamo dimostrato una naturale tendenza ad applicare il concetto di design, cioè trovare una risoluzione pratica ad un problema. L’evoluzione della capacità umana di progettare ha continuato ad evolversi, anche durante il Rinascimento con la suddivisione tra arte e artigianato, considerato di secondo livello. 

Gli anni della Rivoluzione Industriale hanno costituito una vera e propria rivoluzione. Stiamo parlando del periodo in cui nasce, in Inghilterra, la tecnologia moderna, grazie ad alcune invenzioni molto importanti. La cultura del design nasce proprio in questo clima. Oltre alla sperimentazione di nuovi materiali e texture, le macchine diventano da manuali a industriali, dunque lo scopo della fase di progettazione diventa funzionalità ed efficienza. Questo vale anche per l’oggettistica casa, che vuole raccontare qualcosa di noi e della nostra storia. 

Dall’Art Decò ad oggi

Sempre focalizzandoli su qualità, funzionalità e armonia, nel 1925 a Parigi ha inizio l’Exposition des Arts Decoratifs. Da qui, nasce il fenomeno dell’Art Decò, influenzato dall’esperienza del Wiener Werkstätte, un laboratorio artistico tedesco.

storia del design

In contrapposizione al funzionalismo, l’Art Decò considera l’uso dell’ornamento come una nuova fase della storia dell’arte decorativa. Lontano dalla produzione industriale, questo fenomeno riporta l’attenzione soprattutto sulla creazione di pezzi unici, e avrà una influenza decisiva sullo styling e lo streamlining. Stiamo parlando di due principi che caratterizzarono l’opera della prima generazione di designers americani. Da una parte, lo Streamlining rifiuta i rigidi parametri del design razionalista con poche decorazioni mentre lo styling media tra l’interesse dell’industria e quello del pubblico. 

Questo primo capitolo della storia del design, uno dei più significativi, è fondato sulla ricerca di forme aerodinamiche e accattivanti, nate dal culto futurista della velocità e da quello per la modernità. Le linee degli oggetti esaltano l’immagine del movimento. A partire dal 1930, grazie alle Esposizioni Triennali milanesi, anche l’Italia compete con il movimento moderno internazionale. Vico Magistretti è uno dei designer più conosciuti al mondo, con le sue lampade di design e sedie di design.

Ad oggi, il design ha superato il binomio forma-funzione: la tendenza è di espandersi virtualmente, anche al di fuori dello spazio reale.

Design di interni

Il design di interni si focalizza sulla relazione tra gli individui e lo spazio interno, di un ambiente pubblico o privato. La continua e veloce evoluzione dei modi del vivere contemporaneo richiede la progettazione di spazi per attività in continuo  cambiamento. Lo scopo è proprio quello di entrare in armonia con chi lo spazio lo abita o lo frequenta: allestimento, sistemi di arredo ma anche luce, colori e comfort ambientale a tutto tondo. Il design di interni si occupa proprio di considerare l’edificio come involucro da arredare. Anche il design per bambini inizia a offrire un sacco di possibilità creative e originali. 

Al fianco del percorso di evoluzione del design, anche l’interior design è cambiato nel corso del tempo, seguendo tendenze che hanno segnato la storia delle nostre case in modo ciclico. L’interno di un ambiente rispecchia chi lo abita, anche partendo dal periodo storico. Lo sguardo positivo nei confronti del progresso arriva proprio con l’Art Decò, che ha il suo massimo sviluppo nel 1925. La celebre Esposizione Internazionale di Arti Decorative e Industriali Moderne di Parigi, riscopre geometrie e simmetrie oltre che i materiali futuristici. L’Art Nouveau, anche detta Liberty, si trova agli antipodi con il focus sulle forme ornamentali e dinamiche. Anche in questo periodo, gli interni delle abitazioni cambiano, dando importanza alla elegante stilizzazione della natura, contrapponendosi alla modernità con uno stile più romantico e sognante. 

design di interni

Bauhaus e anni 2000

Un altro evento che ha segnato la storia del design d’interni è la fondazione dell’Istituto di Istruzione Artistica Bauhaus, in Germania nel 1919. L’architetto Walter Gropius porta qui dentro la sua idea di artigiano, inteso come colui che ricerca la forma estetica attraverso la funzionalità pratica. A partire da tutto ciò che l’industrializzazione, in quel periodo, stava sperimentando in termini di tecniche e materiali, la visione di Gropius inizia a diffondersi. Lo scopo era ripensare agli spazi interni con gusto e praticità. 

Dopo gli anni 50, inizia una continua scoperta di stili e caratteristiche diverse per l’interior design. Dal gusto moderno e positivo, colorato e divertente, fino al minimalismo votato al less is more e al decluttering degli anni 60. La crescente attenzione alla natura e all’ambiente degli anni 70, insieme al post-modernismo creativo degli anni 80, arriva fino al secolo corrente. I progetti di interni sono sempre più sartorializzati e fatti su misura, seguendo la tendenza contemporanea. 

Esempi di mobili e fattori di Design

Quando un mobile può essere considerato di design e quali sono i fattori che lo definiscono? Partiamo dal presupposto che, se non serve e se non è utile, allora non può essere definito di design. 

  • Un mobile di design o un complemento di arredo deve portare a un miglioramento funzionale, rispetto all’oggetto originario. Per esempio, una sedia di design deve essere ergonomica, comoda, facile da pulire e funzionale. 
  • Tra i fattori di design, troviamo anche la riproduzione di linee e forme di tendenza. Non per forza la moda del momento, ma senza dubbio la tendenza di design del periodo storico. Vista la propensione a creare un ambiente fatto su misura, il complemento di design deve creare un fil rouge con il resto della casa. 
  • Se parliamo di design industriale, gli oggetti sono prodotti in serie e a un prezzo più accessibile. Per esempio, la Masters Chair di Kartell, prodotta in colori e modelli differenti. Nel caso di pezzi unici, parliamo di oggetti disegnati da grandi designer e prodotti solo in pochi esemplari, ad un costo molto elevato. 
  • Rapporto tra materiale usato e qualità. In termini di costruzione, è importante anche considerare quali tecniche e quali materiali sono stati utilizzati. 
  • Il design non è arte perchè dev’essere oggettivo, non sottoposto a una interpretazione soggettiva. Possiamo posizionare dove vogliamo il mobile di design ma la sua funzionalità dev’essere obiettiva. 
  • Focus sull’intera esperienza dell’utente e sulla qualità di questa interazione. Partendo dall’analisi dei bisogni, delle capacità e dei comportamenti umani, si deve plasmare attorno a essi la progettazione e la realizzazione del prodotto.

Vediamo adesso alcuni esempi di icone senza tempo del design, di interni e non solo. Stiamo parlando di complementi che hanno il magico potere di trasformare una stanza, soltanto grazie alla loro presenza. Oltre al gusto estetico, l’obiettivo è migliorare la qualità di vita e renderla più funzionale.

Mobili di design

Partiamo dal Tulip di Knoll, un prodotto progettato dall’architetto finlandese-americano Eero Saarinen. Stiamo parlando di un tavolo, nato dalla fusione degli elementi strutturali in un’unica forma organica. Prodotto a partire dal 1956 da Knoll, il tavolo Tulip è nato per sposarsi con la sedia omonima, caratterizzati da sinuosità e ordine formale. Simile alla forma di un tulipano, questo tavolo è uno dei primi oggetti di design realizzati in plastica stampata. La fusione di alluminio è usata invece per la base, poiché il materiale plastico in una tale forma non era sufficientemente resistente per reggere un piano d’appoggio. Funzionalità, eleganza e comodità.

La seduta Nemo di Driade è una poltrona disegnata da Fabio Novembre, designer creativo e oggi direttore creativo del brand. Si tratta di una poltrona-scultura, capace di unire il design all’arte contemporanea. Può essere usata come seduta imponente ma, in realtà, anche esposta come vera e propria opera d’arte in casa o in giardino, aggiungendo un tocco elegante ed eclettico. Creazione ispirata alla cultura greca, prodotta in colori diversi a favore dell’inclusività, Nemo non rinuncia alla comodità. Lo schienale della poltrona riprende, come fosse una maschera, i lineamenti di un volto umano in una posa fissa e senza espressione. Questa maschera nasconde al suo interno una seduta, un angolo dove nascondersi e dove rifugiarsi.

mobili di design

Arriviamo a Bookworm, una libreria flessibile oltre che un’icona di design, nata dall’unione della creatività di un artista come Ron Arad e la tecnologia di Kartell. Prodotto conosciuto e comprato in tutto il mondo, Bookworm nasce in acciaio ma, nel 1994, è prodotta in serie limitata in tecnopolimero. Grazie alla sua resistenza e flessibilità, corrisponde ai canoni e ai fattori che devono contraddistinguere un mobile di design. Richiamando la coda di un topolino di biblioteca, questa libreria nasce dall’idea di creare qualcosa di diverso da una serie di piani orizzontali, personalizzabile. 

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