Ritratto in bianco e nero dell'architetta Zaha Hadid seduta accanto a un modello architettonico dalle forme scultoree nel suo studio

Zaha Hadid: la regina delle curve che ha rivoluzionato l’architettura

Zaha Hadid ha rivoluzionato l'architettura contemporanea con forme fluide, geometrie innovative e progetti futuristici. Scopri la sua storia e le opere più celebri.

Zaha Hadid continua a essere una delle figure più influenti dell’architettura contemporanea. Sebbene sia scomparsa nel 2016, lo studio da lei fondato realizza ancora oggi alcuni dei progetti più innovativi al mondo seguendo la visione sviluppata insieme a Patrik Schumacher. Le sue opere rappresentano ancora un punto di riferimento per architetti, designer e studenti.

📐 Zaha Hadid in breve

Zaha Hadid (Baghdad, 1950 – Miami, 2016) è stata un’architetta e designer irachena-britannica, pioniera dell’architettura parametrica e prima donna a vincere il Premio Pritzker nel 2004. Le sue opere, caratterizzate da forme fluide e dinamiche, hanno rivoluzionato l’architettura contemporanea.

📍 Nata Baghdad (Iraq), 31 ottobre 1950
✝️ Morta Miami (USA), 31 marzo 2016
🏛️ Corrente Decostruttivismo e Architettura Parametrica
🏆 Premio principale Pritzker Prize (2004)
🥇 Altro riconoscimento RIBA Royal Gold Medal (2016)
👤 Studio Zaha Hadid Architects
👨‍💼 Direzione attuale Patrik Schumacher
🌍 Opere simbolo MAXXI, Torre Hadid, Morpheus Hotel, Beijing Daxing Airport, London Aquatics Centre
✨ Soprannome “Regina delle Curve”
Opera / Progetto Città / Paese Anno
MAXXI Roma, Italia 2010
Mobile Art Pavilion Parigi / Internazionale 2007
Morpheus Hotel Macao, Cina 2018
Messner Mountain Museum Corones Plan de Corones, Italia 2015
Riverside Museum Glasgow, Scozia 2011
London Aquatics Centre Londra, Regno Unito 2012
The Opus Dubai, EAU 2020
Beijing Daxing International Airport Pechino, Cina 2019
Torre Generali Milano, Italia 2018

🌍 Scopri le grandi archistar dell’architettura contemporanea

Zaha Hadid è una delle protagoniste assolute dell’architettura contemporanea, ma la storia delle archistar comprende molti altri progettisti che hanno trasformato il modo di concepire edifici, città e spazi abitativi.

Dalle forme scultoree di Frank Gehry al minimalismo materico di Tadao Ando, fino alle sperimentazioni tecnologiche di Renzo Piano, scopri tutte le biografie, gli stili e le opere degli architetti più famosi nella raccolta dedicata alle archistar contemporanee.

A cura di
Elena Valori Esperti di interior design e tendenze per la casa Contenuto verificato e aggiornato a Agosto 2026

Zaha Hadid: Biografia

Zaha Hadid è stata la prima donna a ricevere il premio Pritzker nel 2004, nonché una delle capofila e massime esponenti della corrente decostruttivista. È una delle donne architetto più famose. Dopo aver conseguito una laurea in matematica alla American University di Beirut, si trasferisce a Londra nel 1972, per studiare alla Architectural Association. Dopo aver conseguito il titolo lavora con i suoi ex professori, Rem Koolhaas e Elias Zenghelis, presso l’Office for Metropolitan Architecture (OMA) a Rotterdam, diventandone socia nel 1977.  Grazie alla associazione con Koolhaas, incontra Peter Rice, l’ingegnere che le ha dato sostegno e l’ha incoraggiata nella fase iniziale. Nel 1994 ha insegnato alla Graduate School of Design dell’Università di Harvard, occupando la cattedra che fu di Kenzo Tange.

Nel 2000 Zaha Hadid è stata la prima donna a firmare un progetto per la Serpentine Gallery di Londra, disegnando la struttura temporanea per la cena di gala annuale, precursore del celebre Serpentine Pavilion.

Zaha Hadid è considerata, insieme a Rem Koolhaas, Frank Gehry e Daniel Libeskind, tra i massimi esponenti del decostruttivismo, corrente architettonica nata negli anni Ottanta che rifiuta le forme geometriche regolari a favore di volumi frammentati e dinamici. Negli anni Duemila la sua ricerca si è evoluta verso l’architettura parametrica, un approccio progettuale basato su algoritmi digitali che generano forme fluide e continue, oggi portato avanti dallo studio sotto la guida di Patrik Schumacher, teorico stesso del parametricismo.

🏛️ Le archistar che hanno riscritto il linguaggio dell’architettura

Zaha Hadid non è stata l’unica protagonista della rivoluzione architettonica contemporanea. Architetti con visioni molto diverse hanno trasformato il modo di concepire edifici e spazi, dal minimalismo materico alla sperimentazione tecnologica.

Scopri anche le opere e lo stile di: Renzo Piano, maestro dell’architettura high-tech; Tadao Ando, famoso per cemento, luce e armonia con la natura; Frank Gehry, icona delle forme scultoree e del decostruttivismo.

Nel 1980 fonda il suo studio con sede a Londra. Dagli anni Ottanta insegna alla Architectural Association.

Caratteristiche dello stile di Zaha Hadid

L’architettura di Zaha Hadid è riconoscibile in tutto il mondo grazie a un linguaggio progettuale innovativo che rompe gli schemi tradizionali. Le sue opere sembrano scolpite dal movimento e sono il risultato dell’incontro tra creatività, matematica e progettazione digitale.

  • forme fluide e dinamiche;
  • assenza di geometrie tradizionali;
  • uso della progettazione parametrica;
  • ampie superfici continue in vetro e cemento;
  • integrazione tra architettura, paesaggio e tecnologia.

Zaha Hadid: Opere e progetti famosi

Dalla fondazione dello studio fino alla sua prematura scomparsa Zaha Hadid si è sempre distinta nel panorama dell’architettura internazionale per le sue forme decostruttiviste. Queste forme diverse, surreali e quasi al limite del possibile, hanno fatto di Zaha Hadid Architects uno degli studi con la maggiore produzione. Vediamo insieme alcuni progetti iconici.

Il percorso di Zaha Hadid si inserisce nella storia dell’architettura contemporanea tra la fine del XX e l’inizio del XXI secolo, un periodo che ha visto l’affermarsi di correnti come l’high-tech architecture di Renzo Piano e Norman Foster e, successivamente, la rivoluzione digitale del parametricismo, di cui Hadid è considerata la pioniera assoluta.

MAXXI – Roma – Zaha Hadid

Il Museo Nazionale delle Arti del XXI secolo è il progetto vincitore del concorso di idee bandito dal Ministero per i beni e le attività culturali. È composto da  un grande centro culturale con al suo interno un museo per le arti del XXI secolo, un museo di architettura, spazi per attività sperimentali, biblioteca, auditorium, accoglienza, caffetteria e ristorante, negozi, uffici, aree di servizio e ampi spazi pubblici all’aperto. Il MAXXI è stato inaugurato nel 2010, e appare come un “innesto urbano”, una seconda pelle sul sito, come descritto dalla stessa  Zaha Hadid.

MAXXI di Zaha Hadid a Roma, dettaglio della facciata in cemento con volumi curvilinei sospesi e vetrate a nastro
Il cemento che si piega al movimento: il MAXXI, capolavoro di Zaha Hadid a Roma
Scala scultorea nera all'interno del MAXXI di Zaha Hadid, con visitatori in movimento tra volumi curvilinei sospesi
Un flusso continuo di spazio: la scala del MAXXI che sfida la geometria tradizionale

Il concetto di movimento attraverso lo spazio è alla base dell’idea progettuale, in opposizione a una serie predeterminata di “punti chiave”. Le linee hanno un andamento fluido attraversano lo spazio interno ed esterno, e scorrono da una parte all’altra del sito per tutta la sua estensione. L’idea è quella di creare uno spazio che non si esaurisca in un unico tragitto lineare, ma offra una complessa rete di connessioni e di percorsi.

Perché Zaha Hadid è considerata una rivoluzionaria

Zaha Hadid ha trasformato il modo di progettare gli edifici introducendo un linguaggio basato su algoritmi, modellazione digitale e superfici continue. Molte delle soluzioni oggi adottate dagli studi internazionali derivano dalle sperimentazioni sviluppate all’interno di Zaha Hadid Architects tra gli anni Novanta e Duemila.

Mobile Art Pavillion 

Il Mobile Art Pavillon è stato progettato da Zaha Hadid per Chanel nel 2007, su commissione dello stilista Karl Lagerfeld. L’edificio è un grande “guscio bianco” rivestito in materiale riflettente. La sua forma organica è ispirata dalle forme a spirale che si trovano in natura, ed è pensata appositamente per suscitare la curiosità e l’interesse del pubblico.

Mobile Art Pavillion di Zaha Hadid, struttura bianca fluida in movimento accanto all'Institut du Monde Arabe a Parigi
Architettura mobile e futuristica: il padiglione di Zaha Hadid che sfida la stasi delle forme

Come spiegato dallo stesso architetto, si tratta di un linguaggio architettonico fatto di fluidità e natura, ottenuto attraverso l’utilizzo degli strumenti digitali che hanno consentito di realizzare un padiglione dalle forme organiche, in luogo del mero ordine ripetitivo che contraddistingue l’architettura industriale del XX secolo. L’involucro che avvolge l’edificio è composto da una successione di elementi ad arco in materiale riflettente, che ben si integra con l’uso delle tecnologie digitali. Il design del padiglione si basa sul concetto della distorsione in sezioni semicircolari e convesse, da cui partono una varietà di spazi espositivi interni.

Attraverso una serie di tagli nell’involucro di copertura del volume, la luce naturale incontra quella artificiale. Al centro della struttura si apre una corte interna ampia 65 metri quadrati, protetta da una copertura trasparente. Gli elementi modulari che compongono il padiglione non superano i 2,25 m di larghezza: questa dimensione così ridotta ha permesso di semplificare notevolmente le operazioni di smontaggio, trasporto e riassemblaggio dei vari elementi durante le passate trasferte in giro per il mondo.

Disegni tecnici DWG del Chanel Mobile Art Pavilion di Zaha Hadid, con piante, sezioni e viste dell'architettura fluida
Dietro la forma: i disegni tecnici che svelano la genesi del Mobile Art Pavilion

Morpheus Hotel Zaha Hadid – Macao

Il Morpheus Hotel è il nuovo grattacielo realizzato nella ” Las Vegas Asiatica”.  Vediamo tutti i dettagli di questo lussuoso hotel in Cina. Si tratta di una struttura ricettiva di lusso, costituita da 40 piani. È pensato come un unico “elemento scultoreo” unito da una struttura a rete come un esoscheletro esposto. Il “volume” è stato poi estruso in modo tale da creare le due torri, collegate a livello del podio e del tetto, con due ponti di forma organica che occupano il vuoto centrale fra le due torri. Questo grande spazio centrale alto quaranta metri, rappresenta l’atrio di ingresso all’Hotel.

Hotel Morpheus a Macao di Zaha Hadid Architects, torre con esoscheletro reticolare bianco e cavità organiche scavate nella facciata
Un buco nella struttura, un capolavoro nell’aria: l’Hotel Morpheus firmato Zaha Hadid Architects

La facciata è  caratterizzata dallo “scheletro” esposto della torre, che ne rafforza il dinamismo del design. Questa struttura esterna viene ripresa anche per il layout degli interni. Completato nei primi mesi del 2018, l’hotel ospita una zona riservata ai negozi, un’area di gioco e l’atrio, comprensivo di reception, lobby bar, e uno spazio polifunzionale al piano terra. I livelli superiori ospitano le oltre 780 camere dell’hotel, un casinò, vari ristoranti di specialità.

L’ultimo piano ospita le suite e una piscina sul tetto. Data la complessità della struttura molte componenti, soprattutto quelle della facciata, sono state prodotte in moduli fuori dal cantiere e poi messe in opera, velocizzando così i tempi di esecuzione.

Lobby del Morpheus Hotel a Macao, progettato da Zaha Hadid Architects, con struttura reticolare sfaccettata dorata e atrio a doppia altezza
Geometria che diventa scultura: la lobby del Morpheus Hotel firmata Zaha Hadid Architects

Vista aerea dall'alto del Morpheus Hotel a Macao in fase di costruzione, con l'esoscheletro reticolare bianco visto dall'alto e il cantiere sul tetto
Il cantiere che diventa arte: la costruzione dell’esoscheletro del Morpheus Hotel vista dal cielo

Il museo dell’alpinismo- Plan de Corones

Il Messner Mountain Museum Corones inaugurato nel 2015 è un edificio incorporato all’interno della vetta del Monte Plan de Corones. Si trova a 2.275m sul livello del mare, circondato dalle cime alpine del Zillertal, dell’Ortles e delle Dolomiti. Fondata dal famoso scalatore Reinhold Messner, la sesta e ultima Messner Mountain Museum esplora la tradizione, la storia e la disciplina dell’alpinismo.

Il progetto dell’archistar Zaha Hadid parte dall’idea di far scendere i visitatori all’interno della montagna per esplorarne le caverne e grotte. Alla fine del percorso il visitatore  emerge su una terrazza a strapiombo sulla valle, da cui si gode uno spettacolare panorama.

Il Museo, di circa 1000 mq,  ha uno sviluppo prevalentemente sotterraneo articolato su diversi livelli con solo una minima parte di costruzione fuori terra. Questo è un chiaro vantaggio per la componente paesaggistica, dato il ridotto impatto visivo della struttura rispetto all’ambiente naturale in cui sorge. La soluzione costruttiva sotterranea, grazie alla quale il Museo gode di una temperatura interna costante durante tutto l’anno, garantisce un’ottimizzazione anche in termini di efficienza energetica.

Il livello superiore ospita l’area d’ingresso con le casse, un piccolo Museum shop e il guardaroba completo di armadietti. Dall’ingresso si diparte un sistema di scalinate a cascata  che conduce i visitatori ai sottostanti tre livelli espositivi, fino a raggiungere il livello più basso. L’ultimo livello ospita una superficie espositiva centrale che rappresenta il cuore del Museo, che offre spazi adeguati per esposizioni temporanee a tema.

Le ampie vetrate permettono alla luce naturale di penetrare in profondità all’interno del museo, attirando i visitatori verso la terrazza a sbalzo che si affaccia sulla vallata sottostante. La struttura del museo di Zaha Hadid è costituita da pareti di spessore fra i 40 e i 50 cm, realizzate in cemento armato gettato in opera, mentre la copertura che sostiene il peso della montagna sovrastante che incorpora il museo nella montagna, arriva fino a 70 cm di spessore.

Tutti i pannelli interni ed esterni che ricoprono la struttura sono prefabbricati, utilizzando degli elementi curvi scolpiti in schiuma CNC lavorati utilizzando il modello 3D dell’architetto. La particolare posizione del sito di costruzione, ha reso le operazioni di cantiere una ulteriore sfida, sia dal punto di vista organizzativo che costruttivo.

Questo processo costruttivo, reso possibile dalla progettazione tramite modellazione digitale parametrica (BIM), è una caratteristica distintiva del metodo di lavoro dello studio Zaha Hadid Architects, che utilizza il software generativo per tradurre forme complesse in elementi costruibili con precisione millimetrica.

Messner Mountain Museum Corones sul Plan de Corones in Alto Adige, padiglioni scultorei bianchi incastonati nella roccia con vista panoramica sulle montagne
Architettura scavata nella roccia: il Messner Mountain Museum Corones che si fonde con le Dolomiti

Interno del Messner Mountain Museum Corones di Zaha Hadid, scalinata scultorea in cemento con soffitto luminoso a nastri LED e visitatori tra le esposizioni
Luce e cemento in dialogo: l’interno scultoreo del Messner Mountain Museum Corones

Riverside Museum – Glasgow

Il Riverside Museum è stato proclamato Museo Europeo dell’anno 2013 con una cerimonia che si è tenuta a Tongeren (Belgio). Alla gara partecipavano oltre 40 musei di tutto il mondo. Il museo è dedicato ai trasporti ed ospita oltre 3000 oggetti. L’edificio sorge nel punto di incontro tra i fiumi Clyde e Kevin.  La costruzione si presenta come un tunnel dalla pelle metallica. Il museo crea una connessione diretta tra la città e il fiume Clyde, ed alle estremità presenta vetrate trasparenti a tutta altezza. Le sale espositive diventano parte integrante del paesaggio che unisce il fiume alla città.

Riverside Museum di Zaha Hadid a Glasgow, facciata a zigzag in metallo e vetro illuminata al tramonto
Onde di metallo contro il cielo blu: il Riverside Museum di Zaha Hadid a Glasgow

Riverside Museum Glasgow particolare

Aquatics Centre- Londra

L’Aquatics Centre è stato progettato da Zaha Hadid Architects e inaugurato nel 2012. L’edificio assomiglia ad un grande insetto con le ali spiegate simmetriche rispetto al corpo. Queste forme estruse e leggere, le ali non sono altro che le coperture inclinate delle tribune. Il dorso è l’enorme tetto composto da una sinuosa lamina omogenea appoggiata su tre soli sostegni in calcestruzzo.  Gli unici tre sostegli,due collocati a nord e uno a sud, sorreggono una sfida costruttiva del peso di settanta tonnellate. La struttura è stata progettata con la collaborazione di Arup & Partners. La copertura in acciaio è rivestita da un manto di lastre in alluminio,  ed è sostenuta da ventisei capriate in acciaio che scaricano il peso sugli enormi setti in cemento armato.

London Aquatics Centre di Zaha Hadid nel Queen Elizabeth Olympic Park a Londra, tetto ondulato in legno e facciata in vetro curvilinea
Un’onda scolpita nel cielo: il London Aquatics Centre firmato Zaha Hadid

Il tetto a doppia curvatura è composto da archi parabolici che si sviluppano in modo tale da dividere visivamente l’area della piscina olimpionica e quella per i tuffi. I numerosi punti luce (oltre 500) creano un ambiente di grande impatto scenico.

Interno del London Aquatics Centre di Zaha Hadid con piscina olimpica, tribune e soffitto ondulato in legno per le Olimpiadi di Londra 2012
Dove nascono i record: la piscina olimpica del London Aquatics Centre firmata Zaha Hadid

L’edificio da 83 milioni di euro occupa la porzione sud-est del Parco Olimpico e comunica con il limitrofo sobborgo di Stratford attraverso un nuovo ponte pedonale, lo Stratford City Bridge.Le tre vasche (due da cinquanta metri e una da 25) sono inserite in un grande podio, che ospita anche i servizi, gli impianti idraulici e i programmi di gestione della struttura, progettata per accogliere fino a 17.500 spettatori.

Vedi anche l’articolo dedicato a Hans Hollein

Zaha Hadid: The Opus

Inaugurato lo scorso 1° marzo, The Opus è il nuovo grattacielo che dialoga con il vicino Burij al Khalifa. L’edificio è composto da due torri, alte 100 metri, congiunte alla base e alla sommità ma separate da un vuoto irregolare nel mezzo. Le due torri sono collegate da un atrio a quattro piani al livello del suolo e da un ponte asimmetrico a cielo aperto largo 38 metri e sospeso a 71 metri dal suolo. L’effetto finale è di una forma sinuosa, tipica della poetica compositiva della “ Regina delle Curve”. Anche negli interni è visibile tutto lo stile di Zaha Hadid, sia negli allestimenti degli spazi comuni sia negli interni dell’hotel di lusso. Lo studio ha infatti curato anche l’interior design delle lussuosissime suites presenti all’interno di The Opus.

Grattacielo Opus a Dubai progettato da Zaha Hadid Architects, con struttura a vuoto sospeso e facciata in vetro riflettente
Un vuoto scolpito nel vetro: l’Opus di Dubai firmato Zaha Hadid Architects

Atrio interno dell'hotel ME Dubai all'interno del The Opus, con balconate scultoree bianche, illuminazione dorata e sedute rotonde bordeaux
Curve luminose e velluto bordeaux: l’atrio dell’hotel ME Dubai firmato Zaha Hadid Architects
Camera da letto dell'hotel ME Dubai nel The Opus, testiera scultorea in stile Zaha Hadid, poltrone in pelle bordeaux e ampie vetrate
Design fluido anche nel riposo: la camera dell’hotel ME Dubai firmata Zaha Hadid

Niederhafen River Promenade – Amburgo

La nuova passeggiata fluviale si trova a Niederhafen, sul fiume Elba, tra St. Pauli Landungsbrücken e Baumwall ad Amburgo. È lunga 625 metri ed è parte integrante della modernizzazione e del rafforzamento del sistema di protezione dalle piene della città.

Vista al tramonto del Niederhafen River Promenade di Amburgo, progetto di riqualificazione dello studio Zaha Hadid Architects. La scalinata ondulata in cemento si affaccia sul porto storico, con il veliero Rickmer Rickmers sullo sfondo e lo skyline della città che si accende al crepuscolo.
La promenade riqualificata sul fiume Elba ad Amburgo, progettata da Zaha Hadid Architects, unisce funzione di difesa dalle inondazioni e spazio pubblico

Questa nuova promenade è  sviluppata sopra la barriera anti allagamento, offrendo una vista indisturbata sull’Elba e sul porto. In questo modo il lungofiume è ricollegato con il tessuto urbano della città e in collegamento con i quartieri adiacenti. La struttura lineare si trova a 8,60 metri sul livello del mare nella sua parte orientale e a 8,90 metri nella sua parte occidentale. Con una larghezza minima di 10 metri, il lungofiume offre ampi spazi per pedoni, sportivi, artisti di strada e bancarelle. I negozi e i servizi pubblici sono stati collocati a livello della strada.

Niederhafen River Promenade di Zaha Hadid Architects ad Amburgo, con vista sul bar Alex, le scalinate panoramiche e il porto sullo sfondo
La scalinata del Niederhafen River Promenade ad Amburgo, opera di Zaha Hadid Architects, funge da barriera anti-inondazione e da spazio pubblico affacciato sul porto

Il dettaglio distintivo è rappresentato dalle ampie scalinate, che ricordano piccoli anfiteatri. Queste scalinate  sono scolpite nella banchina nei punti in cui le strade dei quartieri adiacenti incontrano la struttura. Il disegno delle scalinate rivolte verso la città e verso il lungofiume genera una forma sinuosa, che ricorda un’onda.

Vista aerea del Niederhafen River Promenade di Zaha Hadid Architects ad Amburgo, con la scalinata ondulata lungo il fiume Elba e lo skyline della città
Vista dall’alto della scalinata ondulata del Niederhafen River Promenade ad Amburgo, che integra la barriera anti-inondazione nel tessuto urbano lungo il porto

Beijing Daxing International Airport – Zaha Hadid

Il nuovo mega aeroporto di Pechino è stato inaugurato a settembre 2019. Con le sue otto piste e 700 mila metri quadri di superficie, è uno degli aeroporto più grandi del mondo.

Vista aerea dell'Aeroporto Internazionale di Pechino-Daxing progettato da Zaha Hadid Architects, con la caratteristica struttura a stella dorata
La struttura a stella dell’Aeroporto di Pechino-Daxing, progettato da Zaha Hadid Architects, uno dei più grandi terminal aeroportuali al mondo

Il segno distintivo dell’architettura fluida e sinuosa di Zaha Hadid emerge in due elementi:

  • nelle linee della copertura, con una composizione simmetrica che evoca l’armonia dei paesaggi cinesi.
  • nel disegno degli interni.

Un enorme lucernario a fiore si irradia dal centro della struttura verso l’estremità di ogni ala, creando una spaccatura interna che permette alla luce naturale di illuminare ogni zona dell’edificio. Le colonne paraboliche e i soffitti a volta, culminano in una serie di pozzi di luce circolari che ritmano lo spazio. L’interno è percepito come un ambiente continuo e fluido.

Interno dell'Aeroporto Internazionale di Pechino-Daxing progettato da Zaha Hadid Architects, con soffitto scultoreo e ponte pedonale ad arco bianco
La hall centrale dell’Aeroporto di Pechino-Daxing, con il soffitto in acciaio e vetro che richiama le nervature della struttura a stella progettata da Zaha Hadid Architects

Meixihu International Culture & Arts Centre di Changsha

Il Meixihu International Culture & Arts Centre di Changsha, è il centro culturale più grande e completo di tutta la provincia cinese dell’Hunan.

Vista aerea del Changsha Meixihu International Culture and Arts Centre progettato da Zaha Hadid Architects, con volumi bianchi a forma di petalo lungo il lago
Il complesso culturale Changsha Meixihu, firmato Zaha Hadid Architects, con le sue forme fluide e ondulate ispirate ai petali di fiore

È stato terminato nel 2019 ed è  composto da 115 mila metri quadrati di superficie suddivisi tra tre istituzioni culturali:

  • il MICA, museo d’arte contemporanea. L’edificio è composto da otto gallerie, distribuite intorno a un atrio centrale dedicato a grandi installazioni ed eventi;
  • il Grand Theatre con 1800 posti a sedere per accogliere un’ampia varietà di arti dello spettacolo;
  • lo Small Theatre, una sala polifunzionale da 500 posti estremamente versatile che può assumere diverse configurazioni e accogliere performance di vario tipo da piccoli spettacoli a sfilate di moda.
Dettaglio della facciata scultorea in pannelli bianchi del Changsha Meixihu International Culture and Arts Centre, progettato da Zaha Hadid Architects
I volumi bianchi sovrapposti del Changsha Meixihu Centre, con la caratteristica pannellatura a griglia disegnata da Zaha Hadid Architects

Ciascuna istituzione è poi completata da strutture di supporto, locali di servizio e di ristoro, uffici amministrativi. Il centro culturale si presenta come un’architettura fluida e organica. I vari edifici sono distribuiti in modo tale da creare tra loro cortili esterni, alternati da percorsi pedonali e spazi per eventi all’aperto. Quest’opera è già diventata un importante landmark nel contesto. Questo  grazie alla geometria fluida del complesso culturale e al suo rivestimento esterno che esalta i volumi ed evoca i giochi di riflessione della luce nelle acque del vicino lago.

Interno del Changsha Meixihu International Culture and Arts Centre progettato da Zaha Hadid Architects, con spazi fluidi illuminati e vista sulla città
Gli spazi interni scultorei del Changsha Meixihu Centre, con volumi curvilinei e illuminazione a nastro disegnati da Zaha Hadid Architects

Torre Generali – Milano – Zaha Hadid

La torre generali, inaugurata ufficialmente nel 2018 è parte del grande progetto di riqualificazione dell’area denominata CityLife, ex spazio della Fiera Milano.

Torre Hadid, nota anche come "Lo Storto", grattacielo di 177 metri progettato da Zaha Hadid nel quartiere CityLife di Milano
La Torre Hadid, soprannominata “Lo Storto”, si erge per 177 metri su 44 piani nel quartiere CityLife di Milano

Zaha Hadid si è occupata, oltre che delle famose residenze immerse nel parco, della realizzazione di una delle tre torri del centro direzionale. La torre Generali è un grattacielo di 170 metri, che svetta sopra ad un centro commerciale, il Podium, anch’esso opera della Hadid.

Dettaglio dal basso della facciata curva della Torre Hadid a Milano, il grattacielo "Lo Storto" progettato da Zaha Hadid nel quartiere CityLife
La sommità della Torre Hadid vista dal basso, con la caratteristica torsione della facciata vetrata che le è valsa il soprannome “Lo Storto”

La torre accoglie oltre duemila tra i dipendenti di Generali, ospitati nei quasi 150.000 metri quadrati del grande edificio in calcestruzzo e vetro. Zaha Hadid ha concepito la torre a partire da una sequenza di piani che ruotano intono a un asse verticale, con un sistema di 18 pilastri inclinati disposti sul perimetro di ciascun piano. Questi pilastri, con una inclinazione variabile, sono stati realizzati con un sistema di casseri studiati appositamente per questo edificio e con specifici puntelli ancorati a ciascun solaio e posati seguendo un sofisticato sistema di tracciamento topografico.

Interno degli uffici open space della Torre Generali (Torre Hadid) a Milano, progettata da Zaha Hadid Architects, con vista panoramica sulla città
Gli spazi di lavoro open space ai piani alti della Torre Hadid a Milano, con grandi vetrate panoramiche affacciate sulla città

La facciata della Torre Generali è realizzata con un sistema a doppia pelle in modo da garantire l’effetto estetico di torsione alla facciata esterna e la massima efficienza energetica all’interno.

✨ Quando l’architettura incontra il design degli interni

Il lavoro di Zaha Hadid dimostra come il confine tra architettura e interior design sia sempre più sottile. Linee fluide, materiali innovativi e ricerca delle forme hanno influenzato anche il modo di progettare gli ambienti domestici contemporanei.

Scopri anche gli architetti famosi che hanno trasformato il modo di arredare il salotto e le loro idee più interessanti applicate agli spazi abitativi.

CityLife Shopping District – Milano

Il considetto Podium è un altro elemento che compone la zona delle Tre Torri di CityLife.

Torre Hadid (Torre Generali) al tramonto con il CityLife Shopping District a Milano, progettati dallo studio di Zaha Hadid
La Torre Hadid al crepuscolo, con l’ingresso curvilineo del CityLife Shopping District ai suoi piedi, nel quartiere firmato Zaha Hadid a Milano

È il più grande distretto urbano dedicato allo shopping in Italia. L’edifico si trova all’interno di un quartiere interamente pedonale, con viabilità e parcheggi interrati. All’interno della galleria commerciale l’attenzione è subito attratta dai blocchi di bambù assemblati con resine ad alta pressione e intagliati con fresatura per generare linee geometriche morbide e avvolgenti.

Interno del CityLife Shopping District a Milano, con il caratteristico soffitto scultoreo in legno che avvolge i pilastri e il bar centrale
Il soffitto in legno dal design fluido e organico del CityLife Shopping District a Milano, che si sviluppa attorno ai pilastri centrali fino al bar
Vista dall'alto della piazza centrale del CityLife Shopping District a Milano, progettato dall'architetto Zaha Hadid, con negozi e area ristorazione
La piazza centrale del CityLife Shopping District a Milano, con le caratteristiche geometrie architettoniche disegnate da Zaha Hadid

La geometria del progetto di Zaha Hadid Architects è generata dall’allineamento con tre assi principali che dalla città confluiscono in CityLife e poi proseguono nella Torre Generali.

L’eredità di Zaha Hadid nell’architettura contemporanea

Ancora oggi università, studi di progettazione e grandi società di ingegneria utilizzano metodi sviluppati o perfezionati da Zaha Hadid Architects. L’influenza dell’architetta è evidente nella diffusione dell’architettura parametrica, del BIM e della progettazione computazionale, ormai strumenti fondamentali nella progettazione contemporanea.

Perché leggere ancora oggi Zaha Hadid

Le opere di Zaha Hadid rappresentano uno dei momenti più importanti nella storia dell’architettura contemporanea. Dalle prime sperimentazioni decostruttiviste fino al parametricismo, i suoi edifici continuano a essere studiati nelle università e presi come riferimento per la progettazione del futuro.

FAQ – Domande frequenti su Zaha Hadid

Chi è stata Zaha Hadid?
Zaha Hadid è stata una celebre architetta e designer irachena naturalizzata britannica, prima donna a vincere il prestigioso Premio Pritzker nel 2004 e massima esponente dell’architettura decostruttivista e parametrica.

Qual è lo stile architettonico di Zaha Hadid?
Lo stile di Zaha Hadid è caratterizzato da forme fluide, organiche, dinamiche e surreali, prive di angoli retti tradizionali. Per questo motivo è stata soprannominata la “Regina delle Curve”.

Chi gestisce lo studio Zaha Hadid Architects oggi?
Dopo la sua scomparsa nel 2016, lo studio è guidato dall’architetto Patrik Schumacher, che ha lavorato a lungo a fianco della fondatrice portandone avanti la visione e lo stile innovativo in tutto il mondo.

Qual è l’opera più famosa di Zaha Hadid in Italia?
In Italia le opere più note di Zaha Hadid sono il MAXXI di Roma (2010), museo nazionale delle arti del XXI secolo, e la Torre Generali a Milano (2018), grattacielo di 170 metri nel quartiere CityLife.

Perché Zaha Hadid è chiamata la Regina delle Curve?
Il soprannome deriva dalle sue architetture caratterizzate da linee fluide, superfici continue e forme dinamiche che sembrano modellate dal movimento anziché da geometrie tradizionali.
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Relazioni e storia nel tempo

Esplora i collegamenti editoriali tra progettisti e attraversa gli eventi temporali governati della raccolta: biografie, studi, tappe e opere. La selezione del profilo coordina grafo, cronologia e card.

Tutti i profili e gli eventi sono visibili.
Relazioni18 profili · 17 collegamenti
Mappa delle connessioni

Usa la mappa per orientarti; le schede successive riportano nomi, tipo di relazione e motivazione senza abbreviare i testi.

  • Álvaro Siza

    Maestro della misura, del bianco e del rapporto topografico con il luogo, tra modernismo poetico e precisione costruttiva.

  • Mario Cucinella

    Progettista italiano centrato su sostenibilità ambientale, performance energetica, ricerca climatica e innovazione sociale.

  • Renzo Piano

    Architetto genovese tra i più influenti al mondo, capace di tenere insieme tecnologia leggera, precisione costruttiva e umanità dello spazio.

  • Zaha Hadid

    Figura chiave del decostruttivismo e delle geometrie fluide, con opere che trasformano flusso, paesaggio e movimento in forma costruita.

  • Bjarke Ingels

    Architettura pop-pragmatica: diagrammi leggibili, sostenibilità edonica, densità abitabile e forma come racconto immediato.

  • Grafton Architects

    Studio irlandese noto per architetture educative, civiche e materiche, con uso potente di calcestruzzo, luce e sezione.

  • Norman Foster

    High-tech pragmatico, grandi infrastrutture e torri efficienti dove struttura, ambiente e ingegneria diventano identità visiva.

  • Toyo Ito

    Ricerca giapponese su leggerezza, flussi, strutture reticolari e spazi pubblici fluidi.

  • Frank Gehry

    Architettura scultorea fatta di superfici metalliche, volumi spezzati e forte impatto urbano.

  • Kengo Kuma

    Architettura di dissoluzione, trama e materiali naturali, con forte attenzione a legno, artigianato e rapporto con il paesaggio.

  • Le Corbusier

    Figura fondativa del modernismo: abitare, città, proporzione e plasticità come grammatica del Novecento.

  • Massimiliano Fuksas

    Architettura di grandi gesti urbani, involucri complessi e landmark pubblici tra infrastruttura, cultura e spettacolo.

  • Matteo Thun

    Architetto e designer tra ospitalità, wellness, product design e approccio durevole al progetto.

  • MVRDV

    Studio olandese fondato su densità, dati, colore, sperimentazione urbana e forme comunicative.

  • Peter Zumthor

    Architettura atmosferica e materica, costruita per intensità sensoriale, silenzio, luce e precisione artigianale.

  • Rem Koolhaas

    Teorico e progettista della congestione contemporanea: programma, bigness, cultura urbana e sistemi complessi.

  • SANAA

    Studio giapponese noto per leggerezza, trasparenza, piante fluide e una delicatezza spaziale quasi immateriale.

  • Santiago Calatrava

    Architettura-ingegneria fatta di strutture bianche, movimento, ponti e spazi pubblici dalla forte carica iconica.

Cronologia140 eventi temporali
  1. Nascita

    Le Corbusier

    1 fonte
    • biografia
  2. Nascita

    Frank Gehry

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    • biografia
  3. Nascita

    Aldo Rossi

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    • biografia
  4. Villa Savoye

    Poissy · Francia · villa

    affidabilità 82%
    • modernismo
    • pilotis
    • manifesto
    • villa
  5. Nascita

    Richard Rogers

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    • biografia
  6. Nascita

    Álvaro Siza

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    • biografia
  7. Nascita

    Hans Hollein

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    • biografia
  8. Nascita

    Richard Meier

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    • biografia
  9. Nascita

    Norman Foster

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    • biografia
  10. Fondazione

    SOM

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    • studio
  11. Nascita

    Renzo Piano

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    • biografia
  12. Nascita

    Toyo Ito

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    • biografia
  13. Nascita

    Mario Botta

    1 fonte
    • biografia
  14. Nascita

    Peter Zumthor

    1 fonte
    • biografia
  15. Nascita

    Massimiliano Fuksas

    1 fonte
    • biografia
  16. Nascita

    Rem Koolhaas

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    • biografia
  17. Nascita

    Jean Nouvel

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    • biografia
  18. Nascita

    Daniel Libeskind

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    • biografia
  19. Nascita

    Steven Holl

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    • biografia
  20. Nascita

    Zaha Hadid

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    • biografia
  21. Nascita

    Santiago Calatrava

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    • biografia
  22. Nascita

    Eduardo Souto de Moura

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    • biografia
  23. Unité d'Habitation

    Marsiglia · Francia · abitare collettivo

    affidabilità 82%
    • brutalismo
    • abitare
    • béton brut
    • abitare collettivo
  24. Nascita

    Matteo Thun

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    • biografia
  25. Lever House

    New York · Stati Uniti · uffici

    affidabilità 82%
    • international style
    • curtain wall
    • uffici
  26. Nascita

    David Chipperfield

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    • biografia
  27. Nascita

    Kengo Kuma

    1 fonte
    • biografia
  28. Nascita

    Stefano Boeri

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    • biografia
  29. Nascita

    Shigeru Ban

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    • biografia
  30. Nascita

    Mario Cucinella

    1 fonte
    • biografia
  31. Boa Nova Tea House

    Leça da Palmeira · Portogallo · ristorante

    affidabilità 82%
    • paesaggio
    • oceano
    • legno
    • ristorante
  32. Fondazione

    Gensler

    1 fonte
    • studio
  33. Retti Candle Shop

    Vienna · Austria · retail

    affidabilità 82%
    • retail
    • postmoderno
    • microarchitettura
  34. Morte

    Le Corbusier

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    • biografia
  35. Nascita

    Alejandro Aravena

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    • biografia
  36. Smith House

    Darien · Stati Uniti · villa

    affidabilità 82%
    • villa
    • bianco
    • modernismo
  37. Fondazione

    Coop Himmelb(l)au

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    • studio
  38. Quartiere Gallaratese, edificio D

    Milano · Italia · housing

    affidabilità 82%
    • abitare
    • razionalismo
    • portico
    • housing
  39. Nascita

    Bjarke Ingels

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    • biografia
  40. Willis Faber & Dumas Headquarters

    Ipswich · Regno Unito · uffici

    affidabilità 82%
    • uffici
    • facciata continua
    • corporate
  41. Centre Georges Pompidou

    Parigi · Francia · museo

    affidabilità 82%
    • museo
    • high-tech
    • collaborazione
  42. Centre Georges Pompidou

    Parigi · Francia · museo

    affidabilità 82%
    • museo
    • high-tech
    • impianti esposti
  43. Fondazione

    Grafton Architects

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    • studio
  44. Fondazione

    Herzog & de Meuron

    1 fonte
    • studio
  45. Fondazione

    Diller Scofidio + Renfro

    1 fonte
    • studio
  46. Museum Abteiberg

    Mönchengladbach · Germania · museo

    affidabilità 82%
    • museo
    • postmoderno
    • topografia
  47. Institut du Monde Arabe

    Parigi · Francia · centro culturale

    affidabilità 82%
    • brise-soleil
    • cultura
    • facciata cinetica
    • centro culturale
  48. Fondazione

    Archea Associati

    1 fonte
    • studio
  49. Rooftop Remodeling Falkestrasse

    Vienna · Austria · ampliamento

    affidabilità 82%
    • decostruttivismo
    • tetto
    • Vienna
    • ampliamento
  50. Fondazione

    UNStudio

    1 fonte
    • studio
Firme dell'architettura

Architetti e studi iconici

3 sezioni / 43 profili

 Total Design, La Redazione

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Elena Valori Esperti di interior design e tendenze per la casa

Team editoriale specializzato in design, arredamento, lifestyle e innovazione. Ogni contenuto viene redatto, verificato e aggiornato secondo criteri di accuratezza, esperienza e affidabilità delle fonti.

Ultima verifica: Agosto 2026 Oltre 10 anni di esperienza nel settore design e casa Fonti verificate e contenuti originali
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