isolamento termico

Isolamento Termico: significato, interno e esterno Cappotto

Una casa che riesce a mantenere il calore in inverno e garantire un isolamento termico dal calore esterno in estate garantisce un comfort di vita maggiore e una bolletta di gas ed elettricità più bassa. Inoltre, il minore consumo di energia per riscaldare o rinfrescare la casa si traduce in un importante risparmio sul piano delle emissioni CO2. Il benessere psico-fisico all’interno delle nostre abitazioni, in un ambiente di studio o di lavoro è di fondamentale importanza. Il comfort dei nostri spazi vitali dovrebbe essere sempre garantito. Affinché avvenga ciò la progettazione ex-novo o la ristrutturazione ne deve tenere conto applicando tutti gli accorgimenti necessari. Questo al fine di realizzare un ambiente confortevole in cui svolgere le nostre attività.

L’isolamento termico oltre a garantire comfort ambientale durante tutto l’anno, garantisce un risparmio energetico con il conseguente risparmio economico. In Italia le pareti esterne degli edifici e degli appartamenti di costruzione moderna, dal dopoguerra ad oggi, possiedono uno spessore di circa 5-10 cm. Rispetto alle vecchie costruzioni è un dato molto basso. Pertanto, per rinforzare le pareti esterne occorre aggiungere uno strato ulteriore, cosiddetta ‘doppia parete’ o in alternativa riempire le intercapedini con materiale termoisolante. Oltre ad isolare dal calore e dal freddo esterno queste soluzioni consentono anche un isolamento acustico dai rumori esterni.

Isolamento termico: significato

Quando si parla di isolamento termico in ambito edilizio ci si riferisce all’insieme degli strumenti e delle tecniche di architettura ideate allo scopo di ridurre il flusso termico tra due zone a differente temperatura. Ovvero isolare un ambiente affinché non si alteri la temperatura a contatto con un altra. Per evitare la dispersione di calore all’interno di un ambiente e lo scambio di calore con l’esterno quello che occorre è la realizzazione di una giusta coibentazione. Bisogna realizzare una coibentazione dell’intero involucro opaco, non solo delle facciate esterne ma anche degli elementi orizzontali e verticali.

Un buon isolamento esterno è quello con la realizzazione a cappotto. I pannelli isolanti si applicano alle pareti esterne riducendo i ponti termici e in alcuni casi non vi è necessità d’intervento all’interno degli ambienti. L’uso di intonaci termoisolanti può essere una valida alternativa qualora la coibentazione tramite cappotto non fosse fattibile. L’isolamento interno, quando quello esterno non si può realizzare, è generalmente ottenuto con uno strato di materiale isolante posato sulla facciata interna. Lo svantaggio di questo tipo di coibentazione è che migliora le prestazioni energetiche ma non elimina del tutto i ponti termici. Nel caso in cui oltre ad abbattere l’inerzia termica si voglia adottare una soluzione che isoli anche acusticamente si può ricorrere al posizionamento di uno strato intermedio in una intercapedine tra due strati strutturali.

Vedi anche: Piano interrato

Isolamento termico interno

L’isolamento termico interno è la soluzione più comune. Si realizza a basso costo e consiste nella costruzione di una parete interna, in aggiunta a quella esistente, composta da materiale isolante. Essa però comporta alcuni disagi:

  • in primo luogo è necessario isolare le eventuali prese elettriche prima dell’installazione della parete, che pertanto non saranno più disponibile.
  • Inoltre, la presenza dello strato di parete interno riduce parzialmente l’area abitativa

Tra i vantaggi:

  • l’intervento può essere effettuato anche da singoli appartamenti indipendentemente dagli altri

Isolamento termico esterno (cappotto)

Quando si parla di isolamento termico esterno solitamente, come abbiamo già detto in precedenza, si parla di isolamento a cappotto. A differenza della prima si realizza mediante un intervento sul lato esterno della casa. L’intervento isola l’intero edificio aggiungendo uno strato termoisolante sul lato esterno. È generalmente più costoso del primo. Nel 2018 vengono pubblicate le norme UNI/TR 11751 e UNI/TR11716 in merito alla progettazione e posa in opera del sistema a cappotto. Chi si appresta ad effettuare un intervento di questo tipo deve adesso tenere in considerazione tre aspetti:

  • l’utilizzo di Sistemi di Isolamento Termico a Cappotto i cosiddetti Sistemi ETICS. che devono essere certificati secondo le guide normative e marcati con il marchio CE di sistema a garanzia del buon funzionamento del sistema;
  • l’applicazione della norma UNI/TR 11751;
  • deve certificare le competenze del posatore come regolamentato dalla norma UNI/TR 11716, aspetto fondamentale per garantire un eccellente e duratura prestazione energetica.

Le norme individuano anche i materiali isolanti da utilizzare, presenta infatti le schede tecniche di otto materiali ritenuti idonei allo scopo. Ciò che si otterrà dalla corretta installazione dell’isolamento a cappotto sarà l’aumento dell’efficacia termica, la riduzione di gas serra e una maggiore tutela ambientale insieme ad una diminuzione dei costi di gestione.

Vedi anche: Ponti termici

Isolamento termico delle intercapedini

Questo intervento si realizza iniettando materiale termoisolante all’interno della parete esterna o nello spazio vuoto di due pareti. Il materiale viene iniettato mediante piccoli buchi praticati dal lato interno e/o esterno. L’isolamento delle intercapedini può essere abbinato ad uno dei precedenti interventi per rendere più efficace l’isolamento. Va comunque ricordato che tali interventi possono perdere di efficacia se infissi e finestre non consentono un pari isolamento. (Vedi anche: infissi in PVC, alluminio o in legno, le differenze). È quindi opportuno dapprima agire su finestre e infissi ultimi e successivamente sulle pareti. Inoltre, per isolare completamente una casa è necessario prendere in considerazione anche le dispersioni causate dal tetto e dalle fondazioni oltre a quelle causate dalle pareti esterne.

Isolamento termico: gli isolanti

I materiali utilizzati per isolare gli edifici sono suddivisi per tipologie seguendo una distinzione tra struttura, composizione, e processo di lavorazione tramite il quale vengono ottenuti.

  • In base alla struttura individuiamo materiali porosi, cellulari e fibrosi
  • in base alla natura materiali organici e inorganici
  • oppure una divisione per composizione che individua isolanti sintetici, minerali e vegetali

Differente natura, differenti vantaggi e applicazioni. I materiali isolanti, per una migliore visione d’insieme, possono essere raggruppati in macro categorie: isolanti sintetici, minerali e vegetali.

Isolanti sintetici

L’uso degli isolanti sintetici è un po’ controverso in quanto sono dei materiali dal grande impatto ambientale. Derivano infatti dalla lavorazione del petrolio, ma al tempo stesso sono molto performanti, leggeri e resistenti. Tra i più utilizzati ci sono quelli sotto forma di pannelli o schiume di poliuretano espanso e polietilene espanso. La posa in opera è semplice e la durata del materiale è tra i 30 e i 50 anni, ma più passa il tempo più si abbassa la prestazione tecnica d’isolamento. È economico ed è resistente all’acqua, ma la sua composizione sintetica lo rende pericoloso in caso d’incendio se non trattato in modo corretto. Particolarmente indicato il suo impiego per facciate ventilate, cappotti termici e come isolante da posizionare all’interno delle intercapedini.

Isolanti vegetali

Appartengono a questa categoria tutti gli isolanti di origine naturale proveniente da fonti rinnovabili. Sono riciclabili e biodegradabili. Da sempre l’architettura è attenta al fattore sostenibilità e nei progetti di bio-edilizia, si cerca di utilizzare esclusivamente questo tipo di isolanti. Il sughero, la fibra di cellulosa e la fibra di legno hanno un impatto ambientale sicuramente inferiore rispetto agli altri. Sono maggiormente prestanti, durevoli, traspiranti e con un buono sfasamento termico. L’ottimo potere fonoassorbente li rende perfetti anche per l’isolamento acustico. Uno degli svantaggi insieme all’alto costo è la difficile posa in opera, però le applicazioni sono numerose come sotto-pavimenti, cappotti interni o esterni, controsoffitti e pareti interne.

Vedi anche: Case in legno

Isolanti di origine minerale

Tra i materiali isolanti più conosciuti, la lana di vetro, la lana di roccia e l’argilla espansa. A questa categoria appartengono tutti i materiali di origine naturale. Ha delle ottimi prestazioni anche in presenza di luoghi umidi, difficilmente attaccabile dalle muffe, inoltre è resistente al fuoco. I pro dell’isolante minerale sono la durata, il suo essere traspirante, e come gli altri materiali naturali è riciclabile e biodegradabile. Si trova sotto forma di pannelli, lastre, feltri o granuli come l’argilla e la pietra pomice. Adatti per cappotti, coperture e facciate ventilate, i feltri sono sconsigliati nelle intercapedini dei cappotti. È meglio preferire la composizione in granuli ad esempio della vermiculite.

Prestazioni che incidono sulla scelta dell’isolante

Uno dei fattori da considerare è il cosiddetto sfasamento termico. Ossia il tempo che il calore impiega per raggiungere l’interno dell’abitazione dopo aver attraversato le pareti o gli elementi strutturali. Maggiore è elevato questo valore più lungo sarà il tempo che impiegherà il calore a raggiungere gli ambienti interni. La resistenza di diffusione al vapore è la capacità di traspirare del materiale. Il suo potere è inversamente proporzionale come lo sfasamento, tanto più piccolo sarà questo valore, maggiore il materiale sarà traspirante. La conseguenza di una buona traspirazione del materiale è l’assenza della condensa. Quindi scegliere un buon materiale traspirante vorrà dire limitare l’insorgere di muffe e parassiti.

Miglior isolante termico

È intuitivo pensare che ad uno spessore maggiore del pannello isolante corrisponda un maggiore potere di coibentazione. Qualora non vi fossero problemi è sempre preferibile scegliere il pannello più spesso. La scelta dell’isolante termico d’applicare deve tener conto di diversi aspetti, quali:

  • la dimensione della superficie da isolare
  • le prestazioni termiche che si vogliono ottenere
  • se si può realizzare o meno un isolamento esterno

Non è possibile quindi stilare una classifica sul migliore isolante. Il migliore isolante è quello che risponde al meglio all’esigenze valutando caso per caso. Per questo è bene scegliere dopo una fase di valutazione degli aspetti più rilevanti. Da tenere sempre presente infatti il grado di coibentazione iniziale della casa e valutare la presenza di ponti termici o punti di dispersione del calore dovuto a spifferi e crepe determinate dal cattivo stato di conservazione del fabbricato.

Conclusioni

Laddove il budget lo permette è sempre meglio fare una scelta più ecologica possibile, prediligendo l’uso di materiali provenienti da fonti rinnovabili. Questi possono essere riciclati e smaltiti nel modo più naturale possibile. Anche se il costo iniziale per un isolamento di questo tipo può essere elevato, un buon isolamento permetterà nel tempo di ammortizzare le spese sui costi del riscaldamento. Questo va visto ovviamente come un investimento a lungo termine, contro anche la muffa in casa. Inoltre è possibile usufruire dell’Ecobonus approvato dal governo inserito nella manovra finanziaria, che permette di detrarre le spese per l’isolamento termico fino al 65%.

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