Renzo Piano

“Quello dell’architetto è un mestiere antico come cacciare, pescare e coltivare. Dopo la ricerca del cibo, viene la ricerca della dimora. Ad un cerco punto l’uomo, stanco dei rifugi offerti dalla natura, divenne architetto”. Renzo Piano non è semplicemente un architetto, ma è l’architetto italiano più famoso del mondo. La sua carriera è costellata di successi: dal Nobel per l’architettura, il Premio Pritzker nel 1998 alla nomina a senatore a vita nel 2013. Definito dal Times nel 2006 l’architetto del futuro, fu inserito nella lista delle 100 personalità più influenti del mondo.

Renzo Piano: opere

L’architetto genovese si divide fra Genova, Parigi e New York e con il suo studio RPBW (Renzo Piano Building Workshop) lavora in ogni parte del mondo. In oltre 50 anni di brillante carriera, ha realizzato innumerevoli opere degne di nota. Oggi scopriremo le 7 meraviglie del mondo di Renzo Piano, opere d’arte a cielo aperto che hanno cambiato il volto stesso delle città.

The Shard Londra 2012

La scheggia”, ecco il soprannome dell’edificio più alto d’Europa. L’immagine è immediata: questo grattacielo punta verso il cielo come una lancia di vetro. Se c’è una cosa che Renzo Piano non conosce sono le mezze misure. L’altezza vertiginosa di questo grattacielo è di 310 metri. Nonostante la sua maestosità, il design esprime leggerezza e delicatezza attraverso le facciate di vetro. Situato nel centro di Londra, domina il panorama londinese in tutta la sua bellezza e magnificenza. Le 8 facciate irregolari raccolgono la luce solare in diversi momenti della giornata riflettendola come un cristallo. Al suo interno è possibile ammirare ristoranti, uffici, boutiques e una galleria panoramica aperta al pubblico e che offre la più bella vista di Londra. Agli ultimi piani ci sono 10 appartamenti di lusso che sono ancora vuoti: sarà forse l’astronomica cifra di 57 milioni di dollari che scoraggia?

Centres Georges Pompidou Parigi 1977

Un enorme parallelepipedo di acciaio e vetro caratterizzato da colori vivaci e una struttura a vista. Un’opera d’arte per contenere altre opere d’arte: così la concepì Renzo Piano. L’edificio sconvolse il mondo dell’arte contemporanea dell’epoca. L’esterno è caratterizzato da tubi e congegni meccanici a vista. Dalla grande piazza antistante potete osservare la facciata in tutta la sua bellezza e le scale mobili che portano a diversi spazi espositivi. Ben pochi sanno che gli enormi tubi a vista sono colorati a seconda della loro funzione: rosso per scale mobili ed ascensori, giallo per l’elettricità, verde per l’acqua, blu per l’aria.

Auditorium Parco della Musica Roma 2002

Grande esempio di architettura contemporanea, questo progetto si basa su 3 scarabei disposti a ventaglio intorno a una Cavea centrale, ognuno dei quali custodisce una sala da musica con precise caratteristiche acustiche. La Sala Santa Cecilia è concepita per i concerti  sinfonici, la musica classica e le grandi orchestre; la Sala Petrassi per la musica contemporanea, il jazz e la danza e la Sala Sinopoli infine è la più versatile.

Duranti i lavori ci fu il ritrovamento dei resti di una villa di età romana. La struttura conserva i materiali locali e rispetta la tradizione costruttiva: mattoni rossi per le pareti, travertino per le gradinate della Cavea, il piombo preossidato che cambia colore con la luce per il rivestimento dei 3 scarabei. 

Potsdamer Platz

Dopo la caduta del muro di Berlino, agli inizi degli Anni Novanta a Renzo Piano fu affidata la ricostruzione della famosa Potsdamer Platz, uno dei luoghi maggiormente devastati dalla guerra durante il Secondo Conflitto Mondiale. La Torre Debis è un progetto che mescola materiali diversi come i mattoni per le pareti e il vetro e l’acciaio per le facciate. Con questo lavoro è come se Piano avesse voluto combinare due anime in un unico disegno. I materiali delle facciate sono in grado di assorbire il calore del sole.

Negozio Hermes Giappone 1998

Nel 1998 la casa di moda francese Hermes decide di aprire una sede in Giappone nel quartiere di Ginza. Una zona commerciale caratterizzata da grande vivacità, colorata da luci a neon e dominata da progetti architettonici particolari. Il progetto comprende non solo il negozio, ma anche un lato espositivo, spazi per gli uffici e l’accesso diretto alla metropolitana. 10 piani, 56 metri di altezza per un lusso sfrenato.

Centro Nemo Amsterdam 1992

Il museo della scienza e della tecnica ad Amsterdam sembra un enorme nave fantasma ispirata al romanzo di Jules Verne. Non a caso l’opera porta il nome del protagonista: Nemo. Collocato su uno dei più ampi canali della città, la facciata frontale sembra la prua di una grande nave verde che emerge dalle acque. Il tetto spiovente è accessibile ed ospita una piazza e un ristorante con vista mozzafiato sulla città.

Astrup Fearnley

Da ex cantiere navale a museo d’arte con un parco pubblico vicino al mare: Renzo Piano riqualifica un’intera area trasformandola in un nuovo spazio urbano. Geometria lineare, rivestimento in legno, tetto spiovente in vetro: ecco le caratteristiche dell’edificio. La luce naturale filtra attraverso le pareti trasparenti creando un ambiente climatico interno ideale, caldo d’inverno e mite in estate.

Renzo Piano: Ponte Genova

Mille anni? No, ne durerà 2000. Dovrà ricucire una città divisa e conservare perenne memoria delle vittime. Un omaggio alla città che amo”- così Renzo Piano parla del nuovo ponte di Genova. Il ponte rappresenterà la rinascita di Genova e la dimostrazione che nel nostro Paese è possibile realizzare grandi infrastrutture in tempi brevi. Il completamento dell’opera è previsto in 12 mesi (ovvero a dicembre 2019).

La ricostruzione del Ponte sul fiume Polcevera è affidata alla società Pergenova sulla base del progetto di Renzo Piano. Il decreto n.19 del 18 dicembre 2018 stabilisce i punti salienti del progetto e definisce la tecnologia costruttiva del nuovo ponte.

Come si legge nel decreto, i punti di forza del progetto di Renzo Piano sono:

  • Estetica e progettualità si rifanno alla storia di Genova, città di mare. La forma delle pile e dell’impalcato richiamano rispettivamente la prua e la sezione di una nave;
  • Ponte appoggiato su pile, nel rispetto dell’avversione psicologica maturata in città e in Italia dopo il crollo del ponte Morandi nei confronti di tipologie di ponti con parti sospese.

Per quanto riguarda la tecnologia costruttiva scelta, il nuovo ponte di Genova avrà un impalcato metallico con pile in cemento armato, che consentono di combinare l’alta qualità dei materiali con la durabilità della struttura. Nello specifico:

  • 20 campate
  • 19 pile in cemento armato di sezione ellittica con un passo costante di 50 metri
  • Impalcato in acciaio con una travata continua di lunghezza pari a 1100 metri

Le caratteristiche che hanno spinto la commissione ad approvare il progetto, come si legge nel decreto, sono state:

  • Dimensione economica favorevole
  • Riduzione dei tempi di realizzazione dell’opera
  • Modalità esecutive di particolare agevolezza
  • Affidabilità delle aziende interessate

Per realizzare il ponte scenderanno in campo il cantiere di Genova- Sestri Ponente, lo stabilimento di Valeggio sul Mincio (Verona) e se necessario altri stabilimenti del gruppo Fincantieri in Italia.

Inoltre ci sarà un sistema integrato di monitoraggio, controllo e ispezione del ponte nei 12 mesi di costruzione.

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