Kazuyo Sejima

SANAA Sejima e Nishizawa: biografia, opere, curiosità delle Archistar

SANAA è uno fra gli studi di architetti famosi a livello internazionale più famoso. Continua a leggere per scoprire tutte le opere, la biografia e le curiosità su queste grandi personalità dell’architettura contemporanea.

SANAA biografia

Lo studio SANAA è formato dagli architetti Kazuyo Sejima e Ryue Nishizawa. Kazuyo Sejima è nata in Giappone, nella prefettura di Ibaraki, nel 1956. Nel 1981 si  laurea in architettura presso la Japan Woman’s University e inizia a lavorare nello studio di Toyo Ito. Nel 1987 apre il suo primo studio a Tokyo, la Kazuyo Sejima & Associates. Dal 1995 lavora fonda l’architetto Ryue Nishizawa co fondatore dello studio SANAA con sede a Tokyo. Ryue Nishizawa nasce in Giappone, a Yokohama nel 1966. Laureato in architettura alla Università Nazionale di Yokohama, dal 1995 lavora nello studio SANAA con Kazuyo Sejima. Le opere dello studio SANAA comprendono un gran numero di edifici pubblici di successo, vediamo insieme le opere più famose e le ultime realizzazioni.

SANAA opere

Ampliamento Art Gallery- Sindney (in corso)

Il “Sydney Modern Project”, che verrà completato nel 2021 in occasione del 150esimo anniversario dell’Art Gallery NSW, includerà il nuovo edificio di SANAA, la riqualificazione dell’edificio originale risalente al diciannovesimo secolo e una nuova piazza che collegherà ai Royal Botanic Gardens.

sanaa art gallery a sidney
Art Gallery Sidney
Il progetto di SANAA è una struttura autonoma composta da una serie di padiglioni, che segue la naturale conformazione del sito. Questo permette l’integrazione tra il porto di Sydney e l’edificio esistente della Art Gallery.
L’ampliamento aumenterà in modo significativo la superficie espositiva del museo e si concentrerà sulla creazione di una connessione tra interno e esterno; la piazza all’aperto è progettata per ospitare mostre, spettacoli dal vivo e altri eventi.
art gallery interno
Dettaglio dell’interno
Il nuovo spazio espositivo fornirà un edificio iconico che combina arte, architettura e paesaggio.

Nuovo Campus Università Bocconi- Milano (2019)

L’ampliamento sulla superficie di 35.000mq dell’ex Centrale del Latte, non si configura come una semplice realizzazione edilizia, ma come un vero e proprio intervento paesaggistico. Le linee morbide progettate dallo Studio SANAA la trasparenza degli edifici e i 17.000mq di verde aperto al pubblico raggiungono l’obiettivo di plasmare un nuovo campus urbano organico. La continuità degli spazi è garantita dalla pedonalizzazione di parte di piazza Sraffa, creando un asse verde che va dal Parco Ravizza, a est, fino al Parco Baravalle, a ovest, estendendosi a sud verso il Parco delle memorie industriali dell’area ex-OM.

sanaa campus bocconi
Campus Bocconi- Milano

L’intervento comprende un pensionato da 300 posti letto, i quattro edifici che costituiscono la nuova sede della SDA Bocconi School of Management e un centro sportivo polifunzionale. Questo spazio è dotato di due piscine (una delle quali olimpica da 50 metri, l’altra da 25), un’area fitness, un campo da basket/pallavolo e una running track al coperto. Le tribune riescono ad ospitare circa mille persone, suddivise tra piscina olimpica e campo da basket/pallavolo. Anche il centro sportivo sarà aperto alla cittadinanza.

dettaglio della facciata campus bocconi
Campus Bocconi- facciata

L’idea di apertura si concretizza nella continuità tra spazi interni ed esterni che caratterizza l’architettura dello Studio SANAA. Le facciate degli edifici sono trasparenti, e danno la sensazione di spazi interni che fluiscono verso quelli esterni, e le linee sono curve.

campus bocconi corte interna
Dettaglio della corte interna

Le articolazioni tradizionali dell’urbanistica milanese (strada, isolato, giardini, cortili) sono reinterpretate, a dimostrazione della forte sensibilità al contesto urbano di riferimento.

Centro culturale di Tsuruoka (2017)

Il Centro Culturale per la città di Tsuruoka si sviluppa in uno spazio multifunzionale nella stessa area del vecchio polo culturale. Nel 2012 SANAA vince il concorso e progetta l’ampliamento per le nuove attività civiche della comunità a fianco di un giardino e una scuola Han.

Centro culturale di Tsuruoka
Centro culturale di Tsuruoka

L’elemento principale del progetto è l’auditorium disegnato con una profondità ridotta. Questo dettaglio rende spettatori e performer più vicini e coinvolti nel corso dello spettacolo. Gli spalti sono disposti come i terrazzamenti di un vigneto, in modo che il suono si propaghi uniformemente dal palco a ogni fila di sedute. L’auditorium è circondato da un corridoio che diventa uno spazio pubblico fruibile. Il corridoio funge anche da collegamento e fa da filtro fra i vari ambiti del complesso: l’auditorium comprende sale prova, aule dedicate all’attività civica e spazi di servizio. Quando uno spettacolo richiede una maggiore privacy alcune partizioni rendono gli ambienti indipendenti.

sanaa auditorium
Dettaglio dell’auditorium

Il progetto di SANAA è finalizzato alla ricerca di nuove relazioni compositive e narrative sociali, ma allo stesso tempo ogni sala diventa indipendente sia strutturalmente sia spazialmente. All’esterno l’edificio appare frammentato in diversi volumi che evidenziano la struttura in acciaio. Ogni sala ha una copertura indipendente; quella dell’auditorium domina la scena per la sua imponenza, gli altri tetti degradano verso il parco.

Centro culturale di Tsuruoka corridoio
Dettaglio del corridoio interno

Il movimento della copertura rende l’edificio un insieme di volumi a diversa altezza. Questa soluzione richiama la spessa copertura dei templi buddisti e la connessione tetto-giardino del progetto di Kengo Kuma per il Museo Nezu di Tokyo. 

Sumida Hokusai Museum- Tokyo (2016)

Il museo, dedicato all’artista giapponese Sumida Hokusai si estende su una superficie di 3.279 metri quadrati. Il complesso è  suddivisi in 5 piani, uno ipogeo e quattro fuori terra e sorge all’interno del Parco Midori-Cho. La scelta del luogo non è casuale: un tempo qui sorgeva un palazzo appartenente a un signore feudale committente dell’artista.
Sumida Hokusai Museum
L’edificio progettato da SANAA si presenta come un blocco monolitico caratterizzato da profondi tagli che portano la luce direttamente al cuore del museo. Esternamente è rivestito da particolari pannelli in alluminio specchiato che riflettono il paesaggio circostante e ne permettono l’integrazione nel contesto.
Sumida Hokusai Museum interno
Dettaglio dell’interno
L’interno è organizzato secondo un sistema di stanze autonome interconnesse dal vuoto dei percorsi. Il museo ospita la collezione permanente delle opere di Hokusai, oltre a spazi per mostre temporanee, sale per incontri e seminari, uno shop e altri servizi accessori.

“The River”- Connecticut (2015)

Quando lo studio SANAA venne contattato per progettare la sede di Grace Farms Foundation furono posti due punti chiave su cui basare il progetto: concepire un’architettura come parte del paesaggio e non indicare un ingresso principale. L’edificio, che si sviluppa su una superficie di circa 7.700 metri quadri, è un padiglione trasparente a un unico piano fuori terra che si snoda nel paesaggio seguendo le pendenze del terreno.
sanaa the river
Grace Farms Foundation
La struttura portante è composta da esili colonne di acciaio con profili cavi a sezione circolare che sostengono il tetto in alluminio con finitura semi-lucida. L’involucro dell’edificio è completamente vetrato. Il rivestimento del soffitto e la pavimentazione sono realizzati in legno.
the river prospetto
Vista del prospetto
Da un punto di vista compositivo, la successione di spazi aperti e spazi riparati riprende una pratica già testata da SANAA nel padiglione di Toledo e nel Rolex Learning Center di Losanna. In questi due progetti infatti dove sono i percorsi a definire le differenze di quota e a creare separazione tra gli spazi.
the river dettaglio dell'interno
Dettaglio dell’interno
Al suo interno l’edificio ospita un auditorium da 700 posti chiamato “Sanctuary”, una biblioteca, un padiglione dedicato all’accoglienza e all’orientamento degli ospiti e un bar ristorante. Al piano interrato si trovano una sala da lettura, la biblioteca, le aree per la danza e per le performance artistiche, magazzini e aree di servizio. Accanto alla nuova costruzione, il complesso di Grace Farms include un fabbricato rurale recuperato. All’interno di questo spazio si trovano laboratori, sale prova, uno studio per artisti, una nursery e alcuni uffici. La progettazione dei 32 ettari di paesaggio è stata realizzata con l’obiettivo di preservare la flora e la fauna esistenti privilegiando le piantagioni autoctone e abbattendo quelle non originarie e integrando, inoltre, orti comuni, campi sportivi, giardini e percorsi naturalistici.

New Museum of Contemporary Art – New York (2007)

Il New Museum of Contemporary Art è una struttura di sette piani, situata al 235 Bowery tra le Stanton and Rivington Street all’inizio della Prince Street ed è il primo museo di arte costruito ex novo nella downtown di Manhattan. L’edificio è sia un’architettura per l’arte contemporanea che un incubatore di nuove idee. Sejima e Nishizawa  nel descrivere il loro edificio lo definiscono come una risposta alla storia e la personalità del Museo e della sua fondatrice Marcia Tucker.  La struttura è un insieme sovrapposto di sette scatole rettangolari sfalsate sul loro asse: una scelta formale di sfida ed un programma ambizioso che prevedeva l’apertura e la flessibilità delle gallerie di diverse altezze, in modo tale da creare spazi e atmosfere in un lotto di terreno relativamente piccolo (circa 22 x 34 metri). La struttura si alza per 53 metri nel tessuto urbano della Bowery segnandone in modo forte lo skyline.

sanaa new art museum
New Art Museum – New York
new art museum terrazza
Dettaglio della terrazza
new museum interno
Dettaglio dell’interno

Rolex Learning Center – Losanna (2010)

Il Rolex Learning Center si trova nel campus dell’EPFL (Ecole Polytechnique Fédérale de Lausanne) in Svizzera.  Ospita il laboratorio per l’apprendimento, la biblioteca e il centro culturale internazionale per l’EPFL. L’idea d’insieme che si coglie in quest’opera è l’assenza di confini fisici. Gli ambienti vengono definiti dai morbidi passaggi tra quote diverse, creando un’ideale separazione tra le differenti zone, non rinunciando al carattere di unità e fluidità che caratterizza fortemente gli spazi interni.

L’edificio ha forma rettangolare ma, a dispetto della geometria in pianta, il pavimento e la copertura sono due gusci continui eondulati, con andamento parallelo tra loro. La loro particolare conformazione dà luogo alla suddivisione degli ambienti: non più pareti, ma pendii, avvallamenti e terrazze in cui l’isolamento acustico tra le varie zone è assicurato proprio dalle variazioni di altezza tra le parti dell’edificio.

sanaa Rolex Learning Center
Rolex Learning Center – Losanna
rolex learning center
Dettaglio dell’esterno

Kazuyo Sejima e Ryue Nishizawa hanno pensato a un unico spazio fluido, distribuito su un’area di 20.000 mq.  Questo tipo di approccio è in netto contrasto con i tradizionali corridoi e aule che caratterizzano i normali ambienti dedicati alle attività didattiche.

sanaa rolex center interno
Dettaglio dell’interno

Dal punto di vista strutturale il fatto che l’edificio sia costituito, alla base, da un grande solaio ondulato, con pochissimi supporti intermedi (per accentuarne il carattere di fluidità e trasparenza) ha comportato molte difficoltà, sia in fase progettuale che di realizzazione.

Serpentine Pavillon – Londra (2009)

Il Serpentin Gallery Pavilion rappresenta la prima opera realizzata nel Regno Unito dagli architetti di SANAA.
La struttura, che si estende su una superficie di 557 metri quadrati, è composta da due piastre in alluminio lucidate a specchio con anima in compensato di 18 millimetri. Le due piastre sono sostenute da sottili colonne in acciaio inossidabile, disposte secondo un ordine casuale a 2-3 metri l’una dall’altra.
sanaa serpentine pavilion
Serpentine Pavilion- Londra
Le colonne poggiano su un pavimento in cemento armato grigio chiaro. La struttura è stata concepita per non avere un fronte principale e per essere accessibile da tutti i lati. Le luci sono incorporate nella pavimentazione, disposte in posizione rientrante, e guidano il visitatore nel percorso.
serpentine pavilion dettaglio
Vista dall’interno

Kazuyo Sejima e Ryue Nishizawa ambivano a creare un padiglione che si integrasse perfettamente con il parco: la tettoia riflettente, con la superficie specchiata, amplifica la visione del parco e del cielo e cambia al mutare delle condizioni atmosferiche, confondendosi con l’ambiente circostante.

Zollverein School of Management and Design – Essen (2006)

Zeche Zollverein è stato il più importante sito industriale in disuso in Europa dopo l’interruzione dell’attività in miniera verso la metà degli anni Ottanta. Gli impianti sono rimasti in stato di abbandono fino a quando la città di Essen ha redatto i piani di trasformazione l’area. La Zollverein School of Management and Design è  un cubo di cemento armato a vista di 35 x 35 metri che segnala l’acceso principale del sito.
sanaa zollverein school
Zollverein Scholl- Essen
Internamente la struttura ha cinque livelli con interpiani a diversa altezza per rispondere alle varie necessità imposte dalla didattica. Al piano terra si trovano la reception, la caffetteria, uno spazio espositivo e, all’interno di un volume indipendente, un auditorium. Nei successivi due piani si trovano le aule per il lavoro e seminari, uno spazio espositivo e la biblioteca. Il quarto piano ospita gli uffici, una sala conferenze e dei piccoli cortili interni.
zollverein school ad essen dettaglio interno
Dettaglio dell’interno
La vera particolarità dell’edificio è lo spessore delle pareti esterne di soli 25 centimetri. Questo è dovuto al fatto che non è stato necessario aggiungere una contro parete isolante all’interno.  Nella struttura di cemento è stata inserita una fitta rete di tubazioni che mette in circolo l’acqua pompata da una vena sotterranea, alla temperatura di 28°C. Questa soluzione, sia nella realizzazione che nella gestione, comporta costi minori rispetto all’uso di un normale isolante termico.

Glass pavilion- Museo d’arte di Toledo (2006)

Il progetto di SANAA per il Glass Pavilion del Museo d’arte di Toledo, celebra la trasparenza e ospita al suo interno le collezioni internazionali d’arte del vetro. La scelta di utilizzare il vetro come materiale principale è finalizzata proprio ad esaltare la funzione principale del padiglione. L’edificio, alto poco più di 4,5 metri, si sviluppa su una superficie complessiva di 70 mila metri quadrati circa, la metà dei quali occupa il livello interrato.

sanaa glas pavilion museo di toledo
Glass Pavilion – Museo di Toledo
La scelta di occupare uno spazio che si inserisse nel contesto secondo un movimento orizzontale testimonia lo sforzo dei progettisti per non violentare il paesaggio attorno. Il Glass Pavilion sorge all’interno di un parco appartenente ad uno storico quartiere di case vittoriane. I progettisti hanno dovuto tener conto della preservazione delle querce secolari che abitano il parco da oltre 150 anni, nonché delle storiche strutture attorno. Lo studio SANAA ha immaginato una serie di cortili all’aperto così che i visitatori, una volta raggiunto l’interno, potessero avere la sensazione di essere ancora all’esterno, circondati dagli storici alberi del parco.
glass pavilion interno
Dettaglio dell’interno
La divisione degli spazi interni dell’edificio è realizzata con pareti curve di vetro. La trasparenza delle pareti crea un collegamento unico tra i vari spazi; una sorta di labirinto diafano che consente ai visitatori un continuo contatto con l’esterno. Anche la copertura è stata concepita in modo che impattasse il meno possibile con il contesto. La struttura cela anche un complesso organismo ecologico, che consente la suddivisione dell’intera area in tre zone climatiche indipendenti. Un sistema di riscaldamento e raffreddamento radiante sistemato nelle cavità interstiziali serve a controllare il clima dell’edificio e prevenire la condensa sul vetro.

SANAA curiosità

Nel 2010, lo studio SANAA ha ricevuto il Premio Pritzker, la più alta onorificenza nel campo dell’architettura. Kazuyo  Sejima è stata Direttore per il settore Architettura della Biennale di Venezia nel 2010.

Arch. Elena Valori

Condividi questo articolo

Condividi su facebook
Condividi su google
Condividi su twitter
Condividi su linkedin
Condividi su pinterest
Condividi su print
Condividi su email

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.