Renzo Piano, bis italiano per il Premio Pritzker

Quando in Pritzker torno’ in Italia

Nel 1998, per la seconda volta a distanza di pochi anni dalla premiazione di Aldo Rossi (che, come già citato in un articolo precedente, ricevete l’importante Premio nel 1990) il premio Pritzker venne nuovamente conferito ad un architetto italiano: Renzo Piano.

Fra i più noti, prolifici e attivi architetti italiani a livello internazionale, grazie al padre costruttore edile, ebbe subito la possibilità di conoscere la vita di cantiere e di esercitare la professione; dopo essere stato alcuni anni presso lo studio di Franco Albini tra il 1965 e il 1970 viaggio’ tra gli Stati Uniti e l’Inghilterra per completare la sua formazione, insegnando inoltre per due anni  a Londra, presso l’Architectural Association School of Architecture dove conobbe Richard Rogers, con il quale, giovanissimo, raggiunge il primo successo internazionale con il progetto per il Centre Pompidou.

Fin dall’inizio la sua cifra stilistica è contraddistinta da una costante ricerca e sperimentazione nell’uso dei materiali e delle tipologie strutturali e da una forte vena anti-accademica entrambe alimentate, come più volte affermato, da una passione totalizzante per la tecnica ed il costruire.

Fra le numerose opere, ricordiamo in questo articolo il Centro Paul Klee a Berna e il NEMO ad Amsterdam.

Il Centro Paul Klee, nato per ospitare le opere dell’omonimo artista e ultimato nel 2005, è concepito come una scultura che nasce dal paesaggio collinare, dal quale trae appunto ispirazione, evocando inoltre, i paesaggi di molti dipinti e disegni di Paul Klee; la sagoma esterna della copertura dunque, è l’unica emergenza del museo visibile sul territorio, poiché l’intera struttura si sviluppa al di sotto di questo “guscio”, così che quindi le sale espositive sono posizionate al di sotto della linea di terra.
La geometria complessa della copertura è realizzata attraverso travature in acciaio, dove ciascun pezzo è differente dall’altro.

  

 

 

Il Museo della Scienza e della Tecnica della città di Amsterdam ( NEMO) inaugurato nel 1997 si presenta come un enorme edificio in rame ossidato, al cui interno ospita esperimenti incentrati su tutto ciò che ci circonda ma sempre all’insegna del divertimento e della curiosità, soprattutto per un pubblico giovane. Renzo Piano in questo progetto ha inserito dei chiari elementi identificativi, come la rampa pedonale che conduce sul tetto dell’edificio, il tetto praticabile a gradinate (che funge sia come piazza dalla quale godere di un bellissimo panorama sulla città, sia come centro di aggregazione per gli abitanti del quartiere) e, come già ricordato, il caratteristico rivestimento in rame, che ben si coniuga con la posizione del Museo, circondato su tre lati dal mare: questa “gigantesca nave” appartiene quindi al porto, non si fonda infatti pesantemente sul terreno, ma galleggia sopra un tunnel appositamente creato, sorretta da una struttura di pali sommersi nell’acqua.

  

 

 

Arch. Elena Valori

 

 

Pin It

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.