shigeru ban

Shigeru Ban: biografia, opere e pensiero dell’archistar

Shigeru Ban, geniale architetto giapponese, esponente dell’architettura contemporanea fin dagli inizi della sua carriera. Un luminare nel suo campo, capace di mantenere uno sguardo rivolto al futuro, come dimostra il suo impegno nel realizzare costruzioni con materiali di recupero. Un rispetto tipico della cultura giapponese che possiamo ritrovare anche nella produzione artistica di questo architetto, nei confronti della natura, dell’ambiente e anche del prossimo. Non a caso, Shigeru Ban nel 2014 viene riconosciuto come vincitore del Premio Pritzker nel 2014, assegnato ogni anno per onorare un architetto vivente le cui opere realizzate dimostrano una combinazione di talento, visione e impegno. Renzo Piano è un altro celebre vincitore del premio nel 1998.

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Il maggiore riconoscimento di Ban è proprio quello di aver prodotto contributi consistenti e significativi all’umanità e all’ambiente, attraverso l’arte e l’uso sapiente dell’architettura. La sperimentazione architettonica gli ha permesso di raggiungere livelli incredibili. La dedizione per la sostenibilità dell’architettura e per il riutilizzo dei materiali artificiali ha portato la sua attività ad avvicinarsi alla ricerca e alla sperimentazione delle nuove tecnologie. L’utilizzo della carta come sistema portante è solo uno dei risultati ottenuti da questo luminare. Vediamo nei dettagli la sua biografia, alcune delle sue opere più importanti e le caratteristiche del suo pensiero.

Curiosità

Non sto inventando nulla di nuovo. Sto soltanto utilizzando il materiale già esistente in modo diverso.

Shigeru Ban

Shigeru Ban: biografia

Nato a Tokyo nel 1957, Shigeru Ban fin dalla prima infanzia rimane affascinato dal lavoro tradizionale dei falegnami. Eccelle poi nelle arti applicate durante la scuola primaria. Da qui nasce il profondo rispetto per gli elementi naturali, dalla pietra al legno massello, come insegnano anche i principi della cultura giapponese. Consegue la laurea in architettura nel 1984, dopo aver studiato al Southern California Institute of Architecture dal 1977 al 1980 e alla Cooper Union School of Architecture.

Dopo essere stato apprendista di Arata Isozaki dal 1982 al 1983, apre un proprio studio a Tokyo, nel 1985. Da qui ha inizio l’intensa attività professionale, didattica e scientifica di Shigeru Ban. Diventa professore a contratto per 5 anni presso la Architecture at Yokohama National University e, per quattro anni, all’Architecture at Nihon University.

Ban e l’importanza della natura

Durante gli anni novanta insegna in varie istituzioni universitarie giapponesi e nel 1996 riceve premi in varie competizioni di architettura. Dal 2011 insegna alla Kyoto University of Art and Design. Ban è noto in tutto il mondo per la sua ricerca architettonica, a partire dall’uso innovativo di materiali poveri come il cartone e il bambù. Si allontana dall’architettura moderna, per avvicinarsi a canoni e principi più contemporanei. Vincitore del Premio Pritzker per l’architettura nel 2014, Shigeru Ban è famoso soprattutto per le sue ricerche nel campo delle tensostrutture, realizzate attraverso l’utilizzo di materiali economici come il cartone o il bamboo.

shigeru ban paper house

Un’altra decisione importante di Ban è quella di fondare, nel 1995, l’Ong VAN (Voluntary Architects’ Network). Si tratta di una organizzazione finalizzata ad aiutare dal punto di vista architettonico le popolazioni colpite da calamità naturali devastanti. Lo scopo è quello di dare vita ad interventi di vario tipo, come abitazioni temporanee, ripari, centri comunitari e luoghi spirituali. In questa opera rientra la Paper Log House (1995), realizzata in risposta al terremoto che colpì la città di Kobe in Giappone, che vince il premio Architecture for Humanity (USA). Queste abitazioni di 16 metri quadrati furono costruite con pareti in tubi di cartone, fondamenti costituiti da cassette per bottiglie di birra, riempite con sabbia.

Shigeru Ban: opere

Le opere di Shigeru Ban, come abbiamo già sottolineato, rientrano a pieno in una tradizione contemporanea di architettura che desidera superare il passato, nelle forme e nell’utilizzo dei materiali. La sperimentazione di Ban rientra nel riutilizzo di materiali ma anche nella creazione di opere sostenibili, capaci di non modificare l’ambiente circostante e allo stesso tempo di rispondere alle esigenze dell’uomo. Un obiettivo simile rientra anche nella produzione di Peter Zumthor, architetto svizzero.

Nel lavoro di Ban ritroviamo quindi l’esigenza di sostenibilità, con materiali di secondo uso e rispettosi della natura. Oltre a questo, essendo originario di una terra sismica, i suoi edifici vantano anche una ottima resistenza sismica. Tutti questi obiettivi rientrano nell’attività dello studio Shigeru Ban Architects, volta alla realizzazione di edifici attenti all’ambiente, costruiti con sistemi innovativi e solidi per contrastare ogni calamità naturale.

Padiglione Giappone all’Expo 2000

Le tecniche da Ban per ricostruire temporaneamente una chiesa di Takatori, si ritrovano anche nella costruzione del padiglione giapponese presentato all’Expo 2000 di Hannover. Progettato in collaborazione con Frei Otto, stiamo parlando di una delle creazioni più importanti per l’artista. Uno spazio dedicato totalmente alla narrazione della sua capacità espressiva, con l’utilizzo di materiali riciclabili. Il padiglione dell’Expo 2000 offre la possibilità di sperimentare le sue idee e la sua creatività su una scala dimensionale maggiore. Si tratta infatti della più grande struttura realizzata da Ban in cartone. Si sviluppava in una grande superficie rettangolare di 5.450 metri quadrati, con una altezza fino a 16 metri.

shigeru ban

Lo scopo di questo progetto era quello di realizzare l’edificio con il minimo spreco e il minimo impatto ambientale. Tutto questo attraverso elementi costruttivi riutilizzabili una volta smontata la struttura. Una unione tra cultura occidentale e giapponese, per dare vita a una costruzione leggera. Seppur con qualche cambiamento rispetto all’idea originale, la struttura espositiva dell’Expo 2000 si sorreggeva su tubi di carta, annodati come fossero canne di bambù. L’idea di Ban era proprio quella di coniugare uomo e natura all’interno di una architettura gentile, capace anche di unire e porre in relazione tradizioni occidentali e orientali.

L’Aquila Temporary Concert Hall

Un altro avveniristico progetto di Shigeru Ban è La Paper Concert Hall, meglio conosciuta come L’Aquila Temporary Concert Hall. Progetto presentato nel 2009, l’architetto si dedica alla sede del Conservatorio Alfredo Casella dell’Aquila, dopo le distruzioni causate dal terremoto che colpì la zona nel 2009. Anche in questo, l’obiettivo è quello di realizzare un esempio di architettura contemporanea capace di inserirsi alla perfezione nel contesto ambientale in cui sorge. Con eleganza, la struttura deve essere accolta dalla natura e dal paesaggio senza alterarlo.

shigeru ban aquila

Anche per questo motivo la scelta di Ban dei materiali scelti per la realizzazione, che danno vita a un edificio di carattere ecosostenibile. Stiamo parlando di una sala concerti da 230 posti a sedere, a fianco della nuova sede del Conservatorio di Musica “Alfredo Casella” nel quartiere di Acquasanta. Il tutto sorge da un’operazione culturale oltre da un’espressione di solidarietà fra i popoli, da Occidente a Oriente. L’inaugurazione è avvenuta nel 2011, con un concerto diretto da Tomomi Nishimoto.

Centre Pompidou-Metz

Tra le opere più importanti di Shigeru Ban ritroviamo anche il nuovo Centre Pompidou a Metz, aperto al pubblico il 12 maggio 2010, progettato dall’architetto giapponese Shigeru Ban in collaborazione con Jean de Gastines. Un connubio perfetto tra arte moderna e arte contemporanea, sempre molto attento all’ambiente e all’utilizzo dei materiali. Con una superficie totale di 10.700 mq, di cui 5.000 interamente dedicati all’esposizione, il Centre Pompidou-Metz ricorda la forma di una grande struttura modulare, simile ad una nuvola. La struttura è costruita intorno a una cuspide centrale alta 77 metri in riferimento al 1977, anno di apertura del Centre Pompidou di Parigi.

shigeru ban pompidou

Il centro dispone anche di un teatro con 196 posti a sedere e un grande auditorium. Per la struttura di copertura in legno, ci sono voluti dieci mesi per la preparazione e quattro per l’installazione della maglia lignea. Questa parte del progetto comprende 18 km di travi in legno lamellare, il 95% delle quali realizzata in abete austriaco o svizzero e la restante parte in faggio e larice. Nella fase di sperimentazione di Ban, ritroviamo anche la membrana impermeabile, realizzata in fibra di vetro e Teflon, che ricopre l’intero edificio e protegge la struttura da pioggia, sole e vento. La membrana è traslucida per far sì che il 15% della luce la attraversi, rivelando la struttura esagonale del tetto di notte, quando l’edificio è illuminato dall’interno.

Tamedia Office Building

Altra celebre opera di Ban è il Tamedia Office Building. Nel 2013, Ban ultima a Zurigo un edificio per uffici, di sette piani fuori terra, interamente realizzato con la tecnologia del legno ad incastro. La struttura è costruita con 2000 metri cubi di legno lamellare di abete rosso, proveniente da foreste austriache certificate. Le parti sono invece connesse senza l’uso di giunti metallici, neppure per l’unione tra travi e colonne. Questa struttura in legno, che è la più alta della Svizzera, è stata realizzata con nuove tecnologie per la progettazione, l’assemblaggio e la fresatura del legno. Questo anche grazie all’utilizzo di macchinari a controllo numerico di precisione millimetrica, di cui la Svizzera è oggi leader indiscussa.

shigeru ban tamedia

Per il rinnovo della sede di Zurigo, Tamedia, una società di media svizzeri, aveva chiesto agli architetti del team di Ban un edificio che contemplasse spazi per uffici accoglienti e confortevoli. Lo scopo era rendere la struttura simile a una abitazione, capace di rispecchiare la filosofia dell’azienda. Shigeru Ban ha trovato così l’ispirazione, progettando un edificio in legno che in qualche modo ricordasse uno chalet svizzero, in questo caso soprattutto per via del materiale. Il tutto è avvolto da una pelle di vetro a bassa emissione, che rispecchia l’eleganza, la sobrietà e la tecnologia che caratterizzano l’azienda.

Shigeru Ban: pensiero

Come è facile intuire, abbiamo già delineato quali sono le caratteristiche principali del pensiero di questo celebre architetto giapponese all’interno del nostro articolo. Il desiderio di dare vita a progetti sostenibili in un ambiente che viene rispettato sempre meno è alla base della filosofia di Ban. Il grande utilizzo fatto della carta e del cartone è sinonimo, da una parte, della volontà di ricreare una leggerezza che fa parte della cultura nipponica. Dall’altra è anche massima espressione della volontà di riutilizzare materiali del tutto ecosostenibili.

shigeru ban

Una definizione data al lavoro di Shigeru Ban è “architettura altruista“, capace di riassumere il pensiero dell’artista. Solidarietà e altruismo nei confronti di una natura che, per essere dominata, viene continuamente alterata anche dalle costruzioni architettoniche. La natura e il paesaggio sono Casa nostra, proprio per questo motivo devono essere rispettati. Senza di loro, l’uomo non esisterebbe. Oltre a questo, i progetti di Ban dimostrano altruismo anche tra popoli occidentali e orientali. Esempio di questa filosofia è il progetto creato all’Aquila, dopo una calamità naturale come il terremoto del 2009. Il Giappone è una terra sismica caratterizzata da numerosi eventi di questo tipo, da qui nasce il desiderio dell’architetto di offrire il suo aiuto anche ad altre parti del mondo.

Arch. Elena Valori

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