L’architettura contemporanea a Parigi

Alla scoperta della Parigi dell’architettura contemporanea

Già dagli anni 70 Parigi ha visto un rinnovamento continuo nell’architettura della città: basti pensare al celebre Centre Pompidou di Renzo Piano e Richard Rogers, costruito fra il 1972 e il 1977, che è stato uno degli interventi di recupero urbano più discussi.

Dai gradi progetti urbanistici quindi come “il bouburgue” sopra citato, fino al nuovo ingresso per il Museo del Louvre (la famosa piramide vetrata di Ieoh Ming Pei), Parigi offre innumerevoli spunti per un viaggio fra le architetture contemporanee: in questo articolo ne abbiamo selezionate alcune, interessanti sia perché di recente costruzione che di notevole impatto visivo.

A fine 2014 è stata inaugurata nel Jardin d’Acclimatation del Bois de Boulogne la sede della Fondazione Louis Vuitton progettata da Frank O. Gehry per ospitare mostre temporanee ed eventi musicali, nonché l’esposizione delle opere di proprietà della Fondazione e della collezione Arnault.

fondazione luis vuitton parigi   interni

 

L’edificio sorge su un bacino artificiale appositamente costruito, e la sua forma ricorda un vascello con dodici vele di vetro sorrette da una struttura in legno lamellare.
Oltre all’edifico stesso e alla sua complessa volumetria, tipica delle opere di Gerhy, questo è prima di tutto un progetto del paesaggio; l’architetto infatti ridisegna dei percorsi, inserisce delle essenze vegetali, l’edificio dialoga con la natura e la storia del sito, richiamando con il suo involucro trasparente le architetture di vetro e dei giardini del XIX secolo. L’edificio ospita al suo interno undici sale espositive, un auditorium modulabile con una capacità variabile da 360 a 1000 persone e delle terrazze panoramiche da cui godere della vista sulla città.

Un altro “monumento parigino” nel cuore della città, al 261 del boulevard Raspail, praticamente di fronte al cimitero di Montparnasse è rappresentato dall’edificio della Fondazione Cartier realizzato nel 1994 da Jean Nouvel.

 

parigi cartier     parigi cartieri 1

L’emblema dell’edifico è rappresentato dalla sua facciata quasi “smaterializzata” costituita da uno schermo di vetro che si estende parallelamente al boulevard Raspail per prolungare la prospettiva del viale. Dietro a questa parete trasparente è presente un cedro del Libano piantato da Chateaubriand nel 1823. Sopra l’ingresso del palazzo si erge un muro di piante realizzato nel 1998 da Patrick Blanc, artista specializzato in botanica tropicale. Fungendo allo stesso tempo sia da finestre che da specchi, le pareti vetrate permettono allo spettatore si di intravedere le opere esposte, che di ammirare l’ambiente urbano che si riflette sulle pareti dell’edificio, che risulta così essere in continua metamorfosi in base all’ora del giorno o della notte; all’interno, Jean Nouvel ha creato uno spazio flessibile che stimola gli artisti ad appropriarsi dell’architettura.

Sempre di Jean Nuovelle è anche la realizzazione dell’ultimo grande museo parigino, inaugurato nel 2006, il Musee du quai Branly lungo il corso della Senna, dedicato alle arti primitive. L’elemento architettonico che predomina è la lunga recinzione in vetro che segue la curvatura della Senna: questo “muro” di vetro alto 12 metri e lungo 200 metri è frutto del lavoro della società Eiffel, specializzata nella produzione di speciali strutture metalliche, simili a quelle prodotte per il viadotto di Millau e per la ristrutturazione del Grand Palais; l’ulteriore caratterizzazione dell’edificio è dato dall’opera di Patrick Blanck, una parete verticale che interessa sempre la facciata rivolta verso la Senna.

quai branly  quai branly 2

Concludiamo il nostro viaggio nel quartiere de la Defènce, che dal 1955 è in continua trasformazione: la zona, conosciuta per il suo spettacolare Arco, ospita fra gli edifici di più recente costruzione, la Torre D2 che ridisegna lo skyline di Parigi e del suo distretto terziario, introducndo l’acciaio in un mondo fatto di cemento.

Inaugurato nel 2013, si tratta del primo edificio di grande altezza a La Defense con una griglia esterna in acciaio che si distingue per la sua forma caratteristica e la facciata a diamanti. L’emblematico edificio per uffici, realizzato dall’architetto francese Anthony Béchu e dal suo collega americano Tom Sheehan, si caratterizza per la forma ovale e per sua facciata, definita dalla struttura esterna a griglia.

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All’ultimo piano, un piano aperto e a giardino offre un’oasi verde di 500 mq posizionata nel cuore del business centre; protetto dai venti grazie a finestre vetrate alte 2 metri, il cosiddetto “giardino sulle nuvole” comprende anche un piccolo campo da golf. La griglia esterna continua anche nel giardino e una impressionante struttura a cupola in acciaio, aperta, corona la cima dell’edificio.

Arch. Elena Valori

 

 

 

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