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David Chipperfield: biografia opere curiosità delle Archistar

Sir David Chipperfield è unanimemente riconosciuto come una delle figure più eminenti e affermate fra gli architetti famosi contemporanei. Continua a leggere per scoprire tutto quello che c’è da sapere sull’architetto londinese.

David Chipperfield biografia

David Chipperfield nasce a Londra nel 1953.Frequenta l’Architectural Association di Londra, dove consegue il diploma di architettura nel 1977. Dopo la laurea la sua esperienza professionale  parte dal tirocinio negli studi di Richard Rogers e Norman Foster. Nel 1984 apre il suo studio a Londra. Con gli anni acquisisce esperienza nella realizzazione di opere in ogni settore, dal residenziale al pubblico, dalla scala privata al grande complesso. In seguito apre gli studi con sedi a Tokyo, Milano, Berlino e Shanghai.

David Chipperfield opere

L’architetto londinese si è occupato nel corso della sua carriera di molti settori, dall’interior design alle abitazioni private. Vediamo quali sono le opere più significative.

Kunsthaus – Zurigo (in corso)

La Kunsthaus con l’apertura dell’estensione progettata da David Chipperfield, attesa entro il 2020, diventerà il più grande museo d’arte della Svizzera. Il progetto è  risultato vincitore del concorso internazionale in due fasi, indetto nel 2008.

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Kunsthaus Zurigo

David Chipperfield ha previsto un nuovo volume indipendente e massiccio collocato su Heimplatz. Su questa stessa piazza l’architetto Karl Moser eresse il primo nucleo del museo fra il 1904 e il 1910. La nuova ala è destinata a ospitare parte della collezione permanente e mostre temporanee, e si relazionerà con lo spazio urbano cittadino attraverso ampie porzioni vetrate. Per quanto riguarda la distribuzione interna, intorno alla grande hall a tutt’altezza del piano terra saranno disposte tutte le strutture pubbliche, come i servizi di ristorazione, il bookshop, gli spazi per i servizi educativi e gli eventi.  I due livelli superiori verranno invece riservati all’attività espositiva.

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Dettaglio dell’interno

Tra gli aspetti distintivi dell’operazione rientra il largo impiego della luce naturale, che convergerà nelle sale interne, di dimensioni e forme variabili, tramite i lucernari in copertura. Negli spazi destinati alle opere d’arte, il contributo della luce solare verrà controllato e “miscelato” con le fonti artificiali. Il progetto include anche un art garden, cui spetterà un ruolo di collegamento tra il centro storico di Zurigo e l’estensione stessa; questo spazio verde, negli intenti di progettisti e committenza, dovrebbe divenire un luogo di riposo e contemplazione artistica per la cittadinanza e i visitatori.

Centre Pompidou per West Bund Museum – Shanghai (2019)

La nuova sede del celebre museo di arte contemporanea francese è stata progettata dallo studio guidato dall’architetto David Chipperfield. Situata in un’ala del West Bund Museum, la nuova galleria d’arte si trova sulla Shanghai Corniche, la sponda settentrionale del fiume Huangpu, nel distretto di Xuhui. Il sito è attualmente oggetto di una profonda riqualificazione, ed è destinato a diventare uno dei più grandi riferimenti culturali della città.

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West Bund Museum – Shanghai

Il complesso architettonico, che si estende su una superficie di 22.000 metri quadrati, è costituito da tre volumi articolati attorno a una corte centrale con atrio a doppia altezza: una configurazione che consente ai diversi ambienti del museo di funzionare in modo indipendente.  Ciascun volume, alto 17 metri, è dotato di un livello superiore, connotato da una galleria illuminata dall’alto, e di uno inferiore che varia a seconda della funzione: sala polivalente, studio d’arte o spazi educativi. La libreria e la caffetteria si trovano invece a un livello intermedio collegato direttamente a Longteng Avenue.

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Dettaglio del West Bund Museum

Il tetto è sostenuto da una monumentale colonna affusolata. In contrasto con la brillante luminosità delle tettoie sospese rivestite di gesso, i tre volumi principali sono rivestiti con vetro riciclato traslucido, che conferisce all’intero complesso una resa estetica opalina. La facciata lunga8,5 km appare iridescente durante il giorno e sfaccettata di notte. Le ampie finestre poste alle estremità offrono viste panoramiche sul parco, sul fiume e sull’intera città.

James Simon Galerie – Berlino (2019)

La James-Simon-Galerie progettata da David Chipperfield è  la nuova galleria che dà l’ingresso (insieme alla Promenade archeologica) all’intero sistema museale, completando l’ensemble tra il canale Kupfergraben e il Neues Museum di Berlino.

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James Simon Galerie- Berlino

Come nuova porta d’accesso all’Isola dei Musei, la James-Simon-Galerie svolge un ruolo significativo per l’ingresso e il convogliamento dei visitatori all’interno formando una connessione fisica con il Museo di Pergamon e attraverso la passeggiata archeologica al piano seminterrato con il Neues Museum, il Museo Altes e il Bode Museum. L’alto basamento in pietra dell’edificio rafforza la sponda del canale Kupfergraben. Al di sopra del basamento si innalza il propileo contemporaneo che corre lungo il perimetro dell’edificio. Le sottili colonne diventano un leitmotiv e costituiscono uno spazio di transizione tra esterno ed interno utilizzato per l’attraversamento, proprio come nei Propilei ateniesi.

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Dettaglio dell’interno

Arrivando al livello superiore, i visitatori entrano in un ampio foyer, con biglietterie e accesso diretto al piano espositivo principale del Pergamon. Il foyer comprende anche la caffetteria e si apre su una grande terrazza che, lungo il canale Kupfergraben, percorre tutta la lunghezza dell’edificio. Un piano mezzanino sotto il foyer dell’ingresso principale ospita un bookshop e un grande guardaroba, servizi igienici e armadietti, mentre gli spazi espositivi temporanei e un auditorium sono situati nel seminterrato.

Il linguaggio architettonico della James-Simon-Galerie riprende elementi già esistenti nell’Isola dei Musei, principalmente dell’architettura esterna, come la topografia, i colonnati e le scale esterne, facendo riferimento a Schinkel, Stüler e agli altri architetti coinvolti nella creazione del Museumsinsel.

La matericità dell’edificio in pietra ricostituita con un aggregato di pietre naturali si fonde con la ricca tavolozza di colori e materiali delle facciate dei musei vicini, mentre il cemento liscio domina gli spazi interni. La galleria prende il nome da uno dei mecenati più importanti della città, James Simon, che all’inizio del XX secolo lasciò in eredità le sue collezioni d’arte e le scoperte di scavi ai Musei di Stato di Berlino.

Amorepacific Headquarters – Seul (2017)

David Chipperfield Architects ha completato il quartier generale Amorepacific, la più grande beauty company coreana, nel centro di Seoul. Il progetto è guidato dalla volontà dell’azienda di interagire con la città. La sede di Amorepacific può  essere definita come un gradiente di spazi che va dal grande atrio al piano terra – concepito come catalizzatore di attività culturali aperte alla città – agli spazi per le attività dell’azienda ai piani superiori.

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Amorepacific Headquarter Seoul

L’area, in precedenza zona militare statunitense, è attualmente la più grande in termini sviluppo di edifici alti in Corea. La struttura si estende su 216.000 metri quadrati, distribuiti in 23 piani. Le strutture pubbliche ai piani più bassi includono un grande atrio e uno spazio espositivo, un auditorium, un centro conferenze, una biblioteca, un’area per la vendita al dettaglio e per la ristorazione e l’Amorepacific Museum of Art. Ai piani superiori, gli uffici dell’azienda sono affiancati da un asilo nido e da uno spazio che racconta la storia aziendale e da strutture per il personale come aree di ristorazione e fitness.

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Dettaglio del prospetto

Il volume compatto della sede è scavato da un cortile centrale, tre aperture a scala urbana e giardini pensili offerti allo staff dell’azienda come spazi ricreativi; questa disposizione pensata per ottimizzare la luce naturale e la ventilazione naturale.

Centro visitatori e cappella del cimitero di Inagawa- Hyogo (2017)

Il cimitero di Inagawa si trova su un ripido sito nella catena montuosa Hokusetsu della prefettura di Hyogo, a circa 40 chilometri a nord di Osaka. Il cimitero è disposto su terrazze e diviso in due da una monumentale rampa di scale che porta a un santuario nel punto più alto. Questo è l’asse che orienta l’intero progetto.

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Cimitero Inagawa

Il centro visitatori e la cappella sono progettati come una soglia marcata tra il mondo esterno e uno spazio più tranquillo all’interno per la contemplazione. Allineati con la scala centrale e come contrappunto al santuario, gli spazi visitatori e cappella sono riuniti attorno a un cortile. I visitatori si avvicinano a questo spazio da una piattaforma esterna che conduce ad un’ampia apertura centrale incorniciata nella facciata a sud-est a gradini. Seguendo il collegamento assiale tra le due estremità del sito, un ruscello trasporta l’acqua lungo il centro della scala dalla cima della montagna direttamente verso l’edificio. Mentre si avvicina alla parte inferiore della scala vicino alla cappella, l’acqua corrente rallenta e si accumula mentre si raccoglie in una depressione.

Museo delle culture – Milano (2015)

Il museo delle culture nasce da un’operazione di recupero di archeologia industriale nell’area dell’ex fabbrica Ansaldo, in zona Tortona.

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Museo delle Culture – Milano

Il MUDEC reinterpreta gli spazi in cui è inserito. La caratteristica del museo è il suo corpo dalle forme squadrate rivestito di zinco e con una struttura in cristallo – illuminata 24 ore su 24 – che “irrompe” geometricamente nell’edificio che lo accoglie. Il nuovo spazio si distingue per la sua hall centrale di forma libera e organica, che genera una corte interna. Questo spazio è  una piazza coperta, luogo d’incontro fra le culture e le comunità.

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Dettaglio dell’interno

All’interno dell’edificio si sviluppano diversi spazi che offrono al visitatore e alla città una molteplicità di proposte culturali e di servizi, distribuiti su 17.000mq. Il museo ospita sale per la collezione museale e per leesposizioni temporanee, auditorium; MUDEC Bistrot, MUDEC Design Store, MUDEC Restaurant, aule didattiche, MUDEC Junior e parcheggio.

Valentino flagship store – New York (2014)

Il Flagship Store Valentino New York si trova sulla Fifth Avenue nell’ex grande magazzino Takashimaya, progettato da John Burgee e Philip Johnson, aperto nel 1993. Combinando vecchio e nuovo,lo Store Concept genera un’atmosfera simile a un palazzo, allontanandosi dall’approccio di una boutique tradizionale e promuovendo invece un formato di vendita più architettonico.

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Valentino Flagship Store- New York

Gli elementi architettonici sono al centro del concetto di design. L’architettura viene introdotta nel negozio piuttosto che rimanere solo all’esterno, riducendo l’uso di decorazioni superficiali e pannelli sottili per creare una scenografia interna. Caratteristiche architettoniche come scale, pareti e colonne rimangono esposte per rivelare la loro intrinseca materialità e integrare gli oggetti in mostra.

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Dettaglio dell’interno

Questo approccio conferisce al negozio un senso di permanenza e purezza che riflette la qualità dei prodotti del marchio.

Museo Yumex – Città del Messico (2013)

Il museo è stato costruito nel quartiere di Nuevo Polanco, un’area della città soggetta ad una importante e veloce riconversione con grandi trasformazioni delle vecchie industrie in centri commerciali, residenze o in musei come nel caso del progetto di David Chipperfield.

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Museo Yumex- Città del Messico

La nuova costruzione è in cemento bianco a vista e travertino locale. La copertura dell’edificio a dente di sega richiama quella degli edifici industriali un tempo presenti nell’area. L’edificio poggia su quattordici colonne, il pianoterra stabilisce una continuità visiva con la vicina piazza invitando i passanti ad entrare per visitare la galleria disposta sui due livelli superiori.

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Dettaglio dell’interno

Con i suoi 4000 metri quadrati il museo ospita la più importante collezione privata di opere d’arte dell’America Latina.

America’s Cup Building – Valencia (2006)

L’edificio per l’America’s Cup è pensato come una terrazza sul mare, come un luogo affacciato sul porto per offrire lo spettacolo dell’orizzonte.  Veles e Vents, progettato da David Chipperfield e dallo studio b720, non poteva che diventare il simbolo del Port America’s Cup di Valencia. L’edificio si trova all’ingresso del canale che fa da collegamento tra il mare e il porto. Al sui interno ha una superficie di 10mila metri quadri e una distribuzione prevalentemente orizzontale, come dimostrano i soli quattro piani complessivi.

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America’s Cup Building “Veles e Vents” – Valencia

Il disegno, molto semplice e geometrico, viene movimentato dalla distribuzione a livelli sfalsati e di ampiezze diverse, in modo da creare giochi di luci e ombre. L’impressione è che i diversi blocchi siano protesi verso il mare, per portare “in prima fila”gli spettatori che affollano bar, ristoranti e terrazze. Ma l’elemento che più si avvicina al mare aperto è il ponte, che si stende verso l’acqua in direzione del percorso delle gare di offshore. Queste terrazze sono distribuite in modo da offrire spazi al riparo dal sole.

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Dettaglio dell’interno

Questa soluzione  rappresenta la risposta di Chipperfield e b720 alla richiesta di un edificio nuovo, simbolico ma allo stesso tempo in grado di offrire il massimo comfort agli spettatori dell’America’s Cup.

Toyota Auto – Kyoto (1990)

L’edificio della Toyota Auto Kyoto è stato il secondo di tre progetti completati in  Giappone nei primi anni ‘9o. L’appartamento all’ultimo livello è contenuto in un padiglione dalla volumetria più articolata. La zona residenziale si differenzia dalle parti commerciali dell’edificio grazie ad un prezioso rivestimento in metallo ed è dotato di un giardino pensile con piscina.

toyota auto kyoto
Toyota Auto – Kyoto

La scelta dei materiali segue la stessa logica dell’organizzazione volumetrica: la scelta segna anche la diversificazione e stratificazione degli spazi, giocando sul peso e sulla leggerezza delle diverse materie.

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Dettaglio percorsi esterni

David Chipperfield curiosità

David Chipperfield ha ricevuto un gran numero di premi. Tra i vari riconoscimenti ricordiamo la Royal Gold Medal nel 2011.

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