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Berlino: cosa fare, cosa vedere e architettura contemporanea

Berlino, capitale della Germania ma simbolo in tutta Europa di libertà e forza. La storia di questa città nasce da due antichi borghi durante il XII secolo, separati dal fiume Sprea. Stiamo parlando di Berlin, a est del fiume, e Cölln, sull’isola, che in passato erano abitate dai Wendes, una tribù di origine slava prevalentemente di pescatori. Solo nel 1307, i due villaggi vennero uniti e da qui ha inizio la storia di Berlino.

Il perfetto connubio tra modernità e innovazione attrae turisti da tutto il mondo, nessun evento storico ha impedito a Berlino di continuare a reinventarsi. Il lungo periodo di crescita trova inizio nel 1871, quando Berlino diventa la capitale dell’Impero tedesco di Guglielmo I. Inoltre, nel 1920, dopo la riforma territoriale, nasce la “Grande Berlino” dunque vengono annessi sette piccole città circostanti e 59 paesi, trasformando la città nella terza al mondo per numero di abitanti.

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Unica per storia e cambiamenti, Berlino racchiude al suo interno due anime, tutte da esplorare. Da una parte, la storia imponente, raccontata attraverso gli innumerevoli monumenti e le impronte lasciate dal tempo nella città. Dall’altra invece, l’anima più moderna, rappresentata da una architettura d’avanguardia, in continuo cambiamento. La mentalità dei giovani ha sempre continuato a emergere e influenzare, staccandosi dal passato, fino a emanciparsi dagli stereotipi. La Germania non è più semplicemente terra di un popolo freddo e introverso. Andiamo alla scoperta di cosa fare, cosa vedere e quali sono gli esempi di architettura contemporanea a Berlino.

Curiosità

Berlino è così meravigliosamente viva, così carica di una strana elettricità.
Vicki Baum

Berlino: cosa fare?

Cosa fare a Berlino? Abbiamo già sottolineato che si tratta di un perfetto connubio tra modernità e storia. Due luoghi che rappresentano alla perfezione questo binomio sono il Quartiere Mitte e Kreuzberg. Il primo è il centro storico della città, in cui passeggiare tra le strade della vecchia Berlino Est, animate e piene di vita. Tra ristoranti, locali notturni ma anche luoghi storici, possiamo respirare l’aria berlinese, confondendoci tra chi la abita tutto l’anno. Unter den Linden è il celebre viale di tigli di Mitte, un chilometro e mezzo di strada larga 60 metri circa, completato al regno di Federico Guglielmo I di Prussia. L’obiettivo era proprio quello di creare un percorso all’ombra dal Palazzo Reale alla tenuta di caccia, nel quartiere di Tiergargarten. La Porta di Brandeburgo si trova alla fine, simbolo di Berlino con una struttura risalente al 1791. Proprio qui davanti avvenne il famoso discorso di Reagan al presidente russo Gorbachov.

Kreuzberg, invece, è il quartiere più mondano e giovane di Berlino, simbolo del multiculturalismo ma anche della ribellione. Considerato quartiere di frontiera prima della caduta del Muro, oggi rinasce grazie alla vivacità artistica di chi lo abita. Dal parco pubblico di Tempelhof fino al mercato di Marheineke Markthalle, una visita qui è immancabile.

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Storia a Berlino

Non possiamo certo dimenticare una visita al Muro di Berlino, che divise in due la città per quasi trent’anni. Dopo la suddivisione tra la Repubblica Federale Tedesca a occidente, e la Repubblica Democratica Tedesca a oriente, sotto il controllo sovietico, 3 milioni di persone abbandonarono la Germania Orientale per addentrarsi nel Capitalismo dell’area occidentale. Il Muro fu costruito nel 1961 proprio per evitare questo esodo, poi distrutto solo nel 1989, dopo numerosi eventi storici memorabili. La parte più importante si trova nella zona conosciuta come East Side Gallery, di cui parleremo poco più avanti. Qui si possono percorrere 1,3 chilometri di muro, decorato con graffiti che raccontano la storia del muro. Un tour guidato ci darà modo di rivivere quell’epoca storica.

Il Museo Ebraico si trova in Lindenstraße. Costruito e poi inaugurato nel 2001, in tedesco si chiama Berlin Jüdisches Museum. Questa monumentale creazione di Daniel Libeskind è considerata, per i suoi contenuti e la sua architettura, una eccellenza mondiale, volta a ricordare la storia di un popolo tormentato dalla Germania in passato.

Vedi anche, nella stessa serie dedicata ai viaggi, Praga, Copenaghen e Monaco di Baviera

Berlino: cosa vedere?

Tra le attrazioni più importanti da vedere a Berlino, troviamo il Memoriale dell’Olocausto. Essendo la capitale della Germania, il popolo tedesco ha ritenuto importante collocare alcune testimonianze dei tristi e crudeli avvenimenti che hanno caratterizzato la storia di questo paese durante la Seconda Guerra Mondiale. Questo è anche un segno di rispetto, nei confronti di un popolo come quello ebreo che è stato ingiustamente perseguitato. Nonostante l’importanza di questi luoghi a Berlino e in tante altre parti della Germania, vi consigliamo di non toccare l’argomento con troppa leggerezza. Il popolo tedesco è ancora molto sensibile, proprio perché prova tutt’oggi rimorso nei confronti di ciò che è accaduto.

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Un labirinto di cemento per ricordare le atrocità del nazismo: un rettangolo di 19mila metri quadrati suddiviso al suo interno da 2711 blocchi di cemento, alla stessa distanza ma di altezza diversa. Il terreno non piano vuole ricreare la sensazione di spaesamento ed è stato scelto dall’ideatore, Peter Eisenman, perchè indicativa sede del bunker di Hitler.

La East Side Gallery è il luogo dove ammirare i resti del Muro di Berlino. Tra il ponte Oberbaum (Oberbaumbrucke) e la stazione (Ostbanhof), qui la street art ci racconta uno dei simboli più imponenti della città e della sua storia. Più di 100 artisti, da diverse parti del mondo, hanno deciso di celebrare così la riunificazione tedesca. Tra i disegni più celebri, troviamo il bacio fraterno” tra Leonid Brezhnev e Erich Honecker. L’opera, firmata dall’artista russo Dmitri Vrubel, riproduce uno scatto del 1979, in cui effettivamente i due capi di Stato dell’URSS e della DDR si baciavano. 

Infine, tra i luoghi segreti troviamo la Libreria negli alberi, nel Caffè Anna Blume, che ospita alberi con piccoli sportelli in cui trovare e lasciare libri da leggere da tutto il mondo. 

berlino posti segreti

Berlino: Architettura contemporanea

Con la riunificazione della città, dopo la caduta del Muro (1989), la capitale tedesca sta assumendo, anno dopo anno, un nuovo volto fatto di tante iniziative architettoniche degne di nota. Le numerose testimonianze storiche non vengono nascoste ma, semplicemente, unite a un animo più moderno, sempre più sviluppato in tempi recenti. Nel nostro viaggio vedremo alcuni esempi di architettura contemporanea interessanti.

Cupola del Reichstag

Immancabilmente iniziamo con la Cupola del Reichstag, simbolo della nuova Germania democratica, della trasparenza nell’amministrazione pubblica e simbolico “faro” cittadino della città. La ricostruzione del Reichstag è stata oggetto di un concorso internazionale di progettazione, che ha visto vincitore, nel 1993, il progetto di Norman Foster & Partners.

La ricostruzione è stata effettuata reintegrando le aperture, seguendo gli allineamenti assiali delle finestre e dell’ingresso oltre che facendo emergere la struttura originale, avendo chiara la lettura dell’impianto del vecchio Reichstag. La nuova cupola o “lanterna” del Reichstag si è trasformata rapidamente in un simbolo della nuova Berlino.

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All’interno di essa, due rampe elicoidali portano il pubblico alla piattaforma di osservazione sopra la sede plenaria, elevandoli simbolicamente sopra le teste dei loro rappresentanti politici. La cupola, con la sua struttura in acciaio, ha una altezza di 23,5 metri ed un diametro di 40 metri. Inoltre, è rivestita da due strati di vetro interposti da uno strato intermedio di vinile di stagno, mentre la rampa elicoidale funge da anello d’irrigidimento per la cupola. Tutti gli elementi della cupola, compresi la rampa, l’enorme cono centrale e la piattaforma, sono sorretti dalla struttura esterna.

Vedi anche, nella stessa seria, l’articolo dedicato a Barcellona e Los Angeles

Potsdamer Plats

Potsdamer Platz è il più sorprendente esempio di come, negli anni Novanta, il rinnovamento urbano abbia potuto trasformare Berlino nella “Nuova Berlino” di oggi. Di fatto, la piazza non è una vera e propria piazza, ma una zona costituita da tre aree, note come Daimler City, o Area Daimler Chrysler (1998), Sony Center (2000) e Besheim Centre (2004). Insieme hanno letteralmente reinventato un terreno desolato dove, fino al 1989, il Muro separava Berlino Est da Berlino Ovest. Dopo la riunificazione, si presentò quindi la possibilità unica di ricostruire un quartiere cittadino completo al centro di una metropoli.

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Nel 1993 iniziarono i lavori di costruzione per il quartiere Daimler Chrysler, secondo la progettazione degli architetti Renzo Piano e Christoph Kohlbecker. L’esecuzione venne effettuata da parte di famosissimi architetti, quali Renzo Piano, Richard Rogers e Arata Isozaki. Sul più grande cantiere d’Europa, nell’arco di cinque anni, sorse dal niente un nuovo centro urbano. Il Sony Center di Helmut Jahn, terminato nel 2000, con la sua estetica fredda e futuristica si trova in contrasto con il quartiere DaimlerChrysler. All’inizio del 2004, ha aperto l’elegante Beisheim Center nella zona Lennè-Dreieck.

Museo Ebraico

Un altro edificio imperdibile è il Museo Ebraico, opera dell’architetto Daniel Libeskind. Situato sulla Lindenstraße, a pochi passi dall’ex tracciato del Muro, con la sua struttura stabilisce una particolare relazione spaziale con la città ed è rappresentativo di un nuovo modo di commemorare i tristi eventi del passato tedesco. Il progetto si fonda sull’incontro – scontro tra una linea retta e una spezzata dinamica e aggressiva, che nell’insieme della pianta assume la forma di una stella di David distorta e decostruita.

L’edificio è completamente rivestito con lastre di zinco, tagliate da finestre allungate che appaiono come lacerazioni nella pelle metallica, mentre all’interno sono presenti alcuni ambienti vuoti definiti simbolicamente e architettonicamente “Voids”. Solo una delle zone vuote del museo è accessibile, lo Spazio vuoto della memoria, e ospita l’installazione “Shalechet”, dell’artista israeliano Menashe Kadihman: il visitatore cammina su circa 10000 volti di acciaio collocati sul pavimento, e ne ascolta il fragore.

Quartiere delle ambasciate

Un altro “concentrato” di architetture contemporanee è rappresentato dal quartiere delle ambasciate, in cui convivono in stretta vicinanza edifici di Rem Koolhaas (ambasciata olandese), Hans Hollein (ambasciata austriaca), Berger + Parkkinen (ambasciata dei paesi nordici) e Teodoro Gonzales de León e Francisco Serrano (ambasciata del Messico).

 DZ Bank

Concludiamo con la filiale berlinese della DZ Bank, uno degli edifici più interessi progettati da Frank Gehry. Le rigide prescrizioni edilizie per il centro di Berlino escludevano un involucro strutturale come quello di Bilbao, perciò il linguaggio architettonico tipico di Frank Gehry si ritrova nell’atrio. Un tetto in vetro tipo dirigibile e annessi espressivi in contrasto con la severità del corpo dell’edificio. L’atrio, infatti, è l’elemento principale della struttura in quanto, oltre ad ospitare una sala conferenze, unisce le due anime opposte dell’edificio, quella residenziale e quella commerciale. L’edificio si sviluppa, dunque, seguendo una logica per “opposizione”. Su Praiser Platz, di fronte alla Porta di Brandeburgo, si trovano gli uffici mentre sul lato opposto rivolto su Behrenstrasse, si trova la zona residenziale.

dz bank

Un ulteriore caratteristica è lo studio di una composizione che permette alla facciata di imporsi sulla scena urbana con un’immagine trilitica, nascondendo le funzioni interne ad essa. Quest’immagine è data grazie all’utilizzo di enormi blocchi sovrapposti e l’assenza di infissi all’interno della cortina muraria. L’altra facciata, seguendo sempre una logica per “opposizione”, racchiude temi completamente opposti: dinamismo, fluidità e ricerca di materiali moderni; il fronte non è rettilineo ma ondulato ed enfatizzato dall’utilizzo di Bow Window in acciaio inox e vetro.

Arch. Elena Valori

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