Jean Nouvel

Jean Nouvel: biografia opere curiosità delle Archistar

Jean Nouvel è fra i più noti architetti famosi francesi degli ultimi decenni. Continua a leggere e scopriamo insieme tutte le opere e le curiosità dell’archistar francese.

Jean Nouvel biografia

Jean Nouvel nasce a Fumel (Francia) nel 1945; nonostante il suo “primo amore” fosse la pittura, nel 1966 è primo al concorso di ammissione della Scuola nazionale superiore di Belle Arti di Parigi, dove si diploma nel 1972. Dal 1967 a 1970 lavora nello studio di Claude Perent. Nel 1970 apre il suo primo studio a Parigi con François Seigneur. Nella sua produzione architettonica, Jean Nouvel utilizza le più diverse tematiche (dalla storia all’high-tech, dal cinema alla letteratura) al punto che non è possibile identificare una specificità tra i suoi progetti, tranne alcuni aspetti formali quali la “grande leggerezza, trasparenza e immaterialità”; questo approccio multidisciplinare al progetto nacque proprio durante la sua formazione presso lo studio di Parent.

Jean Nouvel opere

Il primo incarico di rilievo è una clinica chirurgica alla periferia di Parigi: ispirandosi a Venturi, Nouvel usa “mattonelle art decò, parapetti di tipo nautico, capote da auto sportive”.

Istituto del Mondo Arabo- Parigi (1987)

Il progetto che consacra Jean Nouvel quale architetto a livello internazionale è  l’Instituto del Mondo Arabo di Parigi. Si tratta di una “realizzazione d’avanguardia” in un momento di forte slancio architettonico durante le grandi opere volute dal presidente Mitterand per la nuova Parigi.

Jean Nouvel Institut du Monde Arabe di Parigi
Istituto del Mondo Arabo
Institut du Monde Arabe di Parigi
Dettaglio della facciata
Institut du Monde Arabe di Parigi interno
Dettaglio degli interni

L’edificio è caratterizzato dalla particolare forma a coltello, dove la luce viene proiettata nella facciata sud tramite cellule fotoelettriche. Le quattro facciate dell’edificio, trattate ciascuna in modo differente, simboleggiano la confluenza in quel nodo di quattro differenti culture. Fra le realizzazioni residenziali, citiamo il complesso di edilizia popolare Némausus a Nîmes (1986), affrontato cercando un “ingrandimento” della  tipica abitazione della classe borghese.

Museo Nazionale del Qatar – Doha (2019)

Per il nuovo Museo Nazionale a Doha Jean Nouvel si è lasciato ispirare dalla forma delle rocce sedimentarie tipiche del Medio Oriente, le cosiddette Rose del Deserto.

Museo del Qatar a Doha
Museo Nazionale del Qatar

Esteso su una superficie di 52.000 metri quadrati, il museo è costituito dalla sovrapposizione di volumi discoidali, interconnessi tra loro a formare un complesso architettonico a forma di anello che si estende per 350 metri. Realizzati con una struttura metallica rivestita in calcestruzzo fibro-rinforzato, i ‘dischi’ di differenti ampiezze, e le relative sporgenze, garantiscono l’ombreggiamento necessario ad affrontare il torrido clima della penisola del Qatar. Oltre ad essere funzionale questi elementi sono anche un riferimento simbolico al paesaggio desertico del paese.

dettaglio del museo
Museo Nazionale del Qatar- dettaglio

Il nuovo complesso comprende anche il Palazzo Reale dello Sceicco Abdullah bin Jassim Al Thani, un edificio storico dei primi del Novecento che è stato preservato e restaurato.

museo nazionale Qatar interno
Dettaglio degli interni

Oltre agli spazi espositivi il complesso museale ospita anche un auditorium da 213 posti, spazi per la didattica, un centro di ricerca, negozi e caffetterie, un ristorante panoramico e un parco con un giardino botanico, un giardino di sculture, una laguna artificiale, un campo da gioco per bambini e vari servizi per i visitatori.

Louvre – Abu Dhabi (2017)

Il nuovo Louvre di Abu Dhabi si distingue per la sua cupola traforata di alluminio di 180 metri di diametro fluttuante a 30 m di altezza.

Louvre Abu Dhabi
Louvre Abu Dhabi

L’edificio sorge in riva al mare sull’isolotto artificiale di Saadiyat e occupa una superficie complessiva di 97.000 mq distribuiti all’interno di un complesso caratterizzato da una forte orizzontalità e un’impostazione particolarmente urbana. In questo immenso spazio trovano posto zone  la collezione permanente e per le mostre temporanee, il museo per i bambini e un auditorium, bar e caffetteria e locali per l’amministrazione e lo stoccaggio delle opere d’arte.

Louvre corte interna
Louvre Abu Dhabi- interno

Il complesso museale è composto dall’unione di 55 piccoli edifici di dimensioni e altezze differenti che realizzano gallerie espositive e spazi di relazione, alcuni dei quali dotati di specchi d’acqua, finiti con materiali che spaziano dal bronzo al marmo e luci e arredi disegnati dallo stesso Jean Nouvel. Il tutto coperto dalla iconica cupola ribassata traforata. Da un punto di vista strutturale è costituita da una doppia cupola di alluminio traforata che sembra sospesa a un’altezza di 30 metri al di sopra dell’intorno e del mare. I due livelli sono sostenuti da una complessa struttura reticolare spaziale e hanno una trama definita dalla sovrapposizione di otto disegni distinti, che sviluppano 7.850 stelle di dimensioni differenti le cui trame, ispirate alle geometrie orientali, creano aperture che proteggono dall’irraggiamento diretto e contribuiscono a mantenere freschi gli ambienti sottostanti.

Fondation Cartier – Parigi (1994)

Fondata nel 1984 da Alain Dominique Perrin, presidente del celebre marchio del lusso Cartier, la Fondation Cartier è ospitata dal 1994 nel’edificio progettato da Jean Nouvel, situato su Boulevard Raspail, nel 14° arrondissement di Parigi. Per la Fondazione Cartier, Nouvel ha disegnato un edificio di 11.300 metri quadrati caratterizzato da grandi facciate vetrate che mettono in relazione visiva gli spazi interni del centro, che sono flessibili e illuminati in modo naturale, con il bel giardino che lo circonda.

Jean Nouvel Fondazione Cartier a Parigi

Jean Nouvel ha scelto per la Fondation Cartier forme trasparenti e leggere, innovatrici e poetiche al tempo stesso: sono state impiegate 650 tonnellate di metallo e 5000 mq di facciate vetrate.

fondation cantier tetto
Fondation Cartier- dettaglio dell’ultimo piano

Gli spazi espositivi contano una superficie di circa 1200 mq distribuiti su due livelli. Pareti scorrevoli, elementi modulari, pannelli pensati di concerto con l’architettura del luogo, consentono di ottenere uno spazio flessibile. All’esterno, la scansione delle facciate vetrate su cui si riflette la vegetazione circostante, enfatizzano il concetto di “dematerializzazione”.

Museo Quai Branly- Parigi (2006)

Altra interessante realizzazione è il Museo Quai Branly di Parigi. Il terreno su cui sorge l’edificio si trova nel VII° arrondissement, nell’area un tempo occupata dal ministero del Commercio Estero, a poca distanza dalla Tour Eiffel, ed è affacciato lungo la Senna, di fronte al Palais de Tokyo e al Musee d’Art Moderne de la Ville de Paris.

quai branly vista laterale
Museo Quai Branly- vista laterale

All’esterno, la fusione con la natura è totale: lo circondano alberi, colline artificiali, specchi d’acqua e piante di ogni tipo attraverso le quali, lungo stradine tortuose, si giunge all’entrata del complesso. All’interno si respira un’aria magica e sacra: pochi e tenui raggi di sole riescono a filtrare attraverso i frangisole in legno illuminando gli oggetti tipici dei diversi continenti del mondo. Oltre alla sua indubbia suggestività, il museo è noto per il grande muro verde che riveste la facciata rivolta verso la Senna.

Si tratta di una creazione dell’artista botanico Patrick Blanc, famoso per i suoi prati verticali che impreziosiscono tra l’altro, anche il Caixa Forum di Herzog e de Meuron a Madrid. Quello realizzato per il Museo Quai Branly di Parigi, è un muro vegetale di 800 mq con 15.000 piante di 150 differenti specie provenienti da Giappone, Cina, Europa centrale e Stati Uniti. A contribuire alla sostenibilità del complesso, un impianto di pannelli fotovoltaici riveste le pareti verticali ed i tetti, mentre sonde geotermiche nel sottosuolo, sfruttano l’inerzia termica del terreno per risparmiare energia per la climatizzazione.

Jean Nouvel Museo Quai Braldy di Parigi
Museo Quai Branly- muro vegetale di Patric Blanc

Centro Culturale KKL – Losanna (2000)

Il centro culturale e congressi progettato da Jean Nouvel è un edificio che dialoga con il lago che si trova ai suoi piedi. Il KKL si trova in un punto nevralgico della città svizzera: inserito tra le catene montuose e nel paesaggio di campagna che circonda il Lago dei Quattro Cantoni, a stretto contatto con edifici di qualità, come il centro universitario e la stazione ferroviaria, l’edificio occupa la medesima posizione in cui si inseriva il precedente centro culturale dell’architetto svizzero Armin Meili.

KKL lucerna
KKL

L’elemento principale e caratteristico dell’edificio è il tetto di rame inclinato, che sporge a sbalzo a 20 metri dalla facciata principale. La sala da concerto che si torva all’interno del Centro di Cultura e Congressi KKL di Lucerna è nata  dalla collaborazione tra l’architetto francese Jean Nouvel e l’architetto e acustico americano Russell Johnson. Il risultato è un ambiente che vanta  un’architettura e un’acustica eccezionali. 

jena nuovel kkl interno
KKL – dettaglio dell’interno

Torre Agbar – Barcellona (2005)

La torre Agbar è un grattacielo in acciaio e cristallo che si innalza sullo skyline della città per oltre 142 metri con 32 piani di altezza. L’edificio sorge nel punto in cui confluiscono le tre grandi strade di Barcellona: l’Avenida Diagonal, la Meridiana e la Gran Via, in linea d’aria non troppo distante dalla Sagrada Familia di Antoni Gaudi.

jean nouvel torre agbar
Torre Agbar

Nel progetto convivono i due concetti opposti di leggerezza e solidità; la prima data dal generoso utilizzo del vetro, la seconda dal calcestruzzo, che costituisce il cuore dell’edificio. La struttura della torre è costituita da due cilindri di calcestruzzo non concentrici, a pianta ovale, che si innalzano sino al 26° piano. Il cilindro esterno è in calcestruzzo, mentre quello interno, in cristallo e alluminio, ospita le scale, i montacarichi, gli impianti e gli ascensori; lo spazio tra i due elementi cilindrici è aperto, libero da pilastri.

jean nouvel torre agbar dettaglio
Torre Agbar- dettaglio della cupola
torre agbar interno
Torre Agbar – dettaglio dell’interno

Dopo il ventiseiesimo piano sorge la cupola in vetro e acciaio, i cui sei piani sono fissati al cilindro centrale senza toccare la parete esterna. L’idea della facciata a doppia “pelle” nasce dalla volontà di seguire criteri bioclimatici. Il doppio strato di copertura consente, infatti, di creare uno scudo termico che isola sia dal caldo che dal freddo.

Kilometro rosso – Bergamo (2003)

kilometro rosso
Kilometro Rosso

L’edificio denominato Kilometro Rosso è un Parco Scientifico Tecnologico che ospita aziende, attività di produzione hi-tech, centri di ricerca e laboratori. Il nome deriva dalla lunghezza della facciata della struttura che costeggia l’autostrada A4. 

jean nouvel kilometro rosso dettaglio
Kilometro Rosso- dettaglio delle entrate

Una vibrante linea rossa, lunga un chilometro e parallela all’autostrada, conferisce a questo insieme commerciale-industriale una forte identità. Oltre a riflettere l’immagine industriale di Brembo, (azienda leader nella produzione di impianti frenanti) la scintillante parete rossa di alluminio scanalato e laccato funge da barriera acustica, consentendo alle sue spalle lo sviluppo di del campus di ricerca che comprende spazi verdi e ampie vedute sul paesaggio. Lo schermo rosso lungo un chilometro è costruito su un podio di parcheggio lungo un chilometro, anche lui rosso.

Gasometer A- Vienna (2001)

Situati nel distretto di Simmering, i gasometri furono adoperati dal 1899 al 1984 come strutture per immagazzinare gas di città.

gasometro A
Gasometro A

Dopo il passaggio al gas naturale, avvenuto tra il 1969 e il 1978, gli edifici sono stati dismessi.  Con un profondo rinnovamento dei gasometri attuato dal Comune di Vienna, che li ha classificati monumenti protetti, nel 1995 è partito il concorso di idee per sfruttare questi edifici in modo proficuo. A vincere furono gli architetti Jean Nouvel (Gasometer A), Coop Himmelblau (Gasometer B), Manfred Wehdorn (Gasometer C) e Wilhelm Holzbauer (Gasometer D), i cui progetti furono realizzati dal 1999 al 2001. Jean Nouvel ha mantenuto intatta la cortina muraria esterna, come testimonianza storica dell’edificio e ha progettato una serie di segmenti che ospitano appartamenti su 14 livelli. Questi “edifici” interni sono leggermente distaccati dalla parete originale in modo da fornire accessi verticali.

facciate interne gasometro
Gasometro A – vista della facciata interna

Il centro commerciale che collega i quattro gasometri è coperto da una cupola di vetro e circondato da fioriere con erba. Il rivestimento dei lati dei segmenti in vetro fornisce una serie di riflessi e rendono più leggera l’intera struttura. 

Galeries Lafayette – Berlino (1996)

Ubicato nel cuore della vecchia Berlino est, vicino al famosissimo Checkpoint Charlie, la Galerie Lafayette (unica succursale Europea delle Galeries Lafayette di Parigi) è uno dei principali punti di riferimento della città. L’edificio si caratterizza per la sua struttura leggera e trasparente, dalla forma sinuosa e severa allo stesso tempo. Il vetro scuro delle facciate crea un effetto specchio di giorno, mentre di notte la luce interna lascia intravedere gli interni dalla strada. L’edificio si sviluppa su pianta quadrata e si affaccia oltre che sulla principale Friedrichstraße, anche sulla Französische Straße e sulla Jägerstraße.

jean nouvel galeries lafayette berlino
Galeries Lafayette a Berlino

Nell’incrocio fra le prime due strade Jean Nouvel modella l’edificio con una elegante curvatura che ne evidenzia e rimarca l’angolo urbano in maniera diversa rispetto ad altri edifici preesistenti. L’angolo invece disegnato tra la Friedrichstraße e la Jägerstraße si presenta come netto e rettilineo.

interno galeries lafayette
Galeries Lafayette – dettaglio dell’interno

Jean Nouvel curiosità

Nella sua lunga carriera durata oltre quarant’anni Jean Nouvel ha ricevuto numerosi presi e riconoscimenti. Il più importante è stato il Premio Pritzker nel 2008.

Arch. Elena Valori

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