vico magistretti

Vico Magistretti designer: Biografia, opere più importanti e citazioni

Vico Magistretti, architetto, urbanista e designer nato a Milano ma conosciuto in tutto il mondo. Riprendendo una usanza tipicamente lombarda e milanese, Ludovica Magistretti diventa per tutti il Vico già agli albori della sua carriera. Questo particolare rinforza la sua origine, grazie a quell’articolo determinativo davanti al nome. In questo articolo cercheremo di raccontare la storia, le opere e la carriera di un luminare nell’architettura moderna, nato il 6 Ottobre 1920 ma estremamente lungimirante. Una delle sue peculiarità era proprio la capacità di vedere in ogni oggetto e in ogni situazione il potenziale per una grande opera di design.

Nella storia del design italiano ha lasciato, senza ombra di dubbio, una impronta indelebile, capace di ispirare e influenzare artisti anche al giorno d’oggi. Nonostante le difficoltà dell’epoca in cui visse Vico Magistretti, rimase sempre uno spirito libero da cui apprendere la capacità di guardare sempre al mondo in modo curioso.

vico magistretti

Particolare importante della sua storia, anche per comprendere al meglio il personaggio, è sapere che, durante il servizio di leva, fu costretto ad allontanarsi da Milano e dall’Italia, anche per evitare la deportazione in Germania. Decise di trasferirsi in Svizzera, per non rinunciare ai suoi studi e per riuscire a seguire alcuni corsi accademici presso il Champ Universitaire Italien di Losanna, istituito nella università del posto.

Proprio qui, come vedremo meglio nei prossimi paragrafi, farà un incontro essenziale per la sua vita e per la sua carriera. Ernesto Nathan Rogers, fondatore dello studio BBPR, rifugiato anche lui in Svizzera per colpa delle leggi razziali, sarà un vero e proprio mentore per Vico Magistretti. Alla luce della sua carriera e del suo percorso, questo sarà un incontro chiave per la formazione intellettuale e professionale di Magistretti. In lui, non a caso, riconosce il proprio maestro. Vediamo meglio la biografia, le opere più importanti e la carriera di Magistretti.

Curiosità

Design è anche guardare gli oggetti di tutti i giorni con occhio curioso.

Vico Magistretti

Vico Magistretti designer: Biografia

La storia di Vico Magistretti, Ludovico al secolo, ha inizio il 6 Ottobre 1920 a Milano. Qui nasce in una famiglia borghese composta da generazioni di numerosi celebri architetti. D’altra parte, il suo bisavolo Gaetano Besia è noto per aver costruito il Reale Collegio delle Fanciulle Nobili a Milano. Mentre suo padre, Pier Giulio Magistretti, ha preso parte alla progettazione dell’Arengario di piazza del Duomo. Ludovico frequenta il Liceo Parini di Milano e, con estrema naturalezza, sente di voler seguire le orme paterne iscrivendosi, nell’autunno del 1939, alla facoltà di Architettura del Regio Politecnico di Milano. Percepisce che questa è la sua strada ma l’anno in cui hanno inizio i suoi corsi in università coincide con il triste avvicinarsi della Seconda Guerra Mondiale.

Studi e primi anni di carriera

I bombardamenti su Milano, sempre più frequenti e pericolosi, e la paura della deportazione in Germania, convincono Vico Magistretti a spostarsi in Svizzera per proseguire i propri studi, iscrivendosi allo Champ Universitarie Italien di Losanna. Questo luogo si rivela un tassello chiave per la vita di questo artista. Questo proprio perchè qui avviene l’incontro con un uomo chiave per la formazione intellettuale di Magistretti. Stiamo parlano di Ernesto Nathan Rogers, fuggito anche lui dall’Italia poiché ebreo, che ispirerà l’attività e la carriera di Vico. Inoltre, l’iniziale del suo cognome è la R dell’acronimo del celebre studio BBPR, un gruppo di architetti che progettò la famosa Torre Velasca a Milano.

vico magistretti

La laurea in Architettura presso il Politecnico arriva nel 1943, già rientrato a Milano. Conclusi gli studi, Vico inizia subito la sua carriera professionale nel piccolo studio paterno, in Via Conservatorio a Milano. Qui lavorerà per tutta la vita con la collaborazione di un altro celebre personaggio, il geometra Franco Montella. Insieme danno vita a progetti unici nel loro genere, occupandosi della parte più concettuale e delegando all’esterno l’aspetto invece più tecnico di costruzione. Importante è sottolineare che, agli albori della sua carriera negli anni Cinquanta, l’attività dello studio Magistretti si concentra soprattutto sui numerosi progetti legati alla Milano in ricostruzione. Dopo la guerra, l’obiettivo è dare nuova vita a Milano, rendendola poi in poco tempo una capitale del design internazionale.

Anni 50 e 60

Le attività più significative di questi anni per Vico Magistretti hanno a che vedere con la ripresa e la ricostruzione di Milano dopo i numerosi bombardamenti. Infatti, nel decennio tra il 1949 fino al 1959, progetta e realizza quasi 14 interventi per l’INA-Casa. Si tratta di un piano di intervento messo in atto dallo Stato Italiano, con lo scopo di realizzare opere di edilizia residenziale in tutta Italia. I fondi e i finanziamenti erano gestiti dall’Istituto Nazionale delle Assicurazioni INA, da qui il nome INA-Casa. Sempre in questo periodo, collaborando insieme a Mario Tedeschi, prende parte anche all’impresa collettiva del QT8. Qui da vita al quartiere riservato reduci d’Africa e anche alla Chiesa di Santa Maria Nascente, tra il 1953 e il 1955, entrambi simboli di questo nuovo quartiere costruito ex novo.

Dato anche il momento storico, il tema principale delle creazioni dell’artista è quello dell’abitare, riprendendo il fil rouge della prima Triennale tenutasi dopo la guerra, nel 1947. In questo periodo, Vico Magistretti si contraddistingue anche per la realizzazione di due significativi edifici a Milano, la Torre al Parco in via Revere, progettata insieme a Franco Longoni, e il palazzo per uffici in corso Europa. Nel 1956 è tra i soci fondatori dell’ADI, l’Associazione per il Disegno Industriale e, nel 1959, partecipa al Congresso CIAM, il Congresso internazionale di architettura moderna. Qui presenta l’opera che gli permette di dare forma precisa al suo linguaggio artistico, divenendo padre dell’Italian Design. Stiamo parlando della casa Arosio ad Arenzano, nata all’interno del progetto di urbanizzazione della pineta di Arenzano.

casa arosio magistretti

Una costruzione in mattoni pieni, con facciate esterne in cemento bianco e polvere di vetro per dare lucidità alle superfici. I volumi che compongono la casa seguono i dislivelli del terreno in pendio, con un accostamento del cemento all’ardesia che crea un equilibrato contrasto cromatico. La costruzione si lega al terreno con una scala esterna in calcestruzzo armato sagomato, priva di balaustre. Una perfetta integrazione tra architettura e paesaggio, punto chiave della produzione di Magistretti.

Anni 70, 80 e 90

A partire dalla fine degli anni ‘60 inizia a collaborare con produttori d’eccezione delle lampade design da terra e non solo. Tra questi ritroviamo marchi come Artemide, Cassina e Oluce, per cui realizzò oggetti che rimangono tutt’oggi dei classici di arte contemporanea.

Dopo anni di intensa carriera, Vico Magistretti inizia a voler condividere le proprie conoscenze e a diffondere la propria espressione artistica. Non a caso, risale proprio alle fine degli anni ’70 l’inizio dell’attività di insegnamento svolta da Magistretti al Royal College of Art di Londra. Inizialmente, inizia a tenere corsi in veste di visiting professor, ma nel 1983 diviene membro onorario del College. Proprio qui, qualche anno dopo, avrà inizio la scuola del minimalismo, a partire da artisti come Morrison, allievi di Vico. L’amore di Magistretti per la Gran Bretagna viene ricambiato nel 1986, anno in cui l’architetto viene premiato con un prezioso riconoscimento anglosassone. Parliamo della medaglia d’oro dal SIAD, il Society of Industrial Artists and Designers.

L’attività di Magistretti come insegnante continua anche in Italia, con corsi alla Domus Academy di Milano oltre a conferenze e lectures in Europa, Giappone e Stati Uniti. In questi anni, tra le sue opere di architettura, troviamo la sede del Dipartimento di Biologia a Milano (1978-81, con Franco Soro), la casa Tanimoto a Tokyo (1985-86) e il Centro Cavagnari della Cassa di Risparmio a Parma (1983-85). Inoltre, insieme a un’icona del design milanese come Maddalena De Padova, dà vita alla collezione “De Padova”, con alcuni dei classici più celebri.

vico magistretti

I progetti degli anni anni 90 si limitano al deposito Famagosta per Metropolitana Milanese (1989-2001) e al supermarket Esselunga di Pantigliate (1997-2001). Per ciò che riguarda invece il design, sono molti gli oggetti firmati dall’architetto che entrano in produzione. In questi anni hanno inizio numerose celebri collaborazioni di Vico Magistretti, come quella con Kartell, Campeggi, Gio Ponti e Flou.

Vedi anche l’articolo dedicato a Le Corbusier, altro importante esponente dell’architettura moderna, e la storia della Chaise Longue

Vico Magistretti: opere più importanti

Vediamo ora alcune delle opere più celebri di Vico Magistretti, partendo da alcune le caratteristiche della sua produzione. Come abbiamo accennato nella prima parte di questo articolo, anche nel lavoro all’inizio della sua carriera, per lo studio di architettura del padre, Vico Magistretti non si occupa mai della parte tecnica ma più dell’aspetto concettuale. I suoi sono disegni senza riproduzione in scala, veri e propri concept capaci di esprimere una idea. Una delle peculiarità di questo artista, molto vicino al mondo del design, era proprio la capacità di dar vita a nuovi progetti con semplici bozze sul retro di una busta o sul biglietto della metropolitana. La sua capacità di vedere ovunque una potenziale opera di design, persino nei binari del tram, rendeva particolarmente florido il processo creativo.

Eclisse (1965)

Eclisse è una lampada progettata nel 1965 da Vico Magistretti per Artemide, una celebre azienda italiana d’arredamento ed illuminazione. Questa, tra le lampade di design, ha iniziato ad essere prodotta nel 1967 e, vincendo il Compasso d’Oro nel 1967, è diventata la rappresentante del design italiano in tutto il mondo. Stiamo parlando di un vero e proprio complemento di arredo, capace di trovare un equilibrio perfetto tra design e funzionalità. Il nome, che rimanda a un fenomeno di tipo astronomico, si riferisce alla funzionalità di regolazione dell’intensità della luce. Questo è possibile attraverso il suo paralume interno rotante, che può coprire la sorgente luminosa.

eclisse

Esposta anche al MoMa di New York e alla Triennale Design Museum di Milano, Eclisse è una lampada da tavolo che può anche essere montata a parete. Il corpo in metallo verniciato è disponibile nei colori bianco, rosso o arancione con interruttore on/off.

Libreria Nuvola rossa (1977)

La Libreria Nuvola Rossa è un’opera progettata da Vico Magistretti per Cassina, una azienda italiana fondata a Meda nel 1927 e operante nel settore dell’arredamento contemporaneo. Stiamo parlando di una libreria dalle linee semplici e molto essenziali, nata da una analisi attenta e approfondita del complemento tradizionale. In questo caso, infatti, le diagonali di controventatura diventano soggetti portanti ed elemento di sostegno per i ripiani consentendo l’eliminazione dei fianchi. Questo costituisce una vera e propria invenzione, con una struttura pieghevole che offre la possibilità di disposizioni differenti. Una icona di design indiscussa. Linee essenziali e ispirate a un design scandinavo, votato al decluttering.

libreria nuvola

Chaise-longue Sindbad (1981)

Sindbad corrisponde a un modello di divano e di poltrona realizzato da Magistretti sempre per Cassina. Si tratta di un complemento di design non più in produzione, di cui però esistono ancora numerosi preziosi esemplari in circolazione. Si tratta di un vero e proprio capolavoro, un pezzo particolarmente amato dal designer stesso, che infatti lo aveva nella sua casa milanese. Un modello imbottito ma non troppo rigido, un divano o chaise-longue in cui rifugiarsi e sentirsi rassicurati. Massima eleganza e innovazione, date soprattutto dall’idea di riprodurre una coperta da cavallo inglese sul complemento.

vico magistretti

In questo modo, secondo Vico Magistretti, è la materia stessa a prendere la forma dell’oggetto, senza cuciture o imbottiture aggiunte. Non a caso, la coperta è fissata alla struttura imbottita attraverso due attacchi apribili ai lati all’interno della seduta. Per tenerla in posizione, ci sono strisce a pressione e due fermagli verso i bordi dello schienale.

Letto matrimoniale tessile Nathalie (1978)

Un letto matrimoniale unico nel suo genere, progettato per Flou, fondata proprio nel 1978 per introdurre un nuovo concept di complementi da notte. Si tratta di un vero e proprio battesimo nel mercato dell’arredamento per Flou che, grazie alla genialità di Vico Magistretti, riesce ad avere un incredibile successo. Stiamo parlando di un letto che unisce al design innovativo una grande funzionalità. Un letto moderno morbido e imbottito, rivestito in tessuti sfoderabili, lavabili e intercambiabili. Il tocco in più viene dato da di copripiumini coloratissimi, al posto di lenzuola e coperte.

nathalie magistretti

Un modello inconfondibile con i suoi caratteristici fiocchetti, Nathalie costituisce il primo vero letto tessile. Sia la testata che la base sono rivestibili in tessuto, pelle o ecopelle completamente sfoderabili grazie alle pratiche chiusure in velcro. Testata reclinabile per il massimo confort e copricuscini per riporre i guanciali completano l’opera. Perfetto per ogni camera da letto.

Sedia Carimate 892 (1959)

La sedia Carimate è un altro frutto di una lunga collaborazione di Magistretti per Cassina, oltre che un’altra icona del design made in italy. Stiamo parlando di una sedia che disegnò per la sala da pranzo all’inizi della sua carriera e che fu essenziale per le produzioni a venire. Si tratta della prima opera di Vico a diventare famosa, ispirata alla tradizione dei semplici mobili di campagna ma capace di perfezionarli. L’obiettivo era quello di avvicinare il design a un pubblico più vasto.

sedia carimate

Il design della sedia Carimate fa riferimento alle sedie di legno con seduta di vimini intrecciato, molto popolari in Europa. Il telaio della sedia è realizzato in faggio massiccio, rispettando i canoni dell’arredamento classico. Inoltre, presenta gambe più spesse là dove si innestano le traverse della seduta, per risolvere il problema strutturale della sedia. In questo modo, aggiunge massa e volume dove servono.

Vico Magistretti Maralunga

Maralunga, una delle opere più celebri di Vico, progettata sempre per Cassina. Stiamo parlando di un divano diventato celebre in tutto in mondo, proprio grazie alla genialità del suo creatore. Maralunga è un complemento dalle forme calde e rassicuranti, in cui è possibile anche modificare la posizione dello schienale. Dall’arredamento moderno a quello classico, l’aspetto soffice e l’imbottitura esaltano il comfort al massimo. Numerose sono anche le modifiche alle quali è stato sottoposto nel corso degli anni, a dispetto delle numerose imitazioni. Ad oggi, infatti, è stata introdotto anche la variazione dell’altezza del poggiatesta.

maralunga divano

Inoltre, risulta aggiunta l’opzione di sfoderabilità per la versione in tessuto. Nuovi dettagli, tra cui la cucitura che segue il profilo perimetrale, riescono anche a sottolineare il gusto più moderno del divano. Una vera e propria icona, pensata per riuscire a coniugare la possibilità di conversazione a quella del riposo.

Vico Magistretti: citazioni famose

La semplicità è la cosa più complicata del mondo“. Questa è una delle citazioni più famose dell’architetto Vico Magistretti, capaci di esprimere la sua idea di design e di architettura. Avendo iniziato la sua carriera professionale in un periodo storico in cui l’obiettivo principale era ricostruire per dare nuova vita, il suo scopo rimase proprio quello della funzionalità. Indipendentemente dal concept attento anche all’aspetto estetico, nelle sue opere più importanti ritroviamo l’attenzione alla semplicità, al voler rendere le creazioni di design alla portata di chiunque. Il mondo deve essere sempre guardato con occhio curioso ma senza dare vita a creazioni artificiose.

vico magistretti

Le rotaie del tram sono design“. Un’altra frase celebre pronunciata da Magistretti, capace di farci comprendere il punto di vista e la prospettiva da cui osservava le cose intorno a lui. Ogni oggetto di uso quotidiano poteva tramutarsi in una potenziale creazione di design per lui, che spesso abbozzava le sue idee persino sui tovaglioli. Ricollegandosi alla citazione precedente, questa frase di Vico Magistretti apre le porte alla creatività umana, sostenendo che gli stimoli per dare vita a qualcosa di nuovo sono già intorno a noi. Basta trovare il modo per esprimere e comunicare al mondo la nostra idea.

Condividi questo articolo

Condividi su facebook
Condividi su google
Condividi su twitter
Condividi su linkedin
Condividi su pinterest
Condividi su print
Condividi su email

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.