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La nuova Beijing

Architettura contemporanea a Beijing

Negli ultimi anni, Beijing (capitale della Cina) sta vivendo un periodo di profonda evoluzione ed avanzamento tecnologico, che si rispecchia anche nell’architettura: la città si sta sempre più dotando di architetture di grande impatto estetico che funzionale, il più delle volte firmate da grandi nomi dell’architettura contemporanea; in questo viaggio vedremo alcune delle architetture contemporanee più interessanti.

Iniziamo in nostro “tour” dal Wangjing Soho, un immenso complesso polifunzionale progettato dallo studio Zaha Hadid Architects nel distretto di Chaoyang.

Ultimato nel 2014, Wangjing Sono è diventato il primo landmark visibile nel percorso per raggiungere la città dall’aeroporto: costruito su di un lotto che costeggia una delle più prestigiose strade di Beijing, l’edificio è costituito da un volume principale e da un volume minore, intrecciati insieme a formare un unico progetto. Entrambi i volumi descrivono una forma slanciata, continua e sinuosa sia in pianta che in elevazione, senza spigoli che possano interrompere la fluidità della composizione formale; per quanto riguarda le sue funzioni, gli spazi interni sono adatti per un uso flessibile: il grande atrio centrale che collega le torri – omaggio alle courtyards dell’architettura tradizionale cinese – si sviluppa su tre livelli che contengono attività commerciali;  i dodici piani più alti sono invece destinati ad uffici e sedi direzionali, con il rooftop riservato a ristoranti.

Zaha Hadid Architects Wangjing Soho Beijing  Zaha Hadid Architects Wangjing Soho Beijing interno

Proseguiamo con un’architettura che si pone, esteticamente parlando, agli antipodi rispetto alla fluidità dell’edificio appena presentato: l’edificio Linked Hybrid progettato dallo studio Steven Holl sviluppa una superficie di 220.000 metri quadrati, distribuiti su otto torri collegate da un anello di otto ponti sospesi. Il complesso, situato vicino al perimetro della vecchia città, si pone l’obiettivo di contrastare le tendenze attuali dello sviluppo urbano in Cina, rappresentando una nuova concezione di spazio urbano, accogliente e permeabile. Oltre a 750 appartamenti residenziali, il complesso comprende servizi pubblici, commerciali e ricreativi, insieme ad un albergo ed una scuola: Una vera e propria “città nella città”.

Linked Hybrid Steven Holl Architects Linked Hybrid Steven Holl Architects

Concludiamo in nostro viaggio con una delle architetture più famose di Beijing, insieme allo stadio progettato da Herzog & de Meuron: il National Acquatics Center, che fa parte del complesso infrastrutturale destinate ad ospitare le Olimpiadi di Pechino 2008. Ribattezzato “Water cube” in virtù della particolare geometria che lo contraddistingue, il nuovo impianto natatorio è stato ideato dallo studio australiano PTW Architects, con il quale hanno collaborato China State Construction Engineering Corp e Ove Arup; la struttura si presenta con un volume semplice, a pianta quadrata: la sua particolarità risiede nel rivestimento di facciata dove una struttura reticolare tridimensionale sostiene le “bolle” realizzate in ETFE (materiale plastico traslucido e resistente) assemblate prima di essere poste in opera e quindi gonfiate. Un sistema di controllo gestisce il pompaggio continuo delle bolle mantenendo la struttura. Sfruttando la doppia pelle trasparente, l’edificio riduce la quantità di energia necessaria per mantenere costante la temperatura delle piscine.

 

Herzog & de Meuron National Acquatics Center water cube Beijing Herzog & de Meuron National Acquatics Center water cube Beijing cantiere

Arch. Elena Valori

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